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Covid, l’Alto Adige ha paura di un altro inverno senza sci e mercatini di Natale

In Alto Adige torna più forte che mai l’incubo del Coronavirus e quindi dello stop alla stagione sciistica 2021/2022. Esattamente il 9 marzo del 2020 si interrompeva infatti la stagione invernale dello scorso anno, e gli impianti restarono poi fermi per tutti i mesi seguenti.

Ora ecco che l’incubo sta tornando, a 20 mesi di distanza. Gli appassionati di sci devono infatti fare i conti con una risalita dei contagi che a quanto pare solo l’utilizzo del Green Pass può tenere a bada, almeno per quel che riguarda l’ingresso a piste ed impianti. A nord del Brennero infatti possono sciare solo vaccinati e guariti.

Bolzano e tutta la sua provincia sono praticamente in zona gialla, e da qui al passaggio in arancione che vorrebbe dire la chiusura degli impianti è davvero breve. Almeno questo è quello che ha dichiarato l’assessore alla sanità Thomas Widmann. «La quarta ondata – ha detto – arriva da nord e di certo non si ferma al Brennero. Siamo ad un passo dal deragliamento, anche perché in Alto Adige abbiamo una bassa percentuale di vaccinati». La quota di chi è vaccinato è infatti inferiore del 10% al resto dell’Italia. In due settimane i nuovi casi sono aumentati di 15 volte e il numero di ricoveri è triplicato. Secondo Widmann, «servono il rispetto delle regole in vigore, più controlli e la terza dose che da domani sarà accessibile a tutti dopo sei mesi».

Il governatore Arno Kompatscher ha aggiunto che l’incidenza dei casi è più alta in Alto Adige rispetto ad altre regioni non solo per questioni climatiche «ma anche per il basso tasso di immunizzati». «Non serve – ha aggiunto – escludere i non vaccinati dal Green pass, se questo non viene controllato».

E quindi a rischiare grosso non sono solo impianti e piste da sci, ma anche i classici mercatini di Natale, per i quali la situazione viene valutata giorno per giorno. Con la stagione invernale iniziata infatti, gli ospedali della zona devono far fronte già a una serie di ingressi maggiori a causa degli incidenti sciistici. In più ci sono 700 sanitari sospesi perché non vaccinati.

La quarta ondata della pandemia è arrivata comunque dal Nord Europa, con in Austria che l’incidenza settimanale dei casi è di 1422 e a Salisburgo di 1519, mentre in Italia è sotto 100. La situazione ospedaliera oltre le Alpi è disastrosa, con i responsabili dei servizi sanitari che hanno ammesso di avere spazio solo perché alcuni pazienti muoiono. Berlino sconsiglia viaggi in Austria, e chi torna deve stare 10 giorni in quarantena.

La stagione sciistica inizia tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, ad esclusione di Cervinia dove si scia già da alcune settimane. Arno Kompatscher ha proseguito: “I mercatini di Natale dell’Alto Adige sono osservati speciali. Di giorno in giorno valutiamo la situazione e l’eventuale necessità di limitare il numero di accessi oppure intraprendere altri provvedimenti. E’ un controsenso che chi viene sospeso perché non si è fatto vaccinare poi possa compensare, almeno in parte, il mancato reddito con dei sussidi. Comunque viviamo in uno stato di diritto e non siamo una dittatura sanitaria, come alcuni vogliono far credere, per questo gli uffici competenti valutano il da farsi”.

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Frontignano ski, dopo la gara deserta pubblicato il nuovo bando

Impianti Frontignano, approvato il progetto esecutivo di ripristino delle seggiovie
Nella foto gli impianti e le piste della ski area "le Saliere" nella località sciistica di Frontignano di Ussita

Dopo che il precedente bando per l’assegnazione della gestione degli impianti sciistici di Frontignano era andato deserto, è stato pubblicato il nuovo bando, che modifica le condizioni.

La scadenza del nuovo bando, appena pubblicato, è il prossimo 29 novembre, data nella quale, si spera, dovranno pervenire da parte dei privati offerte per la gestione degli impianti sciistici di Frontignano. La documentazione da compilare per presentare la candidatura è disponibile nel sito internet della stazione unica appaltante della Provincia di Macerata.

