Snow room, il nuovo lusso dei miliardari: stanze di neve contro le temperature estreme

Le ondate di calore sempre più intense che colpiscono l’Europa e numerose altre aree del Pianeta stanno modificando il modo di viaggiare, scegliere le destinazioni per le vacanze e persino progettare le abitazioni. Se per la maggior parte delle persone proteggersi dalle temperature estreme significa cercare l’ombra, accendere l’aria condizionata oppure spostarsi verso il mare o la montagna, per miliardari e super ricchi sta emergendo una soluzione decisamente più radicale: creare un inverno privato direttamente dentro casa.

È il fenomeno delle “snow room”, ambienti refrigerati nei quali la temperatura può scendere fino a circa -10 °C e dove viene prodotta neve vera anche in piena estate.

Non si tratta semplicemente di stanze con un potente impianto di climatizzazione. Una snow room è progettata per ricreare artificialmente un vero ambiente invernale, combinando basse temperature, aria fredda e neve fresca prodotta all’interno della cabina.

La tecnologia, nata soprattutto per spa, hotel e centri wellness, sta attirando interesse anche nelle residenze private di fascia altissima, diventando contemporaneamente rifugio dal caldo, componente delle spa domestiche e nuovo status symbol dei super ricchi.

Cos’è una snow room

Una snow room è una stanza refrigerata contenente neve reale, progettata per mantenere temperature sottozero indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne.

TechnoAlpin Indoor, divisione specializzata del produttore italiano di sistemi per l’innevamento TechnoAlpin, propone per esempio una SNOWROOM caratterizzata da freddo secco e neve fresca, con una temperatura nominale indicata di circa -10 °C.

Secondo le specifiche tecniche dell’azienda, quando la stanza viene utilizzata dai visitatori la temperatura si colloca normalmente tra -5 e -10 °C e può aumentare leggermente in funzione del numero di persone presenti.

La neve non contiene additivi artificiali: viene prodotta utilizzando soltanto acqua e aria.

Ogni notte può essere generato un nuovo strato di neve, in modo che la cabina sia pronta per essere utilizzata durante il giorno. Il risultato è un piccolo paesaggio invernale artificiale che può funzionare durante tutto l’anno, persino in luoghi caratterizzati da temperature esterne molto elevate.

Come funziona una snow room e come viene prodotta la neve

Il funzionamento è più complesso di quello di una normale cella frigorifera.

La tecnologia deve contemporaneamente raffreddare l’ambiente, mantenere sotto controllo temperatura e dispersioni termiche e produrre neve reale.

Nel sistema sviluppato da TechnoAlpin Indoor, la gestione è affidata all’unità tecnica EcoSnow 2.0. Un display touch da 7 pollici permette di controllarne le principali funzioni operative, mentre un sistema di programmazione gestisce automaticamente sia i periodi di innevamento sia quelli di sbrinamento.

È inoltre prevista la possibilità di effettuare interventi e modifiche alle impostazioni attraverso manutenzione da remoto.

La produzione della neve avviene attraverso un ugello brevettato. Il produttore dichiara che un litro d’acqua permette di generare un volume equivalente a circa cinque litri di neve.

L’innevamento viene normalmente programmato durante le ore notturne. Produrre neve mentre la stanza viene utilizzata è tecnicamente possibile, ma il produttore lo sconsiglia perché la fase di innevamento riduce la visibilità all’interno dell’ambiente.

Quanto è grande una snow room

Le stanze della neve non devono necessariamente avere dimensioni enormi.

Secondo le FAQ tecniche di TechnoAlpin, una SnowRoom può essere realizzata in varie dimensioni fino a raggiungere una superficie massima di circa 25 metri quadrati.

Come riferimento progettuale, viene considerato mediamente circa un metro quadrato per persona.

Questo significa che la tecnologia può essere adattata sia a una piccola spa privata sia a installazioni destinate a strutture ricettive e centri wellness con un numero maggiore di utenti.

Anche l’architettura può essere personalizzata. È possibile scegliere disposizione della porta, caratteristiche del soffitto, accessori e differenti configurazioni estetiche.

