Miti e sapori del passato nei Monti Sibillini

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Tra le tappe di questo itinerario spiccano proposte in grado di evocare miti e sapori del passato
Via al programma che prevede percorsi turistici in tutto l’entroterra ascolano

Tra cucina, ambiente e antiche leggende

ROCCAFLUVIONE – Cucina e ambiente. Leggende e tipicità. Allo scopo di coniugare usi e costumi del nostro territorio con la tradizione enogastronomica e i suoi paesaggi nasce il circuito delle cucine tipiche del Piceno. L’iniziativa, ufficializzata nei giorni scorsi dall’assessore Avelio Marini in occasione della presentazione del programma primaverile di ‘Sensi Piceni’, rappresenta per l’Amministrazione Provinciale la necessità di valorizzare le tradizioni culinarie mediante la riscoperta di antiche pietanze e l’utilizzo di materie prime di qualità provenienti da coltivazioni e allevamenti locali.

Il cartellone dei nuovi appuntamenti rivolti alla bella stagione vede gli eventi programmati da ogni singola realtà affiancarsi al circuito delle cucine tipiche del Piceno. Trattorie, ristoranti e pub, aderendo ad un disciplinare, si impegnano ad inserire nel menù proposto ai loro clienti i piatti della tradizione locale.

Tra le tappe di questo itinerario spiccano tre proposte in grado di evocare miti del passato e sapori particolari mai tramontati, come ‘La Cucina del Tartufo’, ‘La Cucina delle Fate’ e ‘La Cucina dei Briganti’. La prima offerta si rifa’ a un tubero molto presente in due specie nelle nostre aree: il tartufo bianco pregiato, diffusissimo ad Amandola e a Montefortino, e il tartufo nero pregiato, che spicca in gran quantità a Roccafluvione e in una vasta area dei Sibillini. Sulle tavole di queste zone il tartufo caratterizza soprattutto le tagliatelle al tartufo bianco pregiato. ‘La Cucina delle Fate’ invece, prende spunto da numerosi racconti che hanno reso mitici i Monti Sibillini, legati alla figura della Sibilla; leggende che si riflettono sulla tavola come specchio della tradizione. A Pretare, frazione di Arquata del Tronto, le proposte mirano a promuovere la cucina povera montanara, il cui fiore all’occhiello è rappresentato dalla zuppa delle fate, che vede gnocchi di patate fritti serviti in un brodo di carne arricchito da spinaci selvatici.

Non meno accattivante è ‘La Cucina dei Briganti’, che ha legami col brigantaggio, che interessò la fascia montana ascolana soprattutto nell’800, in relazione ai moti rivoluzionari che portarono alla nascita del regno d’Italia. Ad essere interessata al fenomeno fu in particolar modo Acquasanta Terme, attorno alla quale oggi si muove un circuito che ha l’obiettivo di valorizzare le antiche ricette, comprendente le località di Fleno, Castel Di Luco, Paggese, Rocca Montecalvo e San Martino. Pezzo forte di questo progetto è il timballo di crispelle, rigorosamente cotto nel forno a legna, che vede le frittatine sostituire la classica pasta sfoglia all’uovo, sistemate a strati e alternate a ragù di carne di manzo e maiale, mozzarella e funghi porcini. “Questo circuito permette ai visitatori di scoprire luoghi incontaminati dell’Ascolano, ricchi di ricette arcaiche e di aneddoti affascinanti” spiega l’assessore provinciale al turismo Avelio Marini.

FILIPPO FERRETTI

Fonte: Corriere Adriatico



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