La precedente gara era scaduta, lo ricordiamo, il 26 ottobre, e richiedeva un canone annuale di 100.000 €. Il bando però era andato deserto e quindi si è deciso di cambiare le condizioni economiche dell’offerta.

Il Comune di Ussita comunque, nella persona della Sindaca Silvia Bernardini che guida l’amministrazione, resta ferma nella volontà di affidare ai privati la gestione della stazione di Frontignano. Attualmente nella stazione sciistica sono attivi alcuni impianti: le seggiovie quadriposto Lo Schiancio-Le Saliere e Pian dell’Arco-Belvedere.

Il problema è che gli impianti sono sostanzialmente fermi da 5 anni, in pratica dal sisma del 2016. Da quella data, dopo alcuni lavori di manutenzione, l’amministrazione comunale sta cercando di intervenire per dare in gestione la zona ai privati e riaprirla al pubblico. Un modo anche per garantire una ripartenza dei flussi turistici nella zona e per dare nuovo slancio all’economia locale, che tanto ha sofferto sia il terremoto che il Covid.

Cosa comprende il bando?

L’obiettivo è fare in modo che la stazione funzioni sia d’inverno, per dare forza a tutte le attività che sono collegate al mondo dello sci, che d’estate, per creare una rete che possa comprendere anche le attività dell’escursionismo, del cicloturismo, quelle all’aria aperta. Uno strumento utile anche per destagionalizzare l’offerta turistica insomma.

Nel bando è compresa la gestione di tutti gli impianti e delle strutture della stazione sciistica di Frontignano, compresi anche i rifugi Saliere, Cristo delle Nevi ed il Cornaccione. In più è compresa la manutenzione e la battitura delle piste da sci e il bike park. La concessione invece non comprende quelle strutture che sono inagibili e che saranno ripristinate più avanti grazie allo sblocco della ricostruzione.

Le condizioni economiche del nuovo bando per gli impianti sciistici di Frontignano di Ussita

Della gara si sta occupando la stazione appaltante della provincia di Macerata. La concessione avrà durata di 9 anni, rinnovabili per altri nove, e le tariffe per l’utilizzo dovranno prevedere agevolazioni per i residenti del Comune di Ussita, per chi possiede delle seconde case, per le associazioni sportive locali, per gli sci club, le scuole, i gruppi e le attività ricettive del posto. Nella stagione invernale 2021/2022 è prevista l’apertura degli impianti, mentre in quello estivo nei fine settimana e tutti i giorni ad agosto. Le condizioni economiche dell’offerta, come dicevamo, sono state modificate: il canone annuale richiesto è di 10.000 € per il primo anno, 20.000 € il secondo anno, 30.000 € il terzo anno, 70.000 € dal quarto anno.

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Con la Tesla in alta quota ma rimangono bloccati dalla neve a Limone Piemonte

Da Limone Piemonte a Monesi con la Tesla elettrica, ma restano bloccati sulla neve.

Le immagini dell’accaduto hanno già fatto il giro del web, e non poteva essere altrimenti. Due giovani liguri sono stati i protagonisti di questa vicenda divertente ma anche incredibile.

Con la Tesla sulla neve

Tutto è avvenuto nella mattinata di sabato 6 novembre, quando questi due giovani hanno deciso di prendere la loro auto elettrica, una Tesla per la precisione, e di tentare di scalare la salita insidiosa che porta da Limone Piemonte a Monesi, che era tra l’altro chiusa per neve.

Le cose non sono chiaramente andate come speravano i due ragazzi, visto che l’auto non è riuscita a proseguire lungo la salita ed è rimasta impantanata sul ghiaccio e sulla neve, così i giovani sono stati costretti a chiamare i soccorsi per uscire da questa brutta situazione.

Chiaramente l’accaduto è stato oggetto di divertimento per tutti gli escursionisti che nel frattempo passavano in quel tratto di strada, e che hanno prontamente fotografato la scena, commentavano divertiti quanto stavano vedendo ed hanno pubblicato i vari contenuti sulle pagine social, scatenando un turbinio di commenti.