Una particolarità tecnica riguarda le pareti trasparenti: secondo il produttore, fino a tre pareti laterali possono essere realizzate in vetro, mentre almeno una deve ospitare lo scambiatore di calore.

Come si mantiene una stanza a -10 °C dentro una casa

Uno dei problemi principali è naturalmente l’isolamento.

Mantenere temperature comprese tra -5 e -10 °C mentre, magari a pochi metri di distanza, il resto dell’abitazione si trova a 25 o 30 °C richiede una struttura progettata per ridurre il più possibile le dispersioni termiche.

Nelle proprie specifiche TechnoAlpin indica l’impiego di vetri a tripla camera e pannelli isolanti in schiuma poliuretanica ad alte prestazioni.

La snow room deve quindi essere considerata un vero sistema tecnologico integrato e non semplicemente una stanza nella quale viene installato un condizionatore più potente.

Il pacchetto del produttore viene infatti fornito come soluzione chiavi in mano comprendente cabina, tecnologia, montaggio, installazione e messa in servizio.

Anche il locale tecnico non deve necessariamente trovarsi immediatamente accanto alla stanza: nella soluzione TechnoAlpin può essere collocato fino a 50 metri di distanza dalla SNOWROOM, aumentando la flessibilità progettuale nelle grandi residenze, negli hotel e nelle spa.

Quanto consuma una snow room

Un’altra questione inevitabile riguarda il consumo energetico.

Secondo le FAQ tecniche di TechnoAlpin, per il funzionamento della SnowRoom sono necessari circa 5 kW di potenza.

È importante non confondere questo dato con il consumo energetico giornaliero: i kW indicano infatti una potenza, mentre l’energia effettivamente consumata dipende dal tempo di funzionamento e dalle diverse fasi operative del sistema.

Il produttore paragona indicativamente il fabbisogno energetico della propria SnowRoom a quello di una sauna finlandese.

Sempre secondo TechnoAlpin, a seconda della tariffa dell’energia elettrica, il costo operativo indicativo viene stimato tra 20 e 25 euro al giorno, valore che l’azienda paragona al costo di funzionamento di una sauna per dieci persone. Si tratta naturalmente di una stima del produttore e il costo reale può variare sensibilmente in funzione del prezzo locale dell’elettricità, delle dimensioni dell’impianto, dell’utilizzo e dell’eventuale recupero del calore.

Quanta acqua serve per produrre la neve

Nonostante l’effetto scenografico, il quantitativo d’acqua dichiarato per la produzione della neve è relativamente contenuto.

TechnoAlpin indica un consumo durante la fase di innevamento di circa 10-15 litri d’acqua all’ora.

Su base settimanale, il fabbisogno indicativo di una SnowRoom è di circa 200 litri d’acqua.

L’ugello brevettato permette, secondo il produttore, di ottenere da un litro d’acqua circa cinque litri di volume di neve, sfruttando la bassa densità della neve prodotta.

Il dato dei 200 litri alla settimana presente nelle informazioni originarie trova quindi conferma diretta nelle specifiche tecniche del produttore.

Il calore prodotto può essere recuperato

Raffreddare continuamente un ambiente sotto lo zero comporta inevitabilmente la produzione di calore che deve essere smaltito.

Una parte di questa energia può però essere recuperata.

La scheda prodotto attualmente pubblicata da TechnoAlpin indica la possibilità di recuperare fino all’80% dell’energia elettrica utilizzata, trasformandola in energia termica da impiegare, per esempio, per riscaldare una piscina.

Il principio consiste nell’utilizzare il calore generato dal sistema di refrigerazione invece di disperderlo semplicemente nell’ambiente esterno. Attraverso uno scambiatore di calore a piastre può, per esempio, essere trasferito all’acqua di una piscina; utilizzando una pompa di calore può invece contribuire alla produzione di acqua calda o al riscaldamento di altri ambienti.

Le FAQ tecniche dell’azienda specificano inoltre che, a seconda delle condizioni dell’installazione, lo scambiatore può permettere di recuperare fino al 90% dell’energia elettrica utilizzata.

