Un incendio si è sviluppato ieri intorno alle 2 di notte a Bolognola, località montana delle Marche conosciuta per la sua stazione sciistica. Le fiamme hanno interessato una porzione della pedana esterna situata sotto la zona grill del rifugio Z Chalet.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco, che hanno domato il rogo e messo in sicurezza l’area. Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio sarebbe riconducibile a cause accidentali. Fortunatamente non si registrano danni rilevanti né persone coinvolte.
Nel frattempo, lo staff della stazione sciistica ha fatto sapere attraverso i propri canali social che nevica da ieri e che il personale è già al lavoro per spalare la neve accumulata sulle terrazze delle strutture.
Le attività del locale sono regolarmente ripartite da questa mattina alle ore 8.30: rifugio, grill, bar e cucina sono tornati operativi. Gli apres-ski, invece, riprenderanno a partire dal 18 gennaio.
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Un furto spettacolare, degno di una scena cinematografica, ha scosso la tranquillità delle Alpi austriache. Nelle prime ore di domenica mattina, due uomini hanno messo a segno un colpo tanto audace quanto insolito in una località sciistica del Tirolo, tentando una fuga rocambolesca lungo una pista da sci con una cassaforte rubata. Il piano, però, è durato poco: grazie alla prontezza dei testimoni e all’intervento coordinato delle forze dell’ordine, i responsabili sono stati rapidamente arrestati.
Il furto notturno nel ristorante di Fieberbrunn
L’episodio si è verificato intorno alle 3:25 del mattino all’interno di un ristorante situato nel comprensorio sciistico di Fieberbrunn, in Tirolo. Due individui, inizialmente ignoti, sono riusciti a introdursi nel locale forzando gli accessi e hanno preso di mira una cassaforte.
Dopo averla strappata violentemente dal suo ancoraggio, i ladri non hanno scelto una via di fuga convenzionale: anziché allontanarsi a piedi o con un mezzo, hanno trascinato la cassaforte lungo una pista da sci adiacente alla struttura, sfruttando la pendenza per raggiungere il punto in cui avevano parcheggiato l’auto.
La fuga sugli sci e l’allarme dei testimoni
La scena, surreale e quasi comica, non è passata inosservata. Alcuni testimoni hanno notato i due uomini mentre caricavano il pesante bottino nel veicolo e hanno allertato immediatamente la polizia, fornendo indicazioni preziose in tempo reale.
Grazie alle segnalazioni, è stata avviata una fuga su larga scala del veicolo, che ha permesso alle forze dell’ordine di seguire rapidamente le tracce dei sospetti.
Arresto a Saalfelden: operazione coordinata della polizia
L’operazione si è conclusa con successo poco dopo. Gli agenti della Polizia di Lofer sono riusciti a intercettare l’auto dei fuggitivi a Saalfelden, con il supporto delle pattuglie provenienti da Kaprun ed Erpfendorf.
A bordo del veicolo si trovavano due cittadini rumeni di 47 e 50 anni, che sono stati fermati e arrestati senza ulteriori incidenti. Il colpo, studiato nei dettagli, si è così trasformato in un fallimento nel giro di poche ore.
Sospetti su altri furti tra Kitzbühel e Pinzgau
Le indagini non si fermano al solo furto della cassaforte. Secondo quanto emerso, esiste il forte sospetto che i due uomini abbiano rubato anche gli attrezzi da scasso utilizzati per l’effrazione in un’area più ampia, compresa tra Kitzbühele la regione del Pinzgau.
Per questo motivo, la polizia invita eventuali cittadini che abbiano subito furti simili a contattare con urgenza la stazione di polizia di Fieberbrunn al numero 059133/7202, al fine di facilitare le verifiche e collegare eventuali episodi correlati.
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Nel mondo dell’outdoor, del campeggio e delle soluzioni off-grid, la ricerca di sistemi sostenibili per cucinare, riscaldare l’acqua e produrre energia è sempre più centrale. Una stufa a legno portatile con generatore elettrico integrato rappresenta oggi una delle soluzioni più interessanti per chi desidera autonomia energetica senza rinunciare alla praticità.
