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E’ arrivata a Cagnano di Acquasanta la task force della Shell impegnata nelle ricerche
mercoledì 20 settembre 2006
Petrolio, sotto la lente le rocce dei Sibillini


ACQUASANTA – Sono a Cagnano di Acquasanta da domenica sera e soggiornano presso l’hotel “Tre Lanterne”, gli oltre venti ricercatori della Shell arrivati in terra picena per studiare il particolare tipo di rocce tufacee dei Monti della Laga, onde scoprire analogie con quelle che nei fondali marini custodiscono giacimenti di petrolio.

Della comitiva, che si intratterrà sui nostri monti sino a tutta la giornata di oggi per poi puntare sul versante teramano, dalle parti di Montorio al Vomano, S. Martino, Prati di Tivo, fanno parte oltre ad un nutrito gruppo di ricercatori norvegesi, anche alcuni ricercatori inglesi ed americani, accompagnati da geologi e fisici dell’università romana de “La Sapienza”, che vanta ben dieci anni di studio approfondito in loco.

“Il nostro lavoro – ci ha spiegato il fisico ascolano Federico Falcini - consiste nello studiare a fondo la conformazione rocciosa, quale ‘contenitore’ in grado di ospitare al suo interno, in altre diverse condizioni, del petrolio”.

“Abbiamo portato a conoscenza dei ricercatori della Shell i nostri studi - ha aggiunto l’esperto - svolti in precedenza sul territorio, ed abbiamo scattato diverse foto al territorio stesso che abbiamo visitato, partendo dalla valle del Fluvione per risalire verso il comprensorio del Monte Cerasa: Scalelle, Rocchetta, Tallacano, Capo di Rigo, sino a Montemonaco. In tutte le località toccate dal nostro itinerario abbiamo provveduto a sostanziare il nostro lavoro soffermandoci sulla conformazione del terreno roccioso per capire quali analogie ci sono tra le rocce dei Monti della Laga e quelle che nei fondali marini contengono vasti giacimenti petroliferi”.

La multinazionale della Shell è ovviamente molto interessata alla ricerca, tanto che ha inviato una equipe di ricercatori di alto livello, dopo che in precedenza si era interessata allo studio condotto dall’ateneo romano.

Gran merito di ciò si deve al dottor Falcini, il quale ha iniziato ad interessarsi di queste rocce diversi anni addietro, complici le sue vacanze estive in quel di Montegallo.

Lo stesso Falcini fa ora parte del gruppo internazionale di studio e di ricerca.

Molto probabilmente non si troverà nulla dal punto di vista materiale di eventuali riserve di greggio sui nostri monti, sicuramente però la ricerca sarà di rilevante importanza per capire come ed in quali condizioni, diverse migliaia di anni or sono, si sono formati i giacimenti di quello che oggi è considerato l’ “oro nero”.

“La Shell – afferma ancora il dottor Falcini – ritiene, a ragione, molto più facile oltre che conveniente dal punto di vista economico fare ricerche su rocce in superficie piuttosto che estrarle dai fondali degli oceani. Questo il motivo della sua presenza sui Monti della Laga”.

“Noi riteniamo che petrolio non ce ne debba essere in loco, ma non abbiamo ovviamente alcuna certezza di ciò”.

“ La supposizione - ha poi concluso lo studioso dell’università La Sapienza di Roma - è dettata solo dall’esperienza maturata in altre simili occasioni di studio e di ricerca”. Ora si attendono i risultati della ricerca.

Fonte: Corriere Adriatico
 
Domenica l’escursione rinviata per il maltempo
mercoledì 20 settembre 2006
Il Cai torna in Umbria


ASCOLI - E’ stata rinviata a domenica, causa maltempo, l’escursione organizzata dal Cai di Ascoli da Ferentillo al Monte Sant’Angelo. Di conseguenza l’ultima escursione, nella zona di Amatrice, prevista per domenica 24 settembre, slitta al 1 ottobre. Si tratta di passeggiate che si svolgono in ambienti in cui le qualità paesaggistiche si fondono con la ricchezza culturale, manifestata dalla presenza di antichi manufatti che testimoniano la storia e l'arte dei diversi luoghi. Info: mercoledì e venerdì presso la sede del Cai, in via Cellini 10, dalle ore 19 alle 20 (0736/45158), oppure sul sito www.caiascoli.it.