I due valori non devono quindi necessariamente essere interpretati come contraddittori: la pagina commerciale corrente indica fino all’80%, mentre la documentazione tecnica ammette valori superiori in determinate configurazioni e condizioni locali.

Quanto costa installare una snow room in casa

Il vero ostacolo per chi desidera trasformare una stanza in un piccolo inverno privato rimane naturalmente il prezzo.

Una snow room domestica standard di circa 7 per 10 piedi, quindi approssimativamente 2,1 per 3 metri, parte da circa 128.000 dollari, secondo Tyler Slater, COO e co-proprietario di The Spa Butler, società statunitense che produce e installa questo genere di ambienti.

Il prezzo può salire ulteriormente con l’aumentare delle dimensioni e con personalizzazioni, design, materiali e configurazioni più complesse.

Slater ha inoltre segnalato un aumento dell’interesse e delle vendite per le snow room nelle residenze private, spiegando che nella maggior parte dei casi non vengono installate come elementi isolati ma integrate all’interno di più ampie suite wellness domestiche insieme ad altre strutture come sauna, bagno di ghiaccio e cold plunge.

Per una tecnologia di questo tipo bisogna inoltre considerare progettazione, isolamento, impianto di refrigerazione, produzione della neve, manutenzione e costi di esercizio.

Trasformare una stanza della propria abitazione in un inverno permanente è quindi tecnicamente possibile, ma rimane un lusso accessibile soprattutto alle persone con disponibilità economiche molto elevate.

Installazione e manutenzione: non basta accendere il freddo

La complessità di una snow room emerge anche dalle procedure di installazione.

TechnoAlpin indica tempi di consegna generalmente compresi tra 10 e 12 settimane dalla firma del contratto, mentre il montaggio può richiedere normalmente due o tre settimane, comprese messa in servizio e formazione del cliente.

La manutenzione ordinaria non è tuttavia necessariamente particolarmente lunga.

La tecnologia EcoSnow funziona automaticamente, ma richiede il controllo degli indicatori e delle prese d’aria. Secondo le FAQ del produttore, la manutenzione e pulizia giornaliera possono richiedere indicativamente circa dieci minuti.

È inoltre necessario effettuare periodicamente lo sbrinamento della stanza. TechnoAlpin raccomanda, per motivi igienici, di procedere almeno una volta alla settimana, effettuando successivamente la pulizia prima di avviare un nuovo ciclo di innevamento.

Anche il pavimento richiede attenzione. Prima dell’accesso degli utenti, la neve accumulata durante la produzione notturna viene generalmente spostata verso i lati, lasciando libera la zona di passaggio per ridurre il rischio che si formi ghiaccio. L’interno è inoltre dotato di pavimentazione in gomma.

Snow room made in Italy: certificazioni CE e CSA

Un altro elemento interessante è l’origine della tecnologia.

I sistemi TechnoAlpin Indoor sono progettati e realizzati in Italia e vengono testati su banchi di prova certificati.

La SNOWROOM del produttore dispone inoltre delle certificazioni CE e CSA, relative rispettivamente ai mercati europeo e nordamericano.

L’azienda indica anche la conformità della propria soluzione ai requisiti di Industria 4.0; in Italia, in presenza delle condizioni previste dalla normativa, questo può avere rilevanza anche sul piano delle eventuali agevolazioni per determinate installazioni professionali.

Perché le snow room piacciono ai miliardari

La tecnologia spiega come sia possibile creare neve dentro un edificio, ma non spiega completamente il successo delle snow room tra le persone più ricche.

Il fenomeno riflette infatti un cambiamento nel significato stesso del lusso.

Per molto tempo una grande residenza doveva stupire gli ospiti attraverso servizi dedicati soprattutto all’intrattenimento: cinema privati, piscine, sale da gioco e grandi spazi per ricevimenti.

Oggi una parte crescente degli investimenti nelle abitazioni extra-lusso riguarda invece wellness, fitness, recupero fisico e longevità.

