Un bambino di appena 7 anni è stato lasciato da solo sul Monte Fuji, in Giappone, dopo aver detto al padre di essere troppo stanco per continuare la scalata. L’uomo, un 48enne proveniente da Nagoya, ha deciso di proseguire verso la vetta insieme al figlio maggiore, lasciando il più piccolo nei pressi della sesta stazione del sentiero Fujinomiya, a oltre 2.000 metri di altitudine.
Il bambino aveva con sé soltanto alcuni snack e una bibita analcolica, ma non aveva denaro. Il padre gli avrebbe detto di “aspettare qui” e, secondo quanto riferito da TV Asahi sulla base della testimonianza del personale di un rifugio di montagna, gli avrebbe indicato un’attesa di circa otto ore.
Il piccolo è stato successivamente notato da alcuni dipendenti di un vicino rifugio, che lo hanno fatto entrare nella struttura e hanno avvertito la polizia. Gli agenti sono riusciti a rintracciare il padre quando aveva ormai raggiunto l’ottava stazione del percorso e gli hanno ordinato di tornare indietro.
L’episodio, avvenuto giovedì 20 agosto 2026, si è concluso senza conseguenze fisiche per il bambino, ma con un severo richiamo da parte delle autorità nei confronti del genitore.
La scalata del Monte Fuji con i due figli
Secondo la ricostruzione dell’accaduto, il padre era arrivato da Nagoya insieme ai suoi due figli per intraprendere la scalata del Monte Fuji lungo il sentiero Fujinomiya.
Il più piccolo aveva 7 anni. Il fratello maggiore era invece uno studente delle scuole medie, indicato in alcune ricostruzioni come un ragazzo di circa 13 anni.
L’obiettivo della famiglia era raggiungere la vetta del Monte Fuji, che con i suoi 3.776 metri di altezza è la montagna più alta del Giappone.
La famiglia aveva iniziato l’escursione nelle prime ore del mattino. Dopo aver percorso il tratto iniziale del sentiero, però, il bambino più piccolo ha iniziato a manifestare stanchezza e ha spiegato al padre di non essere più in grado di continuare.
Il problema si è presentato all’altezza della sesta stazione del Fujinomiya Trail, situata a oltre 2.000 metri di quota e indicata in diverse ricostruzioni intorno ai 2.500 metri.
Il fratello maggiore nel frattempo aveva proseguito più avanti lungo il percorso.
Il bambino dice di essere stanco, ma il padre continua la scalata
Di fronte alla stanchezza del figlio di sette anni, il padre avrebbe deciso non di interrompere l’escursione, ma di lasciare il bambino nei pressi della sesta stazione e raggiungere il figlio maggiore.
Il piccolo è quindi rimasto seduto da solo su una panchina lungo il sentiero.
Secondo SBS, il padre gli avrebbe detto di “aspettare qui”. TV Asahi ha riferito invece un ulteriore particolare: al bambino sarebbe stato detto di attendere il ritorno del genitore per circa otto ore.
Aveva a disposizione alcuni snack e una bibita analcolica, ma nessun denaro.
È importante distinguere questo dato dalla durata effettiva dell’isolamento: le otto ore rappresentavano infatti il tempo di attesa che, secondo il racconto del bambino e del personale del rifugio, il padre gli avrebbe indicato. Altre ricostruzioni stimano in circa tre ore il periodo trascorso dal piccolo senza il genitore prima dell’intervento degli addetti del rifugio.
L’addetto del rifugio sente una lite e trova il bambino sulla panchina
A rendersi conto che qualcosa non andava è stato il personale di un rifugio di montagna situato nelle vicinanze.
Uno degli addetti ha raccontato di aver inizialmente sentito una discussione provenire dall’esterno mentre si trovava all’interno della struttura.
La sua testimonianza ricostruisce i momenti precedenti al ritrovamento del bambino:
“Stavo pulendo i bagni quando ho sentito un litigio fuori, il padre diceva ‘Ti lascerò davvero qui, aspetterai per 8 ore. Farà freddo. Così sono uscito dai bagni e ho guardato la panchina e c’era un bambino. Continuavo a guardarlo di sfuggita dall’interno del rifugio, ma non c’era alcun segno che suo padre stesse tornando e sono uscito”
Il personale ha quindi continuato a controllare il bambino, nella speranza che il genitore tornasse rapidamente. Con il passare del tempo, però, è diventato evidente che il padre non stava rientrando.
