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IL CASO TORNA A CHI L’HA VISTO |
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lunedì 16 ottobre 2006 |
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L’uomo scomparso sui Sibillini ASCOLI - Torna questa sulla trasmissione “Chi l’havisto” il caso di Livio Condinelli, il 50enne scomparso da Condino in provincia di Trento, il 2 settembre 2002 e visto negli ultimi mesi nella zona di Montemonaco. Nel bel mezzo del parco nazionale dei Sibillini dunque, dove ci sono quei boschi simili a quelli delle Dolomiti, boschi che Livio ha tanto amato e dove svolgeva il lavoro di custode forestale. «Lo abbiamo cercato senza successo, -dice la sorella Franca-, era depresso, negli ultimi giorni della sua vita con noi non stava bene, aveva avuto dei problemi sul lavoro». Livio è sposato con due figli, 20 e 16 anni, molto legati al padre e, nella speranza di ritrovarlo, il suo caso stasera torna in tivvù.
dal Messaggero |
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ANAS Val di Chienti al via i lavori per tre nuovi chilometri di strada |
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venerdì 13 ottobre 2006 |
Con la posa della prima pietra, l'Anas ha avviato ieri i lavori di completamento della variante alla statale 77 “Val di Chienti” nel tronco Sfercia - Muccia. I lavori interessano il tratto tra lo svincolo Sfercia e Collesentino, circa tre chilometri. I lavori consegnati ieri, sottolinea l’Anas, termineranno entro novembre 2009 e comporteranno un investimento di 68,6 milioni di euro. La variante ridurrà i tempi di percorrenza del tratto appenninico umbro-marchigiano evitando l'attraversamento dell’abitato di Polverina. L'intervento prevede la realizzazione di una carreggiata di due corsie per ogni senso di marcia di larghezza variabile tra 3,50 e 3,75 metri e banchine bitumate di 0,50 metri a sinistro e tra 1,50 e 1,75 sul lato destro. La strada in viadotto varia tra 9 e 9,75 metri per senso di marcia, nei tratti a piattaforma unica a doppia carreggiata la sezione varia tra 22,70 e 25 metri. Tra le opere previsti l'allargamento del viadotto Valdiea, 5 nuovi viadotti a doppia carreggiata e 2 gallerie a doppia canna.
dal Messaggero odierno |
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Primo collegamento con Montalbini |
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venerdì 13 ottobre 2006 |
di SERGIO BIAGINI
ACQUASANTAE’ partita ufficialmente l’avventura di Maurizio Montalbini. Dopo una giornata convulsa caratterizzata da ritardi e problemi tecnici, si è calato a notte fonda con una fune nella Grotta Fredda che lo ospiterà per un tempo ancora da definire (da sei mesi a tre anni). Gli inconvenienti tecnici hanno riguardato la rottura della speciale teleferica montata sul costone del Rio Garrafo per calare il materiale e le provviste nella grotta, e i collegamenti con il “campo base” allestito in un camper. In ogni caso gli speleologi dell’Asa guidati dall’infaticabile Giampaolo Filipponi (nel team anche una donna, Rosella Pecci) e i tanti volontari hanno risolto i problemi montando amplificatori di segnale sui cavi che portano i segnali delle telecamere e delle altre attrezzature, e utilizzando sistemi alternativi per la discesa del materiale. «Veramente encomiabile il comportamento di tutti- dice Guido Galvagno- il Comune, le associazioni, gli speleologi si sono prodigati oltre ogni limite per la riuscita dell’esperimento». Ieri dopo il completamento delle operazioni di chiusura della grotta con la rete metallica, sono stati effettuati i primi test di funzionamento delle apparecchiature. Sono arrivate ai monitor, dalle tre telecamere fisse, le prime immagini di Montalbini isolato nella sua nuova “casa” di roccia. Lo speleonauta riceve acqua potabile da un tubo che dall’esterno lo rifornisce di continuo. Può lavarsi grazie ad un lavabo. Tutti gli scarichi confluiscono in un serbatoio esterno che verrà svuotato periodicamente. Nel camper saranno sempre presenti, notte e giorno, gli operatori pronti ad intervenire in caso di problemi per Montalbini. Il quale invierà giornalmente attraverso il computer i dati riguardanti temperatura, pressione e frequenza cardiaca che lui stesso rileverà. Per il resto lo aiuteranno nella sua missione la luce delle lampade, qualche libro, un paio di coperte. E soprattutto i ricordi che gli riscalderanno le interminabili e fredde (9-10 gradi fissi) giornate che lo separanno dalla fine della sua ultima sfida.
dal Messaggero |
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Gli stranieri all’assalto dei Sibillini |
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giovedì 12 ottobre 2006 |
Nelle frazioni è ormai impossibile trovare qualche vecchia casa anche molto malandatada acquistare e ristrutturare Gli operatori tracciano un bilancio positivo delle presenze turistiche nelle zone montane
AMANDOLA - Sta crescendo il turismo nel territorio dei Sibillini durante il periodo estivo. Anche quest’anno si può parlare di una stagione positiva, che vede un incremento di presenze di alcuni punti percentuali rispetto all’anno passato.
