Disagi sulle piste del comprensorio sciistico di Canazei, in Val di Fassa, dove un guasto alla cabinovia ha creato non pochi problemi agli sciatori presenti in quota.
L’episodio si è verificato giovedì 5 marzo, in una giornata caratterizzata da temperature insolitamente miti e cielo sereno, condizioni che avevano attirato moltissimi appassionati della neve sulle Dolomiti per trascorrere qualche ora tra sport e divertimento.
A causa di un problema tecnico, però, l’impianto di risalita è stato fermato per consentire le operazioni di riparazione. Lo stop improvviso ha costretto numerosi sciatori a cambiare programma.
In molti, pur di raggiungere le piste e proseguire la giornata sugli sci, hanno deciso di proseguire a piedi lungo il tracciato con gli sci in spalla, formando una lunga fila che si è estesa per centinaia di metri.
La situazione ha generato anche qualche polemica tra gli utenti, soprattutto per il costo dello skipass giornaliero, pari a circa 88 euro, pagato da molti sciatori che però non hanno potuto usufruire pienamente del servizio degli impianti.
L’area interessata si trova lungo il Sellaronda, noto anche come Giro dei Quattro Passi, uno dei caroselli sciistici più famosi delle Dolomiti. Il percorso, lungo circa 40 chilometri, è tra i più frequentati della stagione invernale grazie ai panorami spettacolari e alla varietà delle piste.
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Il settore degli pneumatici invernali continua a evolversi e Nokian Tyres torna a stupire con una soluzione tecnologica destinata a cambiare le regole della guida su neve e ghiaccio. L’azienda finlandese ha infatti presentato i nuovi Nokian Tyres Hakkapeliitta 01, i primi pneumatici invernali chiodati al mondo in grado di regolare automaticamente i chiodi in base alla temperatura della strada.
Questa innovazione segna un nuovo capitolo nella lunga tradizione del marchio nordico, da sempre considerato uno dei pionieri della sicurezza su superfici ghiacciate. Il nuovo modello porta infatti sul mercato una tecnologia che consente ai chiodi di attivarsi o rientrare automaticamente, garantendo massima aderenza quando serve e minore impatto sull’asfalto nelle condizioni più miti.
Oltre 90 anni di innovazione negli pneumatici invernali
La storia degli pneumatici invernali firmati Nokian affonda le radici nel passato. L’azienda inventò il primo pneumatico invernale già nel 1934, mentre il primo modello della famiglia Hakkapeliitta venne introdotto nel 1936.
Oggi, a distanza di circa nove decenni, il marchio finlandese introduce una nuova generazione di gomme invernali che porta a compimento una ricerca iniziata oltre dieci anni fa.
Il progetto deriva infatti da un concept presentato nel 2014, quando Nokian mostrò per la prima volta l’idea di uno pneumatico dotato di chiodi retrattili, pensati per adattarsi alle condizioni del manto stradale. Dopo anni di sviluppo e migliaia di test, quella visione è diventata realtà con il lancio dei nuovi Hakkapeliitta 01.
“Il nuovo Nokian Tyres Hakkapeliitta 01 rappresenta una delle più grandi innovazioni della nostra azienda da quando abbiamo introdotto il primo pneumatico invernale più di 90 anni fa”, afferma Paolo Pompei, Presidente e CEO di Nokian Tyres. “Questo nuovo pneumatico invernale realizza ciò che prima si pensava impossibile: un pneumatico chiodato che reagisce alle variazioni di temperatura per offrire la massima sicurezza e proteggere la strada.”
La tecnologia Double Action Stud: chiodi ON/OFF automatici
Il cuore della rivoluzione introdotta da Nokian Tyres è rappresentato dalla Double Action Stud Technology, un sistema progettato per adattare automaticamente la posizione dei chiodi in funzione della temperatura e delle condizioni della strada.
Il funzionamento si basa su uno strato di base adattivo collocato sotto la flangia del chiodo e composto da una speciale mescola di gomma.
