Il famoso attore Roger Moore si è spento in svizzera a causa del cancro. Aveva 89 anni.
L’attore era stato il protagonista dei film di 007 con il ruolo di James Bond e terzo dopo gli
attori Sean Connery e George Lazemby.
Una delle scene rimaste nella storia è la fuga con gli sci.
In Italia amava soggiornare spesso al Royal Hotel di Sanremo.
I film di 007 interpretati da Roger Moore:
Agente 007 – Vivi e lascia morire
Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro
Agente 007 – La spia che mi amava, Moonraker
Agente 007 – Operazione spazio
Agente 007 – Solo per i tuoi occhi
Agente 007 – Octopussy – Operazione piovra
Agente 007 – Bersaglio mobile
Nuova stazione Leitner ropeways firmata da Pininfarina
LEITNER ropeways si conferma all’avanguardia. La nuova stazione, firmata dal designer italiano Pininfarina, risponde in pieno agli elevati standard dell’azienda altoatesina quanto a forma, innovazione e tecnologia. Particolarmente migliorate soprattutto la funzionalità in esercizio e la manutenzione. Le innovazioni tecnologiche e il nuovo design fanno di questa stazione un vero e proprio gioiello.
Ciò che colpisce al primo sguardo è la copertura della stazione, notevolmente ampliata e che arriva ora a coprire completamente i veicoli sottostanti, migliorando così il comfort di viaggio grazie ad un’ottimale protezione dei passeggeri contro neve e pioggia.
La forma sinuosa ha permesso di ridurre al minimo il carico della neve e del vento, alleggerendo l’intera struttura, comprese le fondamenta.
La nuova copertura è dotata inoltre di maggiori superfici vetrate, che in questa nuova versione arrivano fino al pavimento. Questa miglioria rende l’interno della stazione ancora più luminoso e piacevole e semplifica le attività di manutenzione.
La perfetta intesa tra design e funzionalità della copertura si esprime efficacemente anche nel nuovo sistema di canalizzazione delle acque: invece di disporre di canali di scolo all’esterno della struttura, come era usuale sino ad oggi, nel nuovo progetto di LEITNER ropeways l’acqua viene raccolta in pozzetti e condutture all’interno della struttura stessa. Questo accorgimento permette di avere stazioni libere da acqua o ghiaccio e di evitare gli sgocciolamenti incontrollati, che spesso sono da evitare per motivi geologici.
Studiata nei minimi dettagli, confortevole e sicura LEITNER ropeways punta anche su innovazioni funzionali, che rendono ancora più comodi e sicuri i lavori all’interno delle stazioni.
Il sistema di aerazione, ad esempio, è stato concepito per adattarsi alle più diverse condizioni climatiche: il numero e la posizione delle aperture possono variare, e gli elementi stessi possono essere orientati, manualmente o automaticamente, sia verso l’alto sia verso il basso.
Ciò permette di scegliere, all’interno di una gamma di possibilità quasi infinita, il tipo di aerazione migliore.
Di nuova concezione anche l’accesso al tetto, ora possibile direttamente dall’interno della stazione. La particolarità più interessante consiste nel fatto che ora l’operatore può accedere al tetto senza dover passare per una botola.
La nuova pendenza della copertura del tetto permette infatti di appoggiare semplicemente una scala all’interno della finestra e di raggiungere quindi da lì il tetto in assoluta comodità e sicurezza.
Assai più sicuro e semplice anche l’accesso all’interno della stazione stessa.
La scala, spostata dalla parte anteriore a quella posteriore della stazione, ha infatti ora una pendenza di soli 45 gradi, ed è più sicura per ben due motivi: in primo luogo l’accesso alla scala si ha ora nella zona in cui i veicoli viaggiano più lentamente, e in secondo luogo la pendenza ridotta rende più confortevole e sicura la salita.
Nuova stazione Leitner ropeways firmata da Pininfarina – apertura tetto
Sempre più vantaggi per collaboratori e amanti degli sport invernali
Il nuovo design della stazione, con la copertura allungata, rende più semplice anche il controllo della fune, che ora è esaminabile per un tratto di ben due metri più lungo rispetto alle stazioni precedenti.
In questo tratto è ora possibile svolgere con più facilità le operazioni di controllo visivo o automatico della fune in condizione di assoluta sicurezza e comodità.
Nella parte posteriore della stazione è inoltre stato riservato più spazio per l’allestimento di una zona per la manutenzione che tra l’altro può essere sfruttata nel caso l’impianto venga allestito con il magazzino veicoli in stazione.
