Monte Magnola introduce un nuovo sistema destinato soprattutto alle aree più basse del comprensorio. La tecnologia SnowEvo è progettata per produrre neve anche quando le condizioni termiche esterne non sono adatte ai tradizionali impianti di innevamento. Il primo banco di prova sarà l’inverno 2026/27.
Ovindoli prepara una novità importante in vista della prossima stagione sciistica. Monte Magnola Impianti ha annunciato l’introduzione di SnowEvo, una tecnologia sviluppata da Industrial Frigo Ice che sarà utilizzata per rafforzare l’innevamento nelle zone più basse del comprensorio.
L’arrivo del nuovo sistema è stato comunicato dal gestore degli impianti il 14 agosto 2026 e riguarda uno dei temi più delicati per le stazioni sciistiche dell’Appennino: riuscire a preparare le piste anche durante periodi caratterizzati da temperature poco favorevoli.
Secondo le caratteristiche indicate dal produttore, SnowEvo può infatti funzionare anche quando all’esterno non si verificano le condizioni normalmente necessarie per i tradizionali sistemi di innevamento programmato.
Obiettivo: rafforzare le aree a quota più bassa
A Ovindoli la nuova tecnologia dovrebbe essere utilizzata soprattutto nella parte inferiore del comprensorio.
La scelta non è casuale. Le zone a quote più contenute sono generalmente quelle che risentono maggiormente delle oscillazioni termiche, soprattutto all’inizio e alla fine della stagione.
Disporre di una tecnologia aggiuntiva può quindi offrire maggiore flessibilità nella preparazione di alcuni tratti di pista e delle aree collegate agli impianti di valle.
Questo non significa, però, che SnowEvo sostituirà integralmente l’innevamento tradizionale. Il nuovo sistema è destinato piuttosto ad affiancare le tecnologie già utilizzate dal comprensorio.
Come funziona SnowEvo
La differenza principale rispetto ai normali cannoni da neve riguarda il modo in cui viene prodotto il materiale destinato alle piste.
I sistemi convenzionali utilizzano acqua nebulizzata e necessitano di determinate combinazioni di temperatura e umidità per ottenere una produzione efficace.
SnowEvo utilizza invece un processo tecnologico differente. Secondo Industrial Frigo Ice, la macchina è stata progettata per creare neve anche quando il clima esterno non permette di utilizzare in modo efficiente i sistemi tradizionali.
È proprio questa caratteristica ad aver attirato l’attenzione delle stazioni sciistiche interessate a ridurre la dipendenza dalle finestre meteorologiche favorevoli.
Una capacità nell’ordine di decine di tonnellate al giorno
Industrial Frigo Ice propone SnowEvo in diverse configurazioni.
Sul sito tecnico dedicato alla tecnologia vengono indicati modelli con capacità differenti. Per l’installazione destinata a Ovindoli, l’azienda ha comunicato una produzione massima nell’ordine delle 50 tonnellate nell’arco di 24 ore.
Si tratta, tuttavia, di un valore dichiarato dal produttore e non di una quantità di neve che può essere considerata automaticamente disponibile ogni giorno sulle piste.
La resa effettiva dipenderà dalla configurazione installata, dalle modalità di utilizzo e dall’organizzazione operativa scelta dal comprensorio.
Per questo motivo, sarà soprattutto l’esperienza sul campo durante la prossima stagione a permettere di valutare il contributo reale della nuova macchina.
Perché l’innevamento delle quote basse è così importante
Per le stazioni appenniniche la preparazione delle piste nelle zone inferiori può diventare particolarmente complessa quando le temperature rimangono sopra le medie stagionali.
Questo aspetto può incidere sull’apertura di collegamenti, piste scuola e aree utilizzate per raggiungere gli impianti principali.
Garantire continuità nelle zone a valle può avere quindi effetti sull’intera organizzazione del comprensorio.
La questione non riguarda soltanto gli sciatori. Dall’apertura regolare delle piste dipendono infatti numerose attività economiche legate alla stagione invernale, dalle scuole sci ai noleggi, fino a strutture ricettive e ristorazione.
Cosa può fare e cosa non può fare la nuova tecnologia
L’arrivo di SnowEvo non equivale a una garanzia di innevamento dell’intero comprensorio in qualsiasi condizione.
Una macchina con una capacità produttiva nell’ordine di alcune decine di tonnellate al giorno può essere utile per interventi mirati, ma non può essere paragonata a un sistema in grado di coprire autonomamente tutte le piste di una grande stazione sciistica.
Lo stesso annuncio di Monte Magnola concentra l’utilizzo del nuovo impianto soprattutto sulle zone inferiori.
Il valore della tecnologia va quindi letto nella possibilità di intervenire su aree specifiche, integrando i sistemi già presenti e aumentando il margine operativo quando il clima rende più difficile l’innevamento tradizionale.
Un test importante per la stagione 2026/27
Il prossimo inverno permetterà di capire quanto SnowEvo riuscirà a incidere concretamente sull’operatività di Ovindoli Monte Magnola.
L’interesse è legato soprattutto alla capacità del sistema di sostenere l’innevamento nei periodi caratterizzati da temperature miti e di contribuire alla preparazione delle piste nelle zone più delicate del comprensorio.
Solo l’utilizzo continuativo consentirà però di valutare aspetti come quantità effettivamente prodotta, superfici interessate e integrazione con gli altri sistemi già presenti.
Per Ovindoli si tratta comunque di una delle principali novità annunciate per la stagione sciistica 2026/27 e di un investimento che mette al centro un problema destinato a diventare sempre più importante per lo sci appenninico: la gestione della neve nelle fasi meteorologicamente meno favorevoli.



















