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Zermatt Cervinia, Matterhorn ski paradise è il migliore comprensorio sciistico delle Alpi 2020

Importante premio assegnato, ancora una volta, al Matterhorn ski paradise di Zermatt Cervinia, che viene nominato come miglior comprensorio sciistico delle Alpi.

Ogni due anni si celebra infatti questo evento, il Best Ski Resort, che in realtà è uno dei più importanti studi indipendenti che prende in considerazione la soddisfazione degli ospiti della regione alpina, che pernottano e sciano nella zona. Zermatt aveva già vinto nel 2014 e nel 2016, ed aveva conquistato il secondo posto nel 2018. Ora, nel 2020, ancora una volta il gradino più alto del podio.

Ma come funziona questo importante premio?

Nel corso della stagione sciistica 2019/2020 sono stati intervistati ben 40.000 amanti degli sport invernali sulla neve che alloggiavano in 55 comprensori sciistici, che sono stati selezionati come i migliori in assoluto. La centralità del sondaggio consisteva in 20 criteri di soddisfazione: una serie di punti chiave tra cui le dimensioni del comprensorio, la qualità della neve e delle piste, l’atmosfera della località sciistica.

ZermattCervinia è un comprensorio sciistico internazionale che è stato posto da tutti al vertice delle otto categorie in gara: sicurezza sulle piste, atmosfera, autenticità, accoglienza, esclusività, scuole di sci, evento natura, divertimento/intrattenimento. Ha totalizzato un punteggio di 8,63 su una scala che va da 1 a 10.

Oltre al sondaggio premio Best Ski Resort 2020, nel 2020 si è svolto anche una sorta di confronto sul lungo periodo che mette al centro la soddisfazione degli ospiti dei resort dal 2012 al 2020. Da questo studio viene fuori che l’orientamento di Zermatt in ottica strategica è quello giusto. Anche in questo caso infatti è risultata vincitrice negli otto anni di riferimento con la media più alta di 8,43 in tutti e 5 i sondaggi.

Markus Hasler, CEO di Zermatt Bergbahnen AG ha dichiarato: “Siamo contentissimi di aver ricevuto per la terza volta il riconoscimento Best Ski Resort e della vittoria finale per il periodo 2012-2020, soprattutto poiché essi si basano sulle valutazioni sincere dei nostri ospiti internazionali e confermano che la strategia e la politica di investimenti di Zermatt Bergbahnen AG vanno nella giusta direzione. Consideriamo questo premio anche un incitamento a continuare a investire nella qualità dei nostri servizi e degli impianti di trasporto, ad esempio nella nuova cabinovia Kumme o nel grande progetto Alpine X”.

La stagione invernale 2020 qui nel comprensorio di Zermatt – Cervinia è già iniziata, visto che sulle piste le condizioni sono già quelle ottime per sciare. In totale sono disponibili oltre 26 km di piste, ma non appena le condizioni lo permetteranno si apriranno altre piste ed altri impianti. L’obiettivo è avere aperto l’intero comprensorio per il 28 novembre.

Situazione covid nel Matterhorn ski paradise a Zermatt Cervinia

La situazione legata al Covid non lascia di certo tranquilli i gestori, ma per garantire l’attività sciistica e gli sport invernali sicuri, Zermatt Bergbahnen AG ha elaborato un piano di protezione a 360 gradi, che è stato già applicato con successo nel corso della stagione estiva appena conclusa che ha visto i ghiacciai protagonisti. Mascherine obbligatorie per tutta la stagione 2020/2021 in tutti gli impianti, nelle stazioni e nelle aree di sosta e di attesa. Cabine, spazi pubblici, superfici ed attrezzature di uso comune saranno oggetto di pulizia accuratissima. Condizioni di cancellazione flessibile per tutti i clienti poi, per agevolarli il più possibile.

