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Saltare con gli sci a “V”: ecco il perchè della tecnica più usata dai campioni del salto con gli sci

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salto con gli sci

Quante volte avrete visto gare di salto con gli sci in tv o dal vivo, sicuramente molte. Ma vi siete mai chiesti perché gli sciatori tengono gli sci a “v” quando saltano?

Il salto con gli sci e la fisica aeronautica

Sembra che la risposta stia nella fisica aeronautica, nel senso che tale posizione permette all’atleta di rendere al massimo la spinta dell’aria dopo il decollo. Più si rimane in alto con il salto e maggiore è la possibilità di allungare la distanza con gli sci in questa posizione. La posizione permette inoltre di rallentare durante l’atterraggio, grazie alla maggiore resistenza dopo il salto.

Quando nasce il salto con gli sci?

Questo tipo di salto nasce nel 1985, grazie allo sciatore svedese Jan Bokloev, ma fino al ’92 il salto non è stato utilizzato dai grandi atleti. Alle prime fasi, durante la discesa nella rampa, lo sciatore si mette in posizione tale da ridurre la resistenza dell’aria e guadagnare velocità. In salto poi la posizione cambia proprio per rendere al massimo la portanza dell’aria ed aumentare la lunghezza del salto. Un tempo si tenevano gli sci in posizione parallela, ma l’allontanamento rende possibile “catturare” più aria, e quindi allungare la distanza. Negli anni ’90 questo era lo stile più usato, proprio perché gli atleti cercavano di imitare i deltaplani, spingendo l’aria verso il basso, la quale per effetto respingenza porta lo sciatore più in alto.

Pensate che agli inizi di questo sport, con lo stile verticale i record mondiali erano di soli 30 metri di salto; e così dopo la guerra tale tecnica fu sostituita dalla tecnica norvegese Kongsberger, una sorta di posizione che ricorda il tuffo. Con questa tecnica i risultati erano migliori di molti metri, tanto che il record era stabilito intorno ai 90 metri. Negli anni ’50 fu lo svizzero Daescher a mettere le braccia all’indietro e attaccate al corpo, ma con gli sci sempre paralleli. La svolta si ha solo nel 1985 proprio con Jan Bokloev ed il suo stile a “V”: sci non più in parallelo, testa verso il basso proprio tra gli sci. Così il salto è più lungo e la velocità di atterraggio è minore.

La posizione a “V” nel salto con gli sci

Quindi nella prima parte del salto lo sciatore pensa a mettere in posizione il corpo, mentre nella seconda parte vanno gli sci in posizione a “V”, con il quale, secondo gli studi, si migliora la portata del 28% e si rimane in aria per più tempo. Al giorno d’oggi tutti i più grandi sciatori in salto usano questa tecnica, con distanze di oltre 150 metri.  Insomma, una tecnica che è stata rivoluzionaria, anche se inizialmente non bene accolta perché si allontanava dallo stile classico. Ora però è la tecnica dei campioni del salto!