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Canti di montagna del coro locale “La Cordata”

Molto applauditi e commoventi i canti di montagna del coro locale “La Cordata”
Festival degli Appennini a Montalto

MONTALTO MARCHE – Organizzato dal Coro “La Cordata” di Montalto Marche, si è tenuto nella Basilica Cattedrale di S. Maria Assunta, dove si erano svolti in precedenza altri eventi culturali di rilievo, il festival degli Appennini. Il coro montaltese ha aperto la serata con sei brani. Il coro “Città di Ala”, diretto dal maestro Enzo Cumer, ha presentato belle armonizzazioni rimanendo nella tipica timbrica trentina. Le voci cristalline dei coristi hanno evocato i ghiacciai della Marmolada e le guglie del Civetta la cui parete nord-ovest assomiglia ad un organo a canne e, quando soffia il vento, sembrano vibrare. Particolarmente sentita l’interpretazione di Stelutis Alpinis, spiccata leggerezza vocale nel Grileto e la formicola e grande dolcezza in Dicembre. Il coro “Marmolada” di Venezia, diretto dal maestro Claudio Favret, ha esibito un repertorio fortemente espressivo: strepitose le modulazioni e il vigore del canto armeno Alakiaz, così come la voce solista nel canto E mi me ne so’ndao. Rimane nella memoria di tutto il Canto dei battipali armonizzato da Vacchi; una cadenza ripetuta, quasi a materializzare e visualizzare la fatica di coloro che erano occupati ad infiggere pali di legno in laguna, su cui poi edificare.. e infine una voce singola, quasi liberatoria, a lavoro ultimato. Edizione del festival, dunque, ai massimi livelli: 22 brani e tre finali a cori riuniti per un pubblico conoscitore e attento e sempre più sensibile a tale genere di canto, manifestazione forte e spontanea dell’anima popolare. Corriere Adriatico 30/05

Bisogna salvare la montagna degli ascolani

Il presidenteDi Giacinto: “Avanti anche se non ci aiuterannoi marchigiani”

Trenta bacchetta il consorzio turistico e sollecita la riqualificazione degli impianti

VALLE CASTELLANA – Ha riportato un successo ben al di sopra delle attese la dodicesima edizione del raduno del Montanaro che si è svolto ieri a San Giacomo. L'importante iniziativa promossa dalla Pro Loco presieduta dall’architetto Umberto Trenta, in collaborazione con il gruppo Alpini presieduto da Argeo Iachini, ha rappresentato un ideale punto d’incontro tra i numerosi appassionati di montagna del Piceno e del Teramano, essendo San Giacomo e la Montagna dei Fiori al confine delle due regioni, Marche ed Abruzzo.

«Quest’edizione – ha riferito il segretario del gruppo Alpini Mauro Corradetti – è stata l'inaugurazione ad opera dell'associazione popolare Walter Pizi e della Pro Loco San Giacomo, di un manufatto commemorativo in memoria di Walter Pizi ideatore, promotore e realizzatore della cabinovia tra San Giacomo a Monte Piselli che vide la luce nel 1964».

«Nel quarantennale dalla sua scomparsa – ha ricordato Trenta – non può essere dimenticato lo spirito sociale e animo sportivo di Walter Pizi che volle, superando notevoli difficoltà, la realizzazione dell'importante opera affinché il popolo piceno amasse la natura, principio di sana e nobile ricreazione. La speranza è che oggi, ad un solo anno della scadenza della vita tecnica della seggiovia, non si lascino cadere nel nulla quei sacrifici, ma che invece si collabori tra enti confinanti affinché questi posti possano davvero risplendere di luce come fu grazie allo scomparso Walter Pizi”. Il sindaco di Valle Castellana ha puntualizzato che anche senza l’aiuto del versante marchigiano si andrà avanti lo stesso nella riqualificazione degli impianti.