Lo sci a Zermatt e Cervinia è possibile grazie ad una mascherina speciale

Il comprensorio, inoltre, in collaborazione con la ditta ALLKOV ha prodotto una mascherina multifunzionale che può essere messa sul casco e fissata al supporto per gli occhiali da sci. Così quando è obbligatorio indossarla sarà facile metterla sopra a naso e bocca, mentre quando si esce sulle piste può essere messa intorno al collo per proteggersi dal freddo, e quando si torna a casa può essere usata per proteggere gli occhiali da sci. Una mascherina riutilizzabile con doppia membrana, che ha superato i test per i requisiti della norma AFNOR S76-001. Sarà disponibile da metà dicembre in tutti i punti vendita, nei chioschi e nel Peakshop di ZBAG, ma può anche essere ordinata su matterhornparadise.ch.

Skipass sul cellulare, grazie a Keycard Pure lo sci diventa green e salti le code

Da oggi anche lo skipass potrà essere presente sul vostro cellulare. Insieme alle tante applicazioni che utilizzano la tecnologia contactless grazie alla quale ad esempio possiamo passare i tornelli degli impianti sciistici, da oggi sarà possibile anche fare a meno delle tessere magnetiche.

Basta dunque tirare fuori il nostro skipass all’ingresso degli impianti. Con Keycard Pure sarà possibile caricare lo skipass direttamente sullo smartphone, facilitando così le operazioni di ingresso ai tornelli, aumentando la comodità e non sprecando materiali (come la plastica), tenendo sempre d’occhio l’ambiente e la natura.

Keycard Pure è quindi uno skipass innovativo realizzato in legno d’abete e creato dall’azienda Skidata, che ben si inserisce in un periodo storico in cui l’anticode è una soluzione ottima per eliminare una serie di problematiche relative all’emergenza sanitaria. Toccandolo con mano, questo innovativo skipass sembra essere un “frammento di Alpi” grazie al quale accedere agli impianti sciistici senza fare lunghe code. La tecnologia sta quindi sostituendo il normale skipass.

Un esclusivo pass in legno d’abete alpino quindi (tra l’altro prodotto con alberi certificati da foreste FSC) al cui interno c’è un chip RFID. Potete dunque caricare il vostro skipass online su Keycard Pure e recarvi direttamente sugli impianti sci ai piedi.

Un modo, insomma, per seguire i tempi nuovi, visto che anche gli sciatori del 2020 sono diversi da quelli del passato, e richiedono sempre tecnologie più avanzate. Nel mondo dello sci questo sistema sembra poi essere molto utile per passare da un impianto all’altro, tenendo sempre presente il rispetto per l’ambiente. Keycard Pure è infatti uno skipass ad impatto zero per il pianeta.

Questo nuovo skipass può essere prenotato e caricato direttamente da casa o dall’albergo. Un prodotto efficace e resistente, che potrebbe essere utilizzato anche in altre strutture o attività turistiche nell’ottica del destination management. Potrete inserirlo nella vostra tasca e da lì non spostarlo mai per accedere a piste ed impianti.

Ma non finisce qui, perché Skidata (azienda austriaca) quest’inverno testerà il dispositivo nell’area sciistica di Kitzbuehel. Una tecnologia Mobile Flow che permetterà quindi l’ingresso con il solo utilizzo dello smartphone. In Italia la nuova tecnologia sembra che arriverà solo nel 2021, con il Bluetooth Low Energy con il quale si userà il telefono senza consumare la batteria. Niente più biglietteria e assembramenti quindi.

Insomma grazie a questa nuova tecnologia i turisti potranno accedere agli impianti attivando sul telefonino la funzione Skipass con la tecnologia BLE. Arriverà una notifica immediata di apertura pista, e voi potrete subito prenotare il vostro posto per il giorno desiderato. Serafino Chierici, direttore generale di SKIDATA ITALIA ha spiegato: “Il nostro lavoro è quello di ridurre al minimo le incertezze del turista e le preoccupazioni del gestore degli impianti. Con le nuove tecnologie dimostriamo ancora una volta che SKIDATA è attenta all’ambiente, alle esigenze dei comprensori sciistici e alla felicità dell’utente finale”.

Ennesimo passo verso un’era più tecnologica quindi, quella che tra l’altro desiderano gli sciatori: soluzioni smart ed esperienze nuove.

