Un cane da pastore è rimasto intrappolato su una cengia della Rocca la Meja, nelle Alpi cuneesi, senza riuscire a tornare indietro. A dare l’allarme sono stati due escursionisti che ne hanno sentito i latrati. Un drone ha permesso di individuarlo, poi il recupero è stato completato dall’elicottero Drago 71 dei Vigili del Fuoco.
Per circa due giorni il cane è rimasto bloccato sulla parete, a quasi 2.600 metri di quota.
La svolta è arrivata quando due escursionisti hanno sentito i suoi latrati e hanno dato l’allarme. L’animale si trovava sulla Rocca la Meja, nel territorio di Canosio, in provincia di Cuneo, in una posizione troppo esposta per essere raggiunta facilmente da terra.
Il cane, utilizzato per la conduzione del bestiame, si era allontanato dal proprietario e aveva raggiunto un punto dal quale non riusciva più né a salire né a scendere.
Per localizzarlo con precisione è stato utilizzato un drone. Solo dopo aver individuato la cengia è stato possibile organizzare il recupero dall’alto.
I latrati sentiti dagli escursionisti
A far partire le operazioni sono stati due escursionisti presenti nella zona.
Dopo aver sentito il cane abbaiare dalla montagna, hanno segnalato la situazione. Individuare l’animale a occhio nudo, però, non era semplice: la Rocca la Meja presenta pareti ripide, canaloni e numerose cenge.
Il drone ha permesso di osservare il versante da una prospettiva diversa e di stabilire con maggiore precisione dove si trovasse il cane.
Le immagini hanno mostrato una situazione delicata. L’animale era fermo su una piccola sporgenza rocciosa, con terreno molto ripido tutt’intorno.
Raggiungerlo via terra avrebbe comportato rischi importanti anche per i soccorritori.
Il recupero con Drago 71
Una volta individuata la posizione, nel pomeriggio del 14 settembre è stato attivato l’elicottero Drago 71 dei Vigili del Fuoco.
L’equipaggio ha raggiunto la parete e un elisoccorritore è stato calato con il verricello fino alla cengia.
La difficoltà principale non era soltanto arrivare vicino all’animale, ma riuscire ad assicurarlo senza spaventarlo e senza provocare movimenti improvvisi su un terreno così esposto.
Raggiunta la cengia, l’operatore ha preparato il cane per il sollevamento. Animale e soccorritore sono stati quindi recuperati dalla parete con il verricello e riportati verso l’elicottero.
L’intervento si è concluso senza incidenti.
Era bloccato da circa due giorni
Secondo le ricostruzioni pubblicate dopo il recupero, il cane era rimasto sulla montagna per circa 48 ore.
Si era allontanato dal pastore e dagli animali con cui si trovava e, muovendosi sul terreno roccioso, era finito progressivamente in una zona dalla quale non era più riuscito a uscire.
Dopo circa due giorni sulla parete è stato finalmente individuato.
Una volta portato via dalla cengia, è stato riconsegnato al proprietario. L’animale è risultato illeso, secondo le fonti che hanno documentato il recupero.
Il drone ha permesso di trovare il punto esatto
L’intervento mostra ancora una volta quanto i droni possano essere utili nelle operazioni di ricerca in montagna.
In questo caso il cane poteva essere sentito, ma localizzarlo su una parete ampia e articolata era molto più difficile.
Il drone ha consentito ai soccorritori di restringere rapidamente l’area e identificare il punto preciso nel quale si trovava l’animale, evitando di mandare squadre a terra su terreno potenzialmente pericoloso.
La fase più spettacolare è stata naturalmente quella del recupero con il verricello, ma senza la localizzazione dall’alto l’intervento sarebbe stato molto più complesso.
Le immagini del salvataggio
L’operazione è stata documentata anche in video.
Le immagini mostrano l’elicottero muoversi vicino alla parete e il soccorritore raggiungere il cane sulla stretta cengia prima del recupero.
Il filmato ha contribuito a far circolare rapidamente la storia anche fuori dal Piemonte, trasformando un intervento locale in una notizia ripresa da diverse testate.
Materiale dell’operazione è stato distribuito anche tramite Reuters Connect. In quel caso Reuters specifica che le immagini provengono da StringersHub e non sono state verificate indipendentemente dall’agenzia.
Una montagna spettacolare e difficile da raggiungere
La Rocca la Meja è una delle montagne più riconoscibili dell’Alta Valle Maira, nel Cuneese.
Le sue pareti rocciose e la particolare conformazione del massiccio creano numerose zone esposte, cenge e canaloni. Un ambiente nel quale anche un animale abituato alla montagna può trovarsi improvvisamente senza una via sicura per tornare indietro.
È ciò che è accaduto al cane da pastore.
Questa volta, però, i suoi latrati sono stati sentiti. Prima il drone ha permesso di localizzarlo, poi l’equipaggio di Drago 71 ha completato il recupero.
Dopo circa due giorni trascorsi a 2.600 metri, il cane è così tornato dal suo proprietario senza ferite.





















