Covid, l’Alto Adige ha paura di un altro inverno senza sci e mercatini di Natale

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In Alto Adige torna più forte che mai l’incubo del Coronavirus e quindi dello stop alla stagione sciistica 2021/2022. Esattamente il 9 marzo del 2020 si interrompeva infatti la stagione invernale dello scorso anno, e gli impianti restarono poi fermi per tutti i mesi seguenti.

Ora ecco che l’incubo sta tornando, a 20 mesi di distanza. Gli appassionati di sci devono infatti fare i conti con una risalita dei contagi che a quanto pare solo l’utilizzo del Green Pass può tenere a bada, almeno per quel che riguarda l’ingresso a piste ed impianti. A nord del Brennero infatti possono sciare solo vaccinati e guariti.

Bolzano e tutta la sua provincia sono praticamente in zona gialla, e da qui al passaggio in arancione che vorrebbe dire la chiusura degli impianti è davvero breve. Almeno questo è quello che ha dichiarato l’assessore alla sanità Thomas Widmann. «La quarta ondata – ha detto – arriva da nord e di certo non si ferma al Brennero. Siamo ad un passo dal deragliamento, anche perché in Alto Adige abbiamo una bassa percentuale di vaccinati». La quota di chi è vaccinato è infatti inferiore del 10% al resto dell’Italia. In due settimane i nuovi casi sono aumentati di 15 volte e il numero di ricoveri è triplicato. Secondo Widmann, «servono il rispetto delle regole in vigore, più controlli e la terza dose che da domani sarà accessibile a tutti dopo sei mesi».

Il governatore Arno Kompatscher ha aggiunto che l’incidenza dei casi è più alta in Alto Adige rispetto ad altre regioni non solo per questioni climatiche «ma anche per il basso tasso di immunizzati». «Non serve – ha aggiunto – escludere i non vaccinati dal Green pass, se questo non viene controllato».

E quindi a rischiare grosso non sono solo impianti e piste da sci, ma anche i classici mercatini di Natale, per i quali la situazione viene valutata giorno per giorno. Con la stagione invernale iniziata infatti, gli ospedali della zona devono far fronte già a una serie di ingressi maggiori a causa degli incidenti sciistici. In più ci sono 700 sanitari sospesi perché non vaccinati.

La quarta ondata della pandemia è arrivata comunque dal Nord Europa, con in Austria che l’incidenza settimanale dei casi è di 1422 e a Salisburgo di 1519, mentre in Italia è sotto 100. La situazione ospedaliera oltre le Alpi è disastrosa, con i responsabili dei servizi sanitari che hanno ammesso di avere spazio solo perché alcuni pazienti muoiono. Berlino sconsiglia viaggi in Austria, e chi torna deve stare 10 giorni in quarantena.

La stagione sciistica inizia tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, ad esclusione di Cervinia dove si scia già da alcune settimane. Arno Kompatscher ha proseguito: “I mercatini di Natale dell’Alto Adige sono osservati speciali. Di giorno in giorno valutiamo la situazione e l’eventuale necessità di limitare il numero di accessi oppure intraprendere altri provvedimenti. E’ un controsenso che chi viene sospeso perché non si è fatto vaccinare poi possa compensare, almeno in parte, il mancato reddito con dei sussidi. Comunque viviamo in uno stato di diritto e non siamo una dittatura sanitaria, come alcuni vogliono far credere, per questo gli uffici competenti valutano il da farsi”.

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