Non è passato inosservato il coloratissimo furgone del “Calippo Tour” che, nelle scorse ore, ha tentato di trasformare le vette abruzzesi nel set di un video decisamente “caldo”. L’iniziativa, che sta facendo discutere il web, è stata però bruscamente interrotta dalle forze dell’ordine nel cuore del comprensorio sciistico di Roccaraso.
L’intervento dei Carabinieri in località Aremogna (Roccaraso)
Nonostante i tentativi di passare inosservati, le protagoniste del tour e il loro staff sono stati intercettati dai Carabinieri proprio in un parcheggio in località Aremogna – Roccaraso, a pochi passi dalle frequentatissime piste da sci.
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Momenti di paura sulle piste di Madonna di Campiglio, dove un grave incidente ha coinvolto un maestro di sci locale travolto da uno snowboarder straniero durante la discesa su una pista nera. L’episodio, avvenuto sulla celebre pista “Nube d’Oro”, è considerato il più serio tra i numerosi interventi effettuati nelle ultime settimane dai carabinieri sciatori impegnati nella vigilanza del comprensorio.
L’incidente si inserisce in un periodo di grande affluenza turistica legato alle festività di Carnevale, che ha portato a un sensibile aumento sia dei soccorsi sia dei controlli sulle piste.
Maestro di sci travolto sulla pista nera “Nube d’Oro”
Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, l’incidente è avvenuto quando uno snowboarder straniero ha perso il controllo della tavola mentre affrontava la pista nera.
Il turista, che avrebbe affrontato il tracciato senza possedere le adeguate competenze tecniche per una discesa di tale difficoltà, non è riuscito a gestire la velocità. Dopo essere caduto, ha travolto durante la discesa il maestro di sci che si trovava lungo la pista.
L’impatto è stato violento e ha causato al professionista lesioni significative agli arti superiori e inferiori. Dopo i primi soccorsi sul posto, l’uomo è stato trasportato all’ospedale di Tione, dove è stato dimesso con una prognosi superiore ai 30 giorni.
Identificato e multato lo snowboarder
Una volta concluso l’intervento di soccorso, i carabinieri sciatori della stazione di Madonna di Campiglio hanno identificato il responsabile dell’incidente.
Lo snowboarder è stato sanzionato per andatura eccessivamente elevata e perdita di controllo dello snowboard, violazioni previste dalle norme di sicurezza sulle piste.
La vicenda apre anche un possibile contenzioso sul piano economico. Sebbene il turista risultasse assicurato per la responsabilità civile verso terzi, il massimale della polizza è pari a 12.000 euro, cifra che difficilmente potrà coprire completamente:
i mancati guadagni del maestro di sci
le spese sanitarie
il danno biologico derivante dalle lesioni
79 soccorsi sulle piste durante il Carnevale
L’incidente rientra in un bilancio complessivo piuttosto intenso per i carabinieri sciatori impegnati nel servizio di vigilanza e soccorso.
Dall’inizio delle festività di Carnevale sono stati effettuati 79 interventi di soccorso sui soli impianti di risalita del Grostè e dello Spinale, con una media di oltre sei interventi al giorno.
Numeri che testimoniano la forte pressione turistica sulle piste di Madonna di Campiglio, uno dei comprensori sciistici più frequentati dell’arco alpino.
Controlli sulle piste e sanzioni per violazioni della sicurezza
Parallelamente agli interventi di soccorso, i carabinieri sciatori hanno intensificato anche l’attività di prevenzione e controllo delle condotte pericolose.
Nel corso delle verifiche sono state 19 le contravvenzioni elevate a sciatori e snowboarder per il mancato rispetto delle norme previste dal decreto legislativo nr 41/2021, che disciplina la sicurezza nelle aree sciabili.
Nel dettaglio:
uno sciatore è stato sanzionato con 50 euro di multa per non aver dato la precedenza allo sciatore che si trovava a valle;
dieci sciatori sono stati multati per un totale di 500 euro per non aver stipulato l’assicurazione di responsabilità civile verso terzi, obbligatoria dal 2021;
due scialpinisti sono stati sanzionati con 50 euro di multa per aver risalito le piste con le pelli senza utilizzare gli impianti di risalita;
sei sciatori sono stati multati con 50 euro ciascuno per velocità eccessiva e condotta imprudente ai sensi degli articoli 18 e 33 comma 2 del decreto legislativo 41/2021.
