Una violenta ondata di neve e gelo sull’Etna ha messo in serio pericolo una famiglia di turisti svizzeri, rimasta bloccata in auto durante una tempesta improvvisa nei pressi dei Crateri Silvestri, a quota elevata. Provvidenziale l’intervento della Guardia di Finanza, che nella serata del 19 gennaio ha portato a termine un’operazione di soccorso complessa, salvando anche una bambina di 4 anni.
Bufera di neve sull’Etna: famiglia sorpresa dal maltempo
La famiglia, composta da tre persone – una coppia e una bambina di 4 anni – stava raggiungendo una struttura alberghiera situata nella zona del Rifugio Sapienza, quando è stata improvvisamente sorpresa da una violenta bufera di neve.
Le condizioni meteorologiche, già critiche da giorni, sono rapidamente peggiorate con nevicate intense, raffiche di vento molto forti e visibilità quasi azzerata, rendendo impossibile la prosecuzione del viaggio. L’auto è rimasta bloccata lungo la strada, completamente impraticabile a causa dell’accumulo nevoso.
L’allarme lanciato dal titolare dell’albergo alle 19.30
L’allarme è scattato intorno alle 19:30, quando il titolare della struttura ricettiva ha contattato i militari della Stazione del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Nicolosi.
Preoccupato per il mancato arrivo dei clienti, l’uomo ha segnalato che la famiglia non aveva fatto ritorno in albergo e che, molto probabilmente, si trovava bloccata in auto a causa della neve, senza possibilità di spostarsi.
Soccorso alpino costretto a proseguire a piedi
Ricevuta la segnalazione, gli specialisti del soccorso alpino delle Fiamme Gialle sono immediatamente intervenuti, dirigendosi con i mezzi fuoristrada in dotazione lungo il percorso che conduce al Rifugio Sapienza.
Tuttavia, l’evolversi delle condizioni meteo ha reso l’intervento estremamente complesso. La strada risultava coperta da cumuli di neve alti fino a un metro e mezzo, tanto da costringere i militari ad abbandonare i veicoli di servizio e a proseguire a piedi, in ambiente impervio e con condizioni logistiche particolarmente difficili.
Famiglia localizzata: segni iniziali di ipotermia e panico
Nonostante le difficoltà operative, i soccorritori sono riusciti a localizzare e raggiungere la famiglia, che nel frattempo era in preda al panico. I tre turisti presentavano i primi segni di ipotermia, fortunatamente non in forma grave, e non necessitavano di interventi sanitari urgenti.
La presenza della bambina di 4 anni ha reso l’operazione ancora più delicata, imponendo rapidità e massima attenzione nella gestione del soccorso.
Messi in sicurezza e accompagnati in albergo
Una volta raggiunti, i tre sono stati immediatamente protetti con capi di abbigliamento pesante e coperte, per contrastare il freddo intenso. Successivamente sono stati accompagnati a piedi fino ai mezzi fuoristrada e, da lì, condotti in albergo, dove hanno potuto finalmente trovare riparo.
Le operazioni di soccorso si sono concluse intorno alle 23, dopo diverse ore di lavoro in condizioni estreme.
Operazione coordinata con Prefettura e Centro di Coordinamento Soccorsi
L’intervento è stato condotto in costante contatto con la Prefettura di Catania e con i componenti del Centro di Coordinamento Soccorsi, attivato per gestire le attività di prevenzione e soccorso legate al rischio meteo-idrogeologico che sta interessando la provincia etnea.
Il Centro era stato attivato anche in relazione agli effetti del ciclone Harry, che da giorni sta colpendo la Sicilia orientale. Nelle ultime ore, le raffiche di vento hanno raggiunto picchi fino a 100 km/h, aggravando ulteriormente la situazione sulle zone montane dell’Etna.






















