La Valle d’Aosta investirà 10 milioni di euro nel 2020 e 2021 per la realizzazione di nuovi impianti

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Si prevedono grandi lavori in Valle d’Aosta per la realizzazione di nuovi impianti di risalita e per l’ammodernamento delle strutture già esistenti, con una spesa prevista di 10 milioni di € tra il 2020 e il 2021, con un incremento di 2 milioni rispetto a quest’anno.

La Giunta regionale della Valle d’Aosta ha così dato il via ad una serie di interventi che porteranno ad un miglioramento delle strutture sciistiche e degli impianti di risalita, come confermato da Luigi Bertschy, assessore regionale ai trasporti: “In Valle d’Aosta – ha spiegato – le quote medie di caduta neve sono al di sopra dei 2.100 metri, con un impatto inferiore rispetto ad altri territori. Per questo, è opportuno ragionare nella logica di progettare nuovi impianti se possibile tra 2.000 e 3.100 metri, fermo restando che non tutti gli impianti hanno vocazione sciistica”.

Alcuni impianti quest’anno concludono tecnicamente la loro vita e vanno quindi sostituiti, mentre in altri casi occorre una razionalizzazione nella gestione degli stessi. Nell’anno 2018 il fatturato totale della società che gestisce i comprensori della Valle d’Aosta è stato di 85 milioni di €. Un dato che ha suscitato grandi polemiche, prima fra tutte quella del consigliere Luigi Vesan: “Il fatturato si calcola a fronte delle spese di gestione e purtroppo il dato utile è inferiore agli 8 milioni di euro investiti. Questa maggioranza pare considerare il cambiamento climatico un favore alla Valle d’Aosta rispetto ad altre regioni; purtroppo, il problema vero è che nel 2030 il limite della neve continuerà a salire. Affermare che gli impianti a fune trainino il turismo estivo è al momento una barzelletta. Provocatoriamente, propongo di considerare la trasformazione del parcheggio riservato ai Consiglieri in un’area verde e l’annullamento delle tessere gratuite per la circolazione autostradale. Difficile, altrimenti, pensare di convincere la comunità ad usare mezzi pubblici. Inoltre, con i soldi così risparmiati potremmo essere dotati del biglietto unico per i trasporti locali; speriamo possa essere un regalo di Natale per il 2020”.

Tutto il progetto è in fase di discussione, e bisognerà attendere la fine di ottobre per avere un quadro preciso della situazione di tutti gli impianti, quando cioè tutte le aziende presenteranno i loro progetti di intervento sul territorio. L’argomento si lega necessariamente con i cambiamenti climatici, visto che l’innalzarsi del limite della neve porterà una rivalutazione di tutti gli impianti. Prosegue l’assessore Bertschy, : “Stiamo affrontando questo argomento con tutta l’attenzione del caso, senza basarci sui sogni ma tenendo conto dei dati forniti dalle varie ricerche scientifiche. In effetti, l’innalzamento del limite della neve renderà necessario realizzare nuovi impianti a fune per dare risposta all’economia dei paesi di montagna. Siamo consci del fatto che gli investimenti invernali sono utili a fare economia turistica in estate – ha proseguito l’Assessore – in Valle d’Aosta le quote medie di caduta neve sono al di sopra dei 2.100 metri, con un impatto inferiore rispetto ad altri territori. Per questo, è opportuno ragionare nella logica di progettare nuovi impianti se possibile tra 2.000 e 3.100 metri, fermo restando che non tutti gli impianti hanno vocazione sciistica; in effetti, alcuni uniscono vari comprensori, in un’ottica di ampliamento delle potenzialità del nostro territorio”.