Parco Nazionale dei Monti Sibillini: descrizione, leggende, curiosita’, attivita’ sportive

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Descrizione

La catena dei Monti Sibillini si estende per circa 40 chilometri da nord a sud nell’Appennino centrale, tra le Marche e l’Umbria ; costituita prevalentemente da rocce calcaree, raggiunge la massima elevazione nel monte Vettore (2478 m), che sovrasta il lago Pilato, situato a un’altezza di 1949 m. Gran parte dell’area fa parte del Parco nazionale dei Monti Sibillini, istituito nel 1993 a tutela delle specie originarie di flora e di fauna. Il parco riveste anche un notevole interesse storico e artistico: al suo interno si possono infatti visitare borghi medievali, mulini, chiese romaniche.

Leggende

Ecco un parco che guarda il mondo dalla parte delle radici, direbbe il Guerrin Meschino. L’ignaro condottiero s’avventurò nei recessi della montagna alla ricerca delle proprie origini finendo prigioniero della magica dimora della Sibilla, l’ illustre profetessa che raro alti secreti altrui rivela. Un’altra leggenda racconta del lago di Pilato, nelle cui acque sarebbe celato il corpo del celebre procuratore romano. Condannato a morte da Tiberio, al suo rientro dalla Palestina avrebbe chiesto come ultima grazia che il suo cadavere fosse deposto su un carro trascinato da buoi senza guida. Partiti da Roma , gli animali sarebbero giunti sulle sponde del lago depositando nelle acque il loro macabro carico. Luoghi fatati e fatali, frequentati da maghi o negromanti (ai quali a un certo punto si giunse perfino a vietarne l’accesso), montagne spoglie battute dal vento con oltre cinquanta vette che superano i duemila metri, pareti di roccia, morene, doline e vastissimi pendii, rivestiti in primavera dello splendore della flora appenninica capace di attirare centinaia di specie di farfalle. La più curiosa folleggia sulla montagna più alta, il Vettore, a quasi 2500 metri d’altezza: forse non a caso si fa chiamare “Erebia pluto belzebub”. L’antro della Sibilla. Sibillini, in quanto regno della Sibilla Alcyna. Qui si trovava il magico luogo delle delizie. Chi vi arrivava, dopo aver superato indicibili prove, poteva al massimo dimorarvi un anno, dopodiché era eternamente dannato. Si narra pure che la Sibilla e le sue ancelle per tre giorni alla settimana si trasformassero in serpi per poi riprendere nuovamente le loro ammalianti fattezze. II fantastico Guerin Meschino, il prode Antoine De la Sale, diversi umanisti e lo stesso Wagner visitarono il luogo e furono ispirati dalla celebre leggenda. Nel 1953 una spedizione dell’Accademia Reale Belga vi rinvenne tracce di antiche presenze. Sui prati intorno alla grotta della Sibilla fiorisce un fiore dall’aspetto magico, la rarissima genziana dinarica, dai grandi petali blu.

Curiosità

Dalla notte dei tempi. L’unico lago naturale dei Monti Sibillini, il lago di Pilato , è famoso per un minuscolo quanto esclusivo abitante. Un crostaceo fillopode privo di guscio lungo una decina di millimetri che è stato battezzato chirocefalo del Marchesoni (Chirocephalus marchesonii). I fillopodi sono animati antichissimi e, anche se questo è stato scoperto dagli studiosi solo nel 1953, è lecito pensare che da milioni di anni abitino il minuscolo lago glaciale, sopravvissuto a catastrofi e mutamenti ambientati che la nostra mente fatica anche solo a immaginare. Occhio alle spine. Probabilmente furono i Romani a importarlo dall’Africa, per le sue carni considerate prelibate. Fatto sta che l’istrice (Hystrix cristata) nel nostro paese si ambientò benissimo, tanto che oggi l’Italia è l’unico sito europeo dove vive questo grosso roditore, caratterizzato dai lunghi e acuminati aculei. Proprio gli aculei, che si staccano facilmente, sono il più sicuro indizio della sua presenza, dato che conduce una vita strettamente notturna. Un tempo perseguitato, l’istrice è di nuovo abbondante nelle aree protette dell’Italia centro-meridionale.

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