Primo collegamento con Montalbini

di SERGIO BIAGINI

ACQUASANTAE’ partita ufficialmente l’avventura di Maurizio Montalbini. Dopo una giornata convulsa caratterizzata da ritardi e problemi tecnici, si è calato a notte fonda con una fune nella Grotta Fredda che lo ospiterà per un tempo ancora da definire (da sei mesi a tre anni). Gli inconvenienti tecnici hanno riguardato la rottura della speciale teleferica montata sul costone del Rio Garrafo per calare il materiale e le provviste nella grotta, e i collegamenti con il “campo base” allestito in un camper. In ogni caso gli speleologi dell’Asa guidati dall’infaticabile Giampaolo Filipponi (nel team anche una donna, Rosella Pecci) e i tanti volontari hanno risolto i problemi montando amplificatori di segnale sui cavi che portano i segnali delle telecamere e delle altre attrezzature, e utilizzando sistemi alternativi per la discesa del materiale. «Veramente encomiabile il comportamento di tutti- dice Guido Galvagno- il Comune, le associazioni, gli speleologi si sono prodigati oltre ogni limite per la riuscita dell’esperimento». Ieri dopo il completamento delle operazioni di chiusura della grotta con la rete metallica, sono stati effettuati i primi test di funzionamento delle apparecchiature. Sono arrivate ai monitor, dalle tre telecamere fisse, le prime immagini di Montalbini isolato nella sua nuova “casa” di roccia. Lo speleonauta riceve acqua potabile da un tubo che dall’esterno lo rifornisce di continuo. Può lavarsi grazie ad un lavabo. Tutti gli scarichi confluiscono in un serbatoio esterno che verrà svuotato periodicamente. Nel camper saranno sempre presenti, notte e giorno, gli operatori pronti ad intervenire in caso di problemi per Montalbini. Il quale invierà giornalmente attraverso il computer i dati riguardanti temperatura, pressione e frequenza cardiaca che lui stesso rileverà. Per il resto lo aiuteranno nella sua missione la luce delle lampade, qualche libro, un paio di coperte. E soprattutto i ricordi che gli riscalderanno le interminabili e fredde (9-10 gradi fissi) giornate che lo separanno dalla fine della sua ultima sfida.

dal Messaggero