Presidenza Parco dei Sibillini

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Parco dei Sibillini, presto il presidente Il Cai fa l’identikit

Si stringe per la nomina del presidente dell’ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Si attende da due anni dopo che Carlo Alberto Graziani ha lasciato l’incarico per fine mandato. Il ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, in visita la scorsa settimana a Bolognola, ha assicurato che entro luglio provvederà a convocare i presidenti delle Regioni Marche ed Umbria per arrivare celermente alla nomina. Intanto questa mattina a Visso il presidente Nando Ottavi ha convocato la Comunità del Parco organo, che comprende i 18 Comuni, le 3 Province (Ascoli, Macerata e Perugia) e le due Regioni del territorio del Parco, con all’ordine del giorno appunto la discussione sul rinnovo delle cariche. Possono venire indicazioni importanti. E difronte al totopresidente, che vde tra i nomi più ricorrenti quello dell’ex deputato dei Ds Valerio Calzolaio, il presidente del Cai di Ascoli, Dario Nanni, lancia un messaggio chiaro.
«Prima della formulazione delle candidature afferma è necessario delineare e mettere a punto una serie di criteri e principi metodologici sulla base dei quali, poi, si individueranno le persone adatte al ruolo, riducendo così di molto la probabilità di effettuare scelte sbagliate. Tra i criteri, diciamo così, “ordinatori” pensiamo, per esempio, continua Nanni all'importanza di quel grado di esperienza, conoscenza, e capacità che si matura e si acquisisce con lo svolgimento di incarichi diciamo così “sul campo”, e alla capacità di creare legami con i territori, con le loro rappresentanze istituzionali, con le loro popolazioni e sopratutto saper individuare ed interpretare le istanze, le problematiche e le aspettative che questi esprimono».
«Una candidatura “costruita” seguendo questo percorso insiste Nanni si caratterizza immediatamente come una candidatura seria, forte, sostenibile, fatta nell'interesse e per il bene dell'ente e del suo territorio e rappresenterebbe certamente un fatto nuovo ed interessante soprattutto nel delicato processo di coinvolgimento e condivisione delle scelte con le comunità locali che hanno sempre avuto un ruolo marginale». «L’ex ministro Altero Matteoli conclude Nanni ha messo l’ente nelle mani di un commissario governativo determianndo così una grave situazione di stallo ed immobilismo nella politica dell’ente. Occorre rapidamente recuperare lo svantaggio determinato anche da questa mancanza di guida politica al vertice dell’ente». La sala consiliare del Comune di Visso stamattina ospita anche il progetto di Legambiente “LeMilledop: i territori delle identità italiane” nelle Marche e in Umbria.

 
dal Messaggero

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