La sicurezza delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 finisce al centro di una dura polemica politica e istituzionale. A sollevare il caso è l’ipotesi di una possibile presenza in Italia di agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), l’agenzia federale statunitense per l’immigrazione, nota per i suoi metodi controversi e recentemente coinvolta in gravi accuse di violazioni dei diritti umani.
Secondo indiscrezioni giornalistiche, l’ICE potrebbe affiancare il dispositivo di sicurezza della delegazione statunitense durante le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali, in programma dal 6 febbraio al 15 marzo 2026. Una prospettiva che ha acceso un forte scontro tra governo e opposizioni, alimentando interrogativi sulla sovranità nazionale e sulla gestione della sicurezza di un evento globale come Olimpiadi Milano-Cortina 2026.
L’indiscrezione del Fatto Quotidiano e il ruolo dell’ICE
A riportare per primo la notizia è stato Il Fatto Quotidiano, citando fonti interne all’agenzia americana. Secondo quanto pubblicato, l’ICE sarebbe già presente stabilmente in Italia con un ufficio a Roma , presso l’ambasciata statunitense, e potrebbe supportare per tutta la durata dei Giochi il servizio di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato Usa.
Un portavoce dell’agenzia ha dichiarato testualmente:
“Ice Homeland Security Investigations supporteranno il servizio di sicurezza diplomatica del dipartimento di stato degli stati uniti per la durata dei Giochi olimpici e Paralimpici 2026 a Milano”.
La stessa fonte ha aggiunto che, grazie a una presenza globale con oltre 90 uffici in più di 50 Paesi, gli agenti HSI lavorano a fianco delle forze dell’ordine straniere per contrastare minacce transnazionali.
La smentita del Viminale e le parole di Piantedosi
Dopo le verifiche, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha smentito ufficialmente la notizia, ridimensionando la portata delle indiscrezioni.
«Al Governo Italiano non risulta la presenza sul territorio nazionale di agenti appartenenti all’Ice, né ora né in vista delle prossime Olimpiadi invernali. Ice non opera in Italia e tantomeno agisce in operazioni di polizia sul fronte migratorio», ha spiegato il ministro.
Piantedosi ha tuttavia precisato che, come avviene regolarmente in occasione di grandi eventi internazionali, le delegazioni straniere possono essere accompagnate da propri apparati di sicurezza, limitati però a funzioni di scorta passiva a tutela degli atleti.
Resta fermo, ha ribadito il titolare del Viminale, che:
“È da escludersi categoricamente che operatori al servizio di delegazioni straniere – Usa o di altri Paesi – possano svolgere attività di polizia o similari sul nostro territorio, tantomeno se relative al contrasto dell’immigrazione”.
Le opposizioni: “Rischio perdita di sovranità”
Le rassicurazioni del governo non hanno convinto le opposizioni parlamentari, che chiedono piena trasparenza sul coinvolgimento di agenzie straniere nella sicurezza delle Olimpiadi.
Riccardo Magi di Più Europa ha accusato il ministro di “fare finta di non capire”, mentre la senatrice M5S Alessandra Maiorino ha definito la notizia “sconvolgente”, annunciando un’interrogazione parlamentare.
Anche Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto chiarimenti, parlando apertamente di rischio di perdita di sovranità sul territorio nazionale. Sul tema è intervenuto anche il deputato del Partito Democratico, Matteo Mauri, che ha chiesto al governo di chiarire se esista un quadro normativo che disciplini eventuali cooperazioni di sicurezza con soggetti esteri.
ICE sotto osservazione internazionale per violazioni dei diritti umani
Il dibattito italiano si inserisce in un contesto internazionale particolarmente delicato. Negli Stati Uniti, l’ICE è al centro di pesanti critiche per le sue operazioni, accusate di violenze e abusi sistematici.
L’agenzia è salita recentemente agli onori delle cronache per l’uccisione della cittadina americana Renee Good, 37 anni, a Minneapolis, oltre che per arresti che hanno coinvolto anche bambini di 5 e 8 anni. L’alto commissario ONU per i diritti umani Volker Türk ha chiesto un’indagine sui detenuti morti mentre erano in custodia: almeno 20 nel 2025 e sei nel 2026.
Un caso che ha avuto ripercussioni anche all’interno dell’FBI, con le dimissioni dell’agente Tracee Mergen dopo presunte pressioni per interrompere un’indagine sulla violazione dei diritti civili.
Le verifiche della Questura di Milano
Per fare chiarezza, Fanpage.it ha contattato direttamente la Questura di Milano, responsabile del coordinamento operativo della sicurezza sul territorio cittadino. La risposta è stata netta: al momento non risulta alcun arrivo di agenti ICE in Italia.
Un elemento che contribuisce a smorzare le indiscrezioni, ma che non chiude il caso sul piano politico. Le opposizioni hanno infatti annunciato nuovi passaggi parlamentari, sostenendo che la sicurezza di Milano-Cortina 2026 debba essere garantita nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e dell’immagine internazionale dell’Italia.






















