
Buone Feste da Scimarche.it

Clamoroso gli sciatori americani nudi sul calendario sexy
Gli sciatori americani (esattamente 5 sciatrici e 6 sciatori) hanno deciso di produrre un calendario sexy per raccogliere fondi.
Questi fondi serviranno per finanziare i costosi spostamenti durante le varie gare.
Le piste del Cile, Nuova Zelanda e di Park City, nello Utah sono state scelte per gli scatti fotografici.
Sciatori del calibro di Ted Ligety, Andrew Weibrecht e Laurenne Ross hanno deciso di posare nudi con l’obiettivo di raccogliere 110.000 dollari circa.
Ogni anno infatti il costo da sostenere per ogni sportivo va dai 15.000 ai 35.000 dollari.
La sciatrice americana Jacqueline Wiles ha dichiarato durante la tappa di Val d’Isere che “la crisi ha costretto ad una riduzione dei finanziamenti dedicati agli atleti e che si devono arrangiare anche creativamente”

Buon compleanno Alberto Tomba!
Alberto Tomba ha compiuto 50 anni.
L’ex sciatore alpino ne ha fatta di strada. Grazie alle sue vittorie è diventato noto in tutto il mondo con il soprannome di “Tomba la Bomba” per lo stile grintoso in pista e per il suo carattere impulsivo.
Protagonista incontrastato negli anni 80/90 specialmente nello slalom gigante e nello slalom speciale.
Tomba con le sue cinquanta vittorie totali nella Coppa del Mondo si posiziona al terzo posto dopo Ingemar Stenmark e Hermann Maier.
Vinse nel 1995 la coppa assoluta e ben otto coppe di specialità di sci alpino. Da rircordare anche i due ori olimpici in slalom gigante (Calgary 1988 – Albertville 1992).
Cuorisità: Alberto Tomba è stato il primo sportivo a vincere per due edizioni consecutive nella stessa specialità dello sci alpino.
Auguri Alberto!
Alberto Tomba in azione durante la gara di slalom – Madonna di Campiglio – 17.12.1996
Avete scritto la letterina a Babbo Natale?
Noi abbiamo chiesto gli essenziali guanti di lana per degustare una birra ghiacciata al calduccio. 🙂
I guanti vengono prodotti dall’azienda norvegese Hanskie e possono essere acquistati online: Hanskie shop
Hanskie i guanti di lana per bere la birra al calduccio – Credits Hanskie
E voi cosa avete chiesto a Babbo Natale?
Snowboarder a soli 14 mesi
Il più giovane snowboarder al mondo.
Ha solo 14 mesi e già è un fenomeno sulla tavola.
Rocco Ciccioli: un Maestro di Sci tra tecnica e passione
[In esclusiva per Scimarche.it]
In questa intervista a Rocco Ciccioli, abbiamo cercato di capire cosa spinge un giovane ragazzo a provare l’esperienza di lavorare come Maestro di sci in uno dei più grandi e importanti centri di sci d’Europa: la Scuola Esi Chatel, in Francia. Rocco ci parla delle sue esperienze, della struttura e regala alcuni consigli ai giovani appassionati di sci.

Rocco, parlaci un po’ della tua passione per lo sci. Quando è cominciata e perché?
Tutto ebbe inizio nel lontano 1982, era una gita organizzata a Folgarida, in val di Sole. Ero con mia mamma anche lei principiante. Ricordo ancora un po’ la mia prima volta sugli sci, avevo sei anni e trovavo questo sport molto divertente e curioso. Seguirono moltissime settimane bianche in famiglia, con amici, un po’ in giro per l’Italia, ormai sciare era diventata una grande passione, iniziai a fare gare a quattordici anni, ma dopo appena un anno smisi.
Qual è il percorso che bisogna fare per diventare un insegnante di sci?
Intrapresi altre strade, ma all’età di diciannove anni ritornai sulla neve, e per far sul serio; ebbi la fortuna di conoscere l’allenatore uscente della nazionale italiana, il grande Alphons Thoma che, insieme ai preziosi consigli di un altro grande dello sci, il maestro Pietro Freddi, mi permisero di raggiungere un ottimo livello tecnico, e di affrontare la selezione per l’ ammissione al corso per maestri di sci, che consiste nel superare alcune prove sul campo come lo slalom gigante, la serpentina e/o corto raggio e una prova libera (più archi di curva in una discesa). Si è ammessi al corso se si superano con successo tutte le prove. La durata è di novanta giorni nei quali si è formati per insegnare a qualsiasi livello ed età ed in qualsiasi pista e fuoripista sciabile con nozioni anche teoriche e sulla sicurezza e la psicologia degli allievi.
