Da una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica a livello nazionale a una svolta dal forte valore simbolico: il bambino di 11 anni del Bellunese, lasciato a terra da un autobus sotto la neve, sarà protagonista della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Una storia che, nel giro di pochi giorni, è passata dalla denuncia per abbandono di minore a un invito destinato a restare impresso nella memoria di una famiglia e di un intero territorio.
La vicenda: lasciato a terra sotto la neve nel Bellunese
L’episodio risale a lunedì scorso, quando il bambino, di nome Riccardo, è stato fatto scendere da un autobus della linea Calalzo-Cortina mentre rientrava da scuola. Il motivo: il biglietto da 2,50 euro in suo possesso non era più valido dopo l’introduzione della nuova tariffa da 10 euro, entrata in vigore dal 23 gennaio per il potenziamento del servizio in vista delle Olimpiadi.
Costretto a scendere dal mezzo, il ragazzino ha dovuto affrontare una camminata di circa 6 chilometri sotto la neve e al freddo per riuscire a tornare a casa. La notizia si è diffusa rapidamente, suscitando indignazione e dibattito in tutta Italia.
Le scuse dell’autista: “Mi fa male il cuore, chiedo scusa”
A distanza di pochi giorni sono arrivate le parole dell’autista coinvolto, Salvatore Russotto, 61 anni, dipendente di Dolomiti Bus, che ha espresso pubblicamente il proprio rammarico.
“Mi fa male il cuore – ha detto – a pensarci a mente fredda mi rendo conto di aver sbagliato. Chiedo scusa al bambino e alla sua famiglia”.
L’uomo ha spiegato di aver seguito le indicazioni ricevute dall’azienda:
“Gli ho detto che quello non era valido – spiega l’autista – che doveva pagare con il bancomat oppure avere l’abbonamento. E lui è sceso, questione di un minuto”.
Secondo Russotto, le direttive erano chiare:
“L’azienda ci aveva dato disposizioni chiare: invitare a scendere chiunque non avesse il titolo di viaggio valido. Non ci hanno detto nulla sui minorenni che vanno fatti salire comunque”.
Il rimorso è evidente nelle sue parole:
“Sono mortificato, ho commesso un grave errore. Non ci ho dormito tutta la notte. A mente fredda – conclude – gli avrei pagato io il biglietto piuttosto di saperlo in giro con la neve. Per quanto accaduto, accetterò tutte le conseguenze”.
Nel frattempo, Dolomiti Bus ha comunicato di aver avviato verifiche approfondite sull’accaduto, mentre l’autista è stato sospeso dal servizio. I genitori del bambino hanno presentato denuncia per abbandono di minore e la Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta.
La telefonata inaspettata: l’invito della Fondazione Milano Cortina 2026
La svolta emotiva arriva venerdì sera, quando la madre di Riccardo riceve una telefonata del tutto inattesa.
“Pensavo fosse uno scherzo di qualche burlone – riferisce – e stavo per chiudere la telefonata sentendo, dall’altro capo del filo: ‘sono Giovanni Malagò e volevo invitare suo figlio a presenziare all’apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina’. Poi le sue parole mi hanno convinto che era vero quello che mi stava dicendo”.
Il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 ha illustrato alla famiglia la volontà di coinvolgere Riccardo nella cerimonia inaugurale:
“Malagò ha esordito dicendomi – confida la madre – che stavano lavorando alla possibilità di avere Riccardo all’apertura dei giochi Olimpici e cosa ne pensavamo noi in famiglia. Riccardo ha risposto senza esitazione”.
I dettagli operativi non sono ancora stati definiti, né il ruolo preciso che il bambino ricoprirà durante l’evento. Ma l’annuncio ha avuto un effetto immediato sul suo stato d’animo.
Dallo sconforto all’entusiasmo: una giornata da favola
Dopo giorni difficili, il bambino ha voltato pagina:
“Riccardo è passato dallo sconforto per quanto ha passato al massimo dell’entusiasmo e sembra aver cancellato quella brutta giornata”.
La madre spiega che restano da definire autorizzazioni e permessi:
“Sono da mettere a punto le autorizzazioni, i permessi e il programma per mercoledì prossimo, ma saremo tutti lì”.
Per Riccardo, sportivo e sciatore, l’invito rappresenta molto più di una semplice partecipazione:
“È uno sportivo, uno sciatore e non potete immaginare quanto significhi per lui questo invito, fosse anche un piccolo ruolo come mascotte. Siamo onorati – ha aggiunto – non ce l’aspettavamo”.
Grande entusiasmo anche in famiglia, con la sorellina Lavinia, 7 anni, che ha reagito con affetto e un pizzico di gelosia:
“Era un po’ invidiosa – ha sottolineato la madre – e si è rivolta al fratello dicendogli ‘io ne avrei fatti 8 di chilometri per essere al tuo posto’ “.
La decisione sulla tariffa: il biglietto torna a 2,50 euro
Nel frattempo, dalla Provincia di Belluno arriva una decisione significativa. Il presidente Roberto Padrin ha annunciato che il biglietto da 10 euro tornerà alla tariffa ordinaria sulla tratta coinvolta.
La scelta è stata presa per:
“Andare incontro alle esigenze dei pendolari che utilizzano il mezzo pubblico per spostarsi all’interno della Valboite o del Cadore, sulla linea Calalzo-Cortina”.






