Dior lancia la Ski collection: abbigliamento, sci, snowboard e accessori

La grande moda di Dior scende in campo, o per meglio dire in pista, per lanciare una nuova Ski collection. La nuova collezione si chiama Ski Capsule, ed avrà al suo interno abbigliamento maschile, sci, snowboard e accessori disegnati da Kim Jones, direttore creativo del menswear.

La nuova stagione sciistica mondiale quindi, che non inizia nel migliore dei modi visti i problemi con l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, potrebbe però regalare grandi soddisfazioni a tutti gli appassionati di sci e di montagna. Un nuovo modo di vestire che lega la qualità delle materie prime e la grande bellezza estetica.

La realizzazione della nuova ski collection di Dior è stata realizzata grazie anche alla collaborazione con alcuni brand specializzati nel settore dell’abbigliamento e delle attrezzature da sci. Tra queste ci sono l’azienda giapponese Descente, o gli svizzeri di Ak Ski, o l’azienda di equipaggiamento protettivo svedese Poc.

Da tutte queste collaborazioni sono nati capi di abbigliamento sportivo che sono in grado di coniugare prestazioni tecniche altissime e design minimalista ma che non disdegna un tocco di audacia. La partnership con Descente ha prodotto un’edizione limitata di Piumini impermeabili, molto leggeri ed isolanti, che sono poi cuciti con nylon ecologico e che sono imbottiti con piume di produzione e di provenienza etica.

Per resistere alle temperature poi, c’è un sistema di ventilazione invisibile e che si può regolare posta nella parte posteriore e nelle braccia. Uno specifico processo di spillatura, inoltre, garantisce moltissima impermeabilità. Nello stesso tempo è stata creata una versione con maniche rimovibili ed una giacca a vento. Ci sono poi i pantaloni, con un taglio aerodinamico che garantisce flessibilità e comfort: un prodotto ideale per chi pratica sci e snowboard. Tutte caratteristiche tecniche che si combinano con il grande stile di Dior, che si presenta con la fodera decorata con il classico motivo Oblique e nel logo tagliato al laser, che dà vita ad un gioco di texture.

Nella nuova ski collection di Dior ci sono poi anche un paio di sci ed uno snowboard, realizzati insieme a Ak Ski. Sono disponibili in due diverse misure, e realizzati in una lega di legno e carbonio esclusiva, che ha una grande capacità di assorbire gli urti. L’azienda Poc ha invece collaborato con Dior per realizzare caschi, occhiali e maschere, che presenta un campo visivo extra-largo e lenti Clarity, che danno molta sicurezza e moltissima protezione.

L’intera collezione Dior sarà disponibile da novembre solo in boutique selezionate e nei vari pop up Dior di tutto il mondo. Sarà possibile trovare anche guanti, una sciarpa e varie fasce in stile Dior.

Ciò che ha voluto fare Dior, insomma, è una splendida miscela di capacità tecniche e di bellezza estetica, un connubio rivolto a chi ama non solo sciare ma l’intero universo della montagna. Sarà quindi possibile vestire con questo bellissimo stile da capo a piedi. Una vasta gamma da cui scegliere con colori vivaci e moderni (pensate che le giacche sono in blu navy, giallo e viola).

Anche l’orso ha bisogno di coccole e vuole un abbraccio dal suo amico

In questo 2020 così complicato tutti noi abbiamo bisogno di un supporto da chi ci sta accanto. Anche Bruno questo splendido esemplare di orso ha bisogno di coccole e vuole un abbraccio dal suo amico.

Guarda il video

Cervinia, snowboarder falcia lo sciatore e scatta la rissa

E’ successo a Cervinia, uno snowboarder si stava avvicinando alla stazione di partenza degli impianti a velocità elevata quando ha falciato uno sciatore che non l’ha presa proprio bene.

Nel video lo sciatore vestito di rosso dopo essersi rialzato dopo l’urto ha iniziato a colpire con le racchette da sci la testa dello snowboarder. La scena è accaduta sotto gli occhi di molti turisti.

Coronavirus, il Dpcm fa chiudere le piste da sci

Nel nuovo Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si prevede anche la chiusura degli impianti sciistici, fino al prossimo 24 novembre. Il Governo insomma ha deciso per una stretta molto dura al fine di contrastare la diffusione del Coronavirus, che negli ultimi giorni ha fatto registrare numeri molto importanti come contagi.