La manifestazione si è snodata in diversi momenti. Il primo appuntamento ha visto il ritrovo dei partecipanti alle ore 7.30 presso il piazzale di San Giacomo da dove, dopo una breve colazione offerta dalla Pro Loco, una trentina di alpini, montanari ed appassionati hanno dato inizio all'escursione verso la croce di Monte Piselli, ove, dopo circa 2 ed ore un quarto di cammino, è stata letta la Preghiera dell'Alpino ed intonato il tradizionale canto “Signore delle Cime” in memoria di tutti i Montanari ed Alpini andati avanti. Un'altra escursione ecologica alla quale hanno preso parte intere famiglie con prole al seguito è partita alle 10 da San Giacomo ed ha avuto come obiettivo la riscoperta delle caciare e delle carbonaie.

Al rientro dell’escursione alla croce di Monte Piselli, intorno alle 12.30, è stata celebrata la messa al campo e durante il rito si è proceduto all'inaugurazione del monumento in memoria di Walter Pizi alla presenza della figlia Patrizia Pizi, del sindaco di Valle Castellana, nonché presidente del Cotuge, il Consorzio turistico dei Monti Gemelli, Massimo Di Giacinto, dell’architetto Umberto Trenta e del segretario del Gruppo alpini di Ascoli, Mauro Corradetti. Dopo la cerimonia tutti i partecipanti si sono riuniti presso il Ristorante Remigio I, dove Emidio D’Agostino e la sorella Silvia, hanno preparato uno squisito Rancio Alpino. Durante le libagioni allietate dal Coro Alpino La Piccozza di Ascoli sono stati consegnati premi alla fedeltà e al merito. Tra i premiati sono da ricordare Giulio Bachetti, Cesare Marcantoni, Egidio Mancini e Tullio Pallotta. Corriere Adriatico 30/05

Monte Piselli riparte da Pizi

Un occhio al passato per promuovere il futuro. E’ questo il senso della manifestazione che il 28 maggio si terrà a S.Giacomo nell’ambito del dodicesimo Raduno del Montanaro. Tra le varie iniziative messe in programma dalla Pro Loco di S.Giacomo e dal Gruppo Alpini Ascoli c’è infatti l’inaugurazione del monumento in ricordo di Walter Pizi, promotore e ideatore della cabinovia San Giacomo-Monte Piselli. «Attraverso la riscoperta di questa figura illuminata-dice il presidente della Pro Loco Umberto Trenta- vogliamo avviare quel rilancio della montagna e della stazione sciistica, creando uno stimolo a tutta la classe dirigente attuale. Walter Pizi riuscì a far convergere interessi politici e privati facendo realizzare un impianto ancor prima che ci fosse una strada di accesso alla stazione. Aprì la strada alle strutture ricettive e a tutto l’indotto che poi si è creato. Un vero pioniere da cui bisogna prendere esempio». Il monumento, posto tra il parco giochi e la struttura della vecchia partenza, è non a caso un pilone della ex cabinovia restaurato sulla cui base è posto un mezzobusto in bronzo di Walter Pizi (donato, nota Trenta, dalla stessa famiglia). «Tutta l’opera è stata resa possibile -aggiunge Trenta- grazie alla sensibilità del presidente della Fondazione Carisap, Marini Marini, e del presidente della Carisap Spa, Malavolta che hanno assicurato la loro presenza per il 28 maggio. Walter Pizi, allora direttore generale della Carisap scomparve prematuramente a 51 anni proprio dopo aver coronato il sogno della cabinovia». Il Raduno del Montanaro inizierà alle 7,30 presso il piazzale di S.Giacomo da dove dopo una breve colazione offerta dalla pro loco avrà inizio l’escursione verso la croce di M.Piselli. Qui verrà letta la preghiera dell’Alpino. Alle 12,30 la santa messa “al campo” e l’inaugurazione del monumento con la collaboraziione dell’associazione W.Pizi. Seguirà il rancio alpino alle 13,30 e la consegna dei premi alla fedeltà e al merito. Allieterà la manifestazione il coro La Piccozza. S.Bia. Fonte il Messaggero

Dati tecnici dei nuovi impianti a Sarnano

I dati tecnici delle due seggiovie che saranno costruite prossimamente a Sarnano:

Seggiovia biposto S.Maria delle Nevi-Sassotetto (Comune di Sarnano)
Sostituisce la vecchia cestovia/seggiovia Graffer del 1963.