Quali sono state le tappe e le esperienze più importanti della tua carriera?
Uscito dal corso, nell’estate del 2001, ero talmente impaziente di insegnare che partii per il passo Stelvio, dove avevo già passato la selezione, e fu un estate indimenticabile alla scuola sci della famiglia Capitani di Bormio. Ma il destino continuò a essere bizzarro, perché l’inverno seguente andai a Folgarida, fermandomi per tredici anni, cambiando ben due scuole di cui dell’ultima socio fondatore. Durante il corso di formazione incontrai la figura in assoluto più importante per il mio lavoro: Tommaso Tomasetti, il maestro dei maestri, mostro sacro dello sci italiano e non solo. La sua metodologia tecnico didattica è ancora oggi ai vertici di questo sport. Mi volle, nel 2003, in una delle scuole più importanti e blasonate d Italia, ma con sede in Francia alle Deux Alpes, la Jam Session dei fratelli Malfatto.
Cosa ti ha spinto a lavorare in una delle più importanti Scuole di Sci?
Dopo alcuni anni con loro (in estate in ghiacciaio) arrivai a raggiungere un ottimo livello tecnico didattico del quale andavo fiero e mi innamorai talmente delle Alpi Francesi che nel 2014 feci il grande passo, lasciando definitivamente Folgarida, che ormai mi era stretta, per una nuova avventura e una nuova sfida: affrontare un’intera stagione invernale facendo lezione in Inglese e Francese in Alta Savoia con l’ESI (scuola internazionale) a Châtel, con allievi da tutta Europa e non solo. Dopo un altra stagione a Megeve e Chamonix con una scuola inglese eccomi per l imminente inverno 2017 di nuovo a Châtel.

Parlaci un po’ della Scuola Esi Chatel: quali sono, se ci sono, le differenze maggiori tra gli impianti italiani e quelli di altri Paesi?
I miei colleghi francesi e inglesi adorano il freeride (sci fuoripista), piuttosto di tirar curve in pista, i comprensori francesi sono quasi tutti quattro o cinque volte più grandi di quelli italiani, tuttavia alcune seggiovie sono un po’ datate, ma la cura e l’attenzione dei francesi nel preparare le piste, a differenza dei pregiudizi di tanti, è sorprendente! Le lezioni sono anche qui private e nelle collettive i gruppi sono più piccoli. Non c è il passaggio della prova del primo giorno in cui si dividono gli allievi in base al livello poiché dopo un attento e scrupoloso lavoro di Segreteria, gli allievi arrivano già al primo appuntamento dove il maestro del livello corrispondente attende, con già nome età etc.
Che consigli daresti a chi ha appena iniziato ad avvicinarsi allo sci e vuole migliorare?
Un mio prezioso consiglio a chi ha appena cominciato a sciare e vuole migliorarsi è di fare almeno una settimana di lezioni in ghiacciaio in estate, cosa essenziale anche per chi è già a buon livello. La continua trasformazione della neve e gli assidui esercizi che si praticano sopra i tremila metri a luglio ed agosto sono la combinazione giusta per un netto miglioramento!
Tecnica a parte, quali sono le cose più importanti che un Maestro di sci cerca di trasmettere agli allievi?
Aggiungerei, tecnica a parte, che ogni maestro di sci, cerca sempre di trasmettere all’allievo grande fiducia e professionalità unite ad una dose di simpatia ed attenzione.
Che cosa vuol dire per te essere un Maestro di sci?
Personalmente adoro questo lavoro, che continua a regalarmi tante soddisfazioni, e credo che essere maestro di sci significhi trasmettere l amore per la montagna e per uno sport meraviglioso, ma anche contribuire all’educazione dei più piccoli mentre si dispensano consigli tecnici. Invito dunque tutti coloro che non sono ancora entrati a contatto con questo “panorama” bianco (aspettando, ahime, l’arrivo della neve) ad approfittare visto anche l’arrivo delle feste, e chi già conosce questo sport di continuare a cercare sempre nuove emozioni lungo i pendii.
Steep il nuovo gioco della Ubisoft
Abbiamo provato per voi il nuovo gioco della Ubisoft “Steep”, un gioco che vi farà alzare l’adrenalina in corpo.
