Chamonix, la grotta della Mer de Glace potrebbe non essere più visitabile entro cinque anni

A Chamonix la cavità viene scavata nuovamente nel ghiacciaio ogni stagione dal 1946. Il glaciologo Luc Moreau avverte: nell’area della grotta sono stati persi 8,5 metri di spessore da maggio e potrebbe formarsi un lago entro cinque anni. Un’altra stima parla di appena 40 metri di ghiaccio rimasti sotto l’attrazione.

Per raggiungerla oggi bisogna prendere il caratteristico trenino rosso che sale da Chamonix al Montenvers, proseguire con la cabinovia e scendere ancora lungo una scala di circa 170 gradini.

Alla fine del percorso si entra letteralmente nel ghiacciaio.

Pareti azzurre, corridoi scavati nel ghiaccio e sculture che cambiano di anno in anno: la grotta della Mer de Glace è una delle attrazioni storiche più conosciute del massiccio del Monte Bianco.

Ma il problema, adesso, non è quanto sarà grande la grotta della prossima estate.

È capire per quante estati sarà ancora possibile scavarla.

Le misurazioni effettuate nel 2026 indicano infatti una perdita di ghiaccio particolarmente rapida proprio nella zona utilizzata per l’attrazione. E alcune valutazioni scientifiche collocano il futuro dell’attuale grotta in un orizzonte di appena pochi anni.

Non è una grotta naturale: viene ricostruita continuamente

Per capire cosa rischia di scomparire bisogna prima chiarire un aspetto importante.

La grotta della Mer de Glace non è una cavità naturale rimasta identica per ottant’anni.

È un’opera artificiale scavata direttamente nel ghiacciaio.

Il sito ufficiale del Montenvers la definisce un’opera “effimera”: ogni anno gli addetti, tradizionalmente chiamati grottus, devono intervenire nuovamente perché il ghiaccio si muove e la cavità precedente si deforma. La famiglia Claret porta avanti questa attività da tre generazioni.

Quindi il rischio non è che una singola caverna si sciolga e scompaia.

Il problema è molto più radicale: potrebbe non esserci più abbastanza ghiaccio, nella posizione adatta, per continuare a ricrearla come è stato fatto fino a oggi.

Moreau: 8,5 metri di ghiaccio persi soltanto da maggio

Uno dei dati più recenti arriva dal glaciologo Luc Moreau, che segue da tempo l’evoluzione della Mer de Glace.

Secondo le misurazioni riportate in un reportage pubblicato a fine agosto, nella zona terminale del ghiacciaio dove viene realizzata l’attrazione sono stati persi 8,5 metri di spessore dalla primavera del 2026.

Nello stesso punto la perdita accumulata dal 2022 sarebbe arrivata a circa 60 metri.

Sono numeri che acquistano ancora più significato quando vengono trasformati in tempo.

Secondo Moreau, continuando l’evoluzione osservata, entro circa cinque anni nell’area potrebbe formarsi un lago glaciale. Uno scenario che renderebbe incompatibile l’attuale sfruttamento turistico della grotta.

Non si tratta di una data ufficiale di chiusura fissata al 2031.

È una previsione glaciologica, legata a un ambiente che continua a modificarsi e la cui evoluzione dipenderà dalle condizioni dei prossimi anni.

Un’altra stima: sotto la grotta restano circa 40 metri di ghiaccio

La previsione non è isolata.

Un approfondimento pubblicato il 22 agosto dal quotidiano locale Le Dauphiné Libéré riporta una stima di circa 40 metri di ghiaccio ancora presenti sotto la zona della grotta.

Secondo gli specialisti citati dal giornale, questa quantità potrebbe permettere di continuare l’attività per quattro-sei anni, a condizione di poter spostare progressivamente gli scavi più a monte.

Le due valutazioni utilizzano criteri differenti, ma conducono a un ordine di grandezza simile.

Non decenni.

Pochi anni.

Una storia iniziata nel 1946

La prima grotta turistica moderna della Mer de Glace venne realizzata nel 1946 da Georges Claret, dopo aver ottenuto una concessione comunale.

Il dettaglio curioso è che già allora il livello del ghiacciaio diminuiva di anno in anno e l’attrazione nacque anche per rinnovare l’interesse turistico verso il Montenvers.

Da quel momento la grotta è diventata parte della storia turistica di Chamonix.

Sono cambiate le forme, le decorazioni e soprattutto la posizione dell’ingresso, ma il principio è rimasto lo stesso: entrare dentro la massa glaciale e osservare il ghiaccio dall’interno.

Nel 2026 quell’attività compie quindi ottant’anni.

Ed è proprio nell’anno dell’anniversario che il suo futuro appare più incerto.

Il ghiacciaio si muove: per questo la grotta va scavata ancora

La necessità di ricostruire continuamente la cavità non dipende soltanto dalla fusione.

Un ghiacciaio è una massa in movimento.