Q.s.l.m. 1288,68-1581,71
Costruttore parti elettromeccaniche Graffer Seggiovie s.r.l.- Trento
Biposto a morsa fissa
Stazione Motrice a Valle
Stazione Tenditrice a Monte (idraulica)
Lunghezza orizzontale m 863,94
Dislivello m 293,11
pendenza media 33,93%
Lunghezza sviluppata m 925,55
Portata oraria 1.200 p/h
Velocità 2,50 m/sec
Potenza motore 160 KW
Diametro fune traente mm 32


Seggiovia triposto LISEB , sostituisce le due sciovie della Maddalena

Costruttore parti elettromeccaniche Graffer Seggiovie s.r.l.- Trento

Funzionamento: Invernale-Estivo (sciatori e pedoni)

Stazione motrice-tenditrice a valle (quota fune)m s.m. 1406.72
Stazione di rinvio a monte (quota fune) m s.m. 1591.52
Lunghezza orizzontale m 600.79
Dislivello m 184.80
Pendenza media percentuale % 30.76
Angolo di inclinazione medio gr 17.06
Lunghezza sviluppata m 637.35
Pendenza massima convenzionale della fune % 44.72
Sostegni di linea 10
Rulli 168
Intervia delle funi alle stazioni m 4.636
Intervia delle funi in linea m 4.636
Seggiolini seggiole triposto 81
Equidistanza tra i veicoli m 15.74

Esercizio invernale
-velocità m/s 2.60
-durata del percorso min.s 4.05
-intervallo tra i veicoli s 6.0
-potenzialità di trasporto p/h 1800

Esercizio estivo
-velocità m/s 1.20
-durata del percorso min.s 8.51
-intervallo tra i veicoli s 13.1
-potenzialità di trasporto p/h 820
Potenza massima assorbita kW 129
Potenza del motore elettrico in c.c kW 150
Potenza del motore di recupero CV 158
Velocità con il motore di recupero m/s 1.00
Diametro nominale della fune portante-traente mm 36
Azione del dispositivo di tensione daN 28000±10%
Senso di rotazione orario
(ramo in salita a sinistra guardando verso monte)

Mistero sui Monti Sibillini

Da Montemonaco a Montegallo un unico filo conduttore avrebbe portato nel Medio Evo alla realizzazione dei luoghi sacri Sette chiese ricalcano la costellazione della Vergine La singolare scoperta della ricercatrice Giuliana Poli: un trapezio parla delle “sette sorelle” di ENNIO MANCINI

Le chiese dedicate alla Madanna che si trovano in sette particolari punti dei monti Sibillini si rispecchiano tutte nella costellazione della Vergine. Per la loro posizione geografica formano una "copia" perfetta rispetto alla posizione delle stelle della costellazione. E' questa la scoperta fatta dalla ricercatrice ascolana Giuliana Poli e che da oggi ci farà guardare le stelle del cielo con particolare attenzione. Le chiese che formano questo incredibile sincronismo sono quelle di Santa Maria in Pantano che corrisponde anche alla Spica, ovvero la stella principale della costellazione della Vergine. Le altre chiese sono Santa Maria in Lapide (Montemonaco), Santa Maria dell'Ambro (Montefortino), Santa Maria in Casalicchio, Santa Maria delle Cona (Montegallo), Madonna delle Gee (Montegallo) e Santa Maria di Foce (Montemonaco). Ebbene tracciando una ipotetica linea tra tutte queste chiese dei Monti Sibillini si forma un trapezio, l'esatta copia delle stelle che formano la Costellazione della Vergine. E tutte e sette le chiese sono dedicate alla Vergine Maria. Nel mondo di disegni "celesti" simili e più famosi si trovano solo in Francia e all'interno della chiesa di San Luca a Bologna. «Sono giunta a questa scoperta -ha rivelato la dott.ssa Giuliana Poli- compiendo oltre un centinaio di interviste a persone anziane che vivono nella zona dei Monti Sibillini. Ero alla ricerca di tradizioni riguardanti il sacro e il profano come asssitente dell'antropologo e archeologo Mario Polia. Nella frazione Colle Luce di Montegallo un'anziana donna mi ha rivelato la storia delle "sette sorelle" che poi sarebbe stato oggetto di studio per oltre un anno. Ho rilevato che la costellazione della Vergine si identifica con le sette chiese mariane dedicate tutte a Santa Maria. C'è un sincretismo tra la figura della Madonna con la Sibilla, come figura divinatrice».
Le sette chiese mariane dei Monti Sibillini sono state costruite tutte durante il Medio Evo. Alcune sono state ristruttrate nel periodo del Rinascimento, ma la loro origine è medioevale. «Per tutto ciò che riguarda la costruzione delle sette chiese -ha affermato l'avvocatessa ricercatirce- le varie ipotesi saranno meglio scandagliate in un libro di prossima pubblciazione». Sembra anche di capire che a costruire le chiese potrebbero essere stati i Cavalieri Templari, fuggiti dalle persecuzioni nella vicina Umbria. Va anche detto che la scoperta inedita e originale fatta da Giuliana Poli verrà pubblicata il prossimo mese di giugno su una rivista specializzata. La stessa ricercatrice sta lavorando alla pubblicazione di un libro che oltre a comprendere l'eccezionale scoperta delle "sette sorelle", parlerà anche del tantissimo materiale trovato e delle testimonianze orali sulla Sibilla, le fate e il Guerrin Meschino. Altri studi della ricercatrice ascolana avrebbero portato anche alla scoperta di preghiere, ormai in disuso, che risalgono al periodo di Carlo Magno. Erano invocazioni forti contro il demonio. Dal Messaggero del 13/05/06 