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Sui Monti Sibillini resta alta l’attenzione per il rischio valanghe. In prossimità della Cima del Redentore, a oltre 2.400 metri di quota, è stata individuata una glide crack, una profonda frattura nel manto nevoso che rappresenta il segnale precursore di una possibile glide avalanche, tra i fenomeni valanghivi più insidiosi e imprevedibili in ambiente montano.
La segnalazione è arrivata ieri alla redazione del giornale Il Dolomiti da Senni, alpinista che si trovava in quota sul Redentore. Le sue riprese, effettuate intorno alle ore 15 di domenica, documentano una spaccatura stimata in almeno 3,5 metri di altezza, posizionata circa 100 metri prima della cima, con segni evidenti di continuo allargamento, indice di un manto nevoso in movimento attivo.
Redentore, manto nevoso in movimento sopra i 2.400 metri
La situazione sulle Creste del Redentore è monitorata con attenzione anche dal Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU), che ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di alpinisti e sci alpinisti presenti nella zona. Tutti riferiscono di una frattura di grandi dimensioni con chiari segnali di progressivo ampliamento.
Il dato più preoccupante è che il manto nevoso risulta attualmente in movimento.
L’accumulo di neve sulla cima del Redentore supera i 250 centimetri. Nelle ore pomeridiane del 1° marzo, le condizioni erano già fortemente compromesse: al di sotto della cresta si sprofondava fino al bacino, rendendo complessa e potenzialmente pericolosa qualsiasi progressione.
In caso di white out, condizione che riduce drasticamente la visibilità e impedisce di individuare i punti critici del terreno, la presenza di una glide crack può trasformarsi in un rischio estremamente serio.
Cos’è una Glide Avalanche e perché è così pericolosa
Le Glide Avalanche si verificano quando l’intero manto nevoso scivola lentamente sul terreno sottostante, spesso su roccia liscia o erba, fino a staccarsi improvvisamente.
Prima del distacco si formano le glide cracks, fratture profonde che indicano che la neve sta già scivolando.
Il punto critico è che:
• possono restare aperte per giorni • oppure trasformarsi in valanga in poche ore • non è possibile prevedere il momento del distacco
Il cedimento può avvenire senza alcun preavviso.
A differenza di altre tipologie di valanghe, non esiste un metodo affidabile per stabilire quando avverrà il distacco definitivo. Questo rende le glide avalanche particolarmente insidiose per chi frequenta l’alta quota.
Nevicate abbondanti e temperature elevate aumentano l’instabilità
Le eccezionali nevicate di gennaio e febbraio hanno depositato enormi quantitativi di neve in alta quota sui Monti Sibillini. A questo scenario si aggiungono le temperature insolitamente elevate degli ultimi giorni, soprattutto alle quote più alte.
Il caldo anomalo non favorisce un corretto assestamento del manto nevoso e contribuisce ad aumentare concretamente il rischio di distacchi spontanei nelle prossime ore e nei prossimi giorni.
Il rischio valanghe sui Monti Sibillini rimane quindi marcato.
Invito alla prudenza per chi sale in quota
Il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria invita alla massima prudenza. Per chi sta programmando un’escursione nella zona del Redentore:
• evitare il transito sotto la frattura • non sostare lungo le creste interessate • valutare percorsi alternativi • adottare comportamenti prudenti e consapevoli
Prima di affrontare itinerari in alta quota è indispensabile consultare il Bollettino Meteomont aggiornato e verificare il grado di pericolo per il settore di interesse.
Le ore pomeridiane rappresentano il momento di maggiore criticità, soprattutto con temperature in aumento. In caso di scarsa visibilità o white out, la scelta più sicura è rinunciare all’escursione.
In caso di emergenza occorre chiamare il Numero Unico 112, che attiverà il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU).
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Immagini impressionanti arrivano da Orcières Merlette 1850, tra le principali località sciistiche del Sud della Francia. Nel pomeriggio di martedì 24 febbraio, alle 15:15, una valanga di grandi dimensioni si è staccata spontaneamente dalle barre di Rochebrune, in zona fuoripista.
