Un’escursione affrontata nonostante il maltempo annunciato si è trasformata in una lunga e complessa operazione di salvataggio sui Monti Sibillini. Un escursionista di 31 anni, residente a Camerino, è rimasto bloccato in alta quota a causa di neve abbondante, buio e condizioni ambientali estreme, rendendo necessario l’intervento del Soccorso Alpino.
Escursionista bloccato dal maltempo sul Rifugio del Fargno
L’episodio si è verificato nella giornata di martedì 6 gennaio, quando una copiosissima nevicata — prevista e ampiamente segnalata dai bollettini meteo — ha interessato l’Italia centrale. Nonostante ciò, il giovane ha deciso di salire comunque in quota, raggiungendo la zona del Rifugio del Fargno, tra Ussita e Bolognola, in provincia di Macerata.
Con il sopraggiungere della tormenta di neve, il terreno ricoperto da oltre 50 centimetri di manto nevoso e il calare del buio, l’escursionista si è trovato nell’impossibilità di rientrare a valle. In un primo momento ha trovato riparo all’interno del rifugio, mentre successivamente, secondo la ricostruzione dei soccorritori, si è protetto anche in una nicchia all’esterno della struttura, in attesa di aiuto.
Sette ore di intervento sotto la tormenta
L’allarme ha fatto scattare l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Marche (Cnsas) intorno alle 17.30. Tre tecnici specializzati hanno affrontato condizioni meteo estremamente difficili per raggiungere il 31enne: neve fitta, vento forte e visibilità ridotta, con uno spessore nevoso che superava abbondantemente il mezzo metro.
L’operazione di recupero si è rivelata particolarmente complessa e si è protratta per oltre sette ore. Durante la discesa verso valle, i soccorritori hanno dovuto gestire non solo la stanchezza accumulata dall’escursionista, ma anche un quadro nivologico critico, caratterizzato dalla presenza di valanghe lungo l’itinerario, ulteriore fattore di rischio nella conduzione dell’intervento.
Rientro a valle e affidamento al 118
Solo a tarda sera la squadra è riuscita a raggiungere il parcheggio di Pintura di Bolognola, all’interno del Parco naturale dei Monti Sibillini. Qui l’escursionista è stato affidato alle cure dei sanitari del 118, giunti sul posto con un’ambulanza per le verifiche cliniche e l’assistenza necessaria dopo le ore trascorse al freddo e sotto stress fisico.
Sicurezza in montagna: l’appello del Soccorso Alpino
L’episodio riporta l’attenzione sull’importanza della preparazione e della prudenza in ambiente montano, soprattutto durante la stagione invernale, quando le condizioni possono peggiorare rapidamente e trasformare un’escursione in una situazione di emergenza.
“Il Soccorso Alpino e Speleologico Marche rinnova l’invito a tutti gli escursionisti a pianificare con attenzione ogni uscita – ricorda il Cnsas marchigiano -, soprattutto in ambiente invernale: è fondamentale consultare preventivamente il bollettino meteorologico e il bollettino valanghe, valutare con prudenza itinerario e orari, ed essere dotati di attrezzatura idonea alla stagione e alle condizioni del terreno”.
Perché questo episodio deve far riflettere
-
Maltempo annunciato: ignorare i bollettini aumenta esponenzialmente i rischi
-
Neve oltre 50 cm: condizioni proibitive anche per escursionisti esperti
-
Valanghe presenti: pericolo elevato lungo i percorsi
-
Soccorso lungo e rischioso: sette ore di intervento in piena tormenta
Un intervento che si è concluso senza gravi conseguenze, ma che evidenzia ancora una volta quanto sia fondamentale non sottovalutare la montagna in inverno e affidarsi sempre a una pianificazione attenta e responsabile.






