Tra le tante chiusure previste nel nuovo documento, anche quella degli impianti sciistici, che avevano appena iniziato ad aprire i battenti per la stagione sciistica 2020/2021, e che in molti casi si erano organizzati con regole e norme di sicurezza. Niente da fare però, soprattutto dopo che sui quotidiani sono circolate alcune foto degli impianti di Cervinia già colmi di persone, con lunghe file alla biglietteria e con le cabine degli impianti di risalita pienissime.

Il decreto, in vigore da oggi, ha validità fino al prossimo 24 novembre. Sembra però che possano essere ammesse alcune deroghe speciali, legate a precisi protocolli di sicurezza che dovranno essere adottati. Si legge infatti così nell’art. 1, comma 9, lettera m del Decreto firmato da Conte:

“Gli impianti sono aperti agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”.

C’è quindi ancora una speranza per tutti i gestori e gli organizzatori, che tanto avevano cercato di fare per mantenere la sicurezza negli impianti. La sensazione invece è che per un errore di pochi paghino in tanti. Certo è che resta difficile garantire la distanza sociale e il massimo dell’igiene in situazioni in cui sono moltissime le occasioni di assembramento. resta invece salvaguardata la possibilità per gli atleti di allenarsi in pista. Nel decreto si legge infatti:

“Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionale ed internazionali o lo svolgimento di tali competizioni”.

Non è stato facile, a quanto pare, trovare un’intesa sulla chiusura degli impianti sciistici italiani. Sembra infatti che questo punto sia stato oggetto di moltissime discussioni in Consiglio dei Ministri, e di forte dibattito con il Comitato Tecnico Scientifico. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini (governatore dell’Emilia-Romagna), aveva infatti chiesto di eliminare dal testo del Decreto la parte relativa agli impianti di risalita. Una chiusura che infatti rischia di bloccare un intero settore, almeno n questa prima fase della stagione, e che darà un altro colpo durissimo al comparto del turismo.

Anche il vicepresidente della regione val d’Aosta e assessore allo sviluppo economico Luigi Bertschy ha fatto sentire la sua voce per commentare il Decreto, dichiarando che tra le regioni si sta lavorando per stipulare un protocollo di sicurezza valido appunto negli impianti di risalita.

“La chiusura degli impianti sciistici è un attacco pesantissimo alla montagna. La situazione deve essere valutata e noi ci stiamo muovendo con tutte le regioni che fanno dello sci uno dei pilastri delle loro economie, l’obiettivo è creare un protocollo condiviso che garantisca la sicurezza ma anche la possibilità di non rinunciare alla stagione sciistica. E’ un documento che dovrà essere approvato dal comitato tecnico scientifico”.

Il problema però restano i tempi stretti, visto che il Decreto è già entrato in vigore e più passano i giorni, più sarà difficile trovare un accordo in tempi rapidi. Prosegue l’Assessore: “Le code non sono durate più di un’ora sabato e oggi la situazione è del tutto tranquilla. L’apertura degli impianti oggi è stata del tutto positiva. Gli utenti hanno le mascherine, le persone sono distanziate”.

Fermare lo sci significa quindi, secondo molti addetti ai lavori, fermare interi territori e dire addio ad un’importante fetta di turismo, con danni irreparabili all’economia: “Bisogna che tutti prendano coscienza che lo sci è di vitale importanza per l’economia della montagna – prosegue l’assessore – ci aspettiamo che questa decisione venga rivista, ovviamente bisogna garantire lo svolgimento dell’attività in sicurezza. Speriamo di avere pronto il protocollo nel più breve tempo possibile”.

Il protocollo al quale si sta lavorando prevede una serie di norme e regole per garantire la sicurezza ed il distanziamento: “Incentiviamo ad esempio lo skipass online, che la val d’Aosta sta già favorendo, e cercheremo di evitare il più possibile gli assembramenti al mattino quando gli sciatori arrivano sulle piste e prendono i primi impianti per salire in quota. E’ chiaro che alcune abitudini degli sciatori devono cambiare per salvaguardare la possibilità di usare gli impianti”.

