Il salvataggio in elicottero della Gendarmerie francese per recuperare alcuni scialpinisti è stato effettuato lo scorso 2 gennaio.
Uno degli scialpinisti durante l’escursione si è ferito ad un ginocchio così il suo amico Nicolas Derely, che fortunatamente aveva segnale sul suo cellulare, è riuscito a dare l’allarme chiamando l’elisoccorso.
Il gruppo si trovava a 2.257 metri di quota sul Col d’Anterne che si trova nelle prealpi del Giffre, precisamente tra l’Alta Savoia e il Vallese svizzero.
L’elicottero è atterrato sulla montagna appoggiando il muso sulla neve
In pochissimi minuti è arrivato un elicottero della Gendarmerie PGHM (Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne) di Chamonix che li ha soccorsi con una speciale manovra chiamata tecnicamente hovering cioè quella di atterrare appoggiando il muso dell’elicottero sulla neve della parete della montagna.
Una manovra che richiede una altissima preparazione e concentrazione, infatti il pilota deve costantemente compensare gli spostamenti dell’elicottero dovuti al vento ed ai movimenti dei passeggeri e soccorritori.
Lo scorso 3 gennaio il sindaco ha emanato un’ordinanza molto interessante per tutti gli appassionati di sci e snowboard infatti l’amministrazione comunale di Ussita ha l’intenzione di procedere con l’apertura della skiarea della località sciistica di Frontignano di Ussita in caso di presenza della neve sulle piste da sci.
Colpo di scena, bus navetta (skibus) per trasportare gli sciatori
Per trasportare gli sciatori verranno utilizzati dei bus navetta (skibus) in quanto la seggiovia “Le Saliere” non potrà essere utilizzata perchè mancano ancora le verifiche ed i collaudi.
In vista dell’attivazione di questo servizio/impianto di risalita alternativo, ci sarà la chiusura al transito e divieto di sosta nella via Pian dell’Arco nei giorni prefestivi e festivi dal 5 gennaio al 31 marzo 2019.
Questo cambio di viabilità è reso necessario dal fatto che la strada già di per sè stretta con la presenza della neve subirebbe un ulteriore restringimento.
L’apertura delle piste sarà effettuata solo in caso di neve sufficiente e nei giorni prefestivi e festivi dal 5 gennaio al 31 marzo 2019. Nei prossimi giorni il Comune di Ussita renderà noti i nomi delle piste aperte e tutti i dettagli.
Il 4 gennaio è stata inaugurata nella località sciistica di Tarvisio la seggiovia “Nuova Tarvisio” ed a tagliare il nastro tutta la squadra italiana A di slalom maschile di sci.
La seggiovia Nuova Tarvisio sostituisce il vecchio impianto, una seggiovia biposto, ed ha una capacità oraria di 1.200 sciatori, è lunga 690 metri con un dislivello di 185 metri.
Questo nuovo impianto potrà essere utilizzato sia dagli sportivi durante gli allenamenti sulle piste da sci del Tarvisiano nonchè dai molti turisti appassionati di sci e snowboard.
L’incontro tra il noto comico Checco Zalone con il sindaco di Roccaraso Francesco Di Donato è stata una pura casualità infatti l’attore ha trascorso il Natale con la sua famiglia nella località sciistica.
A causa delle copiose nevicate avvenute nei giorni scorsi il furgone un Vito Mercedes noleggiato da Checco Zalone è rimasto intrappolato nella neve ed a questo punto il proprietario dell’hotel dove soggiornava ha chiesto aiuto al primo cittadino di Roccaraso che ha allertato gli addetti ai mezzi comunali sgombraneve ed ha permesso al comico di ripartire dalla stazione sciistica.
Molti i ringraziamenti da parte di Checco Zalone che tra l’altro ha un debole per Roccaraso. Una prova del suo amore è la famosa scena del film “Quo Vado?”
uscito nel 2016 dove si trova su una motoslitta sulla neve ed al telefono dice “Al circolo polare artico! Fa freddissimo, ma! Più di Roccaraso, di più!
