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Forca Canapine, ultimatum all’Anas

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I rappresentanti delle istituzioni ascolane e umbre si sono ritrovati ad Arquata. Le possibili ripercussioni sul fronte turistico per Norcia e Cascia. “Se non prenderà in consegna la strada il 2 maggio sarà chiuso il collegamento”

ARQUATA – Le istituzioni locali di Marche e Umbria chiederanno allo Stato e all'Anas di dare un segnale concreto, nel giro di pochissimi giorni, circa la disponibilità a rispettare una norma dello Stato stesso, quella che prevede che la strada che collega le due regioni comprendente la galleria di Forca Canapine passi nelle competenze dell'ANAS. Altrimenti la Provincia di Ascoli Piceno dovrà fare quanto già annunciato, chiudere cioè al traffico il 2 maggio l'importante arteria per l'impossibilità, e l'assurdità, di continuare a spendere almeno un miliardo delle vecchie lire ogni anno per assicurare un minimo di sicurezza su una strada statale.

E' la conclusione a cui si è giunti ieri mattina ad Arquata del Tronto in quella che doveva essere una conferenza stampa per denunciare le inadempienze di organi statali e si è trasformata in un'assemblea pubblica a cui hanno partecipato, nella sala consiliare, molti cittadini, imprenditori, ma anche tanti rappresentanti delle istituzioni dei due versanti, a dimostrazione di quanto sia avvertito il problema.

Ci si è ritrovati all'imbocco della strada incriminata che dalla Salaria sale verso il traforo di Forca Canapine per poi ridiscendere verso l'Umbria: si sono dati appuntamento, per parte marchigiana, il presidente della Provincia Massimo Rossi, l'assessore alla viabilità Renzo Offidani, il sindaco di Arquata Aleandro Petrucci, rappresentanti della Comunità montana del Tronto e, per parte umbra, l'assessore alla viabilità della Provincia di Perugia Giovanni Moriconi, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, il vicesindaco di Cascia Carla Ugolini, rappresentanti della Comunità Montana della Val Nerina, nonché i consiglieri provinciali eletti nei collegi attraversati dalla strada.

Prima che un improvviso acquazzone costringesse tutti a rifugiarsi nella sala consiliare di Arquata messa subito a disposizione dal sindaco Aleandro Petrucci, il presidente Rossi ha fatto in tempo a ripercorrere le tappe della vicenda

Piena solidarietà agli amministratori ascolani è stata espressa dall'assessore della Provincia di Perugia Moriconi il quale ha ricordato come l'Anas, in drammatica carenza di fondi, in Umbria sia costretta a chiudere interi tratti di strade statali e, anche lì, non prende in consegna ben 100 chilometri di strade ex provinciali. Per il sindaco di Norcia Alemanno, la chiusura della strada porterà ad una sollevazione popolare ma da subito bisogna lavorare tutti insieme per non arrivare alla chiusura. Il sindaco ha chiesto alle due amministrazioni provinciali di farsi carico dell'onere di questa fase di transizione, anche considerando che a Roma , in vista del passaggio delle consegne tra Governi, è difficile trovare in questi giorni interlocutori affidabili.

Lavorare per l'obiettivo comune di scongiurare la chiusura è stato il filo conduttore anche dell'intervento del vice sindaco di Cascia Ugolini che ha ricordato come il ventilato provvedimento rischi di danneggiare migliaia di persone che, dopo i ponti del 25 aprile e 1° maggio, si muoveranno dalla costa adriatica per un'altra scadenza, la ricorrenza di S. Rita del 22 maggio.

In sede di replica, il presidente Rossi ha ricordato che, a differenza di quanto previsto nel decreto per le strade di altre zone (per le quali la norma prevede un contestuale trasferimento all'ANAS di risorse prima assegnate a Regioni e Province), nel caso di Forca Canapine non vi è alcuna procedura di trasferimento di fondi da attuare, semplicemente perché la strada è sempre appartenuta allo Stato.

Corriere Adriatico 27/4

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