Uccidono un capriolo sparando dal paese

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Primi interrogatori per cercare di individuare gli autori del gesto che avrà gravi conseguenze
I residenti danno l’allarme e i cacciatori fuggono

FIUMINATA – Un brutto episodio di bracconaggio ha scosso, nel tardo pomeriggio, la piccola cittadina di Fiuminata. Un capriolo è stato ucciso a due passi dal centro abitato con un colpo di fucile caricato a pallettoni. Sulla vicenda, ora, stanno indagando i carabinieri della locale stazione e, presto, si potrebbe giungere alla denuncia dei responsabili del gesto. Oltre al bracconaggio, chi ha sparato dovrà rispondere di una lunga serie di reati. In questo periodo, infatti, la stagione venatoria è chiusa e, per di più, il capriolo è una specie protetta. A questo si aggiunge poi l’aggravante di aver utilizzato un’arma di quella pitenza a due passi dal centro abitato di Fiuminata. Non a caso, ad inchiodare il responsabile del gesto potrebbero essere proprio le testimonianze delle tante persone che, richiamate dall’esplosione, hanno visto un’auto fuggire a tutta velocità. Più di una persona avrebbe assistito alla fuga ed è presumibile che qualcuno sia riuscito a descrivere il veicolo alle forze dell’ordine o ad indicare il numero di targa. Ieri sarebbero stati eseguiti alcuni interrogatori e non è escluso che nelle prossime ore possa partire la denuncia a piede libero a carico dell’autore del gesto. A suscitare sconcerto è il fatto che qualcuno non abbia esitato a sparare in una zona a ridosso del centro abitato, senza preoccuparsi dei rischi a cui si poteva andare incontro. Per tutta la giornata di ieri si è assistito ad un via vai di curiosi sul luogo dove è stato ritrovato il capriolo ucciso. Si trattava di un esemplare di sesso femminile che, a giudicare dai primi esami effettuati da un veterinario, aveva da poco partorito dei cuccioli. Proprio per questo motivo, sono state avviate anche alcune ricerche nei dintorni per tentare di ritrovare i piccoli e garantirgli la sopravvivenza attraverso delle procedure di svezzamento artificiale. Probabilmente, l’animale ucciso faceva parte di un gruppo reintrodotto qualche tempo fa sul territorio dei Sibillini e che, in seguito, sarebbe uscito dal Parco stesso. Purtroppo, quella del bracconaggio, è una pratica piuttosto usuale in quasi tutto l’entroterra maceratese e le forze dell’ordine, ad ogni stagione, hanno non poco da fare per cercare di contrastare il fenomeno. Le sanzioni sono pesantissime, ma, a quanto pare, la linea dura non basta.

dal Corriere Adriatico