Migliorata anche la parte dedicata alle informazioni per gli utenti.
I tabelloni possono essere posizionati su speciali sostegni posti sul rivestimento esterno della stazione ed essere così usati per i diversi scopi comunicativi.
Nuova stazione Leitner ropeways firmata da Pininfarina – stessa larghezza dei veicoli
La nuova stazione di LEITNER ropewaysfirmata Pininfarina convince dunque grazie alle sue innovazioni tecnologiche e alle notevoli migliorie per quanto riguarda la manutenzione e la funzionalità e con il suo design di assoluta qualità si propone, una volta ancora, come il prodotto perfetto per tutti: esercenti, collaboratori e amanti degli sport invernali.
Lo sport invernale dello Sci alpino consiste nello scendere verso valle su un pendio di montagna scivolando sulla neve grazie a degli sci.
Generalmente questi percorsi di discesa sono attrezzati (piste), hanno un impianto di risalita e un trattamento del manto nevoso.
Il famoso “fuoripista”, invece, si pratica su terreni non battuti.
Sci Alpino – Credits: ninalsky
I più antichi richiami allo sci alpino sono addirittura del VII millennio, ma lo sci alpino inteso in maniera moderna si sviluppa a metà del XIX secolo, con l’avvento di strumenti utili a facilitare le discese.
Nel 1840 si attesta l’uso di sci fatti esclusivamente per le discese di sci alpino, mentre nel 1850 viene elaborata dal norvegese Sondre Norheim la tecnica telemark, ufficialmente presentata a Oslo nel 1866. Lo stesso Norheim elabora nel 1870 i primi sci nordici moderni (non ancora specifici per sci alpino).
Le prime competizioni di sci alpino, anche femminili, risalgono al 1861 a La Porte, in USA. Ma è nel 1864 che lo sci diventa attività sportiva, quando a Sankt Moritz (St. Moritz) l’albergatore Johannes Badrutt apre la sua struttura in inverno, invita alcuni suoi amici inglesi ed abituali villeggianti estivi con la promessa di trovare attrattive invernali per competere col periodo estivo.
Nel 1865 avviene il primo incidente sciistico che si ricordi, mentre nel 1866 fanno l’esordio in gara i due bastoncini. Sono gli anni in cui si diffondono le prime fabbriche di sci e gli sci club in tutta Europa, in Nordamerica e in Oceania.
E’ il 1896 quando viene scritto (Mathias Zdarsky) il primo manuale di sci alpino, e nel 1910 Hannes Schneider elabora un nuovo modo di curvare (metodo Arlberg), che si stacca dal passato e da vita alle moderne tecniche di sci.
Negli anni ’20 del XX secolo la disciplina dello sci alpino inizia a codificarsi e nel 1924 viene fondata la FIS. Lo sci alpino fa il suo esordio tra le discipline olimpiche invernali nel 1936 con la specialità della combinata, mentre i primi campionati mondiali di sci alpino si disputano a Mürren, in Svizzera, nel 1931. Solo nel secondo dopoguerra, però, lo sci alpino non viene più considerato solo passatempo e sport per turisti ricchi, ma diventa uno degli sport più diffusi, almeno negli Stati con territorio montano.
Molto si deve alla costruzione di impianti sciistici attrezzati e di impianti di risalita, nonché all’evoluzione dell’equipaggiamento (sci di nuovi materiali ed abbigliamento termico).
Il successo definitivo dello sci alpino avviene con i Giochi olimpici invernali del 165, a Cortina d’Ampezzo, i primi ad essere trasmessi in tv.
Dieci anni dopo la FIS organizza la prima Coppa del Mondo di Sci alpino: un circuito internazionale con i migliori professionisti che girano il mondo e si confrontano in una serie di gare.
Vediamo l’evoluzione dei principali attrezzi da sci alpino.
Storicamente lo sci è un attrezzo in legno di forma allungata e appiattita dove sono posti attacchi per i piedi dello sciatore. Inizialmente presentavano punta molto rialzata e lunghezza di circa 2 metri, mentre gli attacchi erano fatti con legacci. L’avvento delle prime lamine avviene con l’ammodernamento di piste e stazioni: le lamine sono strisce di metallo nel fondo dello sci che permettono maggiore tenuta. Altra innovazione è la soletta in grafite che da maggiore velocità. Tutti strumenti che permettono l’adeguamento delle tecniche: se prima lo sciatore per curvare doveva “sbandare” lo sci, con l’invenzione dello sci sciancrato (con punta e coda più larghe) lo sciatore piega lo sci inclinandosi e facendolo scorrere sulla lamina.
