L’autunno nelle Marche può durare poche settimane, ma in alcuni luoghi è sufficiente per trasformare completamente il paesaggio.
Le faggete diventano arancioni, i boschi si accendono di giallo e rosso, le foglie ricoprono i sentieri e in alcuni casi i colori delle montagne si riflettono nell’acqua dei laghi.
Non serve necessariamente andare sulle Alpi per cercare il foliage.
Dall’Appennino pesarese ai Monti Sibillini, nelle Marche esistono boschi particolarmente spettacolari tra ottobre e novembre, alcuni molto conosciuti e altri decisamente meno frequentati.
Ecco 7 posti da mettere in lista.
1. Canfaito: il grande classico del foliage nelle Marche
Se si parla di foliage marchigiano, è difficile non cominciare da qui.
La Faggeta di Canfaito, nella Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, è probabilmente il luogo più famoso della regione per osservare i colori dell’autunno.
Il protagonista assoluto è il faggio.
La Regione Marche descrive grandi faggete in cui, durante l’autunno, le chiome assumono tonalità che vanno dal mogano all’arancio intenso. Nell’area si trovano inoltre faggi monumentali di dimensioni eccezionali, con esemplari ai quali viene attribuita un’età di circa 500 anni.
È proprio la combinazione tra grandi tronchi, radici, tappeto di foglie e luce che filtra tra gli alberi a rendere Canfaito estremamente fotogenico.
Quando andare
Indicativamente, il momento più interessante cade tra la seconda metà di ottobre e i primi giorni di novembre, ma il picco può cambiare sensibilmente da un anno all’altro.
Temperature, piogge e soprattutto vento possono modificare il momento migliore anche nel giro di pochi giorni.
Da non perdere
Non limitatevi a entrare nella faggeta e tornare indietro.
Dalla zona di Canfaito si possono percorrere semplici passeggiate tra gli alberi oppure proseguire verso i sentieri del Monte San Vicino. La Regione segnala proprio le faggete che circondano il percorso verso la cima come un altro ambiente particolarmente suggestivo in autunno.
Perfetto per: fotografie, famiglie, passeggiate e prima esperienza con il foliage.
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2. Sasso Simone e Simoncello: una gigantesca foresta color rame
Più a nord, nel Montefeltro, c’è un’altra zona che in autunno merita particolare attenzione.
È il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, nell’area di Carpegna.
Qui il paesaggio autunnale è diverso da Canfaito.
La Regione Marche segnala una grande foresta dominata dal cerro, estesa dal Passo della Cantoniera verso i Sassi Simone e Simoncello. In autunno le foglie assumono caratteristiche tonalità rosso-rame. Nel parco sono presenti anche carpini, aceri, roverelle, ornielli e faggete.
Il risultato è una tavolozza molto più varia rispetto a un bosco composto quasi esclusivamente da faggi.
E poi ci sono loro: Sasso Simone e Simoncello, due enormi blocchi di roccia dalla caratteristica cima piatta che emergono sopra il bosco.
Perché andarci
Perché consente di combinare foliage e trekking.
Uno dei punti interessanti è la zona di Pianacquadio, dove la Regione segnala la presenza di faggi secolari.
Perfetto per: escursionisti e chi vuole una giornata intera nella natura.
3. Bosco di Tecchie: la faggeta meno conosciuta
Questo è uno dei posti che inserirei nella lista proprio perché molti marchigiani non lo conoscono quanto Canfaito.
Il Bosco di Tecchie, nel territorio di Cantiano, è un’area forestale di grande valore ambientale sulle Serre di Burano.
La visita avviene attraverso una rete di sentieri. Tra questi c’è addirittura un percorso chiamato Sentiero del Faggio, che conduce nel cuore della faggeta secolare.
Il bosco comprende ambienti di querce e faggi ed è considerato un territorio di notevole biodiversità.
In autunno il vantaggio è evidente: si entra letteralmente dentro il bosco, lontano dagli scenari più urbanizzati.
Per chi cerca tranquillità
Se Canfaito può diventare molto frequentato durante i weekend di massimo foliage, Tecchie è un’alternativa da prendere seriamente in considerazione.
Non è però un parco cittadino: l’accesso alla riserva avviene attraverso la rete sentieristica e vanno quindi scelti itinerario, scarpe e abbigliamento adeguati.
Perfetto per: fotografia naturalistica, trekking e luoghi meno scontati.
4. Fonte Avellana e Monte Catria: il foliage intorno a un monastero millenario
Qui al bosco si aggiunge qualcosa di completamente diverso.
Sul versante orientale del Monte Catria, una conca circondata da ampie faggete custodisce il Monastero di Santa Croce di Fonte Avellana.
È uno dei complessi monastici più affascinanti delle Marche ed è ricordato anche da Dante nel XXI canto del Paradiso. La Regione descrive espressamente il monastero come circondato dalle faggete del Catria.
In autunno questo dettaglio cambia completamente l’atmosfera del luogo.
Le costruzioni in pietra emergono tra boschi che assumono tonalità gialle, arancioni e brune.
È quindi una meta perfetta per chi vuole realizzare una gita che non sia esclusivamente escursionistica.
Una giornata completa
Si può visitare Fonte Avellana, passeggiare nei dintorni e poi proseguire verso altre zone del Monte Catria, oppure abbinare la giornata proprio al vicino Bosco di Tecchie.
Perfetto per: foliage, fotografia, storia e turismo lento.
5. Gola del Furlo: rocce, acqua e boschi colorati
Il foliage non significa necessariamente soltanto camminare dentro una faggeta.
Alla Gola del Furlo, nell’entroterra pesarese, il colore degli alberi si combina con altri due elementi spettacolari: la roccia e l’acqua.
