Il Villaggio Olimpico di Milano-Cortina 2026 continua a far parlare di sé non solo per l’elevato standard organizzativo e la qualità delle strutture, ma anche per un dettaglio tutto italiano che sta generando sorpresa, ironia e migliaia di visualizzazioni sui social: il bidet.
Un elemento normalissimo per gli italiani, ma quasi “esotico” per molti atleti e giornalisti stranieri, abituati a sanitari multifunzione che uniscono WC e lavaggio in un unico dispositivo.
L’episodio, diventato rapidamente virale, offre uno spaccato curioso dell’incontro tra culture diverse in uno dei contesti più internazionali al mondo.
Un sanitario che sorprende il mondo
Durante le visite alle stanze del Villaggio Olimpico, numerosi sportivi hanno notato la presenza di un secondo sanitario accanto al WC e alla doccia. Per chi proviene da Paesi come Stati Uniti, Canada o Giappone, dove sono diffusi i washlet (wc con funzione bidet integrata), la vista del bidet ha sollevato una domanda ricorrente: “Ma a cosa serve?”
C’è chi lo ha definito uno “strano lavandino”, chi ha ipotizzato potesse essere utilizzato per lavare i piedi dopo la gara e chi, con maggiore fantasia, lo ha scambiato per una vaschetta refrigerata per le bevande o per la pulizia dell’attrezzatura sportiva.
Il bidet oggetto di stupore, ironia e video virali
Le reazioni non sono rimaste private. Anzi, molti atleti hanno documentato il momento sui social, trasformando il bidet in una piccola star olimpica.
La pattinatrice canadese Ivanie Blondin ha mostrato il sanitario in una story su Instagram, poi cancellata, lasciandosi andare a un’espressione di autentica meraviglia. Una velocista americana ha invece commentato: “Ma questo è un secondo lavandino per lavare i piedi dopo la gara?”.
Oltre alla funzione, a generare confusione è anche la posizione corretta: sedersi verso il muro o verso l’esterno? Un dubbio comune per chi non ha mai utilizzato un bidet tradizionale.
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Il “rebus bidet” a Cortina spiegato sui social
A trasformare la curiosità in un vero fenomeno mediatico è stata la giornalista statunitense Alicia Lewis, anchorwoman di Minneapolis, che ha dedicato un video interamente al mistero del bidet. Nel filmato, diventato virale, si chiede apertamente:
“Ho detto che sarei stata trasparente su tutto in Italia. C’è qualche esperto di bidet? Nessuno di noi riesce a capire…”
Il racconto prosegue tra dubbi sul getto d’acqua, sulla direzione dello spruzzo e persino sull’ipotesi che potesse trattarsi di un orinatoio. Il risultato? Migliaia di commenti, spiegazioni improvvisate e tutorial non richiesti da utenti italiani divertiti.
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Non solo perplessità: tra curiosità e dialogo culturale
Non tutti gli atleti, però, hanno vissuto l’esperienza con diffidenza. Alcuni hanno accolto la novità con entusiasmo e spirito di scoperta.
Taylor Heise, giocatrice americana di hockey su ghiaccio, ha definito il bidet un oggetto “particolare”, mentre altri sportivi hanno chiesto spiegazioni direttamente ai volontari del Villaggio Olimpico, trasformando l’equivoco in un’occasione di dialogo culturale.
Un hockeista ha raccontato: “Non avevo capito bene a cosa serviva poi un volontario mi ha spiegato tutto”, confermando come anche i dettagli più banali possano diventare momenti di confronto tra tradizioni diverse.
@taylorheise Olympic Village Room Tour!!! (Messy version) hahah Grace is gonna kill me.. but this is our home for the next 3 weeks🫧🎥🫶🏼 #roomtour #olympics #milanocortina2026 #olympian #usahockey ♬ original sound – taylorheise
Il bidet come simbolo dell’Italia (anche alle Olimpiadi)
Tra i video più commentati c’è anche quello di Phebe Bekker, danzatrice sul ghiaccio del team britannico, che ha mostrato la stanza e il letto singolo commentando ironicamente: “Niente paura, questa volta non sono realizzati in cartone”, in riferimento all’esperienza di Parigi 2024. Ma ancora una volta, il vero protagonista resta lui: il bidet.
Un piccolo oggetto di design funzionale che, nel contesto delle Olimpiadi invernali, è diventato simbolo dell’italianità, dimostrando come anche l’arredo bagno possa raccontare una cultura.






