Il principio operativo è semplice ma estremamente efficace:
Temperature vicine o inferiori allo zero: la mescola rimane rigida e spinge i chiodi verso l’esterno. In questo modo gli pneumatici offrono la massima trazione su ghiaccio e neve.
Temperature più miti: la mescola si ammorbidisce, riducendo la pressione sui chiodi. Questi rientrano maggiormente nel battistrada quando entrano in contatto con l’asfalto.
Grazie a questo sistema, gli pneumatici passano automaticamente tra due modalità operative:
Modalità chiodi ON
Massima sicurezza su neve e ghiaccio. I chiodi rimangono sporgenti per offrire trazione elevata nelle condizioni invernali più severe.
Modalità chiodi OFF
Maggiore precisione e minore impatto sull’asfalto quando la strada è asciutta o le temperature sono più elevate.
Questa soluzione consente quindi di eliminare il tradizionale compromesso tra aderenza su ghiaccio e usura del manto stradale, uno dei principali limiti degli pneumatici chiodati tradizionali.
Prestazioni migliorate: più grip e meno usura stradale
Secondo i dati diffusi da Nokian Tyres, i nuovi Hakkapeliitta 01 offrono miglioramenti significativi rispetto ai modelli chiodati tradizionali.
I principali vantaggi dichiarati sono:
–30% di usura del manto stradale
+10% di aderenza su ghiaccio
+5% di grip su superfici bagnate
–1 dB di rumore di rotolamento
La riduzione della rumorosità è resa possibile anche grazie a un design dei chiodi ottimizzato per la silenziosità, che contribuisce a migliorare il comfort di marcia soprattutto durante i lunghi viaggi.
Questi miglioramenti sono pensati anche per rispondere alle preoccupazioni di molti automobilisti che, pur apprezzando le prestazioni degli pneumatici chiodati, temono il loro impatto su rumorosità e pavimentazione stradale.
Test intensivi tra Finlandia e Spagna
Per trasformare il concept del 2014 in un prodotto pronto per il mercato, Nokian Tyres ha condotto un lungo programma di sviluppo durato oltre un decennio.
Gli ingegneri dell’azienda hanno testato migliaia di prototipi in diversi contesti climatici e ambientali:
laboratori indoor
test urbani
il centro di collaudo artico di Ivalo, in Finlandia
il circuito di test Hakka Ring in Spagna
Questo lavoro ha permesso di ottimizzare il comportamento del sistema di chiodi retrattili in condizioni estremamente variabili, dalle superfici ghiacciate tipiche dell’Artico fino alle strade bagnate o asciutte.
Mescola sostenibile con materiali rinnovabili
Oltre alle prestazioni su strada, Nokian Tyres ha dedicato particolare attenzione anche alla sostenibilità.
La mescola del battistrada dei nuovi Hakkapeliitta 01 integra infatti una quota di materiali rinnovabili e biologici, tra cui:
gomma naturale
bio-resine derivate dalla resina di pino
oli biologici provenienti da materie prime vegetali
materiali derivati dall’olio di canola
Questa scelta consente di ridurre l’impatto ambientale senza compromettere le prestazioni degli pneumatici.
122 misure disponibili e versione per auto elettriche
Il lancio commerciale dei nuovi pneumatici Nokian Tyres Hakkapeliitta 01 è previsto per l’autunno 2026.
La gamma sarà composta da 122 misure differenti, progettate per:
autovetture
crossover
SUV
Tra queste, 24 misure saranno dedicate ai veicoli elettrici e includeranno la tecnologia SilentDrive, pensata per migliorare il comfort acustico nei modelli elettrici, dove il rumore di rotolamento è più percepibile a causa della silenziosità del motore.
Gli pneumatici saranno prodotti nello stabilimento Nokian Tyres situato nella città di Nokia, in Finlandia.
