Ufficiale: slitta ancora l’apertura degli impianti sciistici, prevista ora per il 15 febbraio

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Ora è ufficiale, gli impianti siistici non riapriranno il 18 gennaio come era inizialmente previsto, ma si dovrà aspettare almeno fino al 15 febbraio. A confermarlo il nuovo Dpcm firmato oggi da Giuseppe Conte. Ma già qualche giorno fa era stato il Ministro della Salute Roberto Speranza, che in Parlamento ha presentato le nuove misure stringenti per affrontare l’emergenza legata al Covid-19.

Tra queste, appunto, lo slittamento dell’apertura degli impianti sciistici al 15 febbraio sempre che i numeri non peggiorino però nel frattempo. Un confronto duro e acceso quello che è andato in scena tra Stato e Regioni, e che ha portato ad adottare questo nuovo provvedimento che inasprisce le misure su tutto il territorrio nazionale, per prevenire la terza ondata del virus che sembra comunque ormai data per certa. Gli esperti infatti avvertono: “Necessaria una nuova stretta visto l’impatto ancora alto del virus sull’occupazione dei posti letto ospedalieri”.

La stagione sciistica 2020/2021 non riesce quindi a partire: molti impianti hanno dovuto chiudere anticipatamente i battenti, per molti altri invece non vi è stata nessuna apertura. D’altra parte già il Ministro aveva annunciato lo slittamento dell’apertura degli impianti sciistici a Che tempo che fa su Rai3: “Ci aspettano settimane molto dure, nelle quali avremo ancora bisogno del massimo rigore”. In particolare poi, soffermandosi sulla questione sci, aveva dichiarato: “Mi sembra difficile ipotizzare che, con le scuole superiori chiuse, si possa immaginare di aprire le piste da sci…”.

Restano chiuse, insieme agli impianti sciistici, anche palestre e piscine. Cosa ritenuta inevitabile da più parti, visto che i contagi stanno risalendo, così come l’indice di trasmissibilità, e che gli ospedali stanno tornando in sofferenza. Una scelta, quella di rinviare l’apertura degli impianti, che trova comunque d’accordo in linea di massima anche le Regioni.

Nelle ore che hanno preceduto il nuovo Decreto, la scelta di rinviare l’apertura degli impianti sciistici era stata così commentata dai rappresentanti delle Regioni dell’arco alpino: “Prendiamo atto dell’ipotesi annunciata dal governo di un nuovo rinvio dell’apertura degli impianti di risalita e del conseguente incremento della crisi di tutto il comparto turistico invernale della montagna, e chiediamo al governo di assumere un impegno serio nei confronti di questo settore, garantendo ristori certi, immediati e proporzionati alle perdite subite”. Queste erano state le parole dei partecipanti alla Commissione Speciale Turismo della conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Il Cts ha giudicato imprudente riaprire le aree sciistiche il 18 gennaio, così come era previsto dal precedente Dpcm. Per gli esperti sono 4 gli elementi che hanno resa necessaria questa scelta: l’impatto ancora alto del virus sull’occupazione dei posti letto ospedalieri, la campagna vaccinale, la preoccupante situazione internazionale e la possibile sovrapposizione dell’influenza stagionale con il Covid. Ecco perché lo Stato di emergenza è stato prolungato fino al prossimo 30 aprile.

A riprova di quanto timore ci sia attorno alla situazione impianti sciistici, c’è la scelta già ufficiale di svolgere i Campionati del Mondo di sci alpino in programma a Cortina d’Ampezzo dal 7 al 21 febbraio 2021 a porte chiuse, senza quindi la presenza di pubblico. Gli organizzatori ora sono in attesa di sapere quali saranno, nello specifico, i protocolli di sicurezza da adottare.

Nella conferenza Stato-Regioni si è comunque discusso appunto dei protocolli e delle linee guida che dovranno essere adottate dagli impianti al momento della riapertura, nelle stazioni e nei comprensori sciistici. Il testo sarà poi valutato dal Cts. “Durante i lavori della Commissione – hanno detto i rappresentanti delle Regioni – sono emerse le richieste che saranno avanzate al governo, in particolare una data garantita di apertura, ristori certi e immediati e proporzionati al minor fatturato della stagione agli impianti di risalita e a tutte le attività correlate”.

Nel nuovo Decreto annunciato dal Ministro Speranza, ci sono qujndi alcuni punti fermi che vogliamo ricordarvi:

  • prolungamento dello stato di emergenza fino al 30 aprile;
  • rinvio dell’apertura di impianti sciistici, palestre e piscine al prossimo….
  • mantenimento delle fasce di rischio in cui è divisa attualmente l’Italia;
  • inasprimento dei parametri per il passaggio in fascia arancione e rossa;
  • istituzione di una zona bianca per le Regioni con indice Rt più basso;
  • confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino;
  • vietato l’asporto di cibi e bevande dai bar dopo le ore 18;
  • vietato spostarsi tra Regioni diverse, anche se in zona gialla;
  • confermata la deroga per ospitare in casa al massimo due parenti (esclusi i minori);
  • riapertura dei musei nelle zone gialle;
  • riapertura impianti sciistici il 15 febbraio.

Come vi avevamo anticipato qualche giorno fa, va attenzionata la situazione in Alto Adige, dove una parte degli studenti delle scuole superiori è tornata in presenza e dove erano state promesse dal Governatore misure speciali per lo sci.

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