Bollettino neve Frontignano: molta neve ma impianti chiusi
A sottolineare la necessità di un intervento è la capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Elena Leonardi, che dichiara: “Assistere impotenti a giornate di sole come queste ad alta quota dove la neve avrebbe permesso di sciare riattivando parte dell’economia colpita dal sisma, provoca forte rabbia, tanto più che con la mozione da me presentata sarebbero bastati 200.000 euro per iniziare a partire”.
L’apertura degli impianti di risalita a Frontignano di Ussita per ripopolare l’entroterra
In una situazione in cui l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di ripopolare l’entroterra duramente colpito dal sisma e sostenere l’economia delle zone interessate, ci si aspettava forse un maggiore interesse della Regione verso la situazione della stazione sciistica di Frontignano, su cui ancora pesano diversi problemi e che dopo il sisma del 2016 non ha più ripreso la sua attività. Prosegue la Leonardi: “A parole si va in una direzione ma a giudicare dai fatti purtroppo la Regione non è conseguente dimostrando disinteresse se per la terza stagione consecutiva la conseguenza è che quella che era tra le più rinomate stazioni sciistiche dell’Italia centrale è abbandonata a se stessa, considerati i necessari interventi che occorre fare per poter riavviare gli impianti di risalita”.
Per far ripartire la stazione sciistica di Frontignano basterebbe 200.000 euro
Ricordiamo che per riavviare una parte dell’impianto basterebbe lo stanziamento di una piccola somma da parte del Comune di Ussita, e la Leonardi chiedeva già in fase di discussione della mozione (giugno scorso) che fosse la Regione ad anticipare quei soldi, in attesa che si sbloccassero i 7.960.000 euro di cui al finanziamento complessivo dei fondi del sisma. All’appello si era unito chiaramente anche il Sindaco di Ussita, ma gli interventi furono senza successo, visto che l’Assessore regionale competente rispose che l’anticipo non poteva essere concesso, a differenza di altri casi simili.
Conclude la Leonardi: “Forse perchè a presentare la mozione era un consigliere dell’opposizione. Il risultato è che l’economia sciistica e tutto il suo indotto stanno, per il terzo anno, ricevendo un duro colpo che, mi auguro, conclude Leonardi, non sia quello di grazia causa spopolamento e avvilimento degli operatori e degli abitanti, nel rimanere ancora aggrappati in luoghi dove si può ormai solo sopravvivere e non vivere”.
Attualmente l’impianto di neve programmata riesce ad innevare alcune piste (per un totale di 4 km) della skiarea di Santa Maria Maddalena (Sarnano) servite da alcune sciovie e dalla una seggiovia situata a pochi metri dal rifugio di montagna “Baita La Capannina”.
Una delle fasi più delicate per chi ama andare in snowboard è la scelta dell’attrezzatura. Lo sanno bene gli amanti dello snowboard, che devono decidere qual è la tavola migliore per loro. Come fare? Vediamo quali sono gli elementi più importanti da tenere in considerazione.
Partite sempre dal definire il vostro stile di surfata, cioè come vi muovete sopra la tavola. esistono sostanzialmente 3 stili: Freestyle (siete tipi da snowpark con salti, rail ed evoluzioni), Freeride ( amate i fuori pista, la neve fresca e i cumuli di neve); All-mountain (siete tipi da montagna a 360 gradi, in foresta, sulle piste sui park).
In base allo stile esistono in commercio vari tipi di tavole, ideali appunto per ogni ambiente in cui sono poi utilizzate. La classificazione generale prevede:
– tavole da park (per snowpark e jibbing)
– da freestyle (per freestyle su ogni terreno)
– da freeride (per la neve fresca)
– all-mountain (per ogni terreno).