Tra i prodotti più innovativi di questa categoria spicca il BioLite CampStove 2+, una stufa a biomassa progettata per trasformare il calore del fuoco in elettricità utilizzabile, consentendo di caricare smartphone, power bank, lampade e altri dispositivi USB mentre si cucina o si scalda l’acqua.
Come funziona una stufa a legno portatile con generatore elettrico
Il principio di funzionamento è tanto semplice quanto ingegnoso. La stufa utilizza combustibile naturale facilmente reperibile, come ramoscelli, pigne, pellet o piccoli pezzi di legna. Durante la combustione, il calore prodotto non serve solo per cucinare o bollire l’acqua, ma viene anche convertito in energia elettrica grazie a un generatore termoelettrico integrato.
Nel caso del BioLite CampStove 2+, la stufa è in grado di generare fino a 3W di elettricità, sufficienti per alimentare o ricaricare piccoli dispositivi elettronici tramite porta USB.
Riscaldare l’acqua e cucinare ovunque
Una delle caratteristiche più apprezzate di questa stufa a legna portatile è la sua efficienza termica. È possibile:
Riscaldare fino a 1 litro d’acqua in circa 4,5 minuti
Cucinare pasti completi utilizzando pentole, padelle o bollitori
Preparare caffè o tè anche in contesti completamente isolati
Il produttore consiglia di evitare pentole molto pesanti, come quelle in ghisa o di grandi dimensioni, per garantire stabilità e sicurezza durante l’uso.
Produzione di energia elettrica e batteria integrata
Uno dei principali vantaggi rispetto alle stufe tradizionali è la batteria interna da 3200 mAh, che consente di accumulare energia durante l’uso del fornello. In questo modo, la stufa può funzionare anche come power bank, permettendo di ricaricare dispositivi elettronici senza dover necessariamente mantenere acceso il fuoco.
La ricarica avviene tramite cavo USB, rendendo il sistema compatibile con la maggior parte degli accessori elettronici moderni come:
smartphone
orologi smart
lampade USB
power bank esterni
Sistema di ventilazione e combustione pulita
All’interno della camera di combustione è presente una ventola con quattro velocità, progettata per ottimizzare il flusso d’aria e migliorare l’efficienza della combustione. Le modalità disponibili permettono di adattare la fiamma a diverse esigenze:
turbo
bollitura
cottura lenta
fuoco da campo
Questo sistema garantisce una combustione più rapida, potente e quasi priva di fumo, migliorando l’esperienza d’uso e riducendo l’impatto ambientale.
Un pannello LED trasparente consente di monitorare in tempo reale lo stato della batteria, la velocità della ventola e l’intensità della fiamma.
Sicurezza, materiali e design compatto
La stufa è dotata di una barriera protettiva attorno alla camera di combustione interna, che assicura un utilizzo sicuro anche durante sessioni prolungate. Le gambe pieghevoli in alluminio garantiscono stabilità e facilitano il trasporto.
Caratteristiche costruttive principali:
corpo in acciaio inossidabile
struttura compatta: 12,7 × 20,1 cm
peso: 935 g
colore: argento/arancio
Grazie a queste dimensioni, la stufa è ideale per campeggio, trekking, escursionismo e situazioni di emergenza.
Accessori disponibili e contenuto della confezione
Oltre alla stufa, sono disponibili diversi accessori acquistabili separatamente, pensati per ampliare le funzionalità del sistema:
Produttore: BioLite Gamma di modelli: CampStove Materiale griglia: Acciaio inox / alluminio Numero piastre: 1 Accensione Piezo: No Periodo di garanzia: 2 anni EAN: 850003383491
Perché scegliere una stufa a legno portatile con produzione di energia
Scegliere una stufa a legno portatile per riscaldare acqua e produrre energia elettrica significa puntare su una soluzione:
ecologica e sostenibile
indipendente da gas e combustibili fossili
ideale per ambienti outdoor e situazioni off-grid
capace di unire cucina, riscaldamento e ricarica elettronica in un unico dispositivo
Una tecnologia che rappresenta il futuro dell’attrezzatura outdoor, combinando innovazione, praticità e rispetto per l’ambiente.