Rifugi sulle piste di Frontignano

Tre sono i rifugi situati sulle piste da sci della stazione sciistica di Frontignano di Ussita

Rifugio Saliere 1500 m

Il Rifugio Saliere si trova all’arrivo delle seggiovie delle Saliere. I servizi offerti sono bar, paninoteca e tavola calda. Sono disponibili tavoli all’esterno e sdraio. 

Rifugio Cristo delle Nevi 1830 m

Il Rifugio Cristo delle Nevi si trova all’arrivo della seggiovia di Selvapiana all’interno dell’edificio che ospitava la partenza della vecchia funivia della Val di Bove. Il rifugio è aperto anche in estate nei giorni di funzionamento dell’impianto. I servizi offerti sono bar, paninoteca, grapperia e tavola calda. A disposizione sdraio e tavoli sulla terrazza.

Rifugio Cornaccione 1950 m 

Il rifugio Cornaccione è all’interno della vecchia casa di arrivo della storica seggiovia del Cornaccione. I servizi offerti sono bar e paninoteca. Particolarmente bello il panorama che si gode dal rifugio in particolare verso la catena dei Sibillini ed il Monte Vettore.

Scopri le piste e gli impianti di Frontignano

Tutto sul comprensorio sciistico di Frontignano di Ussita

Freeride e Backcountry a Frontignano

Freeride e backcountry a Frontignano - Credits: Frontignano ski
Freeride e backcountry a Frontignano - Credits: Frontignano ski

Per gli amanti del freeride, backcountry e dello sci alpinismo sono a disposizione numerose opportunità nella località sciistica di Frontignano di Ussita. Ad esempio moltissime sono le varianti alle piste battute che riportano agli impianti di risalita. Segnaliamo le pendici del Monte Bicco con il relativo piccolo canalone, la spettacolare discesa dal Cornaccione verso il Canalone ed altri pendii a ridosso degli impianti da sci. Sono ovviamente adatte a snowboarder e sciatori esperti. Numerosissimi sono gli itinerari al di fuori della zona servita dagli impianti tra cui si segnalano diverse varianti all’interno della splendida ed incontaminata Val di Bove. Si ricorda che l’attività dello sci fuori pista è pericolosa, viene svolta a proprio rischio e deve essere fatta solo nelle situazioni nivometereologiche adatte e nel rispetto dell’ambiente montano (siamo all’interno di un Parco Nazionale).

Cartina Frontignano di Ussita – Mappa piste sci Frontignano di Ussita

Qui di seguito sono elencate le piste da sci e gli impianti di risalita della ski area di Frontignano ski

Piste da sci Frontignano di Ussita

  • Jacci di Bicco (Lunghezza mt 550, Dislivello mt 155)
  • Canalone (Lunghezza mt 2000, Dislivello mt 606)
  • Coturnice (Lunghezza mt 450, Dislivello mt 130)
  • Del Cornaccione (Lunghezza mt 1350, Dislivello mt 250)
  • Starna ((Lunghezza mt 330, Dislivello mt 88)
  • Campo Scuola (Lunghezza mt 110, Dislivello mt 15)
  • Pista Slittini (Lunghezza mt 110, Dislivello mt 15)
  • Saliere (Lunghezza mt 1200, Dislivello mt 224)
  • Direttissima Belvedere (Lunghezza mt 200, Dislivello mt 100)
  • Pian dell’Arco (Lunghezza mt 700, Dislivello mt 128)
  • Ginepro (Lunghezza mt 2000, Dislivello mt 324)
  • Trasferimento degli innamorati (Lunghezza mt 2700)
  • Collegamento Canalone Saliere (Boschetto)
  • Collegamento Saliere Canalone
  • Collegamento Parcheggio