Nel 1939 vengono realizzati attacchi a sganciamento facile, ma quelli con piastra di sganciamento compaiono nel 1948; nel 1957, invece, gli attacchi si serrano allo scarpone con unico movimento del piede. Più avanti negli anni, soprattutto nell’agonismo, si introducono sistemi di sgancio rapido, che permettono di liberare il piede in caso di caduta.
Con l’evoluzione degli attacchi cambiano anche gli scarponi: i primi con fibbie aggancio/sgancio sono del 1955, e due anni dopo si vedono quelli in plastica rigida.
La produzione di scarponi così su scala industriale è della metà degli anni ’60.
Per migliorare stabilità gli sciatori usano due bastoncini con puntale: inizialmente erano in legno, ma dagli anni ’50 si realizzano in alluminio e poi in fibra di carbonio.
Oltre all’attrezzatura tecnica gli sciatori indossano un abbigliamento specifico.
La tuta da sci, corredata da guanti, impermeabile e imbottita, veste interamente lo sciatore.
In ambito agonistico è sempre formata da un unico pezzo il più aderente possibile, mentre per amatori a volte è sostituita da giaccone e pantaloni. In caso di caduta la sicurezza aumenta con dei “gusci” di plastica inseriti sulla parte della schiena, delle braccia e delle gambe.
Per migliorare visibilità e proteggere gli occhi si indossano appositi occhiali costituiti da più lenti e che coprono molta dell’intera superficie del viso. Lenti più scure sono per giornate di sole, quelle più chiare per scarsa visibilità. Sono assicurate al capo da un elastico ed al casco.
Proprio il casco è un elemento moderno, visto che inizialmente si usavano solo berretti o passamontagna. Oggi tutti i caschi devono essere omologati e, in alcuni casi, presentano anche una mentoniera in plastica.
Ecco quali sono le principali tecniche di sci alpino.
Lo sci di fondo si impara a fasi, lavorando prima in piano e poi simulando l’uso di bastoncini con sci paralleli o divergenti.
Le tecniche differenziano essenzialmente per i sistemi di curvatura:
– “la curva a monte in parallelo”
– “la curva a valle in parallelo”
– “la curva in conduzione”
– “la curva a cortoraggio”
Alla fine degli anni 80, sono apparsi in Europa gli sci carving. Con gli sci sciancrati (sci carving) si possono eseguire curve veloci con raggi molto stretti.
La sensazione che si ha è che gli sci curvino da soli.
Giro d'Italia 2017 fa tappa al Passo dello Stelvio
Manca pochissimo alla tappa del giro d’Italia che transiterà martedì 23 maggio allo Stelvio.
Qui di seguito il video dell’ultima parte del tracciato della strada del Passo dello Stelvio che vedrà protagonisti i campioni del giro d’Italia.
Sarà una bella sfida infatti i ciclisti gareggeranno per vincere la maglia rosa.
A Laigueglia l'evento Sci di fondo on the beach 2017
C’è molta attesa per l’evento Sci di Fondo On The Beach 2017 che si terrà domenica 21 maggio a Laigueglia in Liguria. Si sfideranno i migliori team delle stazioni sciitiche italiane.
Il campo dove si terrà la competizione sarà ubicato di fronte la Piazza Marconi e Piazza Garibaldi.
Le categorie previste sono due: junior e senior.
Oltre alle squadre delle località sciistiche ci saranno anche quelle di alcuni sci club come ad esempio: Clusone, località bergamasca della Valle Seriana, Sci Club Valle Stura (CN), Scuola Sci Valle Stura (CN), Nordik Center Valle Pesio (CN), Prato Nevoso (CN), Baia del Sole (SV), Sci Club Champorcher (AO).
A sfidarsi sulla sabbia le squadre di molte località sciistiche del Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta e Liguria con la partecipazione anche di sci club italiani?
Non mancherà la presenza di alcuni campioni del mondo dello sci di fondo. Già confermata la presenza di Francesca Baudin, Elisa Brocard, Alessandra Merlin e Pietro Dutto.
Per l’ottava edizione dello Sci di Fondo On The Beach 2017 gli organizzatori hanno introdotto anche la gara di Shuttle Bike (bicicletta in acqua) e di Fat Bike sulla sabbia.
