Scalzo, a petto nudo e con indosso soltanto un costume da bagno, lungo uno degli itinerari più impegnativi del Gran Sasso. Le immagini di un escursionista sulla Direttissima del Corno Grande, a quasi 3mila metri di quota, stanno facendo il giro dei social e hanno spinto il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo a intervenire pubblicamente con un nuovo richiamo alla prudenza e alla consapevolezza in montagna.
La fotografia, rilanciata anche dalla pagina Facebook Neve Appennino, mostra l’uomo impegnato nella salita con un abbigliamento decisamente più adatto alla spiaggia che all’alta quota. In uno degli scatti l’escursionista appare completamente scalzo, mentre in un’altra immagine diffusa online viene mostrato con un paio di infradito.
L’episodio ha immediatamente acceso il dibattito sulla sicurezza sul Gran Sasso e, più in generale, sui comportamenti di chi affronta itinerari di alta montagna senza un equipaggiamento adeguato. Il caso assume particolare rilevanza perché la Direttissima conduce verso la Vetta Occidentale del Corno Grande, a 2.912 metri, la cima più alta dell’Appennino, attraverso un percorso che presenta tratti ripidi, ghiaiosi, esposti e tecnici.
L’intervento del Soccorso Alpino, in questo caso, è un richiamo pubblico alla prudenza legato alle immagini circolate sul web: negli articoli non viene riferita un’operazione di recupero dell’escursionista immortalato in costume.
Escursionista scalzo sulla Direttissima del Corno Grande: le immagini diventano virali
A far discutere è soprattutto il contrasto tra l’equipaggiamento dell’escursionista e le caratteristiche dell’itinerario scelto. L’uomo è stato fotografato mentre affrontava la Direttissima del Corno Grande senza scarpe, a torso nudo e con un costume da bagno, come se si trovasse sulla spiaggia anziché su una delle montagne più impegnative dell’Appennino.
Le fotografie sono state rilanciate nelle ultime ore sui social network, suscitando stupore e numerosi commenti. Ma al di là dell’aspetto curioso o provocatorio delle immagini, il CNSAS Abruzzo ha voluto riportare l’attenzione sui rischi concreti legati alla frequentazione dell’alta montagna senza la necessaria preparazione.
“In queste ore stanno circolando sul web fotografie che mostrano alcuni escursionisti impegnati sulla Direttissima del Corno Grande con un equipaggiamento non adeguato alle caratteristiche e alle difficoltà dell’itinerario”, spiegano dal CNSAS.
Il riferimento, dunque, non sarebbe soltanto all’uomo fotografato scalzo e in costume: secondo quanto evidenziato dal Soccorso Alpino, le immagini circolate online mostrerebbero diversi escursionisti con dotazioni non adeguate a un percorso di questo tipo.
Corno Grande, perché la Direttissima non è una semplice escursione
Il punto centrale del richiamo del Soccorso Alpino riguarda proprio le caratteristiche della Direttissima.
“La Direttissima non è un semplice sentiero escursionistico”, sottolinea il CNSAS Abruzzo.
L’itinerario conduce verso la Vetta Occidentale del Corno Grande, a 2.912 metri di altitudine, partendo dalla zona di Campo Imperatore. Il percorso è classificato EE, cioè per escursionisti esperti, e può richiedere fino a 5-6 ore di cammino.
Non si tratta quindi di una normale passeggiata in montagna. Il tracciato attraversa zone ripide e ghiaiose e comprende passaggi nei quali sono richiesti esperienza, capacità di muoversi con sicurezza e un’attrezzatura adeguata.
Il Soccorso Alpino ricorda infatti che l’itinerario presenta “tratti esposti e passaggi tecnici che richiedono preparazione, esperienza e adeguata dotazione”.
Proprio per queste caratteristiche, calzature adeguate, abbigliamento adatto all’alta quota e una corretta valutazione delle proprie capacità non rappresentano dettagli secondari.
Il rischio, sottolineato dai soccorritori, non riguarda esclusivamente chi sceglie di affrontare la salita scalzo o in infradito. Qualunque sottovalutazione delle difficoltà del percorso può trasformarsi in un problema serio, soprattutto nei tratti più esposti o sui terreni più instabili.