Certificazioni per neve e ghiaccio
Gli Hakkapeliitta 01 includono inoltre alcune importanti certificazioni per l’utilizzo in condizioni invernali estreme.
Tra queste troviamo:
Simbolo 3PMSF (Three Peak Mountain Snowflake), che certifica le prestazioni di trazione sulla neve
Simbolo Ice Grip, che attesta le prestazioni di frenata sul ghiaccio
Queste certificazioni confermano l’obiettivo del progetto: offrire sicurezza elevata nelle condizioni più severe, mantenendo allo stesso tempo comfort e sostenibilità.
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Non è passato inosservato il coloratissimo furgone del “Calippo Tour” che, nelle scorse ore, ha tentato di trasformare le vette abruzzesi nel set di un video decisamente “caldo”. L’iniziativa, che sta facendo discutere il web, è stata però bruscamente interrotta dalle forze dell’ordine nel cuore del comprensorio sciistico di Roccaraso.
L’intervento dei Carabinieri in località Aremogna (Roccaraso)
Nonostante i tentativi di passare inosservati, le protagoniste del tour e il loro staff sono stati intercettati dai Carabinieri proprio in un parcheggio in località Aremogna – Roccaraso, a pochi passi dalle frequentatissime piste da sci.
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Momenti di paura sulle piste di Madonna di Campiglio, dove un grave incidente ha coinvolto un maestro di sci locale travolto da uno snowboarder straniero durante la discesa su una pista nera. L’episodio, avvenuto sulla celebre pista “Nube d’Oro”, è considerato il più serio tra i numerosi interventi effettuati nelle ultime settimane dai carabinieri sciatori impegnati nella vigilanza del comprensorio.
L’incidente si inserisce in un periodo di grande affluenza turistica legato alle festività di Carnevale, che ha portato a un sensibile aumento sia dei soccorsi sia dei controlli sulle piste.
Maestro di sci travolto sulla pista nera “Nube d’Oro”
Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, l’incidente è avvenuto quando uno snowboarder straniero ha perso il controllo della tavola mentre affrontava la pista nera.
Il turista, che avrebbe affrontato il tracciato senza possedere le adeguate competenze tecniche per una discesa di tale difficoltà, non è riuscito a gestire la velocità. Dopo essere caduto, ha travolto durante la discesa il maestro di sci che si trovava lungo la pista.
L’impatto è stato violento e ha causato al professionista lesioni significative agli arti superiori e inferiori. Dopo i primi soccorsi sul posto, l’uomo è stato trasportato all’ospedale di Tione, dove è stato dimesso con una prognosi superiore ai 30 giorni.
Identificato e multato lo snowboarder
Una volta concluso l’intervento di soccorso, i carabinieri sciatori della stazione di Madonna di Campiglio hanno identificato il responsabile dell’incidente.
Lo snowboarder è stato sanzionato per andatura eccessivamente elevata e perdita di controllo dello snowboard, violazioni previste dalle norme di sicurezza sulle piste.
La vicenda apre anche un possibile contenzioso sul piano economico. Sebbene il turista risultasse assicurato per la responsabilità civile verso terzi, il massimale della polizza è pari a 12.000 euro, cifra che difficilmente potrà coprire completamente:
i mancati guadagni del maestro di sci
le spese sanitarie
il danno biologico derivante dalle lesioni
79 soccorsi sulle piste durante il Carnevale
L’incidente rientra in un bilancio complessivo piuttosto intenso per i carabinieri sciatori impegnati nel servizio di vigilanza e soccorso.
Dall’inizio delle festività di Carnevale sono stati effettuati 79 interventi di soccorso sui soli impianti di risalita del Grostè e dello Spinale, con una media di oltre sei interventi al giorno.
Numeri che testimoniano la forte pressione turistica sulle piste di Madonna di Campiglio, uno dei comprensori sciistici più frequentati dell’arco alpino.
