Sci in notturna all’Eremo Monte Carpegna
Da ieri alla stazione sciistica dell’Eremo Monte Carpegna è iniziato lo sci in notturna per la stagione invernale 2016/2017.

Sarnano apre gli impianti e le piste giovedì 26 gennaio
Dopo l’enorme nevicata, il team della Sassotetto srl (società che gestisce gli impianti/piste della stazione sciistica di Sarnano) ha annunciato che gli impianti di risalita e le piste del comprensorio apriranno giovedì 26 gennaio 2017.

Sci di Fondo a Pintura di Bolognola la novità

30Continuano le novità offerte dalla stazione sciistica di Pintura di Bolognola.
Dalla stagione invernale 2016/2017 tutti i weekend gli appassionati di sci di fondo avranno a disposizione un punto noleggio ed un maestro per le lezioni sci da fondo.
Il maestro in questione è l’esperto Francesco Cianconi che per maggiori informazioni e prenotazioni può essere contattato al seguente numero: 3315852478.
Il punto di partenza dei nuovi tracciati/piste (tecnicamente chiamati anelli) è situato prorio dove si trova il noleggio/scuola sci (accanto al Rifugio Zchalet ed a pochi metri dalla manovia).
Gli anelli sono adatti sia ai principianti che agli sciatori più esperti ed avranno le seguenti lunghezze: 1 – 2,5 – 4 km.
La cartina delle piste sci da fondo della località sciistica Pintura di Bolognola – Credits: Bolognolaski.it
La foto del giorno scattata da Giorgio Tassi sul Monte Rapina – Majella

Cervinia – Breuil – Valle D’Aosta
Conosciamo da vicino il comprensorio sciistico di Cervinia-Breuil: storia, offerta, piste e tanto altro ancora.
Da quanti anni è attiva l’area sciistica? Qual è la storia della località?
Il primo impianto a Cervinia venne inaugurato nel 1936. Si trattava della funivia Cervinia-Plan Maison, prima tappa per raggiungere successivamente, nel 1939, i 3.500 mt. di Plateau Rosà. Cervinia è diventata da subito località internazionale, frequentata negli anni ’50 e ’60 dalle star di Hollywood e da famosi artisti italiani, Vittorio Gassman, Renato Rascel, Gina Lollobrigida e tanti altri richiamati da quel grande campione dello sci e animatore del jet-set sulla neve che era Leo Gasperl, in quel tempo direttore della stazione e grande uomo di pubbliche relazioni. Ma il nome a cui da sempre è associata Cervinia è quello di Mike Bongiorno, complice quella famosa pubblicità di una nota grappa in cima al Cervino.
Dagli anni ’70 ad oggi Cervinia ha subito una continua trasformazione, con impianti sempre più moderni e un comprensorio diventato internazionale grazie al collegamento, oltre che con Valtournenche, anche con Zermatt, in Svizzera.

Com’è cambiata negli anni la strategia e l’offerta nei confronti degli appassionati?
Oggi ci sono i tour operator e l’offerta si è dunque molto indirizzata verso questo genere di turismo, sempre più internazionale. Ovviamente non ci si è dimenticati delle famiglie, anche perché le seconde case costituiscono ancora oggi un indotto turistico importante per Cervinia, oltre al pubblico giornaliero, favorito dalla vicinanza con le grandi città del Nord Italia.

Qual è oggi la proposta per il periodo invernale? Da qui alla fine dell’inverno sono previste gare, attività ed eventi particolari?
La nostra è una stagione invernale lunga sei mesi con variegate offerte soggiorno e skipass a seconda del periodo: tutte queste voci sono pubblicate sul sito Cervinia.it; così come il lungo elenco degli eventi, tra cui in febbraio il Carnevale di Cervinia, con la rievocazione dal vivo della leggenda di Gargantua e della Dama Bianca.

Parliamo della ski area: quanti impianti ci sono? Quante piste? E che caratteristiche hanno?
Cervinia ha 45 piste, di cui ben 7 sono nere. Ma a queste vanno aggiunte le altre del comprensorio del “Cervino Ski Paradise”: 23 a Valtournenche e 75 a Zermatt, suddivise tra azzurre, rosse o nere. Tutte con vista Cervino.

Quante Scuole di sci ci sono? Quanti maestri?
Cervinia in stagione conta su un numero importante di maestri, oltre 200 suddivisi in quattro scuole di sci con maestri specializzati nello sci da discesa, snow e fondo.

Quali attività specifiche sono previste per i bambini?
Esistono in centro paese, alla partenza delle seggiovie del Cretaz, due attrezzati campi gioco per i bambini, con gonfiabili e scivoli.

E per chi ama frequentare i rifugi di montagna, quali opportunità offrite?
Il rifugio delle Guide di Plateau Rosà è raggiungibile da Cervinia in funivia anche per chi non scia e offre, oltre che il classico pernottamento, un servizio ristorazione aperto a tutti. Lo stesso vale per il rifugio Theodulo, raggiungibile in inverno con la seggiovia Bontadini. L’ “Oriondè”, conosciuto anche col nome “Duca degli Abruzzi”, è invece il punto di partenza per salire il Cervino ed è raggiungibile a piedi o con un servizio navetta a richiesta. Ma sono soprattutto i tanti bar e ristoranti sulle piste di Cervinia che consentono in inverno soste in tutto relax durante le giornate sugli sci.

La struttura è anche dotata di uno snowpark? Se sì, che tipo di strutture/attività propone?
Lo snowpark di Cervinia, conosciuto con il nome di “IndianPark”, è tra i più grandi delle Alpi e dispone di kicker, paraboliche e rail. Disegnato su tre differenti livelli di difficoltà, è raggiungibile da Plan Maison servendosi dell’omonima seggiovia.

