Le vacanze di Ilary Blasi sono un perfetto mix di relax e stile. Dopo aver trascorso del tempo in Grecia e a Tenerife, la conduttrice si è diretta verso le fresche altitudini delle montagne, sempre in compagnia del suo compagno Bastian Muller. Nonostante il cambio radicale di scenario, Ilary non ha rinunciato al suo iconico senso della moda.
Ilary Blasi in vacanza dal mare alla montagna
Quest’anno, Ilary ha esplorato diverse destinazioni, dimostrando una notevole varietà nel suo stile vacanziero. Dalle calde spiagge estive alle rinfrescanti montagne, la conduttrice ha saputo adattare il suo guardaroba alle diverse ambientazioni, mantenendo sempre un tocco di glamour. Le sue scelte di viaggio, condivise anche attraverso le storie Instagram, riflettono una vita dinamica e piena di avventure con il suo compagno Bastian e alcuni amici.
Il look da montagna di Ilary Blasi
Per le sue escursioni in montagna, Ilary ha scelto un outfit pratico ma sofisticato, composto da pantaloncini da biker, scarponcini da trekking e un pile color nude. Ma il pezzo forte del suo abbigliamento è stato il giubbotto Balenciaga in nylon nero, oversize e con cappuccio, perfetto per le escursioni e le giornate più fresche. Il giubbotto, oltre alla sua funzionalità, si distingue per il design genderless e il logo del brand in bianco sulla parte posteriore, che lo rende immediatamente riconoscibile.
Prezzo e caratteristiche del giubbotto Balenciaga
Il giubbotto di Balenciaga, venduto a 1900 euro nei principali siti di e-commerce, rappresenta un vero e proprio investimento nel lusso. È un indumento che combina stile e funzionalità, ideale per chi, come Ilary, non vuole rinunciare all’eleganza neanche in condizioni meteo avverse o durante attività all’aperto.
Un’estate di compagnia e novità
Oltre ai momenti di relax, le vacanze di Ilary sono state all’insegna della compagnia e del divertimento. Tra pedalate in bicicletta e pause sul prato verde delle vallate, Ilary e Bastian hanno condiviso con gli amici la bellezza dell’estate alpina, come dimostrano le numerose foto e video pubblicati sui social. Questa vacanza segue un’estate ricca di viaggi, inclusa una romantica visita a Mykonos, che sottolinea ulteriormente il loro legame.
Escursioni nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, situato tra le regioni Marche e Umbria, rappresenta una delle aree più affascinanti e ricche di biodiversità dell’Appennino centrale. Istituito nel 1993, il parco si estende su circa 70.000 ettari, offrendo una vasta gamma di ambienti naturali, dalle praterie d’alta quota ai boschi di faggio, fino a suggestive gole come la famosa Valle dell’Infernaccio. La fauna del parco è altrettanto variegata, ospitando specie iconiche come il lupo appenninico, l’aquila reale e il camoscio appenninico. Oltre alla sua bellezza naturale, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è un simbolo di resilienza per le comunità locali delle Marche, che stanno ancora recuperando dai devastanti terremoti del 2016 e 2017. Le escursioni sui Monti Sibillini permettono ai visitatori di scoprire paesaggi unici e, allo stesso tempo, di sostenere il recupero dei borghi storici che popolano queste montagne .
La Cima del Redentore: Punto Culminante del Parco Nazionale dei Monti Sibillini
La Cima del Redentore, con i suoi 2448 metri, è una delle vette più alte e suggestive dei Monti Sibillini. Questo imponente picco, che domina il versante umbro del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, offre panorami mozzafiato che si estendono dalle colline umbre fino al Mare Adriatico. L’escursione alla Cima del Redentore è una delle più amate tra gli appassionati di trekking nei Monti Sibillini, grazie al percorso che attraversa il pittoresco altopiano dei Piani di Castelluccio e il misterioso Lago di Pilato. Il lago, unico bacino glaciale dell’Appennino centrale, è circondato da leggende e ospita il raro Chirocefalo del Marchesoni, un crostaceo endemico. La salita alla Cima del Redentore è un’esperienza imperdibile per chi desidera esplorare a fondo il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, immergendosi nella bellezza selvaggia delle Marche .