Un episodio potenzialmente molto grave ha messo a rischio le operazioni di soccorso alpino nel comprensorio sciistico della Gerlitzen, in Carinzia. Un drone pilotato da un ragazzo di 14 anni ha interferito con l’attività di due elicotteri di emergenza, costringendo uno di essi a modificare la rotta e creando una situazione definita dalle autorità come di “notevole pericolo”.
L’incidente è avvenuto il 30 dicembre scorso, intorno alle 13, lungo la pista Neugarten, come confermato dalla polizia locale.
Drone vicino all’elicottero durante un intervento di emergenza
Poco dopo le 13, l’elicottero di soccorso ARA 3 è atterrato in un’area adiacente alla pista da sci per effettuare un intervento di emergenza. Le operazioni erano coordinate dalla polizia alpina, presente sul posto per garantire la sicurezza dell’atterraggio.
Subito dopo la discesa al suolo del mezzo, un drone è improvvisamente comparso nelle immediate vicinanze dell’elicottero, volando poi per diverse centinaia di metri lungo la pista Neugarten fino a uscire dal campo visivo dell’agente che stava supervisionando l’operazione.
Secondo elicottero avvisato e costretto a cambiare rotta
Nello stesso momento, sopra il comprensorio della Gerlitzen stava sorvolando anche un secondo elicottero di soccorso, ALPIN 1, che rientrava alla base di Patergassen dopo aver trasportato un paziente all’ospedale di Villaco (LKH Villach).
Attraverso le comunicazioni radio, i piloti sono stati avvisati della presenza del drone, considerato dalle forze dell’ordine un serio rischio per la sicurezza del volo. Grazie all’allerta tempestiva, il pilota di ALPIN 1 ha potuto adattare la traiettoria ed evitare una possibile collisione.
Nuovo sorvolo ravvicinato e atterraggio vicino all’hotel
La situazione non si è risolta immediatamente. Poco dopo, il drone ha infatti sorvolato nuovamente a bassa distanza l’elicottero ARA 3, che nel frattempo si trovava fermo a terra, per poi atterrare nei pressi di una struttura ricettiva, un Alpengasthof situato nella zona.
A quel punto, un agente della polizia alpina si è recato all’interno dell’hotel per effettuare gli accertamenti e individuare il responsabile del volo.
Drone pilotato da un 14enne dalla stanza d’albergo
Gli investigatori sono riusciti rapidamente a identificare il pilota del drone. Si trattava di un ragazzo di 14 anni, cittadino tedesco, in vacanza con la madre, anch’essa presente al momento del controllo.
Il giovane aveva fatto decollare il drone dal balcone della stanza d’albergo e lo aveva pilotato al di fuori del campo visivo diretto, affidandosi esclusivamente alle immagini trasmesse dalla telecamera del dispositivo, una pratica vietata dalla normativa vigente.
Violazioni delle norme aeronautiche e denuncia
Dagli accertamenti è emerso che il drone non era registrato e che non era stata esibita alcuna assicurazione di responsabilità civile, obbligatoria per questo tipo di attività. Inoltre, il volo ha influito direttamente su un intervento di soccorso in corso, aggravando la posizione del responsabile.
Per questi motivi, le autorità hanno presentato una denuncia ai sensi della legge sull’aviazione, trasmettendo il fascicolo alla Bezirkshauptmannschaft di Villach.
Sicurezza e droni: un rischio sottovalutato
L’episodio riaccende l’attenzione sui rischi legati all’uso improprio dei droni, soprattutto in aree sensibili come piste da sci e zone di soccorso. Anche un dispositivo di piccole dimensioni può rappresentare un pericolo concreto per elicotteri, equipaggi e persone a terra, con conseguenze potenzialmente drammatiche.
Le autorità ribadiscono l’importanza di rispettare le regole, in particolare il divieto di volo vicino a operazioni di emergenza e l’obbligo di mantenere sempre il contatto visivo diretto con il drone.
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Un grave episodio di vandalismo ha colpito l’Alta Badia, mettendo in ginocchio uno dei servizi più importanti per residenti e turisti: le piste da sci di fondo del centro fondo di San Cassiano. Per due notti consecutive, tre automobili hanno invaso l’area innevata compiendo manovre pericolose e distruttive, causando danni significativi alle strutture sportive.