Il video, diffuso sulla pagina Facebook dell’Association du service des pistes d’Orcières Merlette 1850, mostra la massa nevosa scendere rapidamente lungo il versante. Secondo quanto precisato dai responsabili, la valanga non ha raggiunto la pista situata a valle della seggiovia del Gnourou e non si registrano vittime. Le testimonianze raccolte sul posto hanno consentito ai soccorritori di escludere in tempi rapidi la presenza di persone coinvolte.
La pubblicazione del filmato è stata anche l’occasione per ribadire un messaggio importante sui rischi attuali in montagna. Le abbondanti nevicate degli ultimi giorni, unite a un marcato rialzo termico, hanno favorito fenomeni valanghivi significativi. Il bollettino indicava un livello di pericolo 3 su 5, classificato come “marcato”, un grado che viene spesso sottovalutato ma che statisticamente è tra quelli associati al maggior numero di incidenti mortali. In molte pendenze il manto nevoso risulta infatti solo moderatamente o debolmente stabilizzato.
Mercoledì 25 febbraio pomeriggio, il rischio valanghe era fissato a 3 su 5 in quasi tutti i massicci delle Alpi del Sud, con l’eccezione del Mercantour.
Gli operatori ricordano infine che la pratica del fuoripista richiede preparazione e consapevolezza: conoscenze specifiche dell’ambiente montano, adeguato livello tecnico, equipaggiamento di sicurezza obbligatorio, consultazione dei professionisti e un’attenta analisi del bollettino valanghe. Fondamentale resta anche la capacità di valutare la situazione e, se necessario, scegliere di tornare indietro.
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Gli sport invernali stanno vivendo una stagione di grande rilancio, anche grazie all’attenzione internazionale generata dalle Olimpiadi di Milano-Cortina. In questo contesto, il Nord Italia torna protagonista con le sue località alpine, i borghi di montagna e comprensori sciistici sempre più attrezzati.
Tra le destinazioni più interessanti spicca Aprica, in provincia di Sondrio, dove si trova la pista da sci illuminata più lunga d’Europa: la Superpanoramica del Baradello, un tracciato di 6 chilometri che di sera si trasforma in un suggestivo nastro luminoso tra i boschi alpini.
Dove si trova la pista da sci illuminata più lunga d’Europa
La Superpanoramica del Baradello si trova ad Aprica (SO), passo alpino incastonato tra la Valtellina e la Val Camonica, a oltre 1100 metri di altitudine.
La pista:
Parte dal Monte Baradello
Arriva direttamente in paese
Si sviluppa per 6 chilometri consecutivi
Presenta un dislivello di circa 700 metri
Nelle giornate limpide, il panorama abbraccia l’intero arco alpino circostante, rendendo la discesa non solo tecnica ma anche estremamente scenografica.
Aprica è da sempre un punto di riferimento per gli amanti della montagna in tutte le stagioni, ma in inverno diventa un vero paradiso per sciatori e snowboarder.
Com’è fatta la Superpanoramica del Baradello
La Superpanoramica del Baradello è la pista simbolo del comprensorio sciistico di Aprica, che offre complessivamente oltre 50 chilometri di piste adatte a ogni livello, dai principianti agli sciatori più esperti.
Caratteristiche principali
Lunghezza: 6 km
Dislivello: circa 700 metri
Tracciato ampio e ben strutturato
Pendenze equilibrate e sicure
Arrivo diretto in centro paese
Il percorso alterna tratti scorrevoli a curve ampie, consentendo una sciata fluida e sicura. È accessibile per sci alpino e snowboard, ma anche per scialpinismo e ciaspole quando la pista è illuminata.
Questa versatilità la rende ideale sia per chi cerca una discesa panoramica rilassante sia per chi desidera un’esperienza più dinamica.
Sci notturno: un primato europeo
Il vero elemento distintivo della Superpanoramica del Baradello è il suo impianto di illuminazione.
Grazie a un sofisticato sistema di luci che copre l’intero tracciato, la pista resta aperta anche in orario serale, generalmente dalle 19:30 alle 23:00.
Con i suoi 6 chilometri completamente illuminati, è considerata la pista da sci illuminata più lunga d’Europa.