Controlli sulle piste e sanzioni per violazioni della sicurezza
Parallelamente agli interventi di soccorso, i carabinieri sciatori hanno intensificato anche l’attività di prevenzione e controllo delle condotte pericolose.
Nel corso delle verifiche sono state 19 le contravvenzioni elevate a sciatori e snowboarder per il mancato rispetto delle norme previste dal decreto legislativo nr 41/2021, che disciplina la sicurezza nelle aree sciabili.
Nel dettaglio:
uno sciatore è stato sanzionato con 50 euro di multa per non aver dato la precedenza allo sciatore che si trovava a valle;
dieci sciatori sono stati multati per un totale di 500 euro per non aver stipulato l’assicurazione di responsabilità civile verso terzi, obbligatoria dal 2021;
due scialpinisti sono stati sanzionati con 50 euro di multa per aver risalito le piste con le pelli senza utilizzare gli impianti di risalita;
sei sciatori sono stati multati con 50 euro ciascuno per velocità eccessiva e condotta imprudente ai sensi degli articoli 18 e 33 comma 2 del decreto legislativo 41/2021.
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Sui Monti Sibillini resta alta l’attenzione per il rischio valanghe. In prossimità della Cima del Redentore, a oltre 2.400 metri di quota, è stata individuata una glide crack, una profonda frattura nel manto nevoso che rappresenta il segnale precursore di una possibile glide avalanche, tra i fenomeni valanghivi più insidiosi e imprevedibili in ambiente montano.
La segnalazione è arrivata ieri alla redazione del giornale Il Dolomiti da Senni, alpinista che si trovava in quota sul Redentore. Le sue riprese, effettuate intorno alle ore 15 di domenica, documentano una spaccatura stimata in almeno 3,5 metri di altezza, posizionata circa 100 metri prima della cima, con segni evidenti di continuo allargamento, indice di un manto nevoso in movimento attivo.
Redentore, manto nevoso in movimento sopra i 2.400 metri
La situazione sulle Creste del Redentore è monitorata con attenzione anche dal Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU), che ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di alpinisti e sci alpinisti presenti nella zona. Tutti riferiscono di una frattura di grandi dimensioni con chiari segnali di progressivo ampliamento.
Il dato più preoccupante è che il manto nevoso risulta attualmente in movimento.
L’accumulo di neve sulla cima del Redentore supera i 250 centimetri. Nelle ore pomeridiane del 1° marzo, le condizioni erano già fortemente compromesse: al di sotto della cresta si sprofondava fino al bacino, rendendo complessa e potenzialmente pericolosa qualsiasi progressione.
In caso di white out, condizione che riduce drasticamente la visibilità e impedisce di individuare i punti critici del terreno, la presenza di una glide crack può trasformarsi in un rischio estremamente serio.
Cos’è una Glide Avalanche e perché è così pericolosa
Le Glide Avalanche si verificano quando l’intero manto nevoso scivola lentamente sul terreno sottostante, spesso su roccia liscia o erba, fino a staccarsi improvvisamente.
Prima del distacco si formano le glide cracks, fratture profonde che indicano che la neve sta già scivolando.
Il punto critico è che:
• possono restare aperte per giorni • oppure trasformarsi in valanga in poche ore • non è possibile prevedere il momento del distacco
Il cedimento può avvenire senza alcun preavviso.
A differenza di altre tipologie di valanghe, non esiste un metodo affidabile per stabilire quando avverrà il distacco definitivo. Questo rende le glide avalanche particolarmente insidiose per chi frequenta l’alta quota.
Nevicate abbondanti e temperature elevate aumentano l’instabilità
Le eccezionali nevicate di gennaio e febbraio hanno depositato enormi quantitativi di neve in alta quota sui Monti Sibillini. A questo scenario si aggiungono le temperature insolitamente elevate degli ultimi giorni, soprattutto alle quote più alte.
Il caldo anomalo non favorisce un corretto assestamento del manto nevoso e contribuisce ad aumentare concretamente il rischio di distacchi spontanei nelle prossime ore e nei prossimi giorni.
