Lo Stelvio ha riaperto il 4 settembre, mettendo fine a una pausa durata venti giorni. Ad agosto erano ferme anche Zermatt, Saas-Fee e Hintertux, ma per motivi diversi: in Svizzera hanno pesato caldo e condizioni dei ghiacciai, mentre in Austria la sospensione estiva era già prevista dal calendario.
Il 4 settembre alle 6.30 gli impianti del Passo dello Stelvio hanno ricominciato a trasportare gli sciatori verso il ghiacciaio.
Una normale mattina di sci in quota, almeno all’apparenza.
In realtà quella riapertura ha chiuso una parentesi decisamente insolita per le Alpi: per venti giorni consecutivi non era rimasto aperto al pubblico alcun comprensorio alpino per lo sci estivo servito da impianti di risalita.
Lo Stelvio era stato l’ultimo a fermarsi, il 15 agosto, ed è stato il primo a ripartire. Il sito turistico ufficiale di Bormio conferma la riapertura delle piste e degli impianti dal 4 settembre, con sciovie operative prevalentemente nelle ore del mattino.
La particolarità dell’estate 2026, tuttavia, va raccontata con una precisazione importante: non tutte le località hanno interrotto lo sci per lo stesso motivo.
Lo Stelvio è rimasto solo, poi si è fermato anche lui
All’inizio di agosto il numero delle aree alpine ancora disponibili per lo sci estivo si era già ridotto drasticamente.
Dopo le sospensioni in Svizzera, per alcuni giorni il Passo dello Stelvio era rimasto l’unico comprensorio alpino ancora aperto al pubblico.
Dal 15 agosto anche l’area italiana ha però interrotto l’attività.
A quel punto il conto è arrivato a zero.
Una ricostruzione delle aperture estive mostra che dal 15 agosto fino alla riapertura dello Stelvio del 4 settembre non risultava disponibile nessuna area alpina con impianti operativi per lo sci estivo al pubblico.
Parliamo quindi di circa tre settimane, non della scomparsa definitiva dello sci sui ghiacciai.
Ma è comunque una fotografia significativa di quanto questa attività sia diventata più difficile da mantenere durante i mesi più caldi.
Zermatt si è fermata il 31 luglio
Uno dei primi segnali era arrivato dal ghiacciaio del Theodul, sopra Zermatt.
Il 31 luglio Zermatt Bergbahnen ha annunciato la sospensione temporanea dello sci estivo per gli ospiti.
In questo caso le ragioni sono indicate direttamente dalla società degli impianti: temperature persistentemente elevate, mancato raffreddamento durante la notte, ripetuti temporali e cambiamenti nelle condizioni della neve e del ghiacciaio.
Secondo l’operatore, non era più possibile garantire al pubblico un’attività sciistica con gli standard richiesti di sicurezza e qualità. Alcune piste di allenamento sono rimaste disponibili in forma limitata per squadre di Swiss-Ski.
È un dettaglio importante, perché permette di distinguere una sospensione determinata dalle condizioni del ghiacciaio da una normale pausa prevista nel calendario stagionale.
Saas-Fee ha resistito altri nove giorni
Poco più di una settimana dopo è toccato a Saas-Fee.
La località svizzera ha comunicato che il 9 agosto sarebbe stato l’ultimo giorno di sci estivo prima di una sospensione a tempo indeterminato.
Anche qui il motivo è stato indicato chiaramente dall’operatore: temperature elevate persistenti e conseguenti cambiamenti delle condizioni della neve e del ghiacciaio.
Nonostante il lavoro di preparazione delle piste, Saastal Bergbahnen ha spiegato di non poter più garantire la qualità e la sicurezza necessarie per piste e infrastrutture glaciali.
Dal 10 agosto, quindi, in Svizzera non era più disponibile al pubblico alcuna area per lo sci estivo.
A quel punto restava soltanto lo Stelvio.
Il caso Hintertux è diverso
Ed è qui che va fatta la principale correzione rispetto a molte ricostruzioni troppo semplicistiche dell’estate 2026.
Anche sul ghiacciaio di Hintertux, in Austria, a settembre non si scia.
Ma non è corretto mettere automaticamente questa sospensione sullo stesso piano di Zermatt e Saas-Fee.
Gli impianti del ghiacciaio continuano infatti a funzionare durante l’estate per l’attività turistica, mentre il sito ufficiale indica che la ripresa dello sci è prevista verso la fine di settembre 2026.
In altre parole, a Hintertux la pausa dello sci rientra nel programma stagionale 2026.
Non si può quindi scrivere che tutte le principali aree glaciali alpine abbiano chiuso contemporaneamente “per il caldo”.
Il risultato finale è stato lo stesso — nessuna pista estiva aperta al pubblico per alcuni giorni — ma le cause non sono state identiche.