Una vicenda che è diventata virale in pochissimo tempo quindi, e che ha messo questi due giovani liguri al centro della scena per qualche giorno. Probabilmente pensavano che il loro 4×4 bastasse per scalare una salita così ripida, che era tra l’altro chiusa già dalla scorsa metà di ottobre per le avverse condizioni meteo che avevano causato abbondanti nevicate in tutta la zona. Ricordiamo che questa strada si trova a circa 2200 metri di quota, in piena montagna.

Come era prevedibile quindi l’auto non è riuscita a superare l’arduo tratto di strada, ed i due sono rimasti intrappolati tra neve e ghiaccio. Hanno così abbandonato l’auto al suo destino e sono scesi, costretti a fare a piedi la strada verso il rifugio Don Barbera (che si trova a circa 1 km più avanti) per chiamare i soccorsi. A quel punto tra l’altro si è già nel territorio francese di La Brigue.

Il tutto è accaduto nella mattinata di sabato 6 novembre, intorno alle 11. I due ragazzi avrebbero deciso di tentare la scalata dell’Alta Via del Sale con la loro Tesla elettrica anziché fare il giro più largo per tornare a casa, a Limone appunto. Visto che nel momento in cui l’auto si è fermata i due si trovavano già in territorio francese, i Vigili del Fuoco non sono potuti intervenire, e i ragazzi hanno così dovuto aspettare ancora di più l’arrivo del soccorso stradale.

Una vicenda che può far certamente sorridere, ma che sta a ricordarci ancora una volta che la montagna è un territorio insidioso, in cui è fondamentale il rispetto delle regole. Nemmeno le automobili più belle e potenti possono contrastare la forza della natura in questi luoghi. Fate sempre attenzione dunque, per non mettere a repentaglio la vostra vita e quella degli altri.

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Gomme invernali 2021: quando scatta l’obbligo e quali scegliere

Come ogni anno, anche nel 2021 gli automobilisti devono tener conto che nella stagione invernale occorre cambiare le gomme dell’auto, montando pneumatici invernali che si adattino alle superfici ghiacciate e molto bagnate.

Per affrontare l’inverno in sicurezza quindi, il Codice della strada prevede norme particolari e all’art. 6, con la legge numero 120 del 29 luglio 2010, obbliga l’utilizzo di pneumatici invernali o catene a bordo a partire dal 15 novembre e fino al 15 aprile dell’anno successivo.

Dal secondo lunedì del mese di novembre 2021 scatta quindi l’obbligo di gomme invernali. Dal 2014 è concessa una deroga di un mese per montaggio e smontaggio: gli automobilisti possono iniziare il cambio gomme in anticipo, montando quelle invernali già dal 15 ottobre. Dal 15 aprile viene poi concesso un mese in più per lo smontaggio (fino al 15 maggio) e il montaggio di gomme estive.

Naturalmente il periodo di obbligo per le gomme invernali può variare in base alle zone, al clima e alle condizioni della strada. I vari enti possono prendere decisioni in autonomia comunicando poi ogni variazione con apposita segnaletica e nei vari siti internet. Le stesse comunicazioni sono poi inserite nei siti di Autostrade e dell’Anas.

Per chi non rispetta l’obbligo delle gomme invernali ci sono in previsione delle sanzioni. Nei controlli le Forze dell’Ordine possono sanzionare coloro che sono sprovvisti di pneumatici invernali o di catene a bordo. Le multe vanno da 41 a 168 euro se l’auto si trova in centro abitato, e da 84 a 355 se si è su strada extraurbana o autostrada. Può anche essere disposto il fermo del veicolo fino alla sua messa in regola.

Le gomme invernali sono uno strumento molto efficace per garantire la sicurezza stradale di se stessi e degli altri. Il veicolo ha una maggiore aderenza alla strada e quindi una maggiore sicurezza. Badate bene quindi alle gomme che saranno montate sulla vostra auto. Quelle ufficiali hanno la sigla M+S (Mud and Snow), cioè fango e neve.

In alternativa potete decidere di montare delle gomme quattro stagioni (All Season), che sono valide sia per l’estate che per l’inverno e ad ogni condizioni meteo. Ideali per chi non macina molti km. Chi sceglie questa soluzione non deve effettuare il cambio gomme stagionale. Ricordate sempre che potete anche scegliere di avere a bordo un set di catene da neve da montare all’occorrenza.