Le tavole comunque possono essere usate in ogni condizione, park e neve fresca. Ciò a cui dovete far attenzione è la proporzione tra dimensione e forza del rider e quelle della tavola. Ricordate che sono state studiate tavole apposite per la dinamica femminile, cioè persone con poca forza e piede piccolo (anche se questo non vale sempre e comunque per le donne, che in alcuni casi hanno più forza degli uomini).
Tavola da snowboard distinzione in base alla larghezza centrale
Vediamo ora la distinzione tra i vari tipi di tavole, in base alla larghezza centrale dello snowboard: narrow, medium, semiwide e wide. Qualsiasi tavola scegliate ricordate che gli attacchi devono essere montati facendo in modo che punte e talloni coincidano col bordo e che sporgano in maniera simmetrica. Se il vostro piede sporge più di 2 cm, vi consigliamo di cambiare tavola. Le misure più in circolazione sono tra i 24,5 e i 25,5 cm di larghezza per le tavole normali, tra 25,4 e 26 cm per le tavole midwide (piede da 43 a 45) e da 26 a 27 cm per le tavole wide per piedi superiori al 45.
Gli standard qualitativi delle tavole oggi sono elevatissimi, tenendo ben presente che quelle col bordo in plastica (sandwich) sono più pregiate di quelle senza bordino. Tenete ben presente anche la garanzia e l’assicurazione sull’attrezzo, elementi che sono sempre da valutare con attenzione. Una volta passate queste fasi, domandatevi sempre quali sono le vostre esigenze, ma ricordandovi che, se non siete professionisti, è il caso di indirizzarvi su tavole adatte in ogni ambiente, e che sarebbe opportuno comunque effettuare dei test prova.
Il primo elemento da valutare è l’altezza: le tavole all-mountain dovrebbero arrivarci tra il collo e gli occhi se le appoggiamo su di noi…da 150 a 160 cm per un’altezza dello sciatore di 180 cm. Le tavole da freeride arrivano tra naso ed occhi, mentre quelle freestyle al collo. Passiamo poi al peso, che deve assolutamente sopportare quello dello sciatore affinché non si rompa e resista agli urti. Se il vostro peso è maggiore andate su tavole più rigide, mentre per rails e jibbing di solito le tavole sono morbide. Importante è valutare anche la dimensione del vostro piede, che deve sporgere non più di 1,5 cm per parte e deve coincidere con le lamine. tenete poi presente le misure dette in precedenza, quindi se avete piedi particolarmente grandi orientatevi su tavole specifiche per voi.
Le tavole si differenziano poi in base alla forma, al raggio di sciancratura e al flax. Per chi è uno sciatore amatoriale consigliamo uno snowboard all-mountain con ottimo rapporto flax/proprio peso, visto che le all-mountain hanno flax non troppo rigido, raggio tra 7,8 e 8,5 mt ed uno shape che permette uscite fuoripista su neve fresca, divertimento al park e anche qualche buona evoluzione in pista.
Altra parte da considerare è la soletta, che può essere sia in plastica economica sia in plastica trattata ad alte temperature e che rende la tavola molto costosa (si consuma meno e si rompe più difficilmente). Nella soletta l’impronta (piccoli tasselli come per gli pneumatici) permette un drenaggio migliore. Va ricordato che ultimamente si sono diffuse nuove tecnologie nel mondo delle tavole, soprattutto per quello che riguarda la curvatura della stessa, che di solito era rivolta in alto come per gli sci. Ora ci sono 3 tendenze:
tavole a camber tradizionale: prestazioni ottime in curva ma molto tecniche per cambi di direzione;
tavole a camber piatto: senza curvatura, adatte per freestyle e con buon compromesso tra curvatura e maneggevolezza;
tavole a camber inverso (rocker): con ponte rovesciato in alto, maneggevoli e ottimi su neve fresca, con minore performance in curva.
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