Cosa è successo realmente nell’agosto 2026
La sequenza può essere riassunta così:
31 luglio: Zermatt sospende lo sci estivo per il pubblico a causa delle condizioni meteorologiche e glaciali.
9 agosto: ultimo giorno di apertura a Saas-Fee prima della sospensione provocata dalle alte temperature e dal deterioramento delle condizioni di neve e ghiaccio.
Estate 2026: Hintertux attraversa la pausa stagionale dello sci prevista prima della ripresa autunnale.
15 agosto: anche il Passo dello Stelvio sospende l’attività, lasciando le Alpi senza comprensori aperti al pubblico per lo sci estivo.
4 settembre: lo Stelvio riapre piste e impianti.
È questo, più che l’idea di una chiusura simultanea per un’unica causa, il dato interessante dell’estate appena trascorsa.
Perché è sempre più difficile sciare sui ghiacciai d’estate
Lo sci estivo dipende da condizioni molto più delicate di quanto possa sembrare osservando semplicemente la presenza di ghiaccio.
Non basta che il ghiacciaio esista.
Per preparare le piste servono una superficie sufficientemente stabile, condizioni compatibili con il funzionamento degli impianti e, soprattutto, temperature che consentano almeno un certo rigelo durante la notte.
È proprio il mancato raffreddamento notturno uno dei problemi esplicitamente citati da Zermatt nella decisione del 31 luglio.
Se la superficie rimane troppo calda per molte ore consecutive, la manutenzione delle piste e delle infrastrutture diventa più complessa.
A Saas-Fee l’operatore ha parlato analogamente di condizioni che non consentivano più di garantire sicurezza e qualità sufficienti nonostante il lavoro di preparazione.
Non significa che i ghiacciai siano scomparsi
L’immagine di “Alpi senza sci” rischia però di essere interpretata male.
Ad agosto i ghiacciai non erano ovviamente scomparsi e le montagne non erano completamente prive di neve.
Il dato riguarda esclusivamente lo sci estivo organizzato e servito dagli impianti di risalita.
Alcuni impianti continuavano inoltre a essere utilizzati da escursionisti e turisti anche quando le piste erano chiuse.
Hintertux, per esempio, mantiene aperto il ghiacciaio ai visitatori durante l’anno pur prevedendo la ripresa dello sci soltanto con condizioni autunnali più favorevoli.
Lo Stelvio riapre, ma lo sci si concentra al mattino
Il ritorno dello sci è arrivato venerdì 4 settembre.
Il programma ufficiale dello Stelvio prevede le funivie Passo Stelvio-Trincerone e Trincerone-Livrio dalle 6.30 alle 16, mentre alcune sciovie del ghiacciaio lavorano soltanto nelle ore mattutine.
Pajer e Cristallo, per esempio, risultano indicate dalle 6.30 alle 12.
L’orario racconta bene la logica dello sci estivo contemporaneo: sfruttare soprattutto le prime ore della giornata, quando le condizioni sulla neve sono generalmente migliori.
Con la riapertura italiana si è quindi conclusa la fase senza sci estivo organizzato sulle Alpi.
Perché questo episodio resta significativo
Lo sci sui ghiacciai ha avuto per decenni un ruolo particolare nella cultura alpina.
Non riguardava soltanto i turisti.
Le aree estive erano utilizzate da squadre nazionali, sci club e atleti agonisti per allenarsi nei mesi in cui alle quote più basse non esisteva possibilità di trovare neve.
A Saas-Fee, per esempio, l’attività estiva è esplicitamente legata anche all’allenamento delle squadre internazionali.
Più si restringe la finestra utile sui ghiacciai, più anche questa organizzazione deve adattarsi.
Per questo ciò che è accaduto nell’agosto 2026 va oltre la semplice domanda: “Dove si poteva sciare?”.
Mostra quanto sia diventato sottile il margine che separa una pista estiva utilizzabile da un ghiacciaio sul quale, pur essendoci ancora neve e ghiaccio, non è possibile garantire l’apertura al pubblico.
Una parentesi di venti giorni che fino a pochi anni fa avrebbe sorpreso
Lo Stelvio è di nuovo aperto.
Hintertux prevede di tornare allo sci con l’avvicinarsi dell’autunno.
Le stagioni invernali ripartiranno normalmente quando arriveranno neve e temperature adeguate.
Quello dell’agosto 2026 non è quindi un annuncio della “fine dello sci sulle Alpi”.
Ma resta un episodio difficile da ignorare.
Per venti giorni, tra il 15 agosto e il 4 settembre, chi cercava una pista da sci estivo servita da impianti sull’intero arco alpino non ne trovava una aperta al pubblico.
E forse il dato più interessante non è nemmeno lo zero.
È il fatto che per arrivarci siano bastate poche settimane.


