Nessun obbligo invece per ciclomotori e motocicli perché sono veicoli che non possono circolare con neve o ghiaccio.

Test pneumatici invernali 2021 parte 1

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Test pneumatici invernali 2021 parte 1

Per ottenere risultati significativi dai test occorrono procedure di prova accurate, collaudatori esperti e tutta una serie di criteri da valutare da 48 anni il tcs (Touring club svizzero) soddisfa queste prerogative e offre così una base decisionale indipendente per l’acquisto di pneumatici.

Come negli anni precedenti il test sulla neve è stato effettuato in finlandia sui 16 pneumatici testati di dimensione 195 barra 65 r15 91 t, uno ha ottenuto la menzione finale consigliato con riserva i pneumatici esaminati vengono comunemente montati su vetture di categoria medio bassa quali ad esempio volkswagen golf, renault megane e honda civic sono stati passati in rassegna 17 criteri da cui sono emersi 7 aspetti di valutazioni principali: xarreggiata asciutta, carreggiata bagnata, neve e ghiaccio con forte rumore consumo e usura.

Ecco i risultati più importanti del test pneumatici invernali 2021

Nell’ambito del test di frenata su fondo asciutto Vredestein winter track e Dunlop winter response 2 sono risultati migliori con 42 metri, 4 metri di meno di Barum polaris 5 il peggiore in assoluto per quanto riguarda lo spazio di frenata.

Circa due terzi dei pneumatici testati su fondo asciutto hanno ottenuto una buona valutazione solo le marche Contintal, Laufen, Barum, General tire e Kumo hanno perso punti preziosi secondo questo criterio.

In frenata su carreggiata bagnata Laufen ottiene con 33 metri il miglior voto contro Yokohama al quale occorrono 9 metri in più per raggiungere il punto di arresto.

In caso di forte pioggia General tire e Laufen iniziano a dare segni di aquaplaning già a partire da 81 chilometri orari mentre Goodyear ultragrip 9 più mantiene il controllo fino a 96 chilometri orari.

su strade innevate alla velocità di 50 km orari la vettura su cui sono stati montati gli pneumatici Barum si ferma tre metri prima rispetto a quella dotata di gomme Vredestein wintrac che ha bisogno di 29 metri per raggiungere il punto di arresto a prima vista tre metri possono sembrare pochi ma la velocità residua risultante di 16 chilometri orari può portare a lesioni importanti.

Con una prestazione di oltre 34 mila km Michelin Alpine 6 si aggiudica il primo posto per quanto riguarda l’usura superando di ben 12.000 chilometri il Maxis il peggiore secondo questo criterio con circa 27 mila chilometri il chilometraggio medio della classifica non risulta particolarmente elevato.

Dai test risultano molto consigliati e molto equilibrati in tutte le categorie i modelli seguenti: Dunlop Winter response 2, Goodyear ultragrip 9+, Michelin Alpine 6 Vredestein wintrac.

La menzione consigliato è stata invece assegnata a Bf goodrich geforce winter2, Continental wintercontact ts 860, Bridgestone blizzak lm 005, Falken euro winter hs 01, Laufen i fit lw 31, Maxxis Premitra snow wp6, Yokohama bluearth winter v 906, Barum polaris 5, Nokian vr snow proof, General tire altimax winter 3, Gt radial winter prof, Kumho wintercraft wp 51 è consigliato con riserva a fronte delle sue caratteristiche su fondo asciutto.

Non affidata a caso la scelta dei pneumatici per acquistare quello giusto occorre innanzitutto pensare al profilo di guida a seconda dei requisiti da soddisfare anche un pneumatico invernale di una marca meno nota può fare a caso vostro.

Fonte Touring club svizzero

Video test pneumatici invernali 2021 parte 1

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Zermatt, nella nota località sciistica un ristorante No vax è stato chiuso con il cemento

Una notizia davvero particolare sta facendo il giro del web. In Svizzera nella nota località sciistica di Zermatt un ristorante no vax si rifiutava di applicare le norme anti Covid in merito al controllo del Green Pass. Ecco che è intervenuta la polizia arrestando i titolari e ponendo dei blocchi di cemento all’ingresso. La magistratura ha però ritenuto i provvedimenti eccessivi, pur accertando le violazioni commesse.