Un mix di sport invernali estremi: snowboard, parapendio, tuta alare e sci che vi catturerà e vi farà viaggiare dall’Alaska alle Alpi.
Siete pronti per scendere dalle montagne più imponenti, seguendo i vostri tracciati?
La neve fresca c’è, ora avete bisogno solo di una cosa il coraggio di schiacciare il tasto play.
Per quanto riguarda la grafica possiamo dare un bel otto mentre l’audio risulta ottimo.
In Steep potrete giocare da soli o con altri giocatori in partite singole anche in modalità notturna.
Scoprirete territori, campi base e avrete la possibilità di godervi panorami meravigliosi.
Il gioco permette di scegliere tra sfide specifiche per ogni disciplina, come il Big Air, il Volo di prossimità o lo slalom nelle foreste.
Il gioco è disponibile per PC, Xbox One e PlayStation 4, può essere già prenotato sul sito della Ubisoft: Sito Ufficiale del gioco Steep
Buon divertimento!
A Milano aprirà la prima pista da sci indoor d’Italia
La prima pista da sci indoor d’Italia dovrebbe sorgere alla porte di Milano ed esattamente nell’area industriale ex Alfa Romeo di Arese.
Il progetto dello skidome italiano simile a quello costruito a Dubai è stato presentato alla regione Lombardia ed ai comuni di Arese, Garbagnate Milanese e Lainate, dal Gruppo Finiper. Il secondo step sarà quello dello studio di fattibilità.

Il Gruppo Finiper investirà circa ben 65 milioni di euro.
Procede quindi il progetto di riqualificazione edilizia dell’area di Arese.
I numeri del nuovo impianto di sci indoor sono di tutto rispetto, la pista dovrebbe essere lunga 350 metri e larga 60 mentre il dislivello sarà di 60 metri.
Lo Skidome sarà aperto tutto l’anno compreso il periodo estivo. E’ chiaro che questo Skidome si ispira all’impianto di sci indoor di Dubai anche se sarà più piccolo e verrà realizzato al centro di un’oasi verde nelle immediate vicinanze del centro commerciale di Arese (il più grande d’Italia e vincitore a Cannes del premio Mapic Awards 2016 come più grande d’Europa e con elevati standard di ecosostenibilità) anche questo progettato dall’architetto Michele De Lucchi che tra l’altro aveva progettato il padiglione zero di Expo.
L’opera sarà innovativa ed è studiata per minimizzare l’impatto ambientale e risparmiare energia.
I futuri clienti dello skidome potranno usufruire sempre all’interno della struttura di servizi come centri benessere, hotel di lusso e ristoranti ecc…
Abbigliamento invernale 2017, le nuove tendenze ed i materiali tecnici
Diciamo la verità, i piumini (così chiamati nel gergo anche se sarebbe più corretto chiamarli “imbottiti”), hanno ormai conquistato la moda quotidiana, oltre ad essere strumento insostituibile per chi scia.
Certo, le nuove tecnologie indispensabili nello sport sulla neve sono entrate in molti capi di uso quotidiano e, ormai da qualche tempo ciò di cui si sente il bisogno sono giubbotti con imbottiture green ed ecosostenibili.

Tra le novità più importanti c’è la giacca Erwin, della Colmar linea Alpine, che utilizza per imbottitura ovatta 3M Thinsulate da 120 grammi.
Una giacca ben coibentata ma soffice, e all’esterno impermeabile grazie alla membrana Proof-tech in poliuretano, oltre ad essere resistente a molti lavaggi per via del trattamento con idrorepellente Teflon EcoElite.
In più la nuova giacca ha spalle ammortizzate (così si possono trasportare gli sci), è dotata di riflettori Recco in caso di valanga, è termosaldata.
Chi lavora nel settore sa bene quanto siano attenti i clienti ad acquistare prodotti con caratteristiche specifiche: materiali di qualità, cappuccio staccabile, lunghezza giusta, spacchi laterali.
Tutte particolarità che rendono adatti certi abiti anche per le esperienze metropolitane. E per i veri appassionati, magari di snowboard, la moda mette a disposizione pantaloni tecnici Oakley in nylon o poliestere con gessato grigio, giacche di Herno riscaldate da PolarTech, antipioggia e antivento, la fantasia quadrettata unisce i gusti rustici e sportivi.
La nuova giacca a vento C.P. Company è verde militare, opaca e semilucida ed ha tessuti in poliestere. Un capo leggero e morbido, con la piuma inserita direttamente nei canali fissati nella giacca (Direct Down Injection).