Fonte: Corriere Adriatico
 
Funivia del Catria, la gestione a un consorzio pubblico-privato
martedì 19 settembre 2006
FRONTONE - Il 2006 sarà veramente l’anno del Catria. Proprio come aveva anticipato il sindaco Gianpiero Volpi. Con la sua nuova funivia, la sua pista da sci e una sciovia lunga 120 posti, la montagna più alta della provincia bella dovrebbe movimentare il turismo nell’entroterra pesarese e non solo. Un’operazione delicata avviata dal Comune di Frontone nel 2003 e che coinvolge i comuni di Serra Sant’Abbondio, Cagli, Cantiano, le due Comunità Montane, la Provincia di Pesaro, la Regione, i privati dell’Azienda Speciale del Catria e gli imprenditori raggruppati nella Sita srl, società controllata dalle Cave del Metauro. “Tutto prosegue bene - commenta il sindaco Volpi - con il cuore ci piacerebbe aprire l’impianto al pubblico in autunno ma sappiamo che è meglio aspettare il completamento di tutto il progetto. Abbiamo già quasi risolto il problema della gestione. Sarà un consorzio pubblico-privato dove la Provincia di Pesaro Urbino sarà impegnata di prima persona. L’unico nodo ancora da sciogliere è se la Regione trasferirà la proprietà o preferirà dare la funivia in concessione. L’esperienza negativa della precedente funivia - prosegue Volpi - ci ha anche imposto di abbassare i costi di gestione prendendo accorgimenti nella progettazione dell’impianto. Come ad esempio mettere a valle un motore d’avviamento per eliminare la presenza di uomini in vetta la notte, prevedere un sistema di video sorveglianza del percorso, telecamere in circuito chiuso e la zincatura di tutte le parti in acciaio. Anche nella gestione abbiamo preso seri accorgimento coinvolgendo tutti e soprattutto chi trarrà più vantaggi dalla presenza della funivia.” Tradotto al livello operativo significa che nel Consorzio non ci sarà solo il pubblico ma anche gli uomini e l’esperienza dell’Azienda Speciale del Catria che raggruppa i proprietari dei diritti di superficie e la Sita srl, la società che gestirà il ristorante e la pista da sci. La vera spalla finanziaria del Consorzio nel caso in cui il bacino d’utenza, stimato nel business plan a circa un milione di persone in un raggio di 50/100 km, non fosse così esteso.
 
Fonte Corriere Adriatico
 
DISABILI: SUGLI SCI IL PARAPLEGICO PUO' STARE IN PIEDI
domenica 17 settembre 2006
LO CONSENTE IL 'VERTISKI' PRESENTATO OGGI AD AOSTA
 
AOSTA, 16 SET - Lo sci può fare miracoli, anche consentendo a un paraplegico di stare in piedi. Questo è possibile grazie al 'vertiski'', uno speciale ausilio che permette ai disabili di affrontare una discesa sugli sci in posizione eretta, ideato in Francia e presentato oggi, per la prima volta in Italia, ad Aosta.
 
Uno dei tre prototipi esistenti al mondo, che consiste in una particolare stampella ultraleggera collegata a due sci, è stato esposto oggi nel corso nella Festa del volontariato della Valle d'Aosta nello stand dell'associazione francese "Antenne Handicap": una vera e propria scuola di sci per disabili, attiva dal 1995 nella stazione alpina di La Plagne, in alta Savoia. Il 'Vertiski', che è stato testato per la prima volta lo scorso inverno sulle nevi francesi, verrà sperimentato nella prossima stagione invernale anche a Courmayeur da alcuni disabili valdostani dell'associazione "Ecole du sport".
 
"Questo attrezzo - ha spiegato Marc Gostoli, inventore del vertiski e fondatore di Antenne Handicap - consente a tutti di praticare lo sci in posizione eretta ed è in grado di dare una grande soddisfazione sciistica anche a coloro che non hanno più l'uso delle gambe". Ma i vantaggi non si limitano al piacere sportivo, riguardano anche lo stato fisico del disabile: "la posizione verticale - ha aggiunto Gostoli - favorisce nel paraplegico la circolazione sanguigna negli arti inferiori, il riposizionamento degli organi interni e della colonna vertebrale".
 
Con la creazione del vertiski si realizza per Gostoli il sogno di una carriera di maestro di sci e di inventore, interamente dedicata alla disabilità, che ha al suo attivo la creazione nel suo atelier di La Plagne di numerosi ausili per disabili: "rimettere in piedi un paraplegico e consentirgli di sciare - ha commentato - significa concretizzare ciò per cui ho lavorato da anni, cioé rendere accessibile al cento per cento ai disabili lo sport di montagna".
 
Fonte ANSA
 
Sul futuro di Sarnano An vuole coinvolgere i cittadini
venerdì 15 settembre 2006
SARNANO - Le terme, i lavori in montagna e il futuro di Sarnano necessitano di un confronto. A chiedere una pubblica assemblea popolare, ordinata e aperta all’apporto dei singoli cittadini e partiti, in nome di una sana partecipazione democratica, è il Circolo Territoriale “Giorgio Almirante” di Alleanza Nazionale mosso dalla consapevolezza che sulla gestione dell’amministrazione comunale e sulla realizzazione di alcune opere, si è innescato un dibattito cittadino e politico di non poco conto. “La politica locale di un piccolo centro, per i problemi più importanti - affermano il Presidente e il Vice Presidente del Circolo Territoriale di An, rispettivamente Remo Grassetti e Egidio Papi - va vista e vissuta ascoltando direttamente la volontà popolare per poi passare alle delibere comunali. E’ opportuno ricordare che la cittadinanza sarnanese ha sempre partecipato in prima persona ai problemi che l’hanno coinvolta direttamente: ricordiamo l’interesse suscitato dallo storico referendum indetto a suo tempo dal sindaco Piergentili che proponeva il cambiamento del nome di Sarnano in quello di Sarnano Terme . E’ ovvio che al sindaco e alla giunta comunale, della quale fanno parte direttamente esponenti di Alleanza Nazionale, spetterebbe il compito di stabilire i tempi e le modalità dell’assemblea. Il silenzio sulla problematica delle terme e sui problemi legati alla montagna - concludono - non sarebbe il migliore modo per affrontarli democraticamente e con la diretta partecipazione dei sarnanesi”. Insomma, è giusto che anche i cittadini possano dire la loro.

p.v.

dal Corriere Adriatico
 
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