Saune, palestre professionali, cold plunge, ice bath e altri ambienti dedicati al benessere vengono riuniti in vere spa domestiche. La snow room rappresenta una delle evoluzioni più scenografiche di questo fenomeno.

Il New York Times ha recentemente raccontato la diffusione di questi ambienti tra le fasce più ricche della popolazione, mentre altre testate internazionali hanno evidenziato come il fenomeno stia crescendo parallelamente alle temperature estreme e alla ricerca di sistemi sempre più sofisticati per controllare il microclima delle abitazioni.

Da Antilia al superyacht Serene: quando la neve diventa status symbol

Le stanze della neve non sono però una novità assoluta.

Uno degli esempi più conosciuti è Antilia, la gigantesca residenza di Mumbai associata al miliardario Mukesh Ambani e considerata una delle abitazioni private più lussuose al mondo.

Tra le sue numerose dotazioni viene indicata anche una snow room, particolarmente sorprendente considerando il clima caldo e umido di Mumbai.

Il concetto è arrivato anche a bordo dei superyacht.

Il Serene, uno dei più grandi yacht privati realizzati, dispone di un’area wellness nella quale è stata prevista anche una stanza della neve.

In questi casi la snow room va ben oltre la funzione di sistema per raffreddarsi: diventa una dimostrazione della possibilità di riprodurre un clima completamente diverso da quello esterno praticamente ovunque, persino in mare.

Snow room e terapia del contrasto

L’utilizzo più tradizionale delle stanze della neve resta quello legato alle spa.

In un percorso wellness, la snow room viene normalmente utilizzata dopo l’esposizione a temperature elevate, per esempio dopo una sauna.

La persona passa quindi da un ambiente molto caldo a una stanza caratterizzata da aria secca sottozero e neve, ottenendo un raffreddamento del corpo.

TechnoAlpin presenta la SNOWROOM proprio come soluzione per la terapia del contrasto e come alternativa ai tradizionali sistemi utilizzati per raffreddarsi dopo la sauna.

Questo contesto è importante perché permette di comprendere meglio la differenza tra una snow room e altri fenomeni diventati popolari negli ultimi anni, come bagno di ghiaccio e cold plunge.

L’esperienza del freddo non è infatti identica: immergersi direttamente in acqua fredda produce uno scambio termico molto diverso rispetto all’esposizione ad aria fredda e neve.

Le snow room fanno davvero bene alla salute?

Nel settore delle residenze extra-lusso e del wellness le snow room vengono talvolta presentate come ambienti capaci di “tonificare” il fisico e aiutare l’organismo.

Il produttore sottolinea inoltre il ruolo della neve nell’ambito del design biofilico e nei percorsi di contrasto caldo-freddo.

È però importante distinguere ciò che viene dichiarato nell’ambito wellness dalle evidenze scientifiche necessarie per attribuire specifici benefici medici o effetti sulla longevità.

L’esposizione al freddo viene praticata da secoli in numerose culture ed è oggetto di ricerca scientifica, ma le prove disponibili non consentono di concludere che una snow room possa rallentare l’invecchiamento, prolungare la vita o rafforzare in modo generalizzato il sistema immunitario.

Per questo le snow room non devono essere confuse con una terapia medica.

La crescente popolarità della “cura del freddo” tra miliardari e appassionati di longevità rientra piuttosto in un fenomeno più ampio: la disponibilità a spendere cifre molto elevate in tecnologie dedicate al wellness anche quando alcuni dei benefici attribuiti a tali pratiche rimangono oggetto di ricerca.

Snow room contro cold plunge e bagno di ghiaccio: qual è la differenza?

Snow room, cold plunge e bagno di ghiaccio sfruttano tutti l’esposizione al freddo, ma non funzionano nello stesso modo.

Nella snow room il corpo viene esposto principalmente ad aria molto fredda e può entrare in contatto con la neve.

Nel cold plunge, invece, il corpo viene immerso direttamente nell’acqua fredda.

Nel bagno di ghiaccio, infine, l’acqua può essere ulteriormente raffreddata attraverso l’aggiunta di ghiaccio.

