Storia dello Sci Alpino

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Nell’ambito non agonistico l’utilizzo degli sci risale a molti anni fa, introdotto principalmente come mezzo di trasporto e locomozione nelle zone nevose; per assistere alle prime gare, tuttavia, si è dovuto attendere fino a quando, a metà dell’Ottocento, Sondre Nordheim rivoluzionò lo sci facendone uno sport. La FIS (Federazione Internazionale Sci) è sorta nel 1924, e le prime Olimpiadi invernali rivolte a questo nuovo sport si sono svolte nel 1936 a Garmisch-Partenkirchen in Germania. Ogni anno, dal 1967 in poi, si tiene la Coppa del Mondo di sci, mentre i Campionati del Mondo venivano svolti ogni quattro anni in alternanza con le Olimpiadi invernali. Dal 1985 in poi, i Mondiali si svolgono ogni due anni. In Italia lo sci è gestito dalla FISI (Federazione Italiana Sport Invernali) che si occupa anche di tutte le discipline che hanno a che fare con la neve e la stagione invernale.Dalla metà degli anni settanta lo sci alpino è divenuto uno sport molto seguito e praticato. In America e in Europa sono state costruite numerose stazioni sciistiche attrezzate per ospitare decine di migliaia di turisti e appassionati che, a seconda delle loro capacità tecniche, praticano lo sci e seguono da tifosi gli eventi agonistici. Le località montane più famose ospitano infatti gli appuntamenti annuali della Coppa del Mondo oppure hanno talvolta ospitato la sede delle Olimpiadi e dei Mondiali.L’evoluzione dello sci alpino è stata sicuramente influenzata negli ultimi anni dai progressi che la ricerca tecnologica ha ottenuto nel migliorare le prestazioni sia di uomini che di materiali. Sia nelle discipline veloci sia in quelle tecniche, le attrezzature, dagli sci agli attacchi alle tute, hanno determinato cambiamenti sostanziali nella tecnica di sciata degli atleti: ad esempio, alla fine degli anni Settanta il passaggio dall’uso di paletti fissi per segnare le porte del tracciato nello slalom e, in misura minore, nel gigante, ai paletti snodati ha completamente modificato il modo di affrontare questi passaggi, un tempo aggirati dallo sciatore e da quel momento in poi più sbrigativamente scostati con un gesto dell’avambraccio, con un notevole vantaggio nella scelta della traiettoria più stretta e più veloce. Allo stesso modo, la composizione chimica delle scioline è divenuta spesso determinante per il successo di una gara, soprattutto nella discesa libera, dove la maggiore o minore scorrevolezza dello sci sulla neve si concretizza in decimi di secondo di vantaggio o di ritardo.