Parco Sibillini 4° più visitato in Italia

AMBIENTE: PERUGIA, MONTI SIBILLLINI 4^PARCO PIU' VISITATO

(AGE) PERUGIA – Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è il quarto parco nazionale più visitato d'Italia. Questo è quanto emerso dal Rapporto Ecotur 2006, la classifica delle aree protette più visitate in Italia, presentato in occasione della XVI edizione di Ecotur Exhibition – workshop sul turismo ecologico. I dati del rapporto secondo il quale nel 2005 il fatturato globale dell'ecoturismo d'Italia ha fatto registrare un incremento del 9,9% rispetto all'anno precedente, generando un giro d'affari pari a 8,1 miliardi di euro, rivelano la lusinghiera posizione dei Sibillini che si piazzano appena dietro agli storici Parco Nazionale D'Abruzzo-Lazio e Molise, Parco Nazionale del Gran Paradiso e Parco Nazionale del Cilento, superando in classifica dei veri e propri mostri sacri del turismo verde come il Parco Nazionale dello Stelvio, del Gran Sasso – Laga e il Circeo. Il Parco dei Sibillini, si legge in una nota dell'Ente – è riuscito a dare risposte concrete alla domanda proveniente dal settore turistico, canalizzando l'interesse di un vasto pubblico non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. Tra i motivi di questa positiva svolta occorre annoverare innanzitutto la realizzazione del percorso escursionistico del Grande Anello dei Sibillini e del sistema dei rifugi ad esso collegati. Di grande richiamo risulta essere anche il prezioso patrimonio artistico valorizzato da una serie di percorsi urbani che si snodano nei differenti centri storici dei comuni del Parco. Vanno poi evidenziati gli sforzi fatti per l' attivazione di una rete dei musei del territorio, l' individuazione di nuovi percorsi escursionistici e per mountain bike, ma anche la realizzazione di pubblicazioni in lingua inglese, elemento fondamentale per le esigenze di questo importante settore del comparto turistico. Sono risultate assai significative anche le azioni volte a coinvolgere direttamente le aziende agricole del Parco, ponendo l' accento sulla tradizione eno-gastronomica del territorio e sulla valorizzazione dei metodi agricoli di produzione biologica. Per il raggiungimento di questo lusinghiero risultato è stato, però, fondamentale l' apporto che la comunicazione istituzionale dell'Ente ha saputo dare al territorio: su tutti, la grande visibilità garantita dall'ottimo sito del Parco – www.sibillini.net – che vanta oltre 600 visitatori giornalieri e l'incisiva opera di promozione effettuata presso le maggiori fiere internazionali come la Borsa Internazionale del Turismo di Milano, Park Life e il Salon des Randonnés di Parigi. Fonte (AGE)