Il sito del Montenvers indica che nella sua parte centrale la Mer de Glace può avanzare di circa 70 metri in un anno, deformando di conseguenza le gallerie scavate al suo interno.

Per questo la grotta visitata un’estate non è esattamente quella dell’estate successiva.

Il ghiaccio si sposta, le pareti cambiano e gli addetti devono intervenire nuovamente.

Finché esiste uno spessore sufficiente, il sistema può essere adattato.

Il problema nasce quando l’assottigliamento diventa più rapido della capacità di inseguire il ghiacciaio verso monte.

Le infrastrutture hanno già dovuto inseguire la Mer de Glace

Chi visitava il Montenvers decenni fa trovava il ghiacciaio molto più vicino alla stazione ferroviaria.

Oggi bisogna scendere parecchio più in basso.

Proprio per questo negli ultimi anni è stata realizzata una nuova cabinovia che dalla zona del Montenvers porta i visitatori verso la Mer de Glace e verso l’accesso alla grotta. Il percorso termina comunque con circa 170 gradini, secondo le informazioni ufficiali.

È un cambiamento che rende visibile anche ai turisti ciò che i glaciologi misurano con gli strumenti.

Il punto di accesso al ghiaccio deve essere continuamente adattato perché la superficie glaciale si trova sempre più in basso.

Il paradosso: nuovi impianti per raggiungere un ghiacciaio che arretra

La nuova infrastruttura permette oggi di avvicinarsi alla Mer de Glace in modo molto più agevole rispetto alle vecchie scale.

Ma racconta anche un paradosso.

Più il ghiacciaio si abbassa, più gli impianti devono essere modificati per raggiungerlo.

La cabinovia non può arrestare la fusione. Può soltanto accompagnare, almeno per un certo periodo, lo spostamento del punto in cui i visitatori incontrano il ghiaccio.

L’operatore turistico stesso presenta oggi il panorama del Montenvers come una testimonianza visibile degli effetti del cambiamento climatico.

La Mer de Glace non sta per scomparire tutta tra cinque anni

Questo è un punto essenziale.

Dire che “la Mer de Glace scomparirà tra cinque anni” sarebbe falso.

La previsione riguarda l’attuale area della grotta turistica, non l’intero ghiacciaio.

La Mer de Glace è una struttura glaciale molto più vasta, lunga diversi chilometri. Anche se continua a perdere massa e ad arretrare, la sua evoluzione complessiva avviene su tempi e scale differenti.

Il problema più immediato riguarda la lingua bassa e sottile nella quale oggi viene scavata la cavità.

È lì che i pochi decenni di storia recente possono trasformarsi, secondo le stime, in appena pochi anni di attività residua.

Se comparisse un lago cambierebbe tutto

Il possibile sviluppo di un lago proglaciale è uno degli elementi più delicati.

Quando una lingua glaciale arretra, può lasciare dietro di sé una depressione. Se questa viene occupata dall’acqua di fusione e le condizioni del terreno lo permettono, può nascere un lago davanti al nuovo fronte del ghiacciaio.

È lo scenario indicato da Moreau per il settore della grotta nei prossimi anni.

A quel punto il problema non sarebbe semplicemente scavare cento metri più indietro.

Cambierebbero la morfologia dell’area, l’accessibilità e il rapporto tra infrastrutture turistiche e fronte glaciale.

Per questo il futuro della grotta dipenderà anche da dove sarà possibile raggiungere fisicamente il ghiaccio.

Nel 2026 la visita resta ancora prevista

Per ora, però, non siamo davanti alla chiusura definitiva dell’attrazione.

Il calendario ufficiale 2026 del Montenvers continua a prevedere l’accesso alla cabinovia e alla grotta durante la stagione, con orari che possono essere modificati in funzione delle condizioni meteorologiche e operative.

Chi programma una visita deve quindi verificare lo stato del sito il giorno della partenza, anche perché durante l’anno sono previste normali interruzioni stagionali e tecniche che non hanno nulla a che vedere con una cessazione definitiva dell’attività.

Ottant’anni di storia e un conto alla rovescia che nessuno può fissare con precisione

Nel 1946 il problema era attirare nuovamente i visitatori verso la Mer de Glace.

Nel 2026 il problema è capire per quanto tempo sarà ancora possibile portarli dentro quel ghiaccio.

La differenza racconta da sola quanto sia cambiata la montagna.

La grotta viene ancora scavata.

I visitatori continuano a percorrerla.

La cabinovia continua a scendere verso il ghiacciaio.

Ma sotto l’attrazione, secondo le stime riportate quest’estate, restano circa 40 metri di ghiaccio, mentre Moreau ha misurato una perdita di 8,5 metri soltanto dalla primavera.

Nessuno può indicare oggi il giorno in cui sarà scavata l’ultima galleria.

Ma per un’attrazione che esiste da ottant’anni, il fatto che ormai il suo futuro venga calcolato in quattro, cinque o sei anni è già un cambiamento enorme.