Sciare di notte offre un’esperienza completamente diversa rispetto alla giornata:
la neve riflette la luce artificiale creando un effetto scenografico unico
il silenzio della montagna amplifica le sensazioni
l’arrivo in paese regala un’atmosfera suggestiva e raccolta
Una proposta perfetta per chi lavora durante il giorno o per chi desidera vivere la montagna in una dimensione più intima.
Cosa fare ad Aprica oltre allo sci
Aprica non è solo piste da sci. Il territorio offre numerose alternative per chi desidera alternare sport e relax.
Riserva Naturale Pian di Gembro
Un’area protetta di grande valore naturalistico, perfetta per ciaspolate e passeggiate immersi nella natura alpina.
Osservatorio faunistico
Un’opportunità per l’avvistamento di cervi e fauna locale nel loro habitat naturale.
Museo dello Sci e della Montagna
Un percorso espositivo che racconta l’evoluzione tecnica delle attrezzature e delle discipline invernali, offrendo uno sguardo storico sulla cultura alpina.
Il centro del paese è inoltre arricchito da murales artistici che trasformano una semplice passeggiata in un itinerario culturale a cielo aperto.
Negli anni, Aprica ha ospitato tappe della Coppa del Mondo di sci alpino e arrivi di tappa del Giro d’Italia, confermando la sua forte vocazione sportiva.
Cosa mangiare dopo lo sci notturno
Dopo una discesa serale sulla pista illuminata più lunga d’Europa, è possibile fermarsi nei rifugi e chalet lungo le piste per gustare le specialità valtellinesi.
Tra i piatti tipici da non perdere:
Pizzoccheri
Sciatt (frittelle di formaggio)
Polenta taragna
Proposte perfette per riscaldarsi dopo una sessione di sci sotto le stelle.
Perché scegliere Aprica per una vacanza invernale
Scegliere Aprica significa vivere un’esperienza completa:
La pista da sci illuminata più lunga d’Europa
50 km di piste adatte a ogni livello
Sci notturno fino alle 23:00
Attività alternative come ciaspolate e scialpinismo
Natura protetta e cultura alpina
Tradizione gastronomica autentica
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Un errore di percorso dettato dal navigatore satellitare si è trasformato in un episodio tanto insolito quanto pericoloso nel cuore del Tirolo austriaco. Protagonista della vicenda un uomo olandese di 69 anni che, seguendo le indicazioni del GPS per evitare il traffico, si è ritrovato a percorrere con la propria auto una pista da sci di fondo per circa un chilometro, prima di finire in un fossato.
L’intervento dei soccorsi si è reso necessario nelle ore serali, con l’impiego di un mezzo speciale: il gatto delle nevi.
Caos traffico sul Fernpass: la deviazione del navigatore
L’episodio si è verificato giovedì a Bichlbach, nel distretto tirolese dell’Außerfern. Il 69enne cittadino olandese stava viaggiando insieme al figlio, proveniente dalla Germania e diretto verso sud, lungo la Fernpassbundesstraße (B179).
A causa delle condizioni invernali della carreggiata, si erano formate lunghe code e rallentamenti sul passo alpino di Fern. Proprio per aggirare l’ingorgo, il conducente è stato deviato dal navigatore all’altezza della località di Lähn, che lo ha indirizzato verso il centro abitato.
Il problema? Il percorso suggerito dal GPS si è rivelato del tutto inadeguato.
Un chilometro sulla pista da sci di fondo
Seguendo fedelmente le indicazioni del dispositivo, l’uomo ha imboccato una pista da sci di fondo (Langlaufloipe), percorrendola per circa un chilometro in direzione di Lermoos.
Incredibilmente, il 69enne non si è accorto immediatamente di trovarsi su un tracciato riservato agli sciatori. La situazione è precipitata durante un tratto in discesa: l’auto ha perso aderenza sul fondo innevato ed è scivolata in un fosso ai margini della pista.
A quel punto, il veicolo non è stato più in grado di proseguire autonomamente.
Recupero complesso: interviene il gatto delle nevi
Le operazioni di recupero si sono svolte nelle ore serali. Per riportare il veicolo sulla strada è stato necessario l’intervento di un servizio di soccorso stradale.
