Progetto funivia per collegare Trento al Monte Bondone

La campagna elettorale a Trento fa subito prendere il via ai discorsi relativi alla funivia di arroccamento che dovrebbe collegare Trento e il Monte Bondone. Discorso già affrontato nel tempo, ma che ad ogni tornata elettorale torna prepotentemente alla ribalta.

Insomma del Monte Bondone e della funivia di arroccamento si discute davvero da anni, per non dire da decenni. Questa volta è stato il candidato sindaco del centro-destra autonomista Andrea Merler a porre l’accento su questa tematica tanto sentita per la comunità di Trento.

Il giornale della zona, L’Adige, riporta le sue dichiarazioni, che sono state raccolte al termine della presentazione come candidato sindaco. Merler sostiene che Trento deve poter intercettare investimenti utili per un piano di rilancio delle opere pubbliche. In questo piano la costruzione della funivia di collegamento tra il fondovalle ed il Monte Bondone avrebbe un posto di prim’ordine, come importanza strategica e simbolica.

Come detto si discute del Monte Bondone ormai da anni, tanto che il Comune di Trento ha già redatto nel corso del tempo ben due studi differenti di fattibilità dell’intero progetto, precisamente il primo in data 2001, ed il secondo nel 2006. I progetti e gli studi prevedevano la costruzione del sistema di arroccamento da diversi punti della città.

A collegare l’abitato al Monte Bondone sarebbero stati una serie di impianti a fune che avrebbero costituito una vera e propria linea, divisa in due o tre tronchi. Diverse erano le possibilità di realizzazione, con funivie 2S, funifor o classiche cabinovie, a seconda del progetto che si sarebbe scelto.

Nel 2018, poi, il Comune ha predisposto un vero e proprio piano per l’intera zona: l’agenda strategica Bondone 2035. In queste carte si ipotizza la costruzione di un impianto a tre tronchi che abbia stazioni a Trento Piazzale San Severino, Sardagna, Vaneze e Vason.

L’impianto sarebbe realizzato con cabinovie monofune e l’intero progetto avrebbe un costo di 45 milioni di euro, cifra che comprenderebbe le opere accessorie. Ma la questione che ha bloccato tutto è proprio la previsione della posizione dei punti di partenza degli impianti, che a detta di molti sono troppo lontani dai punti strategici, come ad esempio la stazione o lo svincolo autostradale. Questo posizionamento, però, è anche un vantaggio, perché tale lontananza permetterebbe di utilizzare semplici cabinovie monofune e non invece impianti speciali (tipo il 3S), che sono molto più costosi.

Insomma, la questione è ancora tutta in divenire, e di sicuro l’esito della tornata elettorale ci dirà molto di più sulla prosecuzione e sulla fattibilità del progetto. Per ora non ci resta che valutare l’importanza che potrebbe avere un’opera del genere sull’intero indotto turistico del territorio non solo di Trento come città, ma del Trentino come Regione. Il Monte Bondone è da sempre considerato come la montagna di Trento, ed è forse ora che si riescano ad abbattere tutte le problematiche che in questi anni non hanno permesso la realizzazione di un collegamento tra città e montagna, che pare ora divenuto necessario.

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