I presidenti regionali sostengono la rielezione di Coppi

I presidenti dei comitati regionali della Fisi e i responsabili dei gruppi sportivi militari, si sono riuniti ieri sera a Padova prima della festa organizzata dal Caffé Pedrocchi per le medaglie olimpiche azzurre e hanno incontrato il presidente Gaetano Coppi. Durante l'incontro sono stati affrontati e chiariti nel dettaglio i 7 punti programmatici che i comitati zonali avevano proposto a Coppi in vista della sua rielezione. Coppi ha accettato le proposte dei presidenti regionali che hanno ribadito il loro unanime sostegno alla candidatura del presidente toscano all'assemblea elettiva programmata per il prossimo 10 giugno a Modena.

Ecco il contenuto dei 7 punti del programma: i componenti del nuovo consiglio federale dovranno essere concertati con i comitati regionali e rispondere alle necessità della federazione; alla fase decisionale dovranno prendere parte i rappresentanti della base; sarà necessario individuare nuovi sistemi per il reperimento delle risorse economiche attraverso la riorganizzazione dell'ufficio marketing, del Pool e l'identificazione di professionalità esterne; sarà prioritario il sostegno economico a società e comitati per una maggior considerazione dell'attività giovanile; il coordinamento dell'attività sportiva dovrà essere unico per ogni singola disciplina e prevedere un'unica strategia, un comune linguaggio tecnico e una precisa definizione dei ruoli; il rapporto di collaborazione con i gruppi sportivi militari è molto importante e andrà meglio integrato nel contesto federale; l'ufficio stampa andrà potenziato a vantaggio di una maggiore promozione e incisività dell'immagine della Fisi e un maggior coinvolgimento dei tesserati e delle società. Fonte Fisi.org del 12/5/06

La strada di nessuno

Strada di Forca Canapine, per l’Anas ci vogliono 30 milioni di euro

ARQUATA – Si è svolta l'annunciata conferenza dei servizi che aveva all'ordine del giorno il trasferimento di competenza della strada per Forca Canapine, che collega Marche e Umbria attraverso il lungo tunnel S. Benedetto. Presenti i responsabili dei compartimenti Anas di Marche e Umbria, il responsabile dell'Agenzia per il Demanio dell'Umbria ma anche, in qualità di osservatori interessati, i sindaci dei due comuni attraversati dal tratto stradale, Petrucci per Arquata e Alemanno per Norcia (rappresentava anche Cascia). Per la Provincia c'era il presidente Rossi supportato dall'assessore alla viabilità Offidani e dal dirigente del servizio viabilità Tartaglini.

La discussione ha preso le mosse dalla lettera con cui il direttore generale dell'Anas Claudio Artusi ha comunicato ai Ministeri delle Infrastrutture e dell'Economia che, dai calcoli fatti, i fondi occorrenti per i primi interventi urgenti di messa in sicurezza della strada in argomento ammontano a circa 4,6 milioni di euro mentre per una definitiva sistemazione della strada occorrono circa 30 milioni di euro. Contestualmente il direttore generale rileva che l'Anas non ha fondi. Questa posizione ha indotto il presidente della Provincia Massimo Rossi a porre un punto fermo alla vicenda: L'Anas propone di procrastinare una situazione equivoca che si è trascinata per troppo tempo. Ma – avverte Rossi – se entro la fine del mese la situazione rimarrà inalterata, convocheremo l'ultima riunione per il trasferimento delle competenze. Se anche in quella circostanza avremo un nulla di fatto, utilizzeremo subito un preciso strumento che la legge mette a disposizione per consegnare all'Anas ciò che è suo. La carta che la Provincia è pronta a giocare si chiama Regolamento di attuazione del Codice della Strada, ed esattamente gli articoli 2 e 4. In particolare, il comma 7 dell'art. 4 del regolamento dice testualmente: Qualora l'amministrazione che deve prendere in consegna la strada, o tronco di essa, non interviene nel termine fissato, l'amministrazione cedente è autorizzata a redigere il relativo verbale di consegna alla presenza di due testimoni”.