Vista la posizione particolarmente difficile e il terreno innevato, è stato indispensabile impiegare un gatto delle nevi (Pistenraupe) per completare la rimozione del mezzo in sicurezza.
Secondo quanto riferito dalla polizia locale, l’intervento si è concluso senza feriti. A bordo dell’auto si trovava anche il figlio del conducente, rimasto illeso.
Dove è successo: Bichlbach e la B179 nel Tirolo
L’episodio si è verificato a Bichlbach, piccolo comune montano del Tirolo, lungo l’asse viario della B179, una delle principali arterie di collegamento tra Germania e Austria attraverso il Fernpass.
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Sono immagini che colpiscono per imponenza quelle condivise dal meteorologo Andrea Vuolo. I filmati arrivano dalla vicina Savoia, teatro nei giorni scorsi di un significativo episodio valanghivo.
Nel dettaglio ci troviamo tra i comuni francesi di Bonneval-sur-Arc e Bessans, a pochi chilometri dal confine con il Piemonte, alle spalle delle Valli di Lanzo, nella regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi. Le riprese mostrano ruspe al lavoro tra muri di neve altissimi, formatisi dopo le eccezionali nevicate che hanno interessato l’area.
Le località coinvolte si trovano tra i 1.500 e i 1.800 metri di quota, in uno dei settori delle Alpi occidentali maggiormente colpiti dagli ultimi impulsi perturbati. L’intenso e persistente flusso di correnti da Nordovest ha favorito accumuli molto consistenti di neve fresca, con quantitativi che hanno raggiunto e in alcuni casi superato i 70-90 centimetri anche sulle testate vallive occidentali e settentrionali del Piemonte.
Un contesto che ha richiesto l’intervento dei mezzi spazzaneve per liberare le strade, restituendo immagini spettacolari di veri e propri corridoi scavati nel bianco.
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Alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, Jutta Leerdam ha conquistato l’oro nei 1000 metri di speed skating firmando anche il record olimpico in 1:12.31, dopo l’argento nei 500 metri.
Ma a far discutere non è stato solo il cronometro.
Subito dopo il traguardo, la pattinatrice olandese ha abbassato la zip della tuta arancione lasciando intravedere il reggiseno bianco firmato Nike, suo sponsor storico. Le lacrime le rigavano il volto mentre l’immagine veniva rilanciata dal colosso americano su un profilo Instagram da oltre 300 milioni di follower.
Il reggiseno Nike che vale oltre un milione di dollari: marketing perfetto ai Giochi
Secondo l’esperta di marketing Frederique de Laat, l’operazione potrebbe valere oltre un milione di dollari per l’atleta olandese.
Il caporedattore della rivista economica Quote, Meindert Schut, ha stimato che Leerdam possa incassare circa 62mila euro per ogni post sponsorizzato legato al brand americano.
Un gesto diventato case history di marketing sportivo globale.
Medaglie, titoli mondiali e crescita costante: perché Leerdam è una vera campionessa
Prima di Milano-Cortina 2026, la pattinatrice aveva già costruito un palmarès di altissimo livello:
Argento olimpico nei 1000 metri a Pechino 2022
Sette titoli mondiali
Due ori iridati nei 1000 metri
Il successo italiano rappresenta il punto più alto di una carriera in continua ascesa.
100 milioni di engagement: Jutta Leerdam è la star social delle Olimpiadi
La 27enne olandese è anche un fenomeno digitale:
Oltre 6 milioni di follower su Instagram
Più di 3 milioni su TikTok
Secondo i dati diffusi dal CIO, i Giochi hanno generato 1,3 miliardi di engagement complessivi, con una media di 500mila interazioni per atleta e un totale di 900 milioni di follower.
In questo scenario, Leerdam ha prodotto da sola oltre 100 milioni di engagement, diventando l’atleta più social di Milano-Cortina 2026.
Dalle lacrime al make-up: quando l’emozione diventa opportunità commerciale
Le immagini della campionessa con il trucco sciolto dall’emozione hanno ispirato brand olandesi legati al mondo del make up. La catena Hema ha promosso un eyeliner waterproof cavalcando l’onda emotiva del momento.
In un ecosistema dove ogni immagine è monetizzabile, anche la commozione si trasforma in valore economico.
