L'evento Catch the color 2017 fa tappa al Corno delle Scale
Farà tappa il prossimo 5 febbraio al Corno alle Scale nell’appennino bolognese, l’evento Catch the color, la fantastica caccia al colore dove i concorrenti con gli sci e snowboard dovranno trovare i colori comunicati nella mappa.
Nel momento dell’iscrizione i concorrenti verranno dotati della mappa sopracitata e verranno contrassegnati sulla divisa con uno spray verde.
Il secondo step sarà quello di scoprire i colori nella seguente sequenza: fuxia, giallo, azzurro e rosso.
Dove trovare i colori? Al checkpoint comunicato sulla cartina e dove ci sarà una sentinella che dipingerà sulla tuta e sulla faccia del concorrente (i colori sono studiati allo scopo).
Una volta ottenuti tutti i colori dipinti sulla tuta si potrà tornare alla base, dove si potrà avere un simpatico gadget e dove verrà organizzata la festa con tanto di musica sulla neve.
L’evento Catch the color 2017 fa tappa al Corno delle Scale
Buone notizie da Tarvisio dove si stanno svolgendo i campionati mondiali di sci alpino paralimpico 2017, infatti dopo il terzo posto del 26 gennaio in super gigante, lo sciatore Giacomo Bertagnolli ha sbaragliato i concorrenti nella categoria ipovedenti.
Insieme alla guida Fabrizio Casal, il giovane atleta di Cavalese ha realizzato il miglior tempo e si è piazzato al primo posto con 1’50”49. Al secondo posto il canadese Mac Marcoux ed al terzo lo slovacco Jakub Krako con Branislav Brozman (+1”79).
Questo è il video della diretta streaming del 26 gennaioo 2017
Per sci escursionismo si intende uno sport nato dall’evoluzione dello sci nordico, grazie al quale si possono affrontare in sicurezza anche tratti di neve non pianeggianti, sia in salita che in discesa.
Lo sci escursionismo è dunque considerato come mezzo per fare escursioni sulla neve su percorsi liberi, senza bisogno di usare tecniche alpinistiche di alto livello.
Utilizzando lo sci come mezzo di locomozione, è ideale per chi cerca un contatto diretto con la natura.
Lo sci usato è a tallone libero, si usano pelli di foca per le fasi di salita e alcune tecniche dello sci di fondo, dello sci alpino e del telemark (modo norvegese di curvare in posizione inginocchiata).
Lo sci escursionismo prende molto da altre discipline, compresi i materiali, come gli sci larghi laminati ed alcuni attacchi specifici (75 mm), che sono più larghi e sicuri.
Oltre agli scarponi in cuoio, poi, si trovano anche scarponi in plastica molto più versatili.
Tutta l’attrezzatura ij plastica, quella da Telemark per intenderci, è in generale molto più rigida, utile su pendii inclinati e per avere molto più controllo sulla sciata.
Risulta però scomoda quando si fanno percorsi con scarsa pendenza, dato che comporta più fatica.
Chi usa invece sci troppo leggeri può avere qualche problema sul ghiaccio, visto che è difficile governarlo quando gli si imprime forza.
Quindi in generale non bisognerebbe usare uno sci rigido ed uno scarpone morbido o viceversa, ma tenere una linea ben precisa tra le varie parti.
– sci rigido + attacco a cavo (o più evoluto) + scarpone in plastica a 3/4 ganci;
– sci morbido e stretto + puntale semplice NN75 + scarpa bassa in plastica (o in cuoio).
Veniamo poi alla lunghezza dello sci.
Quello lungo e stretto non è l’ideale, considerato anche il tipo di neve che abbiamo nei territori italiani. Un buon compromesso potrebbe essere 95/65/85 (larghezza)x 180 (altezza).
Scegliere uno sci lungo vuol dire avere più base di appoggio, soprattutto col Telemark, ma anche avere più difficoltà in salita o in virata.
Mille sono invece i tipi di scarponi, vanno molto quelli in plastica con tre ganci; comodi e non molto rigidi, che non stanca i piedi su escursioni lunghe.
Molto importanti nello sci escursionismo anche altri attrezzi, come sonde e ARVA.
Per gli ARVA scegliete un modello digitale, con funzioni semplici di ricezione ed emissione.
Togliete sempre le pile a fine stagione e rimettetele nuove ad inizio stagione.
Usate pala in metallo (utile su nevi ghiacciate) leggera e scomponibile.
Una sonda da 240 dovrebbe andar bene, ma solo con cavo in acciaio che unisca gli elementi.
Guardate bene anche la colorazione e i riferimenti dei centimetri.
Per la sciolina, la cosa migliore sarebbe far sciolinare lo sci in laboratori specializzati, anche se esistono scioline liquide o spray da dare al volo agli sci.
Il metodo fai da te prevede invece un panetto di sciolina, un ferro da stiro a 100°C e una spatola.
Con la sciolinatura si tolgono impurità e si sigillano i pori della soletta dello sci; una volta tolta e pulito bene lo sci esso sarà anche più scorrevole.
L’operazione va fatta almeno una volta l’anno, per evitare che la neve faccia lo zoccolo sotto lo sci.
La pelle di foca, ricordate, aderisce benissimo allo sci sciolinato senza rischio che si stacchi.
La ricetta della Moretta (Moretta di Fano o Moretta Fanese), Caffè, Rum Fantasia Varnelli, Brandy e Varnelli
Gli appassionati dello sci e dello snowboard sanno perfettamente quanto sia bello ed importante il momento in cui, prima della fine della giornata in pista, ci si riposa e ci si rilassa in baita.