Programma:
ore 9.30 apertura villaggio on the beach
ore 10.00 passeggiata nordic walking (percorso collinare)
dalle ore 11.00 inizio gare di sci di fondo on the beach (squadre ufficiali e squadre junior), a favore di Airc
ore 13 circa “tuffo” in mare benvenuta estate, ore 14.30 gara di shuttle bike in mare (non competitiva) e passeggiata nordic walking (percorso spiaggia)
ore 15.10 gara di Biathlon
ore 15.40 gara di “tiro allo slittino”
ore 16.10 gara corsa con le ciaspole
ore 16.30 gara di Fat Bike e a seguire premiazione vincitori.
Sarà possibile durante tutta la giornata testare le nuove attrezzature ed effettuare corsi di sci di fondo e nordic walking.
L’evento Sci di Fondo On The Beach 2017 organizzato alla Baia del Sole servirà per raccogliere fondi per l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.
Il video del lago di Pilato - Credits: Enrico Prenna Studio
Dopo alcuni giorni dall’allarme lanciato attraverso la segnalazione dell’escursionista Gianluca Vignaroli, finalmente è arrivato un video che prova la presenza dell’acqua e quella del Chirocefalo del Marchesoni.
Il video girato da Enrico Prenna Studio, mostra la situazione del leggendario Lago di Pilato, che ricordiamo è situato a 1941 metri sul Monte Vettore e all’interno dell’area del Parco nazionale dei Monti Sibillini.
Enrico Prenna in qualità di ricercatore in fluidodinamica ambientale e nivologia presso l’università di Camerino afferma che l’attuale situazione dell’acqua del lago di Pilato rientra perfettamente nella media stagionale, infatti i rilievi effettuati lo scorso 17 maggio evidenziano la presenza di fessure del manto nevoso che si è trasformato in ghiaccio per effetto della fusione e successivo ricongelamento.
Quindi il fenomeno a cui abbiamo assistito non è stato causato dal terremoto, ma solo dal ritardo di qualche giorno dei normali processi di scioglimento.
Il progetto #SibilliniBackUp era ormai concluso ma dopo le congetture uscite di recente in merito al prosciugamento dei Laghi di Pilato, ho il dovere di riportare l'inutile allarmismo popolare a livelli più moderati. Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e tutti i suoi abitanti hanno solo bisogno di essere sostenuti nella ripresa, nella ricostruzione, non di essere sfruttati per un fugace momento di gloria di egocentrici personaggi.Da ricercatore in Fluidodinamica ambientale e Nivologia presso l'Università di Camerino posso affermare che la situazione ai Laghi di Pilato attualmente rientra nella media stagionale. Dai rilievi effettuati in data 17/05/17 sono evidenti le fessurazioni del manto nevoso, successivamente trasformatosi nelle rispettive calotte di ghiaccio per effetto di fusione e ricongelamento. La frattura e il collasso delle calotte che solitamente ricoprono i Laghi di Pilato durante il periodo invernale hanno portato al riaffioramento degli specchi d'acqua sottostanti. Facile quindi per persone poco esperte di ambiente montano gridare subito alla notizia quando invece era solo questione di tempo, alcuni giorni per l'esattezza, affinchè i naturali processi di scioglimento nevoso si verificassero come di consueto, indipendentemente dai recenti eventi sismici.
Il lago di Pilato è scomparso? - Credits Avventure di Montagna
Il terremoto che ha colpito recentemente le Marche forse ha anche danneggiato il famoso lago di Pilato.
L’ingegnere Gianluca Vignaroli appassionato di alpinismo ha notato domenica scorsa durante un’escursione, che solitamente negli anni passati proprio in questo periodo il ghiaccio scioltosi andava ad allargare il lago, dove vive un crostaceo unico al mondo chiamato chirocefalo del Marchesoni, mentre ad oggi gli invasi sono asciutti.
Lago di Pilato – Credits Avventure di Montagna
Vignaroli che essendo come riportato sopra solo un appassionato e non un geologo, spera che con la sua segnalazione postata sulla pagina facebook Avventure di Montagna, venga sensibilizzato chi di dovere e con le competenze necessarie affinchè verifichi cosa effettivamente stia succedendo cioè se le scosse di terremoto abbiano cambiato la natura del luogo oppure se l’acqua è stata solo coperta dai detriti.
Lago di Pilato – Credits Avventure di Montagna
Il dottor Alessandro Rossetti funzionario e tecnico dell’Ente Parco dei Monti Sibillini ha comunicato che salirà quanto prima in quota con gli esperti dell’Istituto superiore per la protezione ambientale per verificare cosa sia accaduto effettivamente.