Sponsor, collaborazioni e business: il brand Jutta Leerdam oltre lo sport
Accanto a Nike – anche per la collaborazione NikeSKIMS insieme a Kim Kardashian e Serena Williams – figurano marchi come Red Bull, Craft Sportswear e Dior.
In passato ha aperto anche una scuola di pattinaggio con l’ex compagno Koen Verweij, quattro volte medagliato olimpico.
Leerdam rappresenta la nuova generazione di atleti-imprenditori.
Jet privato, Jake Paul e le critiche nei Paesi Bassi
L’arrivo ai Giochi in jet privato insieme al fidanzato Jake Paul ha alimentato polemiche in patria.
Particolarmente duro l’ex calciatore e opinionista Johan Derksen:
“Non ha umiltà. Vive già come una milionaria, con jet privati e tutto il resto. Non c’era bisogno di compiere questo gesto. Il suo comportamento è orribile. Se fossi il suo allenatore, non lo tollererei. Lentamente, tutta l’Olanda si sta un po’ stancando del suo atteggiamento”.
E ancora:
“Vive già come una milionaria, non come un’atleta che partecipa alle Olimpiadi. Fossi il suo allenatore, non tollererei questo modo di fare orribile. L’Olanda sta iniziando a stancarsi del suo comportamento”.
Autenticità o strategia? Il nuovo volto dello sport globale
Le lacrime sono vere? Probabilmente sì. Il gesto è calcolato? Probabilmente anche.
Sul ghiaccio restano i numeri: oro nei 1000 metri, argento nei 500 metri e record olimpico in 1:12.31.
Fuori dalla pista resta un’operazione da oltre un milione di dollari che ha trasformato Jutta Leerdam nell’icona mediatica di Milano-Cortina 2026.
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Ancora valanghe in Valle d’Aosta. Nel pomeriggio, una valanga improvvisa a Courmayeur ha interessato l’area vicina al comprensorio sciistico, generando momenti di forte apprensione tra gli sciatori presenti. Le immagini riprese da Jean Chiementin documentano la potenza del distacco e la nube di neve che ha raggiunto il fondovalle.
Cosa è successo a Courmayeur
Secondo quanto riferito dal Soccorso Alpino, il distacco si è verificato intorno alle ore 15. Inizialmente gli sciatori in fila non si sono accorti del pericolo perché la massa nevosa era nascosta dagli alberi. Solo quando si è sollevata una densa nube bianca — il cosiddetto “soffio” della valanga — la situazione è apparsa chiara, scatenando il panico.
Il “soffio”, ovvero l’onda d’urto provocata dallo spostamento d’aria generato dalla valanga, ha raggiunto il fondo della vallata senza però travolgere persone. Al momento non risultano feriti né dispersi, ma le squadre del Soccorso Alpino stanno comunque effettuando controlli approfonditi con il supporto delle unità cinofile per escludere qualsiasi coinvolgimento.
Valanghe in Valle d’Aosta: gli altri interventi della giornata
L’episodio di Courmayeur si inserisce in un quadro di forte rischio valanghe in Valle d’Aosta, con diversi distacchi registrati nelle ultime ore.
Distacco nella Valeille a Cogne
Nel primo pomeriggio il Soccorso Alpino Valdostano è intervenuto per una valanga avvenuta alle 14:45 sopra le cascate di ghiaccio Hard Ice Rock e Pattinaggio Artistico, in località Valeille. Dopo le verifiche sul posto, non sono state segnalate persone coinvolte.
Valanga a Gressoney-Saint-Jean (zona Gabiet)
Un ulteriore sopralluogo è stato effettuato in mattinata, intorno alle 11:00, nella zona del Gabiet, a Gressoney. Anche in questo caso le operazioni di controllo hanno dato esito negativo per eventuali coinvolgimenti.
Strada regionale chiusa a Rhemes-Notre-Dame
Alle 14:30 una valanga ha interessato la strada regionale di Rhemes. Le autorità hanno disposto la chiusura temporanea al traffico per garantire la sicurezza e consentire le verifiche tecniche.
Allerta valanghe: situazione sotto monitoraggio
La sequenza di distacchi conferma una fase di instabilità del manto nevoso in diverse aree alpine della Valle d’Aosta. Le autorità invitano sciatori, escursionisti e frequentatori della montagna alla massima prudenza, soprattutto fuori pista, dove il rischio può risultare più elevato.
