Canfaito ed Elcito in un giorno: itinerario e cosa vedere

Ci sono giornate in cui non serve percorrere centinaia di chilometri per avere la sensazione di essere molto lontani da casa.

Nel cuore delle Marche, tra i boschi e i rilievi della Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, si possono visitare nello stesso giorno due luoghi completamente diversi eppure vicinissimi: la Faggeta di Canfaito ed Elcito.

Da una parte c’è un altopiano a circa 1.100 metri, attraversato da sentieri quasi pianeggianti e dominato da enormi faggi, alcuni dei quali hanno dimensioni monumentali.

Dall’altra c’è un minuscolo borgo di pietra aggrappato a uno sperone roccioso, a oltre 800 metri di quota, dove il rumore più evidente in alcune giornate è semplicemente quello del vento.

Canfaito ed Elcito sono quindi una delle combinazioni migliori per una gita di un giorno nelle Marche, soprattutto per chi cerca natura, panorami e una passeggiata senza dover necessariamente affrontare un trekking impegnativo.

E in autunno, quando la faggeta cambia colore, l’itinerario diventa ancora più spettacolare.

Canfaito ed Elcito: perché visitarli insieme

Canfaito ed Elcito fanno parte dello stesso comprensorio del Monte San Vicino e sono collegati dalla strada montana che sale verso l’area della faggeta. La stessa rete sentieristica ufficiale della Riserva mette in comunicazione i due luoghi.

È proprio questa vicinanza a renderli perfetti per una gita giornaliera.

Non bisogna scegliere tra un borgo e una passeggiata nella natura: si possono fare entrambe le cose.

Il programma che consigliamo è semplice: dedicare la mattina a Canfaito, fermarsi per pranzo e raggiungere Elcito nel pomeriggio.

Chi preferisce soprattutto fotografare il foliage dovrebbe arrivare nella faggeta presto, quando il bosco è generalmente più tranquillo e la luce attraversa le chiome lateralmente.

Prima tappa: la Faggeta di Canfaito

La giornata può cominciare da uno dei luoghi naturali più conosciuti dell’entroterra maceratese.

Canfaito si trova all’interno della Riserva del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, un’area protetta nata per salvaguardare ambienti di particolare valore naturalistico e paesaggistico, tra cui proprio i Piani di Canfaito e le loro faggete.

Appena entrati nell’area più caratteristica del bosco si capisce perché questo luogo sia diventato così famoso.

I faggi non sono soltanto numerosi: alcuni raggiungono dimensioni impressionanti.

Secondo la Riserva, nella zona si trovano esemplari con circonferenze superiori a 6 metri, altezze fino a 25 metri, chiome larghe circa 20 metri ed età che possono raggiungere i 500 anni.

È proprio la presenza di questi alberi monumentali a rendere una passeggiata a Canfaito diversa dalla classica escursione nel bosco.

Una passeggiata facile tra i faggi secolari

Per godersi Canfaito non è obbligatorio affrontare percorsi difficili.

La Riserva propone un anello di 4,5 chilometri, classificato come facile, con appena 30 metri di dislivello. Il percorso parte nei pressi del monumento di Canfaito, attraversa la zona dei faggi secolari e permette anche di raggiungere un belvedere roccioso affacciato verso la valle di Matelica.

Per una gita di un giorno è probabilmente la scelta migliore.

Permette di vedere la parte più caratteristica della faggeta senza trasformare la giornata in un trekking impegnativo e lascia abbastanza tempo per raggiungere successivamente Elcito.

Vale la pena camminare lentamente.

Tra tronchi enormi, radici che emergono dal terreno e aperture improvvise sui prati, Canfaito è uno di quei luoghi in cui il percorso conta quasi meno dell’ambiente che si attraversa.

In autunno Canfaito cambia completamente volto

Se c’è una stagione in cui questo itinerario diventa particolarmente scenografico, è l’autunno.

Il terreno si ricopre di foglie, mentre le chiome passano progressivamente dal verde alle tonalità del giallo, dell’arancio e del rosso.

