Rischio chiusura Valnerina

Le opere sospese dopo appena una settimana.
“E’ stato dato un punteggio eccessivo alla brevità temporale”

Ponte sulla Valnerina, i capigruppo della Cdl all’attacco della giunta provinciale
“Si rischia un danno di 400 mila euro”

PIEVE TORINA – Viadotto Valnerina: lavori bloccati e un possibile danno erariale da 400 mila euro. Mentre alcune ditte concorrenti all'appalto dei lavori avrebbero già presentato ricorso all'Osservatorio delle opere pubbliche e al Tar. I capigruppo del consiglio provinciale Antonio Pettinari dell'Udc, Mario Lattanzi di Forza Italia e Corrado Speranza di An puntano il dito contro l'Amministrazione provinciale.

Per un lavoro di tale complessità, come la ristrutturazione e il consolidamento di un ponte, si è fatto ricorso a una procedura come l'appalto concorso, che presenta margini massimi di discrezionalità. Una barzelletta – taglia corto Pettinari -. E' stato dato un punteggio eccessivo alla brevità temporale. La ditta arrivata prima aveva assicurato la chiusura dei lavori in otto giorni. Per un ponte da 180 metri con sei piloni da ridurre a due? Ma come sarebbe stato possibile? La strada è chiusa dall'aprile del 2004. Che cambiava aspettare un mese in più?.

La ditta arrivata seconda, inoltre, la stessa che si era aggiudicata i lavori del ponte di Villa Potenza, aveva assicurato in tempi più lunghi di circa un mese un ribasso di oltre il 20 per cento, contro lo 0,5 della ditta appaltatrice: quindi, circa 400 mila euro sui due milioni di euro di base. Il traffico, nel frattempo, poteva essere deviato sulla strada dell'Appennino, come era stato fatto inizialmente, osserva Lattanzi. I lavori sono stati consegnati il 20 giugno scorso e sospesi dopo appena una settimana, perché i due piloni, che dovevano finire per sorreggere l'intera struttura, presentavano fondazioni di profondità quasi tre volte inferiore al previsto. Ad essere errati sarebbero stati i dati Anas.

Ma lo erano anche per il ponte di Villa Potenza. Perché, allora, la Provincia non si è premunita prima di controllarli? La stessa ditta, che ha avanzato la proposta di ridurre da sei a due i piloni, doveva essere certa sulla fattibilità dell'intervento, rimarcano i tre consiglieri che sollevano il caso.

Già nell'ottobre del 2001, al momento del passaggio della Valnerina dall'Anas alla Provincia, avevamo chiesto di controllare lo stato della stessa, vista anche la possibilità di danni in seguito al sisma del 1997, ricorda Speranza. Nell'applicazione della procedura sarebbero emerse, inoltre, alcune ambiguità. Il criterio di adeguamento antisismico appare, e sottolineo appare, non particolarmente seguito in fase di appalto – dichiara Speranza -. La legge 109, la cosiddetta Merloni, sarebbe stata violata in alcuni aspetti: la commissione giudicatrice è stata nominata tre mesi prima del termine di presentazione delle offerte e non, come previsto, subito dopo; l'oggetto dell'appalto è stato stravolto e sono stati seguiti criteri difformi da quelli del progetto preliminare alla base della gara; infine, dopo l'aggiudicazione, la ditta ha chiesto continue integrazioni al progetto presentato. In questo caso, si sarebbero dovuti riaprire i bandi di gara. Sotto accusa, tengono a precisare i tre esponenti dell’opposizione in Provincia, è la Giunta e non i dirigenti. Anche se prevediamo alcuni ’balletti’ nei prossimi giorni, predice Pettinari. Ultima annotazione di Lattanzi: La ditta aggiudicataria è quella arrivata seconda alla gara per il ponte di Villa Potenza.

dal Corriere Adriatico

 

Ultime notizie, ora il problema si sposta sugli altri ponti della Valnerina costruiti dalla stessa ditta 40 anni fa. Se risultasse lo stesso problema si rischierebbe la completa chiusura della statale!!!!!

Articolo precedenteUssita, su internet i lavori della nuova seggiovia
Articolo successivoIl parco dei Sibillini resta ancora senza guida