Il Colle la Croce e il Borgo di Macchie: Testimonianze di Resilienza sui Monti Sibillini
Il Colle la Croce, con i suoi 1623 metri di altitudine, è uno dei luoghi più simbolici e panoramici del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La croce che svetta sulla sua sommità è visibile da lontano e rappresenta un punto di riferimento per gli escursionisti sui Monti Sibillini, oltre a simboleggiare la fede e la speranza delle comunità locali. Alle pendici del colle si trova il borgo di Macchie, un piccolo centro abitato che ha subito gravi danni durante i terremoti del 2016 e 2017. Nonostante le difficoltà, gli abitanti di Macchie hanno mantenuto viva la loro identità culturale, restaurando edifici storici come le chiese di S. Antonio e San Giovanni. Visitare il Colle la Croce e il borgo di Macchie permette ai turisti di conoscere la resilienza e la determinazione di queste comunità, che contribuiscono alla rinascita del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e delle Marche .
Monte Prata: tra sport invernali ed escursioni estive
Il Monte Prata, con i suoi 1850 metri, è una delle mete più versatili e apprezzate del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Durante la stagione invernale, le sue pendici ospitano impianti sciistici frequentati da appassionati di sport invernali, mentre in estate il Monte Prata diventa un paradiso per le escursioni sui Monti Sibillini. Il sentiero che attraversa la valle di Vallifante è particolarmente apprezzato per la sua bellezza naturale e per i panorami che abbracciano l’intero arco montuoso dei Sibillini. Le escursioni sul Monte Prata offrono l’opportunità di esplorare un ambiente ricco di biodiversità, con prati fioriti, ruscelli cristallini e una varietà di flora e fauna tipiche dei Monti Sibillini. Per le comunità locali delle Marche, il Monte Prata non è solo una risorsa turistica, ma anche un simbolo di speranza e rinascita, fondamentale per il recupero post-sisma .
Sentieri Naturalistici del Monte Argentella nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Il Monte Argentella, con i suoi 2200 metri, è una delle cime più affascinanti del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, e rappresenta una destinazione ideale per chi ama le escursioni in alta quota. I sentieri che si snodano lungo il Monte Argentella attraversano ambienti di grande valore naturalistico, caratterizzati da ripide creste e ampi ghiaioni che rendono l’escursione una vera sfida per gli appassionati di trekking. La vegetazione del Monte Argentella è altrettanto unica, con specie rare e tipiche dell’Appennino come la Sesleria apennina e l’Arctostaphylos uva-ursi. Questo monte ospita anche esemplari di camoscio appenninico, che è stato reintrodotto con successo nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Le escursioni sui Monti Sibillini, e in particolare sul Monte Argentella, offrono l’opportunità di scoprire la straordinaria biodiversità e la bellezza incontaminata delle Marche .
Le Stelle e la biodiversità della Valle dell’Infernaccio e Monte Sibilla
La Valle dell’Infernaccio, uno dei gioielli nascosti del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è famosa per le sue imponenti gole e per la rigogliosa vegetazione che la circonda. Situata tra i comuni di Montefortino e Castelsantangelo sul Nera, questa valle offre uno spettacolo naturale di rara bellezza, con pareti rocciose che si ergono maestose e una biodiversità straordinaria. Il Monte Sibilla, che domina la valle con i suoi 2173 metri, è avvolto da leggende antiche e affascinanti, come quella della Sibilla Appenninica, una profetessa che, secondo la tradizione, abitava in una grotta sulla cima del monte. Oltre al suo valore storico e culturale, la zona è un vero paradiso per gli amanti della natura. Le faggete che ricoprono le pendici del Monte Sibilla sono habitat di numerose specie animali e vegetali, mentre le notti estive offrono uno spettacolo di stelle che tolgono il fiato. Le escursioni sui Monti Sibillini, e in particolare nella Valle dell’Infernaccio e sul Monte Sibilla, offrono un’immersione totale nella natura incontaminata delle Marche, dove storia, leggenda e natura si fondono in un’esperienza indimenticabile .
Nel 2024, Dolomiti Superski festeggia un traguardo straordinario: 50 anni di attività. Nato il 14 novembre 1974 grazie alla visione di pionieri delle prime sei ski area—Cortina d’Ampezzo, Plan de Corones, Alta Badia, Val Gardena-Alpe di Siusi, Val di Fassa-Carezza e Arabba—oggi il comprensorio comprende 12 valli tra Trentino, Alto Adige e Veneto. Questo modello di successo, che ha avuto un impatto significativo sullo sviluppo economico e sociale delle comunità montane locali, è stato un baluardo contro lo spopolamento delle Alpi, facendo di Dolomiti Superski uno dei più grandi e moderni comprensori sciistici al mondo.