Il video della valanga a Courmayeur mostra chiaramente la rapidità con cui la situazione può evolvere, trasformando in pochi istanti una giornata sulla neve in un momento di grande paura.
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A quattro giorni dall’episodio che ha scosso la delegazione finlandese, continua a far discutere il caso di Igor Medved, l’allenatore del salto con gli sci allontanato dalle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
Il tecnico sloveno è rientrato in patria lo scorso 13 febbraio, dopo essere stato rispedito a casa per aver violato il regolamento interno sul consumo di alcol. Oggi, 17 febbraio, la vicenda resta uno dei temi più caldi dei Giochi italiani.
Il rientro anticipato del 13 febbraio
L’ex saltatore sloveno Igor Medved, head coach della Finlandia da giugno 2024, ha lasciato ufficialmente l’Italia il 13 febbraio.
Il Comitato Olimpico Finlandese ha confermato che il provvedimento è stato adottato per motivi disciplinari legati al consumo di alcol durante la permanenza olimpica.
A chiarire la posizione della federazione è stato Janne Hänninen, responsabile dello sport d’élite:
“Medved è tornato a casa oggi” “Si tratta di un problema legato all’alcol. Prendiamo molto seriamente le violazioni delle regole e agiremo rapidamente”.
Le dichiarazioni risalgono proprio al giorno dell’allontanamento, a conferma di un intervento immediato per tutelare la squadra nel pieno delle competizioni.
Violazione del regolamento: cosa è accaduto
Secondo la ricostruzione ufficiale, il tecnico avrebbe consumato alcolici in violazione delle regole interne imposte alla delegazione durante le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
La federazione ha ribadito in modo netto:
“È stato consumato alcol violando le regole della squadra”
L’episodio sarebbe avvenuto al di fuori dell’orario di lavoro, ma il regolamento vieta espressamente il consumo di bevande alcoliche durante i Giochi.
Il quotidiano svedese Aftonbladet ha parlato apertamente di “scandalo per ubriachezza”, anche se i dettagli specifici della condotta non sono stati resi pubblici.
Le scuse di Medved: “Ho commesso un errore”
Dopo il rientro in Finlandia, Medved ha diffuso dichiarazioni ufficiali assumendosi la responsabilità dell’accaduto:
“Ho commesso un errore e mi dispiace profondamente” “Vorrei scusarmi con l’intera squadra finlandese, con gli atleti e con i tifosi. Auguro alla squadra la migliore fortuna possibile nel concentrarsi sui Giochi e nel continuare il suo eccellente lavoro”
In una ricostruzione successiva ha aggiunto:
“Non sono orgoglioso di me stesso” “Dopo le gare, sono stato invitato alla festa per la medaglia d’oro della Slovenia. Non sono riuscito a mangiare nulla, e l’alcol ha fatto il suo effetto. Non lascerò ulteriori dichiarazioni”
La conferenza stampa prevista nei giorni successivi è stata annullata, segnale della volontà di chiudere rapidamente la vicenda sul piano mediatico.
Cambio alla guida tecnica: Moilanen ad interim
Dal 13 febbraio la squadra finlandese di salto con gli sci è stata affidata a Lasse Moilanen, nominato responsabile tecnico ad interim per il resto della rassegna olimpica.
La direttrice generale della federazione, Marleena Valtasola, ha spiegato:
“Si è verificato un incidente deplorevole: è stato consumato alcol violando il regolamento di squadra. Affronteremo la questione insieme” “Abbiamo deciso che Medved non farà più parte della spedizione dei Giochi Olimpici. Discuteremo con lui di ulteriori questioni dopo i Giochi”
La federazione ha ribadito di voler proteggere la concentrazione degli atleti e ristabilire serenità nel gruppo.
Caso Medved: cosa può succedere ora
A oggi, 17 febbraio, il tecnico si trova in Finlandia in attesa delle valutazioni ufficiali della federazione.
Il caso verrà riesaminato al termine delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e non si escludono ulteriori provvedimenti disciplinari.
Nel frattempo, la priorità resta una sola: evitare che la vicenda comprometta il rendimento degli atleti nel momento più delicato della stagione olimpica.
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