È il celebre foliage di Canfaito, diventato negli ultimi anni uno degli appuntamenti autunnali più conosciuti delle Marche.

Ed è proprio in questo periodo che conviene programmare la giornata con maggiore attenzione: nei fine settimana di massima affluenza possono essere introdotte disposizioni specifiche per accessi e parcheggi. Prima di partire è quindi consigliabile verificare gli aggiornamenti pubblicati dalla Riserva. Il sito ufficiale raccoglie anche le regole di comportamento e le comunicazioni per i visitatori.

Scopri quando vedere il foliage a Canfaito al massimo dei colori

Dove fermarsi per pranzo

Dopo la passeggiata a Canfaito, il modo più semplice per organizzare la giornata è prevedere un pranzo al sacco.

Soprattutto nelle giornate di bel tempo, una pausa all’aperto permette di godersi l’altopiano senza dover interrompere l’itinerario per cercare un ristorante.

È però importante ricordare che si è all’interno di una riserva naturale: rifiuti e resti del pranzo devono essere portati via e i fuochi non possono essere accesi liberamente. La Riserva ricorda espressamente il divieto di accendere fuochi al di fuori delle aree autorizzate.

Dopo pranzo si può riprendere l’auto e scendere verso la seconda tappa.

Seconda tappa: Elcito, il borgo sospeso sulla montagna

Il cambio di scenario è notevole.

Dai prati e dagli alberi di Canfaito si passa alle case di pietra di Elcito, frazione di San Severino Marche arroccata su uno sperone roccioso.

La Riserva colloca il paese a circa 824 metri di altitudine e lo descrive come uno dei luoghi più suggestivi del comprensorio del San Vicino.

La prima cosa che colpisce non è un monumento.

È la posizione.

Elcito sembra quasi costruito direttamente sulla roccia. Le case sono raccolte una accanto all’altra e il borgo domina la valle sottostante da una posizione che un tempo aveva un’evidente funzione difensiva.

Non è difficile capire perché negli anni abbia ricevuto soprannomi come “borgo del silenzio” o “Tibet delle Marche”.

Ma non c’è bisogno di soprannomi per renderlo affascinante: basta arrivare davanti alle prime case e guardarsi intorno.

Cosa vedere a Elcito

Elcito è molto piccolo e proprio per questo non va visitato con una lista di dieci monumenti da spuntare.

Il bello è passeggiare.

Si entra nel nucleo di pietra, si percorrono lentamente i vicoli, si osservano le abitazioni restaurate e si raggiungono i punti da cui il panorama si apre verso le montagne e le vallate.

Il borgo si sviluppò come insediamento fortificato e conserva ancora l’aspetto compatto tipico di una piccola rocca medievale. Al centro si trova la chiesa di San Rocco, mentre le case presentano spesso porte e finestre di piccole dimensioni, una caratteristica che la Riserva collega anche alla necessità storica di proteggersi dal freddo della montagna.

Elcito richiede poco tempo per essere attraversato.

Eppure è proprio uno di quei posti in cui vale la pena fermarsi più del necessario.

Sedersi qualche minuto, ascoltare il vento e osservare il paesaggio fa parte della visita tanto quanto percorrerne le stradine.

Il panorama è una delle vere attrazioni

La posizione di Elcito è probabilmente il suo elemento più spettacolare.

Il borgo sorge praticamente sopra uno scoglio e domina il paesaggio circostante. Dal comprensorio del San Vicino, nelle giornate più limpide, diversi percorsi della Riserva regalano visuali che spaziano verso i Monti Sibillini e fino all’Adriatico.

Per questo il pomeriggio può essere un ottimo momento per arrivare.

Quando la luce comincia ad abbassarsi, la pietra delle case e i rilievi circostanti assumono tonalità più calde e il borgo diventa particolarmente fotogenico.

Se resta tempo: una passeggiata intorno a Elcito

Chi dopo Canfaito ha ancora voglia di camminare può aggiungere una seconda breve escursione.

