La cabinovia di Socrepes, uno degli interventi infrastrutturali più discussi legati ai Giochi Invernali, non sarà pronta per l’avvio delle Olimpiadi di Milano-Cortina. La conferma arriva da ambienti vicini a Simico ed è stata anticipata dal Corriere delle Alpi. Una notizia che chiude, almeno per ora, alle speranze di vedere l’impianto operativo già nelle prime giornate olimpiche a Cortina d’Ampezzo.
Secondo quanto emerso, si tenterà un’apertura parziale in occasione del SuperG del 12 febbraio, mentre resta la certezza che la cabinovia sarà completata e operativa in tempo per l’inizio delle Paralimpiadi.
Un impianto chiave, ma non destinato agli atleti
La telecabina Apollonio–Socrepes era considerata l’impianto di risalita più complesso dell’intero piano olimpico. È importante chiarire però un punto spesso frainteso:
non si tratta di un impianto al servizio diretto degli atleti, né collegato in modo funzionale alle piste di gara.
L’obiettivo della cabinovia era – ed è tuttora – quello di trasportare il pubblico dal centro di Cortina fino in quota, raggiungendo la località Socrepes. Da qui, gli spettatori avrebbero potuto utilizzare la successiva telecabina Lacedel–Socrepes per avvicinarsi alle aree delle competizioni sulla pista Olympia delle Tofane.
Le cause del ritardo: meteo, geologia e componentistica
I problemi tecnici e ambientali
Secondo gli ingegneri coinvolti nel progetto, i ritardi sono imputabili a una combinazione di fattori:
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condizioni meteorologiche avverse, che hanno rallentato in più fasi l’avanzamento dei lavori;
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criticità geologiche, legate alla natura instabile del terreno su cui insiste l’impianto;
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problemi tecnici legati alla chiusura automatica delle cabine, prodotte da una ditta turca e fornite da un produttore estero.
Questo insieme di complessità ha reso l’opera molto più delicata rispetto a una cabinovia standard, richiedendo accorgimenti tecnici aggiuntivi e ulteriori misure di mitigazione del rischio.
Il caso internazionale e l’inchiesta del New York Times
La vicenda ha attirato l’attenzione anche fuori dall’Italia. Un’inchiesta del New York Times ha rivelato che due aziende leader mondiali nel settore funiviario hanno rinunciato a partecipare all’appalto.
Le motivazioni fornite sono state chiare:
“Non l’abbiamo fatta per i tempi stretti e per i dubbi geologici”
Un elemento che rafforza l’idea di un progetto estremamente ambizioso, ma penalizzato da una pianificazione temporale molto serrata.
Costruttori, rinunce e la scelta di Graffer
Proprio a causa delle criticità citate, Leitner e Doppelmayr, due dei principali costruttori internazionali di impianti a fune, non hanno presentato un’offerta.
La realizzazione è stata quindi affidata a Graffer, azienda lombarda con quasi un secolo di esperienza nel settore funiviario. Tuttavia, negli anni più recenti precedenti all’evento olimpico, Graffer non aveva costruito direttamente telecabine o seggiovie ad agganciamento automatico per lo sci, occupandosi soprattutto di:
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riposizionamenti di impianti esistenti
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manutenzione straordinaria
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realizzazione di impianti di diversa tipologia
Per questo motivo, alcune componenti fondamentali – come le cabine – non sono state prodotte internamente, ma affidate a fornitori esteri.
Stato dei lavori e tempistiche incompatibili con le Olimpiadi
I lavori propedeutici sono iniziati a fine luglio, già in ritardo rispetto alla complessità dell’opera e alla lunga fase autorizzativa. A complicare ulteriormente il quadro sono arrivati ricorsi al Tar presentati da alcuni residenti, che però non hanno bloccato l’intervento.
L’impianto prevede:
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stazione di valle
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stazione di monte
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una fermata intermedia
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10 piloni
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una portata oraria di 2.400 persone
A pochi giorni dall’evento olimpico:
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le stazioni non risultano ancora completate
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il montaggio della fune, inizialmente previsto per il weekend precedente, è stato rinviato
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restano da affrontare collaudo e omologazione, fasi tecniche non comprimibili
Nonostante turni di lavoro notturni e sforzi straordinari da parte dei tecnici, l’inaugurazione prima dell’inizio delle Olimpiadi appare ormai irrealistica.
Possibile apertura per il SuperG e certezza per le Paralimpiadi
L’impianto non sarebbe stato indispensabile per il 6 febbraio, giorno della cerimonia inaugurale, ma sarebbe dovuto essere operativo entro domenica 8 febbraio, data della prima discesa libera femminile a Cortina. Anche con qualche giorno di margine in più, il risultato non sarebbe cambiato.
Le ipotesi più ottimistiche parlano di una possibile apertura per il SuperG del 12 febbraio, mentre la reale certezza riguarda l’utilizzo durante le Paralimpiadi e nei mesi successivi.
Un’opera che guarda oltre i Giochi
Se da un lato resta l’amarezza per la mancata disponibilità durante l’evento olimpico di Olimpiadi Milano Cortina, dall’altro è evidente come la cabinovia di Socrepes rappresenti un investimento strategico per il futuro di Cortina.
L’accesso diretto alle piste dal centro del paese:
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migliorerà l’esperienza del turista
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ridurrà il traffico veicolare
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rafforzerà l’offerta infrastrutturale della località






