Un atto vandalico che compromette piste e servizi
Strutture danneggiate, superfici rese impraticabili e un servizio temporaneamente interrotto: sono queste le conseguenze dell’azione compiuta da tre veicoli che hanno fatto irruzione di notte sulle piste da fondo e nel campo scuola. Un comportamento che ha vanificato ore di lavoro svolto con professionalità e grande attenzione al territorio.
“Per due notti consecutive, tre veicoli hanno danneggiato gravemente la pista di fondo e il campo scuola, rendendoli impraticabili” è la denuncia arrivata, corredata da un video, dalla Scuola Sci di Fondo Alta Badia. Le aree prese di mira sono state quelle del centro fondo di San Cassiano, punto di riferimento per l’attività sportiva e didattica della zona.
Danni alle piste del centro fondo di San Cassiano
Nel filmato diffuso dalla scuola sci si vedono chiaramente le auto mentre effettuano manovre di drifting e brusche frenate sulla neve. Azioni che hanno distrutto il lavoro di preparazione delle piste, un’attività che richiede tempo, competenze specifiche e un grande impegno quotidiano da parte del personale.
“Un gesto inaccettabile che crea disagi a maestri, bambini e ospiti e danneggia l’immagine di qualità dell’Alta Badia” hanno spiegato i responsabili della Scuola Sci di Fondo. Le piste non sono solo un’infrastruttura sportiva, ma anche un elemento centrale dell’offerta turistica invernale, frequentate da famiglie, scuole sci e appassionati.
Giovani del posto coinvolti nell’episodio
Secondo quanto emerso, alcuni giovani della Val Badia sarebbero entrati con le loro automobili all’interno dell’impianto dell’Armentarola nelle prime due notti dell’anno. Quello che voleva essere un “divertimento” si è trasformato in un vero e proprio atto vandalico, causando danni rilevanti alle piste.
La preparazione dei tracciati da fondo richiede un lavoro costante e accurato, spesso svolto nelle ore notturne o alle prime luci dell’alba. Le scorribande con le auto hanno compromesso la sicurezza e la qualità delle superfici innevate, rendendole inutilizzabili.
Veicoli identificati e possibile intervento delle autorità
Le telecamere presenti nell’area hanno ripreso le targhe delle auto coinvolte, permettendo l’identificazione dei veicoli responsabili. Un elemento fondamentale per prevenire il ripetersi di episodi simili.
“Il drifting non è tollerato, tantomeno su una pista di fondo” viene spiegato dalla Scuola Sci. “I veicoli responsabili sono stati identificati e, in caso di ulteriori episodi, le targhe verranno segnalate alle autorità competenti. Rispetto per il territorio e per chi lo vive” concludono i responsabili.
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Tra neve, romanticismo e alta moda, l’inizio del 2026 di Tony Effe e Giulia De Lellis si è trasformato in un perfetto racconto di lifestyle alpino. La coppia ha scelto Pinzolo, nel cuore delle Dolomiti di Brenta, come base per una vacanza sulla neve in famiglia. Un soggiorno all’insegna del relax, della natura e dello stile luxury, dove a catturare l’attenzione non è stato solo il panorama mozzafiato, ma soprattutto un accessorio fashion dal valore iconico: gli stivali Rick Owens da quasi 2mila euro.
Una vacanza a Pinzolo tra famiglia, neve e primi momenti da papà
La vita di Tony Effe è cambiata in modo drastico nell’ultimo anno: lo scorso ottobre è diventato papà per la prima volta, mettendo su famiglia con la compagna Giulia De Lellis, incontrata al matrimonio di Cecilia Rodriguez e Ignazio Moser durante l’estate 2024. Ora, a quasi 3 mesi di distanza dalla nascita di Priscilla, non perde occasione per trascorrere del tempo in sua compagnia, lasciandosi immortalare spesso con il passeggino o con la piccola tra le braccia.
Per celebrare al meglio il nuovo anno da padre ha pensato bene di organizzare una vacanza familiare sulla neve, scegliendo Pinzolo, rinomata località turistica della provincia di Trento, apprezzata per l’atmosfera autentica e per la vicinanza ad alcune delle piste più prestigiose delle Alpi italiane.