Quali altre attrattive offre il territorio che vi circonda?
Oltre allo sci e a tutte le altre attività legate alla montagna, dallo sci alpinismo su percorsi segnalati e tracciati, al free ride, allo sci di fondo, alle ciaspolate e alle arrampicate su cascate di ghiaccio, la possibilità di guidare i kart sulla neve nel circuito “Ice Kart” (illuminato) di Cervinia o di pattinare, anche in notturna, sulla pista di ghiaccio naturale “da Lino’s”, in centro paese.

Tre motivi per cui gli amanti della montagna e dello sci dovrebbero venire nei vostri impianti sciistici.
La quota del comprensorio che garantisce neve di qualità e naturale, la lunga stagione e i collegamenti Cervinia-Valtournenche-Zermatt sempre sci ai piedi.

La Distilleria Varnelli ed il forte legame con i Monti Sibillini

Nelle Marche, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, nel 1868 nasce la Distilleria Varnelli, che ancora oggi è la più antica casa liquoristica marchigiana.
Dopo Girolamo Varnelli (il fondatore), ben 4 generazioni di erboristi hanno mantenuto il legame col territorio e le tradizioni, garantendo il massimo della qualità del prodotto e della professionalità nelle lavorazioni artigianali.
Dopo quasi due secoli di attività, la Distilleria Varnelli rispecchia interamente i valori della terra in cui ha sede: la piena armonia col paesaggio circostante (dimostrato anche dall’eleganza dello stabilimento di Muccia), la modernità degli impianti produttivi che si legano alle tradizioni e alle tecniche erboriste, fino alla capacità di adattarsi ai cambiamenti del tempo e del mercato.

Nella mission aziendale, è ancora centrale il mantenimento delle radici e della storia di una famiglia, che è diventata con il tempo la storia di un intero territorio, e viceversa.
Girolamo Varnelli viveva infatti a Cupi di Visso, e da lì tutto ebbe inizio grazie alla sua profonda conoscenza delle erbe officinali e dei metodi di lavorazione monastici.
Nascono così le ricette di amari e distillati (come l’Amaro Sibilla, antimalarico ed antifebbrile) che sono ancora oggi amati da tutti i marchigiani e non solo.
All’inizio del ‘900, il figlio Antonio trasferisce la sede a Pievebovigliana e dà inizio alla produzione aziendale introducendo gran parte degli altri prodotti, tra cui l’anice secco speciale, raffinando l’antica ricetta marchigiana del mistrà.
La distilleria inizia ad organizzarsi come una vera azienda, e prendono vita le bellissime etichette, commissionate a grandi disegnatori (Adolfo De Carolis per l’Amaro Sibilla, Beltrame per il Punch alla Fiamma).
Dagli anni ’40 del ‘900, il secondo Girolamo Varnelli tiene vivo il legame tra il territorio maceratese e la Distilleria, che ne promuove i valori dell’etica e della civiltà del lavoro.

I prodotti Varnelli spiccano per il rifiuto di coloranti o conservanti, ed inizia un percorso di formazione professionale rivolto ai giovani, a cui vengono insegnate le tecniche di campionatura di erbe e radici, le regole da rispettare in natura e le combinazioni della liquoristica sul banco-bar.
Nel 2006, l’Istituto Professionale di Stato per l’Enogastronomia e la Professionalità Alberghiera di Cingoli è intitolato a Girolamo Varnelli, così come una via nel comprensorio industriale di Muccia e un parco nel Comune di Pievebovigliana.

La tradizione dei Sibillini è ancora vive in ogni prodotto della Distilleria Varnelli, realizzato con materie prime di origine vegetale (erbe, radici, semi, spezie, frutta, miele) che vengono poi trasformate in azienda grazie a ricette segrete che oggi conoscono solo le titolari, figlie di Girolamo.
Tutti i prodotti nascono da infusi, distillati, decotti su fuoco a legna e poi addolciti con miele millefiori dei Monti Sibillini.
Seguendo questa filosofia, la Distilleria Varnelli favorisce iniziative nel territorio che possano promuovere la produzione di materie prime, ed ha anche avviato coltivazioni sperimentali di genziana.

Proprio alla Distilleria Varnelli si deve il recupero delle erbe dei Sibillini e dell’importanza delle bevande aniciate.
L’anice secco speciale Varnelli unisce il gusto particolarissimo alle proprietà salutari della materia prima: un risultato possibile solo grazie all’autenticità delle lavorazioni artigianali e alla presenza di ingredienti naturali.

L’Amaro Sibilla, poi, è ancora oggi espressione massima del legame tra l’azienda e il territorio: prodotto sin dal 1868 con un decotto su forno a legna di erbe e radici dei Monti Sibillini, a cui si aggiungeva miele vergine e una giusta quantità di alcol decantato, a questo amaro si attribuiscono numerosi poteri, tra cui quello di sconfiggere il sonno, di dissetare e riscaldare, rasserenare l’anima cupa, sciogliere i cuori delle fanciulle, donare bellezza alle donne marchigiane.
Ancora oggi per prepararlo si segue l’antica ricetta, e la filtratura viene fatta “a tela” per meglio conservare tutte le proprietà.
Secondo la leggenda, le erbe usate devono essere state sfiorate dai piedi di capra di una Fata dei Sibillini; il miele deve essere stato custodito dai Mazzamurelli che cantano, e l’alcol viene lasciato decantare nelle gole dell’Infernaccio.
Una volta terminata la preparazione, poi, l’amaro va lasciato al sole e alla neve sul punto più alto del Monte Vettore per 112 anni, così da assorbire l’aria dei Monti Sibillini.
Ancora una volta leggende e tradizioni di una terra, rivivono nella bontà dei Distillati Varnelli.






















