Juan Carrito, l’orso è morto investito da un’auto a Castel di Sangro

Il famoso orso Juan Carrito, che era diventato uno dei simboli del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, è morto qualche giorno fa investito da un’auto a Castel di Sangro. L’animale era il simbolo dell’Abruzzo montano, ma lo schianto con la macchina non gli ha lasciato scampo, lungo la statale 17. Ora il corpo è stato trasferito all’Istituto Zooprofilattico di Isernia per l’autopsia. Polemica però sui social per la pubblicazione del video che lo ritrae in agonia.

Noi abbiamo deciso di non mostrare il video dell’agonia di Juan Carrito

Noi abbiamo deciso di non mostrare il video, per rispetto dei tanti utenti che ci seguono e anche per rispetto dell’animale, che era diventato una vera e propria icona di un territorio grazie alle sue apparizioni e al rapporto ormai consolidato con la popolazione. Il Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo Luciano Sammarone ha così commentato: “Che vergogna quei video: perchè è stata mostrata impietosamente l’agonia di Juan Carrito?”.

Lui la chiama una “mancanza di rispetto per un essere vivente”. L’orso è stato investito e si tratta purtroppo di una fatalità, è passato a 20 metri da un sottopasso – commenta ancora il Direttore – ma serve una riflessione sull’uso della rete, riguarda i vip come gli animali. Lo hanno visto soffrire, c’è chi dice che piangeva…”

Juan Carrito era uno dei 4 figli dell’orsa Amarena, quello più coraggioso. Molto spesso di sera arrivava fino ai centri abitati di Villalago e di Roccaraso. Qui faceva vere e proprie scorribande sugli alberi e per strada. La sua zona di passaggio era tra Bisegna, Roccaraso e Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Tante erano le sue incursioni che era stato necessario allontanarlo e rimandarlo all’interno del Parco, lontano dagli uomini.

Un animale come lui, di 150 kg, non può prendere tutta questa confidenza si diceva. Il cibo era troppo disponibile tra cassonetti, pollai, pasticcerie. Nei boschi certo era più difficile. Però Juan Carrito doveva essere come tutti gli altri orsi. Così le guardie del Parco avevano pattugliato la zona di Roccaraso, lo avevano catturato e riportato nei boschi della Maiella, insieme ai suoi simili.

Gli avevano messo intorno al collo un collare con un gps, così da tenerlo sotto controllo. Pochi mesi dopo però eccolo ancora a Roccaraso, quando fu immortalato in una foto lungo i binari della stazione: il 3 marzo del 2022. Nel 2021 invece era stato ripreso mentre giocava con un cane, proprio vicino alla sua padrona. Foto e immagini che hanno fatto il giro del web e che lo hanno reso famoso. Lo scorso 21 dicembre stava cercando cibo vicino al ristorante pluristellato dello chef Niko Romito, il quale gli aveva dedicato un post su Instagram in cui si diceva “onorato” per la visita dell’animale. L’ultimo avvistamento di Juan Carrito è avvenuto domenica sui campi da sci dell’Aremogna, prima dello schianto con l’auto.

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