Il rischio valanghe sui Monti Sibillini rimane quindi marcato.
Invito alla prudenza per chi sale in quota
Il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria invita alla massima prudenza. Per chi sta programmando un’escursione nella zona del Redentore:
• evitare il transito sotto la frattura • non sostare lungo le creste interessate • valutare percorsi alternativi • adottare comportamenti prudenti e consapevoli
Prima di affrontare itinerari in alta quota è indispensabile consultare il Bollettino Meteomont aggiornato e verificare il grado di pericolo per il settore di interesse.
Le ore pomeridiane rappresentano il momento di maggiore criticità, soprattutto con temperature in aumento. In caso di scarsa visibilità o white out, la scelta più sicura è rinunciare all’escursione.
In caso di emergenza occorre chiamare il Numero Unico 112, che attiverà il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU).
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Immagini impressionanti arrivano da Orcières Merlette 1850, tra le principali località sciistiche del Sud della Francia. Nel pomeriggio di martedì 24 febbraio, alle 15:15, una valanga di grandi dimensioni si è staccata spontaneamente dalle barre di Rochebrune, in zona fuoripista.
Il video, diffuso sulla pagina Facebook dell’Association du service des pistes d’Orcières Merlette 1850, mostra la massa nevosa scendere rapidamente lungo il versante. Secondo quanto precisato dai responsabili, la valanga non ha raggiunto la pista situata a valle della seggiovia del Gnourou e non si registrano vittime. Le testimonianze raccolte sul posto hanno consentito ai soccorritori di escludere in tempi rapidi la presenza di persone coinvolte.
La pubblicazione del filmato è stata anche l’occasione per ribadire un messaggio importante sui rischi attuali in montagna. Le abbondanti nevicate degli ultimi giorni, unite a un marcato rialzo termico, hanno favorito fenomeni valanghivi significativi. Il bollettino indicava un livello di pericolo 3 su 5, classificato come “marcato”, un grado che viene spesso sottovalutato ma che statisticamente è tra quelli associati al maggior numero di incidenti mortali. In molte pendenze il manto nevoso risulta infatti solo moderatamente o debolmente stabilizzato.
Mercoledì 25 febbraio pomeriggio, il rischio valanghe era fissato a 3 su 5 in quasi tutti i massicci delle Alpi del Sud, con l’eccezione del Mercantour.
Gli operatori ricordano infine che la pratica del fuoripista richiede preparazione e consapevolezza: conoscenze specifiche dell’ambiente montano, adeguato livello tecnico, equipaggiamento di sicurezza obbligatorio, consultazione dei professionisti e un’attenta analisi del bollettino valanghe. Fondamentale resta anche la capacità di valutare la situazione e, se necessario, scegliere di tornare indietro.
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Gli sport invernali stanno vivendo una stagione di grande rilancio, anche grazie all’attenzione internazionale generata dalle Olimpiadi di Milano-Cortina. In questo contesto, il Nord Italia torna protagonista con le sue località alpine, i borghi di montagna e comprensori sciistici sempre più attrezzati.
Tra le destinazioni più interessanti spicca Aprica, in provincia di Sondrio, dove si trova la pista da sci illuminata più lunga d’Europa: la Superpanoramica del Baradello, un tracciato di 6 chilometri che di sera si trasforma in un suggestivo nastro luminoso tra i boschi alpini.
Dove si trova la pista da sci illuminata più lunga d’Europa
La Superpanoramica del Baradello si trova ad Aprica (SO), passo alpino incastonato tra la Valtellina e la Val Camonica, a oltre 1100 metri di altitudine.
La pista:
Parte dal Monte Baradello
Arriva direttamente in paese
Si sviluppa per 6 chilometri consecutivi
Presenta un dislivello di circa 700 metri
Nelle giornate limpide, il panorama abbraccia l’intero arco alpino circostante, rendendo la discesa non solo tecnica ma anche estremamente scenografica.