Dal punto di vista fisiologico non sono quindi esperienze equivalenti. L’acqua sottrae calore al corpo molto più rapidamente dell’aria e, di conseguenza, non è corretto trasferire automaticamente alle snow room i risultati degli studi scientifici effettuati sull’immersione in acqua fredda.

Questa distinzione è particolarmente importante quando si parla di possibili benefici per la salute.

Non solo snow room: i super ricchi trasformano anche i seminterrati in rifugi freschi

Le stanze della neve rappresentano soltanto la manifestazione più spettacolare di quella che potrebbe essere definita una nuova forma di lusso climatico.

Un’altra strategia consiste nello sfruttare gli ambienti sotterranei, naturalmente più freschi rispetto ai piani fuori terra.

Seminterrati e piani interrati possono essere trasformati in cinema, palestre, lounge e cantine.

A Princeton, nel New Jersey, è stato per esempio realizzato un seminterrato di circa 2.000 piedi quadrati, equivalenti a circa 186 metri quadrati, comprendente home theater, palestra, lounge e una stanza dedicata al vino.

All’interno di quest’ultima la temperatura viene mantenuta intorno ai 50 °F, circa 10 °C, creando un ambiente particolarmente fresco rispetto alle temperature estive esterne.

Cantine e ambienti sotterranei possono così svolgere contemporaneamente la loro funzione tradizionale di conservazione di vino e alimenti e quella, sempre più ricercata, di rifugio dalle temperature elevate.

Le coolcation diventano permanenti

C’è infine una soluzione ancora più radicale: non rimanere dove fa caldo.

Il fenomeno delle coolcation sta portando sempre più viaggiatori a preferire durante l’estate località caratterizzate da temperature più miti rispetto alle classiche destinazioni balneari.

Tra i super ricchi questa strategia può però trasformarsi in qualcosa di permanente.

Invece di trascorrere una settimana al fresco, chi dispone di patrimoni sufficientemente elevati può acquistare seconde o terze case in differenti aree del mondo e spostarsi da una proprietà all’altra seguendo le stagioni.

Tra le località che stanno attirando l’interesse degli acquirenti facoltosi figurano Verbier e St. Moritz in Svizzera, Whistler in Canada e Queenstown in Nuova Zelanda.

La capacità economica permette così di trasformare il clima stesso in una variabile della propria vita: se una località diventa troppo calda, ci si trasferisce temporaneamente in un’altra proprietà.

Il nuovo lusso dei miliardari è controllare il clima

Le snow room raccontano quindi qualcosa di più grande di una semplice moda nel settore wellness.

A temperature esterne sempre più difficili da sopportare corrisponde, nel segmento più alto del mercato, la ricerca di sistemi capaci di costruire veri e propri microclimi privati.

Con temperature che possono arrivare intorno ai -10 °C, neve prodotta esclusivamente attraverso acqua e aria, sistemi automatici di innevamento, circa 200 litri d’acqua alla settimana, una potenza nell’ordine dei 5 kW e tecnologie per recuperare una parte considerevole dell’energia impiegata, la snow room è ormai un prodotto tecnologicamente maturo, non soltanto un esercizio di fantasia.

Resta però un prodotto estremamente esclusivo. Un modello domestico può partire da circa 128.000 dollari, senza considerare personalizzazioni e integrazione all’interno di una più ampia area wellness.

E soprattutto occorre distinguere i fatti dalle promesse: la tecnologia permette realmente di produrre neve e mantenere un ambiente sottozero dentro un’abitazione, ma questo non significa che tutti i benefici salutistici attribuiti all’esposizione al freddo siano automaticamente dimostrati.

La vera particolarità della snow room sta forse proprio qui: trasformare una condizione naturale come l’inverno in un servizio privato disponibile in qualsiasi stagione e praticamente in qualsiasi luogo.

Per chi può permetterselo, il nuovo lusso non consiste più soltanto nel possedere una casa più grande, una piscina o un cinema privato. Consiste nella possibilità di decidere persino che stagione avere dietro una porta.

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