Il Soccorso Alpino invita alla “massima prudenza”
Dopo la diffusione delle fotografie, il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo ha invitato tutti coloro che intendono percorrere la Direttissima del Corno Grande o affrontare itinerari con caratteristiche simili a valutare attentamente la situazione prima della partenza.
“La fase della stagione in cui ci troviamo e l’elevata frequentazione della montagna richiedono particolare attenzione”, sottolinea il Soccorso Alpino, invitando chi vuole affrontare la Direttissima, e più in generale gli itinerari con caratteristiche simili, “alla massima prudenza”.
Il richiamo riguarda diversi aspetti: la preparazione personale, l’esperienza maturata in montagna, le condizioni dell’itinerario e l’attrezzatura necessaria per affrontarlo.
Il CNSAS invita quindi a non scegliere un percorso soltanto perché molto conosciuto, spettacolare o diventato popolare sui social, ma a verificare se difficoltà e caratteristiche siano effettivamente compatibili con le proprie capacità.
Il principio indicato dai soccorritori è chiaro: informarsi prima della partenza fa parte della sicurezza stessa dell’escursione.
“Prima di partire informarsi, prepararsi e scegliere un itinerario adeguato alle proprie capacità è parte integrante della sicurezza in montagna”, conclude il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo.
Gran Sasso, in alta quota il meteo può cambiare rapidamente
Un’altra questione riguarda le condizioni ambientali che si possono incontrare sul Gran Sasso a quasi 3mila metri di quota.
La montagna non presenta infatti condizioni costanti e prevedibili per tutta la durata di un’escursione. Anche durante una giornata estiva possono verificarsi vento, nebbia, temporali e repentini abbassamenti della temperatura.
Elementi che assumono un’importanza ancora maggiore quando ci si trova lungo un percorso esposto e tecnicamente impegnativo.
Un abbigliamento insufficiente o la mancanza di calzature adeguate possono quindi rappresentare un problema concreto nel momento in cui cambiano le condizioni meteorologiche o quando è necessario affrontare tratti particolarmente ripidi, ghiaiosi o esposti.
L’esperienza, inoltre, non elimina i pericoli. Anche chi conosce già il Gran Sasso deve valutare di volta in volta le condizioni del percorso e della montagna.
Soccorso Alpino, interventi già molto numerosi durante la stagione
Il nuovo richiamo del CNSAS arriva al culmine di una stagione particolarmente impegnativa sul fronte della sicurezza in montagna, segnata da incidenti, vittime e numerosi interventi dei soccorritori.
Il Soccorso Alpino collega infatti l’appello alla prudenza anche all’elevato numero di operazioni già effettuate durante i mesi estivi.
“L’altissimo numero degli interventi già effettuati in questa stagione ci ricorda quanto sia importante affrontare la montagna con consapevolezza, senza sottovalutare difficoltà e condizioni ambientali”, prosegue la nota.
Il fenomeno non riguarderebbe soltanto episodi particolarmente evidenti come quello dell’escursionista in costume. L’elevato numero di interventi registrati dall’inizio della stagione viene indicato come un segnale della necessità di aumentare attenzione, preparazione e consapevolezza prima di affrontare percorsi di montagna.
Il CNSAS ricorda anche che “l’altissimo numero degli interventi già effettuati in questa stagione” dovrebbe essere un motivo in più per non improvvisare.
Non sarebbe il primo caso di escursionisti a piedi nudi sul Corno Grande
Dai commenti comparsi sotto il post pubblicato dal Soccorso Alpino emergerebbe inoltre che quello immortalato sulla Direttissima potrebbe non essere un caso isolato.
Diversi frequentatori della zona avrebbero raccontato di aver incontrato escursionisti a piedi nudi anche lungo la via normale del Corno Grande, compreso un punto che negli anni è già stato teatro di gravi incidenti.
Un elemento che contribuisce ad ampliare il dibattito: non soltanto una singola immagine diventata virale, ma il rischio che alcuni comportamenti possano essere considerati normali o ripetuti in un ambiente nel quale una valutazione sbagliata può avere conseguenze importanti.