Aprica è da sempre un punto di riferimento per gli amanti della montagna in tutte le stagioni, ma in inverno diventa un vero paradiso per sciatori e snowboarder.
Com’è fatta la Superpanoramica del Baradello
La Superpanoramica del Baradello è la pista simbolo del comprensorio sciistico di Aprica, che offre complessivamente oltre 50 chilometri di piste adatte a ogni livello, dai principianti agli sciatori più esperti.
Caratteristiche principali
Lunghezza: 6 km
Dislivello: circa 700 metri
Tracciato ampio e ben strutturato
Pendenze equilibrate e sicure
Arrivo diretto in centro paese
Il percorso alterna tratti scorrevoli a curve ampie, consentendo una sciata fluida e sicura. È accessibile per sci alpino e snowboard, ma anche per scialpinismo e ciaspole quando la pista è illuminata.
Questa versatilità la rende ideale sia per chi cerca una discesa panoramica rilassante sia per chi desidera un’esperienza più dinamica.
Sci notturno: un primato europeo
Il vero elemento distintivo della Superpanoramica del Baradello è il suo impianto di illuminazione.
Grazie a un sofisticato sistema di luci che copre l’intero tracciato, la pista resta aperta anche in orario serale, generalmente dalle 19:30 alle 23:00.
Con i suoi 6 chilometri completamente illuminati, è considerata la pista da sci illuminata più lunga d’Europa.
Sciare di notte offre un’esperienza completamente diversa rispetto alla giornata:
la neve riflette la luce artificiale creando un effetto scenografico unico
il silenzio della montagna amplifica le sensazioni
l’arrivo in paese regala un’atmosfera suggestiva e raccolta
Una proposta perfetta per chi lavora durante il giorno o per chi desidera vivere la montagna in una dimensione più intima.
Cosa fare ad Aprica oltre allo sci
Aprica non è solo piste da sci. Il territorio offre numerose alternative per chi desidera alternare sport e relax.
Riserva Naturale Pian di Gembro
Un’area protetta di grande valore naturalistico, perfetta per ciaspolate e passeggiate immersi nella natura alpina.
Osservatorio faunistico
Un’opportunità per l’avvistamento di cervi e fauna locale nel loro habitat naturale.
Museo dello Sci e della Montagna
Un percorso espositivo che racconta l’evoluzione tecnica delle attrezzature e delle discipline invernali, offrendo uno sguardo storico sulla cultura alpina.
Il centro del paese è inoltre arricchito da murales artistici che trasformano una semplice passeggiata in un itinerario culturale a cielo aperto.
Negli anni, Aprica ha ospitato tappe della Coppa del Mondo di sci alpino e arrivi di tappa del Giro d’Italia, confermando la sua forte vocazione sportiva.
Cosa mangiare dopo lo sci notturno
Dopo una discesa serale sulla pista illuminata più lunga d’Europa, è possibile fermarsi nei rifugi e chalet lungo le piste per gustare le specialità valtellinesi.
Tra i piatti tipici da non perdere:
Pizzoccheri
Sciatt (frittelle di formaggio)
Polenta taragna
Proposte perfette per riscaldarsi dopo una sessione di sci sotto le stelle.
Perché scegliere Aprica per una vacanza invernale
Scegliere Aprica significa vivere un’esperienza completa:
La pista da sci illuminata più lunga d’Europa
50 km di piste adatte a ogni livello
Sci notturno fino alle 23:00
Attività alternative come ciaspolate e scialpinismo
Natura protetta e cultura alpina
Tradizione gastronomica autentica
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Un errore di percorso dettato dal navigatore satellitare si è trasformato in un episodio tanto insolito quanto pericoloso nel cuore del Tirolo austriaco. Protagonista della vicenda un uomo olandese di 69 anni che, seguendo le indicazioni del GPS per evitare il traffico, si è ritrovato a percorrere con la propria auto una pista da sci di fondo per circa un chilometro, prima di finire in un fossato.