Tutto questo è andato in scena nel Canton Vallese, in Svizzera. Un ristorante quindi aveva deciso, in maniera discutibile, di non seguire le norme anti Covid in merito al controllo del green pass all’ingresso e all’interno del locale. La polizia quindi ha deciso di arrestare i tre titolari e per far sì che le norme venissero seguite ha posto dei blocchi di cemento di fronte alla porta d’ingresso.

Una misura certamente drastica, che poi il web e i social hanno contribuito a rendere di fama mondiale. Il video mostra infatti i poliziotti che predispongono i grandi blocchi davanti al locale, in collaborazione con il comune di Zermatt. Ecco che sono partite molte discussioni, con anche la magistratura del posto che ha definito non proporzionate le misure della polizia e che ha annullato entrambi i provvedimenti. I giudici hanno comunque accertato le violazioni, e si agirà quindi di conseguenza.

Zermatt, va sottolineato, è una delle più importanti stazioni sciistiche d’Europa, ed i sindaci della zona sono alle prese con l’equilibrio costante tra il far rispettare le norme e il dare spazio alla stagione turistica. Nei locali il controllo del green pass sta diventando un problema, e così alcuni proprietari decidono autonomamente di andare contro la legge. I proprietari del ristorante in oggetto (Walliserkanne), hanno dichiarato espressamente di non voler seguire i controlli.

Il titolare aveva infatti dichiarato, ad una tv svizzera: «Il certificato è illegale a mio parere». Di fronte a questo atteggiamento così deliberato, i poliziotti hanno deciso di intervenire in maniera drastica, dopo però aver prima richiamato all’ordine i proprietari e poi aver chiuso temporaneamente il locale. Misure che però non sono state seguite dal ristorante, che è rimasto aperto anche durante la chiusura forzata.

Ecco allora che sono entrati in scena i blocchi di cemento. Il movimento dei no vax in Svizzera è rumoroso tanto quanto in Italia, e si è chiaramente schierato in favore dei ristoratori. Attualmente al titolare è stata sospesa la licenza commerciale ed il locale è chiuso al pubblico. Il pubblico ministero ha già annunciato che non farà ricorso e vi saranno ulteriori indagini per capire se esistono altri reati collegati alla chiusura.

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Asta deserta per il bando gestione degli impianti di Frontignano

Si è svolta in questi giorni l’asta pubblica per l’assegnazione della gestione degli impianti di Frontignano. La stazione sciistica del maceratese, all’interno del territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, sta cercando di risollevarsi dopo i numerosi problemi causati dal sisma.

Asta deserta per il bando gestione degli impianti di Frontignano

L’asta però è andata deserta, dimostrando come non ci sia un reale interesse commerciale da parte di professionisti ed imprenditori attorno a questo centro potenzialmente molto attrattivo. Ora il Sindaco sta pensando di riproporre a breve un nuovo bando.

Il bando andato deserto aveva infatti lo scopo di individuare il nuovo gestore della stazione turistica e sciistica di Frontignano di Ussita, uno dei centri invernali storici non solo della Regione Marche ma di tutto il Centro Italia. La gestione comprendeva, oltre agli impianti e alle piste, anche i rifugi “Saliere”, “Cristo delle Nevi” e “Cornaccione”, la manutenzione e la battitura delle piste da sci e il bike park di Frontignano.

Alla naturale scadenza del bando, ieri mattina, non è stata presentata però alcuna offerta per la gestione. Il Sindaco di Ussita Silvia Bernardini ha così commentato: “Andremo avanti, stiamo valutando i termini per scegliere la procedura. Vedremo se fare un altro bando a breve. Anche perché gli impianti sono pronti. L’intento è ripartire per la stagione invernale”.