Dall’ingresso di Elcito parte un percorso ufficiale della Riserva che compie un anello attorno al Monte La Pereta e al borgo.

L’itinerario misura circa 5 chilometri, presenta 180 metri di dislivello ed è classificato di difficoltà media. Una parte segue la strada montana, poi il percorso sale verso La Pereta prima di tornare a Elcito.

Non è però indispensabile.

Se avete già percorso l’anello di Canfaito, può essere molto più piacevole dedicare il resto del pomeriggio semplicemente al borgo e ai suoi panorami.

Canfaito ed Elcito in un giorno: l’itinerario consigliato

Per organizzare la giornata senza correre, una possibile tabella di marcia è:

  • 8:30-9:00: arrivo a Canfaito e inizio della passeggiata nella faggeta; 11:00-11:30: conclusione dell’anello e tempo per fotografie e faggi monumentali; 12:30: pranzo al sacco; 14:00 circa: trasferimento verso Elcito; 14:30-17:00: visita del borgo e dei punti panoramici, con eventuale passeggiata aggiuntiva per chi vuole continuare a camminare.

Gli orari naturalmente possono cambiare in base alla stagione, alle condizioni della strada, al meteo e al tempo trascorso nella faggeta.

L’obiettivo non dovrebbe essere vedere tutto il più velocemente possibile.

Canfaito ed Elcito sono due posti da vivere lentamente.

Meglio visitare prima Canfaito o Elcito?

Si possono tranquillamente invertire le tappe.

In primavera e in estate può essere piacevole iniziare da Elcito e raggiungere successivamente la faggeta.

In autunno, invece, sceglierei Canfaito come prima tappa.

La ragione è soprattutto fotografica e pratica: arrivare presto permette di godersi meglio il bosco e può aiutare a evitare almeno una parte dell’affluenza delle ore centrali, soprattutto durante i fine settimana del foliage.

Elcito può invece essere lasciato al pomeriggio, quando la luce più bassa valorizza il profilo del borgo.

Si può andare con i bambini?

La parte più semplice di Canfaito si presta anche a una giornata in famiglia.

L’anello ufficiale di 4,5 chilometri ha un dislivello molto ridotto ed è classificato dalla Riserva come facile.

Questo non significa però che ci si trovi in un parco urbano.

Scarpe adatte, acqua, abbigliamento coerente con la stagione e attenzione alle condizioni meteorologiche rimangono importanti, soprattutto in autunno, quando terreno e foglie possono essere bagnati.

Per Elcito non occorrono particolari capacità escursionistiche se ci si limita alla visita del paese.

Quando andare a Canfaito ed Elcito

Ogni stagione offre qualcosa di diverso.

La primavera porta il verde intenso dei boschi e temperature adatte alle passeggiate. L’estate permette di cercare un po’ di fresco rispetto alle zone più basse delle Marche.

Ma è difficile competere con l’autunno.

È in quel momento che la combinazione funziona al massimo: prima il tappeto di foglie e i grandi faggi di Canfaito, poi la pietra di Elcito circondata dai colori della montagna.

Anche una giornata invernale limpida può però regalare un’atmosfera completamente diversa, più austera e silenziosa. In ogni stagione, prima di salire è opportuno controllare meteo, condizioni stradali e comunicazioni ufficiali della Riserva.

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Due luoghi delle Marche che sembrano lontanissimi tra loro

Forse il motivo per cui Canfaito ed Elcito funzionano così bene nello stesso itinerario è proprio il contrasto.

La mattina si cammina sotto faggi che possono avere secoli di vita.

Poche ore dopo ci si trova tra case in pietra costruite sopra una rupe, in un borgo minuscolo dove il paesaggio sembra occupare molto più spazio dell’abitato.

Bosco e pietra. Faggeta e borgo. Natura e storia.

E tutto in una sola giornata, nel cuore delle Marche.

Per chi vuole scoprire la montagna marchigiana senza affrontare necessariamente lunghe escursioni, Canfaito ed Elcito sono probabilmente una delle gite più complete da mettere in programma.