L’intervento dei soccorsi si è reso necessario nelle ore serali, con l’impiego di un mezzo speciale: il gatto delle nevi.
Caos traffico sul Fernpass: la deviazione del navigatore
L’episodio si è verificato giovedì a Bichlbach, nel distretto tirolese dell’Außerfern. Il 69enne cittadino olandese stava viaggiando insieme al figlio, proveniente dalla Germania e diretto verso sud, lungo la Fernpassbundesstraße (B179).
A causa delle condizioni invernali della carreggiata, si erano formate lunghe code e rallentamenti sul passo alpino di Fern. Proprio per aggirare l’ingorgo, il conducente è stato deviato dal navigatore all’altezza della località di Lähn, che lo ha indirizzato verso il centro abitato.
Il problema? Il percorso suggerito dal GPS si è rivelato del tutto inadeguato.
Un chilometro sulla pista da sci di fondo
Seguendo fedelmente le indicazioni del dispositivo, l’uomo ha imboccato una pista da sci di fondo (Langlaufloipe), percorrendola per circa un chilometro in direzione di Lermoos.
Incredibilmente, il 69enne non si è accorto immediatamente di trovarsi su un tracciato riservato agli sciatori. La situazione è precipitata durante un tratto in discesa: l’auto ha perso aderenza sul fondo innevato ed è scivolata in un fosso ai margini della pista.
A quel punto, il veicolo non è stato più in grado di proseguire autonomamente.
Recupero complesso: interviene il gatto delle nevi
Le operazioni di recupero si sono svolte nelle ore serali. Per riportare il veicolo sulla strada è stato necessario l’intervento di un servizio di soccorso stradale.
Vista la posizione particolarmente difficile e il terreno innevato, è stato indispensabile impiegare un gatto delle nevi (Pistenraupe) per completare la rimozione del mezzo in sicurezza.
Secondo quanto riferito dalla polizia locale, l’intervento si è concluso senza feriti. A bordo dell’auto si trovava anche il figlio del conducente, rimasto illeso.
Dove è successo: Bichlbach e la B179 nel Tirolo
L’episodio si è verificato a Bichlbach, piccolo comune montano del Tirolo, lungo l’asse viario della B179, una delle principali arterie di collegamento tra Germania e Austria attraverso il Fernpass.
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Sono immagini che colpiscono per imponenza quelle condivise dal meteorologo Andrea Vuolo. I filmati arrivano dalla vicina Savoia, teatro nei giorni scorsi di un significativo episodio valanghivo.
Nel dettaglio ci troviamo tra i comuni francesi di Bonneval-sur-Arc e Bessans, a pochi chilometri dal confine con il Piemonte, alle spalle delle Valli di Lanzo, nella regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi. Le riprese mostrano ruspe al lavoro tra muri di neve altissimi, formatisi dopo le eccezionali nevicate che hanno interessato l’area.
Le località coinvolte si trovano tra i 1.500 e i 1.800 metri di quota, in uno dei settori delle Alpi occidentali maggiormente colpiti dagli ultimi impulsi perturbati. L’intenso e persistente flusso di correnti da Nordovest ha favorito accumuli molto consistenti di neve fresca, con quantitativi che hanno raggiunto e in alcuni casi superato i 70-90 centimetri anche sulle testate vallive occidentali e settentrionali del Piemonte.
Un contesto che ha richiesto l’intervento dei mezzi spazzaneve per liberare le strade, restituendo immagini spettacolari di veri e propri corridoi scavati nel bianco.
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Alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, Jutta Leerdam ha conquistato l’oro nei 1000 metri di speed skating firmando anche il record olimpico in 1:12.31, dopo l’argento nei 500 metri.
Ma a far discutere non è stato solo il cronometro.