Insomma il Comune non molla e sta ancora cercando chi nei prossimi anni potrà condurre la gestione di questo prezioso angolo di montagna. Tra i commenti alla vicenda c’è anche quello di un membro dell’associazione Pro Frontignano, che si è espresso così: “Nei mesi passati erano state formalizzate manifestazioni d’interesse da parte di più soggetti, è pertanto lecito pensare che, nonostante essi abbiano giudicato la base d’asta troppo alta, il loro interesse rimanga tuttora vivo”.

Nel bando, come base di gara, era stato inserito un importo del canone annuo pari a 100.000 euro. La concessione prevedeva una durata di 9 anni proprio dalla data della stipulazione del contratto, cioè dalla stagione 2021/2022 fino alla stagione 2029/2030 (per la precisione al 30 settembre 2030). Vi era però la facoltà di rinnovo in favore del concessionario per altri 9 anni, fino al 30 settembre 2039.

Ricordiamo che l’apertura degli impianti prevista per la prossima stagione invernale è prevista per l’8 dicembre, e che la stagione si concluderà ufficialmente il 9 maggio 2022. Condizioni meteo e quelle di innevamento permettendo, l’apertura potrà essere garantita tutti i giorni della settimana, attenendosi alle normative contro la pandemia.

Un vero peccato insomma. Ora aspettiamo l’uscita del nuovo bando per capire le condizioni di gestione e vedere se effettivamente ci sia un interesse da parte di qualche imprenditore. Ussita merita di certo la sua stazione sciistica.

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Sci, Bolognola ski riapertura piste ed impianti al 100% di capienza dal 4 dicembre

Dopo due inverni fermi a causa dell’emergenza Covid, ecco che gli impianti sciistici si preparano a ripartire per la stagione sciistica invernale 2021/2022. Tra questi c’è anche la stazione di Bolognola, il piccolo centro situato nell’Appennino marchigiano che, oltre al problema della pandemia, stava già affrontando il dramma del sisma del 2016 e della ricostruzione che stenta a ripartire.

Bolognola ski riapertura piste ed impianti al 100% di capienza

La stazione di Bolognola conta, ad oggi, ben 6 impianti di risalita ed un totale di 12 km di piste da sci. Un impianto che è davvero uno dei maggiori centri sciistici dell’Appennino, potremmo dire quasi un fiore all’occhiello non solo per la Regione Marche ma per tutto il Centro Italia. L’accesso per la stagione che sta per cominciare (ufficialmente prenderà il via il prossimo 4 dicembre) sarà per fortuna al 100%, anche se chi vorrà sciare potrà farlo solo se munito di Green Pass.

Il Direttore della Stazione, Francesco Cangiotti, in un’intervista all’ANSA ha spiegato come per l’inizio della stagione siano state seguite tutta una serie di procedure specifiche per garantire la sicurezza: “Rispetto a un anno fa è stato approvato il protocollo che indica le linee guida da seguire per la riapertura degli impianti. Abbiamo al momento previsto per il 4 dicembre la riapertura degli impianti che non avranno limitazioni negli accessi e quindi si torna al 100% della loro capienza”.

Accesso alla skiarea con Green Pass

Cangiotti ricorda ancora che: “L’accesso alla stazione potrà avvenire solo se in possesso di Green pass, mentre nelle aree comuni al chiuso si dovrà indossare la mascherina. Il Green pass, se funzionale alla riapertura degli impianti lo accettiamo, altrimenti riteniamo che sia una richiesta eccessiva, dato che lo sci è uno sport individuale e garantisce un naturale distanziamento tra le persone”.

La data del 4 dicembre è chiaramente indicativa, quella ufficiale. Lo stesso Cangiotti ha comunque garantito che la struttura è pronta ad anticipare l’inizio della stagione nel caso in cui la neve dovesse cadere copiosa nei giorni precedenti, diciamo da metà novembre. In questo periodo, poi, stanno proseguendo i lavori di preparazione delle funivie e dei vari impianti, così quando la neve tornerà da queste parti sarà tutto pronto per l’inizio delle attività.

In questi giorni, dice ancora Cangiotti “stiamo ultimando i preparativi per far sì che i nostri impianti, a cominciare dagli skilift e tapis roulant, siano pronti ad accogliere al meglio i tanti appassionati di sci e della montagna in generale. Se dovesse arrivare la neve prima di dicembre, apriremo le piste già da metà novembre. L’acquisto di skipass e noleggio attrezzatura potrà essere effettuato online a cominciare dall’inizio del prossimo mese”.

