Un’idea che sembra uscita direttamente da un videogioco… ma che sulla neve si è trasformata in un mezzo incubo.
I Sickos, collettivo di youtuber appassionati di sport estremi, hanno deciso di spingersi oltre ogni limite costruendo un sistema per sciare in “terza persona”, proprio come accade in tanti videogame d’azione.
Come funziona il dispositivo
Il concept è tanto semplice quanto folle:
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una telecamera montata su un braccio meccanico fissato allo sciatore
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ripresa dall’esterno, leggermente rialzata
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trasmissione delle immagini in tempo reale a un visore VR
Il risultato? Chi indossa il sistema non vede più attraverso i propri occhi, ma osserva sé stesso dall’alto, come un avatar digitale che scende lungo la pista.
Sulla carta sembra geniale: un’esperienza immersiva, innovativa, quasi futuristica.
La realtà sulla neve: un disastro
Il test pratico, però, ha raccontato tutt’altra storia.
Già nelle situazioni più banali sono emerse difficoltà enormi: uno dei ragazzi ha provato ad acquistare lo skipass con il visore indossato, ma ha avuto problemi persino a firmare i documenti.
Una volta in pista, la situazione è peggiorata:
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Cadute continue
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Perdita totale di equilibrio
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Coordinazione praticamente azzerata
Il motivo? Il nostro cervello è abituato a coordinare movimenti e spazio in prima persona. Alterare completamente il punto di vista manda in confusione i riferimenti visivi e il sistema di equilibrio.
In sostanza, anche sciatori esperti si sono ritrovati a muoversi come principianti assoluti.
Epilogo inevitabile
Come se non bastasse, durante una delle numerose cadute il dispositivo si è danneggiato fino a rompersi del tutto, mettendo fine all’esperimento.
Un’idea spettacolare dal punto di vista creativo, ma che ha dimostrato quanto sia complesso – e rischioso – sfidare il modo in cui il nostro cervello interpreta il movimento.
Morale della storia?
Nei videogiochi funziona alla grande. Nella vita reale… molto meno.






















