Storia e tecniche dello sci di fondo

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La storia dello sci di fondo - Credits justis23
La storia dello sci di fondo - Credits justis23

Lo sci di fondo nasce come evoluzione di una delle prime forme di locomozione dei popoli nordici (Norvegia, Finlandia, Siberia), che usavano sci di legno per muoversi sulla neve con un movimento simile a quello di chi va sul monopattino. Servivano quindi per cacciare, spostarsi e addirittura in battaglia. Già dal 1200 d.C. i lapponi si destreggiavano nell’arte di costruire e usare sci.
Famosa è la storia di Gustavo Vasa, che nel 1520, per protestare contro i suoi cittadini che non volevano ribellarsi ai danesi, percorse la strada da Salen a Mora (90 km) prima dell’inizio della guerra.
Dal 1922 è stata istituita la Granfondo, gara leggendaria che attraversa il percorso di Vasa.

La storia dello sci di fondo - Credits justis23
La storia dello sci di fondo – Credits justis23

Harold Grinden afferma che furono i vichinghi ad introdurre lo sci negli Stati Uniti, quando gli immigrati dalla scandinavia iniziarono a costruire sci in legno: lo sci si diffuse così anche in California.
Gli sci erano rudimentali, fatti con assi di legno con cinghie di cuoio come attacchi.
Il primo sciatore italiano sembra sia stato Francesco Negri, e dopo di lui, nel 1886, Edoardo Martinori Romano torna alla Lapponia con un paio di sci.
Nel 1898 hanno vita le prime gare riservate a militari, mentre nei primi anni del ‘900 nascono i primi sci club nel nord Italia e nel 1913 nasce la Federazione Italiana dello Sci. La prima guerra mondiale segna lo sviluppo dello sci di fondo, con interi reparti militari addestrati a tale disciplina.
Di quegli anni, poi, l’avvento della sciolina, una miscela con base di cera che permetteva agli sci di scorerre più facilmente.

Alcune informazioni su attrezzature e tecniche
In base alle due tecniche principali utilizzate per lo sci di fondo (tecnica classica TC e passi di pattinaggio TL-skating) esistono due diversi tipi di sci.
Quello per la tecnica classica scivolano sul tracciato delle piste adattandosi al terreno: punta curva e flessibile, si adattano al peso dello sciatore e fanno in modo che la sciolina entri bene in contatto con la neve.
Nei momenti di non carico scorrono con le parti paraffinate. Scegliete bene il vostro sci per tecnica classica in base al vostro peso e alla vostra capacità di caricarlo in fase di spinta.
Lo sci da skating, invece, ha curvature più contenute, dato l’avanzamento obliquo rispetto alla pendenza.
Ne esistono di 3 durezze: Soft, Medium, Hard.
Esistono diverse scuole di pensiero sulla lunghezza dello sci; la scuola norvegese propende per lo sci lungo (più veloce), quella finlandese per il corto (più facile nella manovra).
Parliamo comunque di una differenza di circa 5 cm.

Le tecniche dello sci di fondo
Inizialmente i movimenti dello sci di fondo erano simili a quelli di chi va in monopattino, fino a quando, alla fine del 1800, furono introdotti i bastoncini, che diedero vita al passo alternato.
A questo tipo di passo, in alternativa, si usano il Passo triplo e il Passo Finlandese, più adatte per non perdere coordinazione.
Le tecniche si sono evolute grazie anche al miglioramento delle piste, dei materiali e degli allenamenti, che hanno fatto sì che gli sciatori aumentassero la frequenza dei movimenti.
Negli ultimi anni la tecnica tradizionale è stata sostituita dalla tecnica libera o del pattinaggio

Il nuovo modo di concepire lo sci di fondo può essere datato al 1974, grazie ai Campionati del Mondo di Falun (Svezia), dove fanno la comparsa sci di fondo in materiale sintetico.
Nel 1976 Adidas presenta nuovi attacchi con minor attrito: gli sciatori hanno così più velocità ed utilizzano meglio le braccia. Le piste, poi, erano meglio battute e più regolari, garantendo più velocità e meno uso dei passi tradizionali in pianura.
Lo sciatore finlandese Siitonen introdusse una nuova andatura che prevedeva il posizionamento di una gamba obliquamente alla direzione di marcia, eseguendo un passo da pattinaggio con l’aiuto delle braccia. Il padre di questa tecnica in gare ufficiali è stato Bill Kock, che arrivò secondo nella 30 km.
Negli anni ’80 quasi tutti gli sciatori di fondo iniziarono ad usare questa tecnica, alla quale però si opposero gli scandinavi: iniziò l’era delle grandi squalifiche e della proibizione di pattinare negli ultimi 200 metri di gara.

Dopo le Olimpiadi di Sarajevo del 1984, infatti, alcuni sciatori che usavano tale tecnica (detta ormai Marathon Step) e la sola paraffina di scorrimento dominarono le gare.
Dal 1985, la tecnica libera ha soppiantato quella classica, non senza polemiche, tanto che al Congresso FIS di Vancouver si è stabilito di far disputare le gare di coppa del Mondo, Campionati del Mondo ed Olimpiadi, metà con la tecnica classica e metà con la tecnica libera.
Oggi gli allenamenti sono differenziati per le due specialità, ma gli atleti sono specializzati in entrambe allo stesso modo.

Alcuni luoghi dove praticare sci di fondo in estate
Diverse località alpine hanno impianti ben predisposti per praticare lo sci di fondo con entrambe le tecniche, classica e skating. Nati per gli allenamenti delle squadre nazionali, con l’avvento del turismo gli impianti si sono attrezzati per accogliere al meglio appassionati e sportivi. Sui ghiacciai alpini si scia a quote che vanno dai 2700 mt ai 3300 mt, mentre in Norvegia a quote più basse, dai 1200 ai 1400 mt.

ITALIA
Passo dello Stelvio
Val Senales

AUSTRIA
Ghiacciaio del Dachstein

FRANCIA
Tignes

NORVEGIA
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