Il salto con gli sci è nuovamente travolto da un caso che sta facendo discutere l’intero mondo degli sport invernali. Dopo le polemiche legate alle tute modificate, alle cuciture strategiche e ai controlli sempre più stringenti della federazione internazionale, emerge ora un’ipotesi che supera qualsiasi precedente scandalo: l’utilizzo di iniezioni di acido ialuronico nelle parti intime per ottenere un vantaggio aerodinamico.
Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Bild, alcuni saltatori avrebbero adottato questa pratica estrema per aumentare il volume corporeo nella zona pelvica, riuscendo così a indossare tute più ampie senza risultare irregolari ai controlli ufficiali.
Regolamento FIS e controlli sempre più severi sulle tute
Negli ultimi anni la FIS (Federazione Internazionale Sci e Snowboard) ha introdotto norme rigidissime sull’abbigliamento da gara. Le tute dei saltatori devono rispettare parametri estremamente precisi, definiti al millimetro, che riguardano:
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distanza dal corpo dell’atleta
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tipologia e posizione delle cuciture
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materiali consentiti
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divieto assoluto di modifiche strutturali
La tuta deve mantenere una distanza dal corpo compresa tra due e quattro centimetri, senza eccezioni. Questa regola nasce da studi scientifici sull’aerodinamica: una tuta troppo larga crea maggiore superficie e quindi più portanza; una tuta troppo corta tende ad allungarsi in volo, producendo un effetto simile. In entrambi i casi, l’atleta ottiene più stabilità e una maggiore distanza di salto.
Perché il volume corporeo influisce sulla distanza di salto
Nel salto con gli sci, l’atleta non si limita a scendere dal trampolino: diventa a tutti gli effetti un aliante umano. Durante la fase di volo, corpo e tuta lavorano insieme per generare portanza e ridurre la velocità di discesa.
Maggiore è la superficie esposta all’aria, maggiore è la spinta verso l’alto. Per questo motivo, nel passato alcuni saltatori avevano già tentato di aumentare artificialmente il volume della parte inferiore del corpo, arrivando persino all’uso di preservativi in silicone per ingrossare le parti intime. All’epoca, diversi studi suggerivano che una corporatura più “ampia” nella zona pelvica favorisse una spinta superiore al momento del decollo.
Doping estremo: iniezioni di acido ialuronico sul pene
Con l’introduzione di scanner tridimensionali e verifiche dettagliate prima e dopo le gare, quei metodi sono stati progressivamente eliminati. Tuttavia, secondo le indiscrezioni più recenti, alcuni atleti avrebbero trovato un nuovo modo per aggirare il sistema.
Il sospetto è che vengano effettuate iniezioni di acido ialuronico direttamente nel pene, una sostanza comunemente utilizzata nella medicina estetica. Questo permetterebbe di aumentare il volume genitale e, di conseguenza, la lunghezza del passo, parametro fondamentale per stabilire le dimensioni massime della tuta.
Le misurazioni vengono infatti effettuate partendo dal punto più basso dell’area genitale tramite scanner 3D. Un volume maggiore consente, in modo apparentemente legittimo, di ottenere una tuta più grande, che in volo funziona come un’ala più estesa: più portanza e minore velocità di caduta.
La posizione della FIS e le contromisure allo studio
La federazione internazionale è al corrente delle voci che circolano nel circuito. Matthias Hafele, responsabile dell’equipaggiamento FIS, ha spiegato che al momento non sono previste nuove misurazioni della lunghezza del passo, ma che sono già in fase di sviluppo soluzioni alternative per affrontare questo problema complesso.
In altre parole, la FIS sta valutando nuovi sistemi di controllo per impedire che modifiche corporee, pur non tecnicamente vietate, possano falsare la competizione.






















