Una cabinovia sospesa sulle montagne sopra Innsbruck trasformata in una piattaforma di lancio, decine di specialisti di parkour e freerunning e un enorme airbag posizionato più in basso per assorbire gli atterraggi. È stato questo lo spettacolare scenario del Munky’s Air Jam, andato in scena sulla Nordkette, in Austria, dal 27 al 30 luglio 2026.
L’evento è stato ideato da Simon Wening, conosciuto nel mondo del parkour come Munky, atleta professionista di freerunning e parkour con base a Innsbruck.
Il format ha portato oltre 50 tra atleti di alto livello e content creator a cimentarsi in una sfida decisamente fuori dal comune: saltare da una cabinovia in movimento per atterrare su un gigantesco airbag Bagjump installato appositamente sul versante della montagna.
Niente piattaforme tradizionali e nessun ambiente indoor perfettamente controllato. Il punto di partenza era una vera cabina sospesa nel cuore delle Alpi, a circa 2.000 metri di quota, con gli atleti chiamati a gestire non soltanto le proprie evoluzioni, ma anche il movimento dell’impianto e le particolari condizioni di un evento organizzato in ambiente montano.
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Un airbag progettato appositamente per i salti dalla cabinovia
Per rendere possibili atterraggi di questo tipo è stata realizzata una struttura dedicata sulla quale è stato installato un Bagjump Standalone Airbag.
La sicurezza, inevitabilmente, ha rappresentato uno degli aspetti centrali dell’intero progetto. Un sistema di atterraggio destinato a un evento del genere non può infatti essere improvvisato o semplicemente adattato da una configurazione standard.
Come spiegato da Bagjump, ogni airbag utilizzato in contesti così particolari viene progettato tenendo conto dei movimenti degli atleti e dell’energia che deve essere in grado di assorbire.
Nel caso del Munky’s Air Jam, le variabili erano numerose: i partecipanti si lanciavano da una cabina in movimento, ad alta quota, eseguendo rotazioni ed evoluzioni differenti e raggiungendo la superficie di atterraggio con traiettorie e angolazioni ogni volta diverse.
L’obiettivo era quindi garantire un comportamento dell’airbag il più possibile costante e prevedibile a ogni atterraggio, indipendentemente dall’atleta e dal trick eseguito.
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Un evento decisamente fuori dagli schemi
A rendere ancora più particolare il Munky’s Air Jam è stata la possibilità per gli atleti di sperimentare movimenti ed evoluzioni difficilmente replicabili in un contesto tradizionale.
L’utilizzo di una cabinovia come punto di partenza ha infatti aggiunto una componente completamente diversa rispetto ai classici eventi di parkour e freerunning, nei quali i salti vengono generalmente effettuati da strutture fisse.
Le località alpine europee hanno già ospitato nel corso degli anni iniziative sportive decisamente creative, ma quanto organizzato sulla Nordkette ha portato il concetto di sport estremo in montagna a un livello ancora differente.
Per quattro giorni, una delle infrastrutture più riconoscibili della montagna di Innsbruck è diventata parte integrante di un enorme playground per alcuni dei migliori specialisti della disciplina.
Il risultato è stato un insolito incontro tra parkour, freerunning e ambiente alpino, con una serie di salti dalla cabinovia che hanno regalato immagini difficili da vedere in qualsiasi altro tipo di evento.
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