Il libro 101 cose da fare nelle Marche almeno una volta nella vita
Oggi vi segnaliamo il libro 101 cose da fare nelle Marche almeno una volta nella vita scritto dalla scrittrice Chiara Giacobelli e dove siamo indicati come uno dei siti turistici marchigiani.
Chi è Chiara Giacobelli?
La scrittrice Chiara Giacobelli è nata in Ancona quindi marchigiana doc e dopo la laurea in Scienze della Comunicazione e specializzazione in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo ha iniziato nel 2006 (data dell’iscrizione all’albo dei giornalisti) a lavorare presso il quotidiano Corriere Adriatico e per altre testate e case editrici iniziando a pubblicare diversi libri tra cui 101 cose da fare nelle Marche almeno una volta nella vita.
Il libro permette al lettore di fare un viaggio nella regione Marche partendo dai Monti Sibillini fino al mare Adriatico, si passa dalle piste da sci alle spiagge e poi ancora colline, castelli, dimore antiche, rocche, torri di guardia, chiese e santuari, laghi, fiumi ed oasi naturalistiche.
Le Marche un mix di cultura e natura tutta da scoprire.
L’attuale stagione invernale è stata l’occasione per la Leitner di presentare nuove realizzazioni in tutta Italia: soluzioni e tecniche sempre più avanzate e il costante obiettivo di soddisfare ogni esigenza con interventi che migliorino l’offerta.
Leitner si conferma così leader nel settore per disponibilità e versatilità.
Leitner – Vipiteno (BZ)
Molta importanza hanno avuto i “dorflift”, le “sciovie di paese” che, soprattutto nelle Dolomiti, diventano un importante veicolo di promozione per lo sci.
La politica di rilancio di questi impianti punta soprattutto a bambini e neofiti della neve.
Oltre ai “dorflift”, Leitner è impegnata con impianti di altissimo livello, come quello nell’impianto di Obereggen (Nova Ponente, Bolzano): il TMX Laner è dotato di seggiole a sei posti e cabine ottoposti, con potenzialità di trasporto di 3000 p/h.
Uno storico ritorno quello di Leitner ad Obereggen, dopo il primo impianto realizzato nel 1984. Al Piz Sella è stata inserita una seggiovia automatica ad otto posti carenata, CD8C
Gran Paradiso, che tra l’altro ha sedili riscaldati. Sono le prime ottoposti in Italia e le prime con seggiole Leitner Premium Chair (rivestimenti in pelle e stile automobilistico).
Leitner – Vipiteno (BZ)
Alla Plose invece arriva una cabinovia a dieci posti, la GD10 Pfannspitze.
Ancora in Alto Adige sono tre le nuove sciovie che rinnoveranno gli impianti di paese: SL1 Bergerlift a Campo Tures, SL1 Gasse a Racines e SL1 Weissenbach a Rio Bianco.
Leitner ha poi realizzato la nuova cabinovia GD8- 10 Arabba Portadoss che permetterà il giro del Sella anche ai meno esperti.
I veicoli hanno otto posti a sedere e due sedili ribaltabili. A Bellamonte arrivano invece due cabinovie dieci posti, GD10 Castelir – Le Fassane» e «GD10 Le Fassane – La Morea.
Sono mezzi per un pubblico giovane, colorati e chiusi, proprio a misura di famiglia.
Tra l’altro le due stazioni saranno presto collegate.
Rifacimento quasi completo, poi, per la stazione di Pradibosco, in Friuli, dove arrivano una sciovia a fune alta, un tappeto ed un impianto d’innevamento
Leitner – Vipiteno (BZ)
Leitner non ha portato la sua qualità e la sua tecnologia solo al nord; molto è stato fatto anche al centro-sud. A Castel di Sangro (L’Aquila) sono state realizzate due cabinovie automatiche dieci posti (GD10 Pizzalto – Macchione – Gravare e GD10 Gravare – Toppe del Tesoro), che consentono una riduzione del traffico con autoveicoli e migliorano l’accessibilità.
Molto è stato fatto anche a Cappadoccia (sempre L’Aquila), con l’inserimento di una seggiovia fissa biposto (CF2 Camporotondo – Monte Cesa).
A Rocca di Cambio realizzata infine una quadriposto fissa (CF4 Campo Felice – Quota), che presenta una nuova distribuzione dei componenti in sala macchine.
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