Corriere Adriatico 9/05

Traversata scialpinistica del Vettore

A chiusura della stagione
Traversata scialpinistica del Vettore

ASCOLI – A chiusura della della stagione sciistica 2006, la sezione ascolana del Club alpino italiano organizza, con il patrocinio dell’Assessorato al turismo della Provincia, la traversata con gli sci del Monte Vettore. L’escursione, alla quale parteciperanno guide alpine, maestri di sci, soci del Cai e della Federazione italiana per la sicurezza sulle piste da sci, è per domenica 14 maggio. Il programma prevede la partenza in pullman dal piazzale della stazione alle ore 7. L’inizio dell’escursione, a Forca Canapine, è per le ore 8.30, per arrivare, sci in spalla, alla vetta del Monte Vettore e quindi sciare nella valle del Lago di Pilato. L’arrivo, a Foce di Montemonaco, è previsto per le ore 15. Seguirà il pranzo. La quota d’iscrizione è di 15 euro. I partecipanti dovranno munirsi di sci, scarponi, bastoncini, zaino con portasci e scarponcini da trekking. Le prenotazioni, fino ad esaurimento posti, dovranno avvenire entra martedì presso Rirì Sport (via Iannella 17-21); Exum (Circonvallazione ovest 35); Tarquini Sport (viale della Repubblica 29); Bustacchini Sport nuova (via Mari 59) e Master (via Cairoli 38). Info: 328 6004225 e 347 5782664.

PASTEGGIATE – Terzo appuntameno con le “Pasteggiate” di Cai e Slow Food. Domenica escursione tra Altino e Santa Maria in Pantano (Monti Sibillini) con pranzo alla Country House “La Cittadella” con menù a base di erbe di campo.

Corriere Adriatico 5/5

S.p. 230 di Forca Canapine: segnali d’apertura

L'assessore provinciale alle Infrastrutture, Giovanni Moriconi parla di “situazione che sta evolvendo nella giusta direzione”

VALNERINA — La filiale umbra dell’Agenzia del Demanio ha ribadito “la piena disponibilità ad intervenire alla sottoscrizione del verbale di consegna della s.p. 230 di Forca Canapine”. Dunque spiragli per una conclusione a lieto fine della vicenda che ha visto protagoniste, nei giorni scorsi, la Provincia di Ascoli Piceno appoggiata da quella perugina, il cui presidente Massimo Rossi aveva ventilato l’ipotesi di una chiusura della galleria di Forca Canapine a partire dal 2 maggio in assenza di segnali da parte dell’Anas.
Segnali che sembrano arrivati ed il 2 maggio è trascorso senza che i collegamenti tra Umbria e Marche abbiano registrato chiusure. L’assessore provinciale alle Infrastrutture, Giovanni Moriconi è stato chiamato dal capogruppo dell’Udc, Luigi Andreani a riferire in consiglio sull’attuale stato di fatto della vicenda.
Moriconi ha citato i due D.p.c.m. (2 febbraio 2006 e 23 novembre 2004) che stabiliscono che l'Anas “deve prendersi in carico la gestione di alcune strade, tra le quali rientra pure la s.p. 230, a partire dal 1° aprile scorso”. “La strada in oggetto è molto importante per l’Umbria che soffre di collegamenti trasversali — ha affermato Moriconi -. Infatti, dal punto di vista degli assetti viari si ricollega con la Tre Valli, che garantisce il collegamento Umbria-Marche, la Flaminia e la E45. Il problema è serio, poiché versa in una situazione drammatica, con dispendio di risorse da parte sia della Provincia di Ascoli Piceno che di quella di Perugia. Ma alla luce della missiva del demanio si deduce che la situazione stia evolvendo verso la giusta direzione”.
Andreani, si è ritenuto “soddisfatto” della risposta data, ma ha puntato il dito conto l’amministrazione provinciale marchigiana che “non investe risorse per la manutenzione della galleria di Forca Canapine”. Non si è fatta attendere la puntualizzazione di Moriconi che ha tenuto a precisare “come Ascoli Piceno spenda ogni anno oltre 250mila euro in manutenzione di illuminazione di una galleria per la quale non sono previste competenze in merito. Un'anomalia denunciata dal presidente Rossi”. Fonte Umbrialive.it