Per chi non ama vestirsi a cipolla, anche in città, disponibili capi di alta qualità termici e traspiranti. Ottimo l’Artic Parka (Woolrich) con cappuccio in pelo di coyote, magari nel colore rosso fuoco il quale esalta il tessuto di cotone e nylon (Ramar), adatto contro pioggia, vento e neve grazie al Teflon e al caldo delle piume e del 3M Thinsulate. Poi il Parka Fay in tonalità blu notte: spacchi laterali per chi va in moto, cappuccio con bordo in pelliccia e staccabile, strato di vellutino per rivestire il collo. In alternativa potete valutare la giacca di Everhonest, nuova azienda vicentina, che usa pellicce di animali da allevamento e senza uso di piuma di animali vivi.
Si punta quindi sulla leggerezza, e si tenta con successo di spostare i prodotti da montagna verso la quotidianità, puntando su materiali qualitativamente elevati (come il PFC-free) e sull’unione tra traspirazione e resistenza.
Di tendenza anche l’attenzione verso materiali inquinanti e dannosi per l’ambiente, e perciò si inizia a puntare forte su sostanze ecocompatibili.
Qualche idea su cui puntare, oltre ai colori sgargianti: giacche con nuovi sistemi di ventilazione che permettono l’uscita dell’aria calda senza bisogno di aprire la cerniera, cappucci traspiranti ed elastici, materiali che assorbono l’umidità e che sono resistenti alle abrasioni (il PFC-free è uno di questi).
Ma che cosa cercano gli acquirenti e gli appassionati quando si tratta di abbigliamento invernale? Semplice: praticità, funzionalità, sicurezza, comfort, buon prezzo e buona protezione dal freddo.
La maggiore qualità dei materiali aumenta anche le prestazioni, non solo su attrezzature come sci e scarponi, ma anche nel vestiario.
Nonostante, come detto, alcuni nuovi capi permettano, soprattutto in città, di tralasciare il concetto della “cipolla”, vestirsi a strati sulla neve va ancora molto di moda: intimo termico, sotto-pantaloni, cappelli, calze e scaldacollo sono ancora indumenti ricercati, soprattutto in materiali come Primaloft e Polartec.
Un capitolo a parte lo meritano gli stivaletti da neve ed i doposci, che i brand più fashion presentano per la stagione 2017 nelle loro collezioni.
Dai classici modelli in tessuto più o meno tecnico (magari con dettagli a stampa o pelliccia), fino al classico stivaletto da neve.
Di moda quest’anno i doposci con pelliccia, stampe floreali o applicazioni di gioielli: Casadei e Giuseppe Zanotti sono due marchi del Made in Italy tra i più ricercati nel settore.
Dolce e Gabbana, invece, propongono doposci in cui si uniscono sia stampe floreali sia dettagli in pelliccia (pom pom) nei lacci.
Tra gli stivaletti da neve, poi, da segnalare quelli con frange in camoscio di El Vaquero, quelli matelassè (Steve Madden) e quelli di Roger Vivier, con inserti in shearling.
Un’ultima annotazione sul grafene, materiale che ha rivoluzionato i capi d’abbigliamento anche grazie a Colmar, prima azienda a puntare forte su questo prodotto. Tra Colmar e Directa Plus (azienda fornitrice di grafene), è nata una collaborazione che ha dato vita ad un nuovo modello di giacca a vento unisex, ad una tuta da gara usata dalla nazionale francese di sci alpino, una polo e intimo tecnico. Indumenti che assicurano un comfort ottimale e una temperatura ideale: il calore corporeo viene disperso nei climi caldi e distribuito in climi freddi.
A Sarnano importanti novità per tutti gli amanti dello sci e snowboard
[in esclusiva per Scimarche.it]
La località sciistica di Sarnano per la stagione invernale 2016/2017 ha in serbo ben due novità per gli appassionati della neve, un nuovo tappeto d’imbarco per la seggiovia ed uno skilift nuovo di zecca sempre nella ski area di Sassotetto.
Lo Skilift è posizionato esattamente a lato della Faggeta ed stato realizzato dall’azienda Leitner Spa che produce a Vipiteno (BZ) impianti a fune.
L’azienda è stata fondata nel 1888 da Gabriel Leitner e la prima seggiovia fu costruita nel 1947 a Corvara in Val Badia.
