Impianti di risalita a Frontignano

  • Seggiovia monoposto Selvapiana (Lunghezza mt 2000, Dislivello mt 606)
  • Seggiovia biposto Cornaccione (Lunghezza mt 2000, Dislivello mt 650)
  • Sciovia Jacci di Bicco (Lunghezza mt 2000, Dislivello mt 606)
  • Sciovia Coturnice (Lunghezza mt 500, Dislivello mt 147)
  • Seggiovia quadriposto Pian dell’Arco Belvedere (Lunghezza mt 943, Dislivello mt 222)
  • Seggiovia quadriposto ad ammorsamento automatico Lo Schiancio Le Saliere (Lunghezza mt 1073, Dislivello mt 222)
  • Seggiovia biposto Ginepro (Lunghezza mt 2000, Dislivello mt 324)
  • Tapis Roulant Camposcuola (Lunghezza mt 200, Dislivello mt 35)

Sci Fischer, la fabbrica in Ucraina distrutta da un incendio

La fabbrica degli sci Fischer distrutta da un incendio - Credits: Mukachevo.net
La fabbrica degli sci Fischer distrutta da un incendio - Credits: Mukachevo.net

Distrutta da un incendio la storica fabbrica degli sci Fischer, in Ucraina. La struttura era diventata un punto di riferimento per tutti gli sciatori e per il mondo dell’attrezzatura tecnica. Costruita negli anni ’40, ha iniziato a produrre sci Fischer nel 1988.

Pensate che il 60% della fabbricazione totale della Fischer veniva prodotta proprio nello stabilimento ucraino. All’interno venivano prodotte le attrezzature non solo del marchio austriaco, ma anche quelle di altri marchi famosi: Scott, Tecno Pro, Hagan, Rossignol, Alpina, Splitkein, Tecno.

Il 70% degli sci che erano prodotti in Ucraina venivano poi portati al centro logistico Fischer in Austria, da dove poi erano inviati in ben 43 Paesi del mondo tra cui Giappone, Canada e Stati Uniti. Dall’Ucraina invece gli sci vengono forniti direttamente a Francia e Canada.

Era il 2016 quando la fabbrica aveva annunciato di aver iniziato un percorso di produzione di componenti in carbonio anche per marchi automobilistici importanti ed internazionali, tra cui BMW, Audi, Porsche e Mercedes. Questo stabilimento situato a Mukacevo, poi, produceva anche bastoni per hockey di ghiaccio e contava su circa 1500 dipendenti. Le cause dell’incendio sono ancora da chiarire, ma nel frattempo sappiamo che nessuno è rimasto ferito.

La fabbrica occupava un’area di quasi 20.000 metri quadrati, a dimostrazione dell’importanza della struttura e del marchio collegato.

La notizia dell’incendio è stata diffusa dal servizio statale di emergenza dell’Ucraina (SES), e subito la notizia ha fatto il giro del mondo, colpendo in particolar modo gli appassionati di sci. Lo stabilimento di Mukacevo era il più grande in Europa per produzione di sci, tanto che il gruppo Fischer aveva deciso di spostare qui ben l’85% della sua produzione. Nel 2017 il fatturato aziendale aveva toccato quota 38 miliardi di euro, con un utile netto di 3,3 miliardi di euro.

Questo il comunicato della SES: “Il tetto di un edificio a un piano di un impianto di produzione e un magazzino (superficie totale di 20.000 metri quadrati), presso la fabbrica di sci JSC Tysa di Mukachevo, ha preso fuoco alle 02:00 ora di Kiev del 12 ottobre. Le unità SES hanno spento l’incendio su 9.000 metri quadrati alle 04:55 ora di Kiev”.

In questa fabbrica venivano prodotti ben 180 modelli di sci da fondo, 130 modelli di sci da montagna. Nel 2016 era stata anche annunciata la collaborazione con la metropolitana di Londra per la realizzazione di particolari materiali da utilizzare.

All’inizio la fabbrica era di proprietà privata, e negli anni ’70 iniziò la produzione di sci di plastica. Fu nel 1979 che il viaggiatore russo Dmitriy Shparo fece la sua prima spedizione di sci al Polo Nord con il marchio di sci Beskyd, prodotto proprio dalla fabbrica ucraina. L’altro importante marchio di sci, Tysa, è ancora in produzione.

Insomma una perdita simbolica quella della fabbrica ucraina, che però pone un problema anche aziendale nel mondo degli sci, che spesso decidono di de localizzare le proprie produzioni, aumentando i rischi e diminuendo, forse, il controllo diretto sul processo produttivo.

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