Dove hanno sciato Tony Effe e Giulia De Lellis: la ski area di Madonna di Campiglio
Durante il soggiorno a Pinzolo, la famiglia ha approfittato della vicinanza con la celebre Madonna di Campiglio, una delle ski area più esclusive e complete d’Europa.
Il comprensorio fa parte del più ampio Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta, che collega:
Madonna di Campiglio
Pinzolo
Folgarida-Marilleva
Con oltre 150 km di piste perfettamente innevate, impianti moderni e scenari patrimonio UNESCO, Madonna di Campiglio rappresenta una meta ideale sia per gli appassionati di sci sia per chi cerca lusso, mondanità e servizi premium. Un contesto perfetto per una coppia che ama unire sport, relax e visibilità social.
Tony Effe in total black sulle Dolomiti: stile minimal, anima luxury
Poco prima di Capodanno Tony Effe è partito con Giulia De Lellis e Priscilla alla volta delle Dolomiti, così da godersi i primi momenti del 2026 nel più totale relax, circondato dall’amore e da meravigliosi panorami innevati.
Il rapper non ha rinunciato al glamour, scegliendo un look da montagna total black dall’estetica essenziale ma studiata nei dettagli:
pantaloni cargo con tasconi laterali
t-shirt nera a maniche lunghe
capelli rasati, simbolo della sua recente “svolta da papà”
Un outfit sobrio che diventa immediatamente fashion grazie a un singolo elemento statement.
Gli stivali Rick Owens da 1.995 euro che hanno rubato la scena
A fare la differenza nel look da neve di Tony Effe sono state le scarpe: un paio di stivali neri dalla silhouette maxi decorati con delle grosse corde color panna. Si tratta degli iconici “Lunar Boots” di Rick Owens, per la precisione il modello in pelliccia ecologica, la suola in gomma traslucida chunky e i lacci stringati che si legano dietro ai polpacci.
Sugli e-commerce di moda di lusso vengono venduti a 1.995 euro e rappresentano una delle calzature più riconoscibili del brand. Perfetti per un outfit da montagna a effetto “lunare”, questi stivali trasformano una vacanza sugli sci in una sfilata ad alta quota.
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Un episodio grave e purtroppo ancora troppo frequente si è verificato nei giorni scorsi sulle piste di Merano 2000, in Alto Adige. Un cane di taglia media è stato lasciato chiuso per oltre due ore all’interno di un SUV parcheggiato in quota, mentre il proprietario si godeva una giornata sugli sci. Solo il tempestivo intervento dei Carabinieri ha evitato conseguenze ben più gravi per l’animale.
Cane chiuso in auto per ore: la scoperta durante i controlli
L’intervento è avvenuto durante un servizio di vigilanza e perlustrazione svolto dai Carabinieri sciatori della Stazione di Avelengo, impegnati quotidianamente non solo nel soccorso sulle piste ma anche nei controlli delle aree di sosta e dei parcheggi.
I militari stavano ispezionando le piazzole di parcheggio situate tra la partenza a valle della funivia e la località Falzeben, quando hanno udito dei lamenti insistenti provenire da un SUV in sosta. Avvicinandosi al veicolo, hanno scoperto che all’interno si trovava un cane meticcio di taglia media, chiuso nell’abitacolo e in evidente stato di sofferenza.
Il cane lasciato solo mentre il proprietario sciava
Secondo quanto ricostruito, l’animale era rimasto rinchiuso nell’auto per oltre due ore. Nel frattempo, il proprietario – un turista in vacanza e cliente del comprensorio sciistico – si stava divertendo sulle piste, completamente incurante delle condizioni del cane.
Nonostante le basse temperature esterne tipiche dell’ambiente montano, l’animale non aveva possibilità di muoversi, bere acqua o ricevere assistenza. Una situazione che, anche in inverno, può causare forte stress, disidratazione e gravi rischi per la salute del cane.
Intervento immediato dei Carabinieri e salvataggio dell’animale
Constatata la gravità della situazione, i Carabinieri hanno avviato immediatamente le verifiche per risalire al proprietario del veicolo. Grazie a una rapida attività di ricerca, l’uomo è stato rintracciato mentre si trovava ancora sulle piste da sci.