La parte di turisti in maggiore espansione è quella proveniente da fuori regione, frutto anche di molteplici politiche promozionali effettuate da diversi enti (Regione, Provincia ed altri) su scala nazionale. Con un maggiore incremento di visitatori di altre regioni sono aumentate anche quelle di provenienza, principalmente del centro, del nord e nord-est d’Italia. Ancora in continua crescita il turismo straniero.
Un fenomeno facilmente avvertibile girando nei borghi, nei paesi, per feste e manifestazioni, per le sagre durante i mesi estivi. Presenze di varie nazionalità molto concentrate tra quelle dell’area anglosassone ma anche tedesca e centro europea. Nelle frazioni, nei posti più sperduti della campagna dell’entroterra montano è ormai impossibile trovare qualche vecchia casa, anche molto malandata, da acquistare e ristrutturare.
Tutte o quasi di quelle in vendita sono state trasformate in dimore per le vacanze o addirittura per una residenza continuativa da parte di tantissimi stranieri.
Questo ha fatto aumentare le presenze stabili ma anche quelle periodiche, considerando che spesso, chi ha comprato casa qui, porta amici, parenti, conoscenti, colleghi, sempre stranieri, a visitare queste zone, senza contare che molti affittano le loro case per periodi di vacanza a connazionali. Ciò ha creato un continuo flusso di presenze di altre nazioni, principalmente europee, in diversi periodi dell’anno, specialmente nei mesi più belli da primavera all’autunno con punte massime in estate, grazie anche ad un passa-parola molto efficace. Intanto sono sorti (e stanno ancora nascendo) come funghi agriturismi, country houses e bed & breakfast. “Sicuramente – afferma Paolo Palmieri assessore al turismo di Amandola - abbiamo avuto un periodo tra Maggio e Giugno dove gli stranieri, specialmente dei paesi del Nord Europa, l’hanno fatta da padrone. E’ stato un flusso turistico con una certa costanza. Gli appuntamenti clou sono stati quelli con la cucina tipica insieme alle feste Agostane ed a “Naturalia”, la nuova manifestazione dedicata al benessere naturale. Molti eventi, dallo sport, allo spettacolo, alle feste popolari alla cultura, organizzati anche grazie al vivace associazionismo oltre che alla Pro Loco ed al Comune. Si sta lavorando – continua Palmieri - per appuntamenti che si distribuiscano anche nel seguito dell’anno, a cominciare dal prossimo importante del primo week end di novembre con Diamanti a Tavola, dedicato al tartufo. Altri ne seguiranno in seguito, poiché occorre ancora lavorare molto sulla destagionalizzazione del turismo”. Infatti ci sono tante potenzialità che il territorio può giocarsi alla grande nei periodi turisticamente meno favorevoli, quelli dal tardo autunno alla primavera. Ma c’è ancora molto da fare.
Fonte: Corriere Adriatico |
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Niente sponsor solo gli angeli dell’Asa |
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giovedì 12 ottobre 2006 |
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ACQUASANTA - Vanno su e giù aggrappati alle corde e con i caschi in testa gli speleologi dell’Asa, Giampaolo Filipponi in testa. Una lotta contro il tempo e contro gli imprevisti dell’ultima ora per predisporre tutto quello che serve nella Grotta Fredda. Il materiale va giù con una teleferica montata per l’occorrenza. Dal ciglio del costone si snodano anche cavi elettrici e tubi. Montalbini non lo nasconde: «Ho trovato negli speleologici dell’Asa i miei angeli». Niente sponsor questa volta, poche risorse e niente spettacolarizzazione. Nulla che ricordi lo spiegamento di mezzi fantascientifici dell’Underlab di Frasassi e Monte nerone. Montalbini torna alle orogini. Più Robinson Crusoe che uomo bionico con gli elettrodi al braccio. Torna alla ricerca di un modo più umano di vivere. Più attento agli spetti psicologici e sociologici del suo esperimento che a quelli squisitamente tecnici e medici. Si alimenterà con pillole e cibi in polvere. Uniche concessioni 4 chili di miele, 2 chili di noci, un chilo e mezzo di cioccolata. «E perché no anche qualche sigaretta».S.Bia.
dal Messaggero |
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