E un’eventuale emergenza non coinvolge esclusivamente l’escursionista in difficoltà. Un intervento su un itinerario impegnativo può esporre a rischi anche gli uomini e le donne del soccorso chiamati a raggiungere la persona e riportarla in sicurezza.
Montagna e social network: il rischio degli itinerari affrontati senza preparazione
La crescente frequentazione della montagna viene considerata un fenomeno positivo, ma porta con sé anche nuove criticità.
Fotografie spettacolari, video e contenuti pubblicati sui social network possono contribuire a far conoscere territori e itinerari, ma allo stesso tempo possono attirare persone che non sempre possiedono la preparazione necessaria per affrontarli.
Il rischio è quello di trasformare un percorso di alta montagna in una semplice destinazione da raggiungere per ottenere una fotografia, sottovalutando ciò che esiste tra il punto di partenza e la vetta.
Nel caso della Direttissima del Corno Grande, la classificazione per escursionisti esperti, la presenza di tratti tecnici ed esposti e la quota raggiunta rendono invece necessario programmare la salita con attenzione.
La sicurezza dipende dalla capacità di valutare l’itinerario, dalle proprie condizioni e competenze, dalle previsioni e dalle condizioni ambientali, oltre che dall’utilizzo di calzature, abbigliamento e dotazioni compatibili con il percorso scelto.
Non solo Gran Sasso: comportamenti scorretti anche nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Il tema della frequentazione poco consapevole della montagna non riguarda esclusivamente il Gran Sasso.
Anche nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise vengono segnalati comportamenti che non rispettano le regole e la delicatezza dell’ambiente naturale.
Tra gli episodi indicati ci sono tende montate in zone nelle quali il campeggio è vietato, persone che superano staccionate e barriere nonostante i divieti e comportamenti inappropriati nei confronti della fauna selvatica.
Sempre più frequentemente, alcune persone tenterebbero infatti di avvicinare, chiamare o attirare gli animali, arrivando in alcuni casi anche ad alimentarli, con l’obiettivo di riuscire a realizzare una fotografia ravvicinata.
Un comportamento in contrasto con l’immagine di rispetto della natura spesso raccontata proprio attraverso gli stessi social network.
«Ci colpisce sempre osservare come quasi tutti, raccontando la propria giornata sui social, scrivano di amare la natura. Poi, però, ci sono le immagini», ha osservato il Parco.
L’aumento delle persone interessate a conoscere la montagna e le aree protette rappresenta certamente un’opportunità, ma richiede allo stesso tempo maggiore consapevolezza.
Questi ambienti non possono essere considerati parchi divertimento o semplici scenari nei quali creare contenuti destinati ai social. Sono ecosistemi delicati e, nel caso dell’alta montagna, anche luoghi che possono diventare difficili e imprevedibili.
Sicurezza sul Gran Sasso: preparazione e attrezzatura restano fondamentali
Il caso dell’escursionista scalzo e in costume sulla Direttissima del Corno Grande è diventato rapidamente virale per l’impatto delle immagini, ma il messaggio del Soccorso Alpino va oltre il singolo episodio.
La richiesta è quella di affrontare la montagna con preparazione, esperienza, attrezzatura adeguata e consapevolezza delle proprie capacità.
Prima di partire è necessario informarsi sulle caratteristiche dell’itinerario, sulle sue difficoltà e sulle condizioni ambientali, scegliendo un percorso compatibile con la propria esperienza.
Nel caso della Direttissima del Corno Grande, raggiungere i 2.912 metri della cima più alta dell’Appennino significa affrontare un itinerario classificato per escursionisti esperti, con passaggi esposti, tratti tecnici, zone ripide e ghiaioni.
Non è quindi l’abbigliamento insolito in sé a rappresentare il cuore del problema, ma la possibile sottovalutazione dell’ambiente nel quale ci si trova.
Il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo si è detto inoltre disponibile a fornire ulteriori indicazioni a chi ne avesse bisogno. Il messaggio resta quello riassunto dal richiamo alla consapevolezza: conoscere il percorso, prepararsi correttamente e scegliere un itinerario adeguato sono elementi essenziali per vivere la montagna riducendo i rischi.





