“I 50 anni di Dolomiti Superski sono un traguardo importante, che ci riempie di gioia e di orgoglio perché è un successo raggiunto grazie al grande impegno di più generazioni di imprenditori e di tante persone che amano la montagna e la vivono ogni giorno,” ha affermato Andy Varallo, presidente di Dolomiti Superski. L’idea originale, concepita da Erich Kostner, era semplice quanto rivoluzionaria: un biglietto unico per accedere agli impianti di risalita delle quattro valli intorno al Gruppo del Sella, un modello che ha fatto scuola e ha trovato terreno fertile in tutte le Dolomiti.
Gli inizi e la crescita
Ricorda Fiorenzo Perathoner, ex presidente di Dolomiti Superski: “All’Hotel Posta di Corvara c’erano Erich Kostner, l’Ing. Ugo Illing, Erich Kastlunger, Gottfried Declara, Paolo Fosco, il Dr. Franz Perathoner e il sottoscritto. Il Signor Kostner ci informò che era ora di trovare una soluzione per i frequentatori degli impianti di risalita intorno al massiccio del Sella nelle Dolomiti, i quali erano costretti a prendere in mano ad ogni impianto il portafoglio per pagare il biglietto. Illustrò la sua idea, che era quella di trovare un accordo per creare un biglietto unico che consentisse di accedere agli impianti di risalita delle quattro valli intorno al Gruppo del Sella. L’incontro ebbe esito positivo ed anche i partecipanti all’incontro che non avevano impianti direttamente collegati si dichiararono favorevoli. Così ebbe inizio la storia di un ambizioso progetto.”
Il comprensorio è cresciuto progressivamente fino ad includere 12 valli, raggiungendo la sua dimensione attuale nel 2000 con l’entrata della Marmolada.
Un autunno di celebrazioni
Per celebrare questo importante anniversario, Dolomiti Superski ha organizzato un ricco programma di eventi in tutte le 12 valli consorziate, integrando nuovi “Momenti Dolomiti Superski” a manifestazioni già esistenti. Gli eventi prenderanno il via il 24 agosto 2024 a Cortina d’Ampezzo, prima sede del consorzio, dove si festeggeranno anche i 100 anni dall’apertura del primo impianto di risalita. Oltre alle celebrazioni ufficiali, sono previsti eventi locali per coinvolgere il più possibile la popolazione e le autorità locali, a testimonianza del profondo legame tra il comprensorio e le comunità alpine.
Programma eventi 50 anni di Dolomiti Superski
Ecco l’elenco dettagliato degli appuntamenti previsti:
Cortina d’Ampezzo: 24 agosto 2024, Galleria Farsetti – Piazza Roma
Val di Fassa – Carezza: 08 settembre 2024, Gran Festa da d’istà – Canazei
Val di Fiemme-Oberreggen: 15 settembre 2024, La desmontegada delle capre – Cavalese
Arabba-Marmolada: 21 settembre 2024, Serata con talkshow – Sala congressi Arabba
San Martino – Passo Rolle: 08 novembre 2024, Sagra di San Martino
Dolomiti Superski: 14 novembre 2024, Luogo e programma da definire
Rio Pusteria – Bressanone: 07 dicembre 2024 (mattina), Inaugurazione seggiovia Stoanermandl – Jochtal
Plan de Corones: 07 dicembre 2024 (pomeriggio), Sportler Testdays – Concordia 2000
Civetta: 14 dicembre 2024, Tavola rotonda – Centro congressi Alleghe
Val Gardena – Alpe di Siusi: 20 dicembre 2024, Coppa del Mondo Val Gardena – Parterre
Alpe Lusia – San Pellegrino: 21 dicembre 2024, Winter Parade – Moena
Alta Badia: 23 dicembre 2024, Coppa del Mondo Alta Badia – Parterre
Innovazione e sostenibilità
Dolomiti Superski ha sempre puntato sull’innovazione tecnologica e sulla sostenibilità ambientale. “Da sempre gli operatori funiviari delle Dolomiti si sono contraddistinti per la loro propensione all’innovazione, specialmente tecnologica. È proprio grazie a questa attitudine, oggi le nostre società fanno uso delle più avanzate tecnologie per ridurre al minimo le emissioni, i consumi e ottimizzare il rendimento. Questo va a beneficio sia delle nostre aziende, che anche dell’ambiente,” ha spiegato Varallo.
L’Enrosadira: simbolo del cinquantenario
Per commemorare questo storico anniversario, l’artista Daniele Basso ha realizzato “Enrosadira”, una scultura in acciaio lucidato composta da 12 triangoli tridimensionali, ognuno rappresentante una delle valli di Dolomiti Superski. L’opera sarà esposta in tutte le valli durante le celebrazioni e una “blue copy” sarà consegnata alle comunità come segno di ringraziamento. Inoltre, una miniatura della scultura a forma di fiaccola olimpica verrà passata simbolicamente di valle in valle, accompagnando i vari eventi locali.