Un momento in cui si può anche socializzare, meglio ancora se davanti ad una bevanda calda per riscaldarsi.
Chi vuole fare il pieno di energia e recuperare le forza lasciate in pista, può scegliere delle classiche bevande tipicamente invernali, che i barman nei locali o nelle baite di montagna preparano molto spesso.
Questi drink, che possiamo definire veri e propri cocktail, sono corroboranti e serviti caldi, talvolta con decorazioni o con panna per i più golosi.
La Distilleria Varnelli, storica azienda marchigiana, ormai da anni ha realizzato una linea cocktail ideata appositamente per il periodo invernale.
Unendo i prodotti classici della sua linea (Varnelli, Caffè Moka, Punch al Mandarino, Punch Fantasia, Punch all’Arancia, Rum Fantasia 45%, Delizia alla cannella, Skipass e Dark Passion) con ingredienti stagionali, nascono mix caldi perfetti anche per chi ama la montagna e lo sci.
Tra questi cocktail spicca la classica ricetta della Moretta di Fano o fanese, un preparato caldo al caffè che garantisce gusto ed energia grazie al Brandy e al Rum, e che lascia un dolce sapore di anice secco Varnelli.
Ecco la ricetta e la preparazione della Moretta di Fano o fanese:
– 1 cl Rum Fantasia Varnelli
– 1 cl Brandy
– 5 gocce di Varnelli
– 1 caffè espresso (lungo)
– 2 cucchiaini di zucchero
– buccia di limone.
Scaldare il tutto in un classico bicchiere da Punch e servire.
E’ proprio il caso di dire “un caldo invito” a provarlo, sia ai baristi e gestori di locali, baite e rifugi, sia agli sciatori e ai frequentatori della montagna.
Provate anche a casa: la Moretta di Fano o fanese è infatti adatta anche a chi vuole riscaldarsi in casa nelle giornate invernali.
La giuria composta da esperti del settore e sciatori di fama mondiale hanno stilato per la CNN (famosa televisione statunitense), la classifica delle 100 più belle piste al mondo (World’s best ski runs – Top 100).
Prima classificata è la pista The Stash di Avoriaz in Francia mentre seconda è la Dave Murray Downhill di Whistler Mountain in Canada e terzo posto per la pista Ventina a Cervinia e prima tra tutte le piste italiane).
Con i suoi 11 chilometri di tracciato che va dai 3500 metri del Plateu Rosà fino al paese di Cervinia, un panorama mozzafiato, la varietà tecnica del tracciato ed il fatto di poter sciare su questa pista sino a primavera inoltrata sempre in ottime condizioni di neve la pista Ventina si è piazzata al
terzo posto sbaragliando le altre piste in gara.
La pista Ventina a Cervinia – Valle d’Aosta
Le prime 20 piste classificate:
01) The Stash, Avoriaz, France
02) Dave Murray Downhill, Whistler, British Columbia
03) Ventina, Cervinia, Italy
04) Glen’s, Snowbird, Utah
05) Grand Solliet, Sainte Foy, France
06) Adrenalina, Valle Nevado, Chile
07) Skyward, Whiteface Mountain, New York
08) Cenidor, Marte and Mercurio, Las Leñas, Argentina
09) The Palisades, Squaw Valley, California
10) Olympia, Cortina d’Ampezzo, Italy
11) Blackcomb Glacier, Whistler Blackcomb, British Columbia
12) Piste No 6, Parsenn, Switzerland
13) Vallée Blanche, Chamonix, France
14) Corbet’s Couloir, Jackson Hole, Wyoming
15) Delirium Dive, Sunshine Village, Banff, Alberta
16) Poma slopes, Gulmarg, Jammu and Kashmir, India
17) Exchange Drop, Coronet Peak, Otago, New Zealand
18) Rotegg, Titlis, Engelberg, Switzerland
19) Either one, Tiffindell, South Africa
20) Inspiration, Whitefish, Montana
Il video del volo di monitoraggio per i rischio valanghe sui Monti Sibillini - Credits Carabinieri
I Carabinieri Forestali del Coordinamento Territoriale Carabinieri per l’Ambiente e per il Parco Nazionale dei Monti Sibillini esperti della neve e valanghe e due tecnici del Centro Funzionale Multirischi della Regione Marche hanno effettuato a bordo di un elicottero HH101 dell’Aeronautica Militare un volo di ricognizione per monitorare il rischio valanghe sui Monti Sibillini.
L’elicottero è partito da Macerata ed ha sorvolato le zone con la più alta criticità nel territorio montano, dove sono presenti le strade ad elevata altitudine e gli impianti e piste da sci come Sarnano, Sassotetto e Pintura di Bolognola.
Sicuramente la criticità maggiore è stata riscontrata nei luoghi valanghivi sul versante del Monte Vettore, la valle del lago di Pilato, il centro abitato di Foce di Montemonaco e la valle dell’Infernaccio.
Prima di avere un esame preciso bisognerà attendere la visione di tutto il filmato registrato e comunque gli esperti durante la ricognizione hanno notato che a quote basse la neve essendo più umida è di conseguenza più pesante mentre in alta quota le lastre di ghiaccio se sollecitati possono dare origine alle slavine.
Il pericolo valanghe rilevato è complessivamente di grado 3 (pericolo valanghe marcato) , su una scala che va da 1 a 5.
La scala europea del pericolo da valanghe è destinata ai fruitori della montagna al di fuori delle zone controllate ed agli operatori nell’ambiente innevato.
Visto il grado 3 (pericolo valanghe marcato) si consiglia molta attenzione e di sciare in pista.
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