La gola è attraversata dal fiume Candigliano e stretta tra imponenti pareti calcaree.
In autunno querceti, ornielli e pioppi assumono tonalità rosse, gialle e arancioni, mentre i lecci mantengono parte del verde. La Regione Marche indica inoltre le terrazze panoramiche del Monte Pietralata come punti privilegiati per osservare questo spettacolo.
La combinazione può diventare estremamente fotogenica:
acqua verde, pareti grigie e boschi arancioni.
Quando andarci
Essendo a quote differenti rispetto alle grandi faggete appenniniche, il momento migliore può non coincidere esattamente con Canfaito.
Ed è proprio questo uno dei vantaggi del foliage marchigiano: spostandosi tra altitudini e territori diversi è possibile trovare colori interessanti per diverse settimane.
Perfetto per: panorama, fotografia e gite senza puntare esclusivamente sul trekking.
6. Lago di Fiastra: l’autunno che si riflette nell’acqua
Nei Monti Sibillini c’è un posto in cui il foliage ha un elemento in più.
L’acqua.
Il Lago di Fiastra si trova a circa 685 metri di altitudine, ai piedi dei Sibillini, circondato da colline e montagne. Dalle sue rive partono inoltre numerosi itinerari escursionistici, compresi quelli verso Lame Rosse e altre zone del comprensorio.
In autunno il contrasto tra il colore dell’acqua e quello della vegetazione circostante può trasformare completamente il paesaggio.
Quando il lago è calmo, le tonalità degli alberi possono riflettersi sulla superficie, rendendo particolarmente interessanti le prime ore del mattino.
Una passeggiata senza grandi dislivelli
Per chi non vuole affrontare un trekking impegnativo, esiste anche il Sentiero Natura lungo il lago, percorribile a piedi o in bicicletta e descritto dalla Regione come una passeggiata di circa due ore.
Questo lo rende uno dei luoghi più semplici della lista da proporre anche a chi cerca soprattutto una gita panoramica.
Perfetto per: famiglie, coppie, fotografie e passeggiate.
7. Gola dell’Infernaccio: il lato più selvaggio dell’autunno marchigiano
Chi vuole invece un’atmosfera completamente diversa dovrebbe spostarsi nella parte orientale dei Monti Sibillini.
La zona dell’Infernaccio, nel territorio di Montefortino, è caratterizzata da pareti rocciose, corsi d’acqua e boschi che risalgono le valli.
Nel Parco dei Sibillini la vegetazione cambia progressivamente con l’altitudine: fino a circa mille metri sono diffusi roverella, carpino nero e orniello; più in alto diventano protagoniste le faggete.
In autunno questo mosaico di vegetazione crea colori molto diversi.
E all’Infernaccio il foliage viene incorniciato dalle alte pareti della gola, creando uno scenario decisamente più selvaggio rispetto alle passeggiate sugli altopiani.
La classica escursione può inoltre proseguire verso la faggeta e l’area dell’Eremo di San Leonardo.
Perfetto per: trekking, fotografia e scenari spettacolari.
Quando vedere il foliage nelle Marche?
Non esiste una settimana perfetta valida contemporaneamente per tutta la regione.
Ed è importante specificarlo.
Il foliage dipende da quota, esposizione, temperature, pioggia e vento. Una forte perturbazione, per esempio, può far cadere in pochissimo tempo gran parte delle foglie che pochi giorni prima erano ancora sugli alberi.
Come riferimento generale, il periodo da tenere d’occhio è:
| Periodo | Cosa aspettarsi |
|---|---|
| inizio ottobre | prime trasformazioni soprattutto alle quote maggiori |
| metà ottobre | colori più evidenti in molte zone appenniniche |
| fine ottobre | generalmente uno dei momenti più interessanti |
| inizio novembre | ancora ottime possibilità a quote intermedie |
| metà novembre | foliage soprattutto nelle aree più basse e miti |
La cosa migliore è quindi controllare le condizioni reali pochi giorni prima della partenza, soprattutto se l’obiettivo principale è fotografare gli alberi nel momento di massimo colore.
Qual è il posto più bello per il foliage nelle Marche?
Se fosse necessario sceglierne soltanto uno, Canfaito rimane probabilmente la scelta più immediata.
I grandi faggi, gli alberi monumentali e il terreno completamente ricoperto di foglie creano esattamente il tipo di scenario che normalmente si associa al foliage. La stessa promozione turistica regionale identifica esplicitamente la Riserva di Canfaito tra le destinazioni marchigiane dedicate al fall foliage.
Ma sarebbe un peccato fermarsi lì.
Per un panorama più selvaggio sceglierei l’Infernaccio.
Per una fotografia con l’acqua, Lago di Fiastra o Furlo.
Per una foresta meno conosciuta, Bosco di Tecchie.
Per unire natura e storia, Fonte Avellana.
E per una vera giornata di trekking autunnale, Sasso Simone e Simoncello.
Il foliage più bello potrebbe essere quello trovato per caso
C’è infine un aspetto dell’autunno marchigiano che nessuna classifica riesce veramente a raccontare.
A volte il punto più bello non è quello indicato sulla mappa.
Può essere una strada secondaria che sale verso l’Appennino, una faggeta incontrata durante un sentiero o una curva da cui improvvisamente si apre la vista su una valle completamente arancione.
Il foliage dura poco e cambia ogni anno.
Ed è forse proprio questo il motivo per cui vale la pena cercarlo.
Per alcune settimane, luoghi che abbiamo visto decine di volte possono sembrare completamente diversi.
E nelle Marche, tra ottobre e novembre, basta spesso allontanarsi di pochi chilometri dalla città per rendersene conto.





