Francesco Cangiotti ha poi ricordato che l’estate è andata molto bene in termini di presenze turistiche, e che per l’inverno ci sarà un potenziamento dello sci di fondo e delle ciaspolate, oltre ad una serie di iniziative collaterali che vedranno protagonista lo ZChalet.

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Sulle piste addio a bombardino, punch e grappe. Sciare sotto effetto di alcolici sarà vietato dal nuovo decreto

Tra le tante novità in materia di sicurezza sulle piste e sugli impianti da sci, ce n’è una davvero particolare. Il decreto legislativo 40 del 28 febbraio 2021 infatti, introduce il divieto di sciare dopo aver bevuto alcol o aver fatto uso di sostanze stupefacenti. Una misura che vale nello svolgimento di tutte le discipline invernali.

Quando scatterà il divieto di alcolici sulle piste da sci?

Addio quindi a bombardino, punch e grappe sulle piste da sci, e addio a quei piacevoli momenti tra una sciata e l’altra. Il Decreto doveva entrare in vigore dal 1° gennaio 2022, ma negli ultimi giorni si è stabilito che le nuove norme partiranno dal 31 dicembre 2023. Il comma 1 dell’articolo 31 viene denominato proprio “Accertamenti alcolemici e tossicologici”.

Controlli con etilometro sulle piste da sci

Tale comma recita precisamente:

“È vietato sciare in stato di ebbrezza in conseguenza di uso di bevande alcoliche e di sostanze tossicologiche”. Il comma 2 poi prosegue dicendo:

“Gli organi accertatori, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l’integrità fisica, possono sottoporre gli sciatori ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili”.

L’articolo 31 si conclude infine con il comma 3 che specifica quanto segue:

“Quando gli accertamenti qualitativi di cui al comma 2 hanno dato esito positivo ovvero quando si abbia altrimenti motivo di ritenere che lo sciatore si trovi in stato di alterazione psicofisica derivante dall’influenza dell’alcool o di droghe, gli organi accertatori, anche accompagnandolo presso il più vicino ufficio o comando, hanno la facoltà di effettuare l’accertamento con gli strumenti e le procedure previste dall’articolo 379 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495”.

Limite tasso alcolemico

Insomma sempre più parallelismi tra le norme del codice della strada che disciplinano i controlli per chi viene trovato al volante in stato di ebrezza e quelle che regolano le piste da sci e gli atteggiamenti degli sciatori. Queste leggi stabiliscono attualmente un limite di 0,5 grammi/litro di alcol nel sangue, oltre il quale si viene dichiarati in stato di ebbrezza e soggetti a provvedimenti e sanzioni. Se il tasso alcolemico è oltre 0,8 grammi/litro, ciò diventa reato.

Nello stesso decreto, ricordiamolo, viene anche specificato l’obbligo per gli sciatori di possedere assicurazione RC e viene sancita l’obbligatorietà del casco mentre si scia.

Ultimo aggiornamento: assicurazione sci e casco obbligatorio entreranno in vigore tra due stagioni

Ultimissimo aggiornamento in merito alla questione dell’assicurazione e del casco obbligatori sulle piste da sci. Dopo le voci che hanno iniziato a girare in estate, ecco la notizia ufficiale. La legge 363 del 3002 che è attualmente in vigore per le piste da sci non può essere accantonata.

Assicurazione sci e casco obbligatori sulle piste

Ancora due stagioni, almeno, in cui si dovrà fare i conti quindi con le vecchie regole, con le Regioni che avranno così due anni per adeguarsi alla nuova normativa. Il motivo del rinvio probabilmente è da ricercare ancora una volta nel Covid, con la possibilità di dare agli enti più tempo per adeguarsi a norme che saranno certamente stringenti, ma che garantiranno più sicurezza.

I temi importanti per chi gestisce gli impianti sembra non siano tanto il casco o l’assicurazione RC obbligatoria in sé, ma altre questioni tecniche su cui sembra si debba ragionare molto. La legge quadro attuale è unica, non si può scomporre e quindi occorrerà attendere ancora due anni per far entrare in vigore le nuove normative.