Gli addetti hanno deciso così di intervenire.
“Ero stanco e mio padre mi ha detto di aspettare qui per otto ore”
Quando il personale del rifugio si è avvicinato al bambino per capire cosa fosse accaduto, il piccolo avrebbe spiegato chiaramente la situazione:
“Ero stanco e mio padre mi ha detto di aspettare qui per otto ore”
Gli addetti sono rimasti colpiti anche dal fatto che il bambino sembrasse intenzionato a rispettare alla lettera l’indicazione ricevuta dal genitore.
“Era pronto ad aspettare otto ore, proprio come gli aveva detto suo padre”
A quel punto il personale ha fatto entrare il bambino nel rifugio, mettendolo al riparo, e ha contattato le autorità.
Il piccolo è stato quindi affidato temporaneamente alla polizia.
Il padre viene rintracciato all’ottava stazione del Monte Fuji
Dopo la segnalazione è iniziata la ricerca del 48enne.
Gli agenti sono riusciti a contattarlo quando aveva ormai raggiunto la zona dell’ottava stazione del sentiero Fujinomiya, molto più in alto rispetto al punto nel quale aveva lasciato il figlio.
Secondo alcune ricostruzioni, la posizione raggiunta dal padre si trovava a circa tre ore di cammino dalla sesta stazione.
Gli agenti gli hanno intimato di interrompere la scalata e tornare immediatamente indietro.
Una delle ricostruzioni riferisce che l’uomo sia tornato sul posto circa cinque ore dopo. Il dato non va però confuso con le otto ore inizialmente prospettate al bambino: le diverse tempistiche diffuse dalle fonti descrivono momenti differenti della vicenda, dal periodo trascorso da solo fino al definitivo ricongiungimento con il padre.
Il bambino è stato infine riaffidato al genitore.
Il severo rimprovero della polizia
La vicenda si è conclusa fortunatamente senza conseguenze fisiche per il bambino, che è stato trovato sano e salvo.
Il comportamento del padre è stato però duramente censurato dalle forze dell’ordine.
Secondo quanto riportato da Japan Today, gli agenti gli avrebbero ricordato:
“Anche se significa dover rinunciare alla scalata insieme, abbandonare un bambino è inaccettabile”
Il 48enne ha ricevuto un severo avvertimento verbale per aver lasciato indietro il figlio durante la scalata. Secondo le informazioni riportate nelle ricostruzioni disponibili, nei suoi confronti non sono stati avviati provvedimenti penali.
L’uomo avrebbe riconosciuto la gravità della propria scelta, ammettendo di aver agito in modo negligente e scusandosi con la polizia.
“Ho preso una decisione avventata e me ne pento profondamente”
Perché lasciare un bambino solo sul Monte Fuji è particolarmente pericoloso
L’episodio ha suscitato particolare preoccupazione anche per le caratteristiche del luogo nel quale il bambino era stato lasciato.
Il Monte Fuji non è una normale passeggiata in quota. Il sito ufficiale dedicato alla scalata avverte che le condizioni meteorologiche possono cambiare molto rapidamente, con forti differenze di temperatura tra la base e la vetta. Anche durante l’estate sono possibili nebbia, pioggia, vento, temporali e temperature molto basse, con un rischio di ipotermia particolarmente rilevante per le persone fisicamente più vulnerabili, compresi i bambini.
Proprio mentre il piccolo si trovava nei pressi della sesta stazione, alcune ricostruzioni parlano di condizioni caratterizzate da nebbia e pioggia.
A rendere la situazione ancora più delicata è il fatto che il Fuji sia un vulcano attivo. Lo stesso portale ufficiale dedicato agli escursionisti raccomanda di prestare attenzione anche alle informazioni relative all’attività vulcanica e al livello di allerta.
Lasciare da solo un bambino di sette anni per un periodo prolungato in un ambiente simile comporta quindi rischi molto diversi da quelli di una normale attesa in un luogo urbano o sorvegliato.
Com’è il sentiero Fujinomiya sul quale è avvenuto l’episodio
Il Fujinomiya Trail è uno dei quattro principali percorsi utilizzati per raggiungere la cima del Monte Fuji.