Questo anniversario non è solo un’occasione per celebrare i successi passati, ma anche un momento per guardare al futuro, con l’obiettivo di continuare a promuovere lo sviluppo sostenibile e l’innovazione nel rispetto dell’ambiente e della cultura montana. Con un programma così ricco e variegato, il cinquantesimo anniversario di Dolomiti Superski promette di essere un evento memorabile per le comunità locali e per tutti gli appassionati di sport invernali.
Un gruppo di quattro escursionisti ha vissuto momenti di tensione a Fiastra, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dopo aver smarrito il sentiero a causa del maltempo. L’incidente è avvenuto nella suggestiva Valle del Rio Sacro, situata nelle Marche. Gli escursionisti, accompagnati dal loro cane, hanno perso l’orientamento e hanno dovuto richiedere l’intervento del Soccorso Alpino tramite il 112. Immediatamente, i vigili del fuoco e le squadre del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della stazione di Macerata sono accorsi per prestare aiuto. Data la natura impervia della zona, è stato necessario l’intervento dell’elicottero Drago da Pescara per portare a termine il salvataggio. Una volta recuperati, i quattro escursionisti sono stati affidati alle cure del 118.
Il recente video girato e condiviso sulla pagina Instagram “Trentino on the road” mostra un episodio discutibile: un uomo scende dalla sua auto per liberare la strada, occupata da alcune vacche, decidendo di prendere a calci gli animali. Questo gesto, inevitabilmente e giustamente criticato, ha scatenato un’ondata di reazioni sui social media, con il video che è rapidamente diventato virale. Commenti indignati non si sono fatti attendere: “Io il calcio lo darei a lui”, scrive un utente, mentre un altro etichetta l’azione come “Incivile”.
In un tranquillo mezzogiorno nella zona della seggiovia di Velloi, a Lagundo, un escursionista è stato protagonista di un insolito fraintendimento che ha messo in moto il soccorso alpino di Merano. Camminando lungo il percorso che si snoda tra vigneti e foreste, l’uomo ha creduto di udire dei disperati gridi di aiuto. Senza esitare, ha prontamente allertato i soccorsi, preoccupato per la sicurezza altrui.
I soccorritori sono rapidamente intervenuti, seguendo il tracciato della seggiovia dalla base di Lagundo fino all’altitudine di Velloi, che oscilla tra i 990 e i 1500 metri. Il team di soccorso, attrezzato per ogni evenienza, ha esplorato meticolosamente l’area nella speranza di localizzare eventuali persone in difficoltà.
Il mistero delle grida di aiuto si è presto rivelato essere un grande equivoco: i suoni allarmanti non erano altro che il belare di alcune pecore. Secondo la Rai Alto Adige, è molto probabile che l’escursionista abbia scambiato i rumori degli animali per grida umane.
Ieri nelle alte montagne del Friuli Venezia Giulia, un escursionista di 39 anni si è trovato in una situazione di grave pericolo sul Jôf Fuart. Durante un’escursione isolata e privo dell’equipaggiamento necessario come ramponi o piccozza, l’uomo ha scoperto troppo tardi che il sentiero scelto era ricoperto da un nevaio trasformatosi in un piccolo ghiacciaio, rendendo il terreno pericolosamente scivoloso e duro.
Quando l’escursionista, originario della Serbia e residente a Trieste, si è trovato incapace di muoversi sulla “crepaccia terminale” del nevaio, ha fatto ricorso all’app Georesq del Soccorso alpino per chiedere aiuto. L’intervento rapido dell’elisoccorso regionale è stato decisivo: l’equipaggio ha raggiunto il luogo dell’incidente in breve tempo, garantendo un salvataggio sicuro e veloce.
L’itinerario intrapreso dall’escursionista includeva il sentiero Chersi, partendo dal bivacco Mazzeni e attraversando la Sella Nabois verso la Gola Nord Est. Tuttavia, la parte più critica dell’avventura si è rivelata essere proprio al culmine del nevaio, dove l’assenza di attrezzatura adeguata ha trasformato una normale escursione in una trappola potenzialmente letale.
Un motociclista greco di 57 anni ha trasgredito le norme di sicurezza, guidando la sua moto da strada lungo una pista da sci a Pescoi, vicino Arabba, nel Bellunese, luogo usualmente riservato agli sciatori durante l’inverno e interdetto al traffico motorizzato anche in estate.