Esempio pratico

Facciamo un esempio pratico. L’art.30 del D.Lgs n.40/2021 prevede che “lo sciatore che utilizza le piste da sci alpino deve possedere un’assicurazione in corso di validità che copra la propria responsabilità civile per danni o infortuni causati a terzi”. Ma il secondo comma dello stesso articolo dice invece che il gestore degli impianti “ha l’obbligo di mettere a disposizione degli utenti, all’atto dell’acquisto del titolo di transito, una polizza assicurativa per la responsabilità civile per danni provocati alle persone o alle cose”. Ciò quindi vuol dire prendere accordi antecedenti con le compagnie assicurative e mettere in campo una serie di pratiche che saranno lunghe.

Tra fine maggio ed inizio aprile già si era parlato di un’entrata in vigore della nuova legge dal 31 dicembre 2023, con i gestori degli impianti che non sembravano infatti preoccupati dei nuovi obblighi. Ora che la stagione invernale è alle porte ecco che tutto diventa più chiaro ed ufficiale, e così l’obbligatorietà dell’assicurazione per gli sciatori e del casco fino a 18 anni può aspettare, fino al 31 dicembre 2023 appunto.

Forse non si è voluto sovrapporre i preparativi per questi nuovi obblighi alle incombenze relative al Covid, che già stanno impegnando di molto i gestori dei comprensori. Di seguito la comunicazione ufficiale che Anaf ha inviato nella serata di ieri:

Per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio c’è una comunicazione che Anef ha mandato a tutti gli associati pochi minuti fa:

“Negli ultimi giorni ci è stato segnalato che varie fonti, tra le quali anche alcuni siti specializzati, stanno indicando termini sbagliati in merito alla data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 40/2021, che introdurrà un’ampia revisione della Legge 363/03. Precisiamo che tale Decreto Legislativo, varato dal Governo il 28 febbraio 2021, entrerà in vigore solo dal 31 dicembre 2023. Infatti il DL Sostegno 1 (Decreto Legge 41/2021), all’art. 30, aveva stabilito l’entrata in vigore della nuova norma con il 1° gennaio 2022, ma tale data è stata poi prorogata al 31 dicembre 2023 nel corso dei lavori Parlamentari di conversione. La Legge di conversione del DL Sostegno (Legge 21 maggio 2021 n° 69) riporta chiaramente la modifica e la proroga dei termini rispetto alla prima formulazione del testo e rappresenta il riferimento normativo certo e definitivo per l’interpretazione della scadenza”.

Ecco invece il testo ufficiale del decreto:

In relazione all’entrata in vigore del D. Lgs. 28 febbraio 2021, n. 40 (a decorrere dalla data sua entrata in vigore sarà abrogata la legge 24 dicembre 2003, n. 363 ad eccezione dell’articolo 5, commi 1, dell’articolo 7, commi 5 e 6, e dell’art. 23) il DECRETO-LEGGE 22 marzo 2021, n. 41 (D.L. “Sostegni”), coordinato con la legge di conversione 21 maggio 2021, n. 69, ha stabilito all’art. 30, comma 11 (pag. 43) che: “11. Al decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 40, è aggiunto, in fine, il seguente articolo: «Art. 43-bis (Disposizione finale). – 1. Le disposizioni recate dal presente decreto si applicano a decorrere dal 31 dicembre 2023.”

Quindi, ad oggi, le norme del D. Lgs. 40 /2021 entrano in vigore dal 31/12/2023,
e di conseguenza (art. 40 “Adeguamento alle disposizioni della legge” del D. Lgs. 40/2021):

Le regioni, entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto (N.B. 31/12/2024), adeguano le proprie normative alle disposizioni di cui al presente decreto e a quelle che costituiscono principi fondamentali in tema di sicurezza individuale e collettiva nella pratica dello sci e degli altri sport della neve.

I gestori delle aree individuate ai sensi dell’articolo 4 (aree sciabili attrezzate) e degli impianti di risalita adeguano, entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto (N.B. 31/12/2025), gli impianti di risalita e le piste da sci alle prescrizioni stabilite dal presente decreto.

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