Subito dopo il traguardo, la pattinatrice olandese ha abbassato la zip della tuta arancione lasciando intravedere il reggiseno bianco firmato Nike, suo sponsor storico. Le lacrime le rigavano il volto mentre l’immagine veniva rilanciata dal colosso americano su un profilo Instagram da oltre 300 milioni di follower.
Il reggiseno Nike che vale oltre un milione di dollari: marketing perfetto ai Giochi
Secondo l’esperta di marketing Frederique de Laat, l’operazione potrebbe valere oltre un milione di dollari per l’atleta olandese.
Il caporedattore della rivista economica Quote, Meindert Schut, ha stimato che Leerdam possa incassare circa 62mila euro per ogni post sponsorizzato legato al brand americano.
Un gesto diventato case history di marketing sportivo globale.
Medaglie, titoli mondiali e crescita costante: perché Leerdam è una vera campionessa
Prima di Milano-Cortina 2026, la pattinatrice aveva già costruito un palmarès di altissimo livello:
Argento olimpico nei 1000 metri a Pechino 2022
Sette titoli mondiali
Due ori iridati nei 1000 metri
Il successo italiano rappresenta il punto più alto di una carriera in continua ascesa.
100 milioni di engagement: Jutta Leerdam è la star social delle Olimpiadi
La 27enne olandese è anche un fenomeno digitale:
Oltre 6 milioni di follower su Instagram
Più di 3 milioni su TikTok
Secondo i dati diffusi dal CIO, i Giochi hanno generato 1,3 miliardi di engagement complessivi, con una media di 500mila interazioni per atleta e un totale di 900 milioni di follower.
In questo scenario, Leerdam ha prodotto da sola oltre 100 milioni di engagement, diventando l’atleta più social di Milano-Cortina 2026.
Dalle lacrime al make-up: quando l’emozione diventa opportunità commerciale
Le immagini della campionessa con il trucco sciolto dall’emozione hanno ispirato brand olandesi legati al mondo del make up. La catena Hema ha promosso un eyeliner waterproof cavalcando l’onda emotiva del momento.
In un ecosistema dove ogni immagine è monetizzabile, anche la commozione si trasforma in valore economico.
Sponsor, collaborazioni e business: il brand Jutta Leerdam oltre lo sport
Accanto a Nike – anche per la collaborazione NikeSKIMS insieme a Kim Kardashian e Serena Williams – figurano marchi come Red Bull, Craft Sportswear e Dior.
In passato ha aperto anche una scuola di pattinaggio con l’ex compagno Koen Verweij, quattro volte medagliato olimpico.
Leerdam rappresenta la nuova generazione di atleti-imprenditori.
Jet privato, Jake Paul e le critiche nei Paesi Bassi
L’arrivo ai Giochi in jet privato insieme al fidanzato Jake Paul ha alimentato polemiche in patria.
Particolarmente duro l’ex calciatore e opinionista Johan Derksen:
“Non ha umiltà. Vive già come una milionaria, con jet privati e tutto il resto. Non c’era bisogno di compiere questo gesto. Il suo comportamento è orribile. Se fossi il suo allenatore, non lo tollererei. Lentamente, tutta l’Olanda si sta un po’ stancando del suo atteggiamento”.
E ancora:
“Vive già come una milionaria, non come un’atleta che partecipa alle Olimpiadi. Fossi il suo allenatore, non tollererei questo modo di fare orribile. L’Olanda sta iniziando a stancarsi del suo comportamento”.
Autenticità o strategia? Il nuovo volto dello sport globale
Le lacrime sono vere? Probabilmente sì. Il gesto è calcolato? Probabilmente anche.
Sul ghiaccio restano i numeri: oro nei 1000 metri, argento nei 500 metri e record olimpico in 1:12.31.
Fuori dalla pista resta un’operazione da oltre un milione di dollari che ha trasformato Jutta Leerdam nell’icona mediatica di Milano-Cortina 2026.
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