Violazione delle norme e caduta sulla pista da sci
Il biker, ignorando il divieto di transito su quelle piste anche quando non sono innevate, ha deciso di avventurarsi sul tracciato chiuso da una sbarra e segnalato chiaramente come off-limits. Durante la sua corsa lungo la pista, il 57enne ha perso il controllo della moto, risultando in una caduta che gli ha causato una ferita a un piede.
L’intervento tempestivo del soccorso alpino
Subito dopo l’incidente, situato a 300 metri sotto la stazione di cambio della cabinovia per Porta Vescovo, il motociclista ferito ha richiesto aiuto. Il Soccorso Alpino di Livinallongo è stato prontamente allertato e ha raggiunto il luogo dell’incidente per soccorrere l’uomo. Dopo averlo stabilizzato sul posto, i soccorritori hanno trasportato il ferito al pronto soccorso più vicino per le cure mediche necessarie.
Questo incidente mette in luce l’importanza di seguire le regolamentazioni locali e di evitare comportamenti rischiosi che possono mettere in pericolo la propria sicurezza e quella degli altri
Come da tradizione estiva che incanta da diversi anni, il Lago di Fiastra si appresta a diventare ancora una volta il cuore pulsante delle celebrazioni di San Lorenzo. Questo idilliaco specchio d’acqua, situato a pochi chilometri dalla stazione sciistica di Bolognola, si prepara a ospitare uno degli eventi più attesi dell’estate: i fuochi d’artificio del 9 agosto. Attrazione imperdibile per turisti e residenti, l’evento promette di regalare uno spettacolo mozzafiato che incanterà sia grandi che piccini, consolidando la sua fama come uno dei momenti clou dell’estate nella regione Marche.
“Sin dal nostro insediamento ci siamo adoperati per far rinascere questa tradizione, che si era persa dopo il Covid – dichiara il sindaco, Giancarlo Ricottini – Finalmente, quest’anno potremo festeggiare la notte di San Lorenzo come piace a noi”.
“Siamo consapevoli della portata dell’evento e dei tanti turisti che richiamerà, per questo abbiamo lavorato a lungo sul versante sicurezza per garantire nella giornata di oggi una fruizione il più ordinata possibile dell’area interessata – continua il primo cittadino -. Sono anche state individuate e predisposte nuove zone parcheggio in aggiunta a quelle già note, ed è stato più volte rinnovato l’invito a tutti di arrivare in giornata a Fiastra e non a ridosso dell’evento”.
Quando ci saranno i fuochi d’artificio al Lago di Fiastra 2024?
Il 9 agosto, dalle ore 23:00, i fuochi d’artificio illumineranno il cielo sopra il Lago di Fiastra. Questo spettacolo seguirà la durata delle edizioni passate, offrendo un magnifico show di luci e colori.
Subito dopo i fuochi, la festa continuerà con un concerto della rock band Valchiria. Questa sarà un’ottima occasione per rilassarsi e continuare a divertirsi, mentre si esplorano gli stand gastronomici e i mercatini dell’associazione Streetfood dei Monti Sibillini, che saranno aperti già dal pomeriggio.
Consigli su come arrivare al lago
Al fine di decongestionare il traffico che si verrà a creare si consiglia di arrivare al Lago di Fiastra con largo anticipo così da godersi in maniera ottimale la serata.
Hanno rincorso un’orsa con due cuccioli senza considerare la serietà delle loro azioni né le potenziali conseguenze. Inoltre, hanno caricato su internet il video (riportato in fondo all’articolo) dell’episodio, che rapidamente è giunto all’attenzione degli amministratori del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, i quali hanno espresso forte disapprovazione per l’accaduto.
“Ancora una volta vengono pubblicate sui social immagini che non vorremmo mai vedere – affermano dal Parco, che include il video in un post sui social media -. Ancora una volta una femmina di orso bruno marsicano con due cuccioli è stata perseguitata da un’auto. Ancora una volta l’egocentrismo ha vinto sul senso di responsabilità”.
E aggiungono: “-Curiosità in buonafede o cattiveria gratuita? Sinceramente, la differenza è poca. Inseguire un orso in macchina è un’azione in grado di mettere seriamente a repentaglio la sicurezza dell’animale e quella delle persone che potrebbero trovarsi un orso spaventato che corre verso di loro. Per giunta, la presenza di due cuccioli al seguito, rende ancor più grave il gesto”.
“Ricordiamo come, nell’agosto del 2019, un inseguimento in auto dell’orsa Sebastiana e dei suoi cuccioli dell’anno, costò la separazione del nucleo familiare e la scomparsa di due cuccioli – esprimono dal Parco, rinnovando l’invito, sperando che tali episodi non accadano più -. Con il tuo comportamento puoi fare la differenza, aiutaci a proteggere l’orso”.
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