Il sentiero parte dalla quinta stazione, situata a circa 2.400 metri di altitudine, e presenta numerosi tratti rocciosi. È la via con la distanza più breve per raggiungere la vetta, ma proprio per questo presenta una pendenza impegnativa.
Secondo il sito ufficiale del Monte Fuji, il tratto di salita misura circa 4,3 chilometri e richiede indicativamente intorno alle cinque ore, mentre per la discesa vengono indicate circa tre ore.
La Japan National Tourism Organization descrive inoltre il Fujinomiya come il secondo percorso più popolare e sottolinea come sia l’unico punto di partenza facilmente accessibile dal Giappone occidentale. La minore distanza rispetto ad altri sentieri è compensata dalla forte pendenza e dalla presenza di numerosi tratti su terreno roccioso.
Sono caratteristiche che aiutano a comprendere perché un bambino di sette anni possa aver manifestato stanchezza dopo l’inizio della salita.
Bambini e anziani scalano ogni estate il Monte Fuji
Durante la stagione estiva il Monte Fuji richiama un gran numero di escursionisti e non è insolito incontrare lungo i sentieri anche famiglie, minori e persone anziane.
La presenza di bambini non rappresenta quindi di per sé un evento eccezionale. Le indicazioni ufficiali ricordano tuttavia che il Fuji richiede preparazione, pianificazione e una valutazione realistica della propria condizione fisica. Il sito dedicato alla montagna specifica inoltre che scegliere un percorso adeguato alle proprie capacità è fondamentale per affrontare la scalata in sicurezza.
Secondo le ricostruzioni dell’episodio, le autorità locali hanno evidenziato proprio l’eccezionalità della scelta del padre: pur essendo frequente vedere minori impegnati nella scalata durante le vacanze estive, non risultavano situazioni analoghe in cui un bambino così piccolo fosse stato deliberatamente lasciato indietro mentre il resto del gruppo continuava verso la vetta.
Il Monte Fuji, simbolo del Giappone e Patrimonio dell’Umanità
Con i suoi 3.776 metri, il Monte Fuji è la vetta più alta del Giappone e uno dei simboli più riconoscibili del Paese.
Il Fujisan è stato inserito nel 2013 nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO come luogo sacro e fonte di ispirazione artistica. Per secoli è stato meta di pellegrinaggi e ha avuto una profonda influenza sulla cultura e sull’arte giapponese, diventando famoso in tutto il mondo anche grazie alle rappresentazioni degli artisti dell’ukiyo-e.
La montagna continua ad attirare ogni estate escursionisti di ogni età. Proprio per questo le autorità insistono sulla necessità di affrontare la salita rispettando le capacità del componente meno allenato del gruppo e di evitare di separarsi durante il percorso.
Quanto tempo è rimasto solo il bambino sul Monte Fuji?
Il padre avrebbe detto al figlio di aspettarlo per otto ore, ma questo non significa che il bambino sia rimasto effettivamente da solo per tutto quel periodo. Secondo alcune ricostruzioni, il piccolo sarebbe rimasto sulla panchina per circa tre ore prima di essere individuato e assistito dal personale del rifugio. Il padre è stato poi rintracciato più in alto e costretto a tornare indietro.
Dove è stato lasciato il bambino?
Il bambino è stato lasciato nei pressi della sesta stazione del sentiero Fujinomiya, sul versante del Monte Fuji appartenente alla prefettura di Shizuoka, a oltre 2.000 metri di quota.
Cosa aveva con sé il bambino?
Secondo quanto riferito da TV Asahi, il bambino aveva soltanto alcuni snack e una bibita analcolica e non aveva denaro.
Il bambino si è fatto male?
No. Il bambino è stato trovato illeso e portato al sicuro all’interno del rifugio prima dell’intervento della polizia.
Il padre è stato denunciato?
Secondo le informazioni diffuse dopo l’episodio, l’uomo ha ricevuto un severo richiamo verbale dalla polizia, ma non sono stati annunciati provvedimenti penali nei suoi confronti. Il padre si è scusato e ha riconosciuto di aver preso una decisione avventata.





