Il cane è stato subito liberato dal SUV, rifocillato e accudito sul posto dai militari, che ne hanno monitorato le condizioni fino a quando è stato messo in sicurezza.
Denuncia per maltrattamento e abbandono di animali
Nei confronti del proprietario è scattata la denuncia per maltrattamento e abbandono di animali, reati previsti dal codice penale. Lasciare un animale chiuso in auto, anche per periodi che possono sembrare brevi o in condizioni climatiche ritenute “non pericolose”, può configurare una condotta penalmente rilevante quando provoca sofferenza o mette a rischio il benessere dell’animale.
Le forze dell’ordine ricordano che non esistono stagioni “sicure” per lasciare un cane in macchina: il pericolo non è legato solo al caldo estivo, ma anche allo stress, alla mancanza di aria, acqua e libertà di movimento.
Controlli sulle piste di Merano 2000: sicurezza per persone e animali
L’episodio rientra nell’attività di controllo quotidiana svolta dai Carabinieri sciatori nel comprensorio di Merano 2000. Oltre al soccorso sulle piste, i militari si occupano della prevenzione dei furti e dei danneggiamenti nei parcheggi, dei controlli nei rifugi e della sicurezza generale degli utenti.
Dall’inizio della stagione sciistica sono già stati effettuati numerosi interventi di soccorso, molti dei quali di media entità, e comminate sanzioni per il mancato utilizzo del casco. Le verifiche proseguiranno fino al termine della stagione, con l’obiettivo di garantire la sicurezza di sciatori, famiglie e animali.
Un comportamento da non sottovalutare
L’episodio riaccende l’attenzione su un comportamento purtroppo ancora diffuso e spesso sottovalutato. Le forze dell’ordine invitano chiunque noti animali chiusi in auto a segnalare immediatamente la situazione, senza esitazioni. In questo caso, il pronto intervento dei Carabinieri ha evitato conseguenze potenzialmente drammatiche per il cane.
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Mattinata di paura oggi, martedì 30 dicembre, a Macugnaga, rinomata località turistica della Valle Anzasca, dove un grave incidente ha coinvolto la funivia del Monte Moro, provocando il ferimento di alcune persone e il blocco in quota di circa 100 passeggeri, tra cui anche bambini, rimasti fermi a 2.800 metri di altitudine.
L’episodio ha scosso profondamente Macugnaga, meta molto frequentata sia in estate sia in inverno, soprattutto per l’accesso panoramico al Passo del Moro, al confine tra Italia e Svizzera.
Incidente alla funivia di Macugnaga: cosa è successo
Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente si è verificato presso la stazione di monte della funivia di Macugnaga – Monte Moro, al termine del secondo tronco dell’impianto che collega l’Alpe Bill al Monte Moro.
Una cabina in arrivo non avrebbe decelerato correttamente, entrando in stazione a una velocità superiore al normale e urtando una barriera interna. A bordo si trovavano 15 passeggeri, alcuni dei quali sono rimasti feriti nell’impatto.
Il bilancio definitivo parla di 12 feriti, nessuno in pericolo di vita. Tra loro anche due bambini. Il ferito più serio è un uomo di 59 anni, che ha riportato un taglio al braccio, mentre gli altri hanno subito contusioni ed escoriazioni lievi.
Due cabine coinvolte nell’incidente della funivia di Macugnaga
Con il passare delle ore è emerso che nell’incidente alla funivia di Macugnaga sono state coinvolte due cabine:
una cabina ha urtato la stazione di monte;
l’altra, che percorreva il tratto in senso opposto, ha colpito la stazione a valle.
In quest’ultima si trovava solo il manovratore, rimasto lievemente ferito a causa del contraccolpo.
I vigili del fuoco hanno spiegato che la cabina con i passeggeri non si è arrestata nel punto previsto, proseguendo la corsa fino all’impatto con le barriere. Il personale a bordo ha tentato di attivare manualmente il sistema di frenata, riuscendo a rallentare il mezzo ma senza evitarne completamente l’urto.
Soccorsi a Macugnaga: evacuazione in elicottero
Subito dopo l’incidente, la funivia di Macugnaga è stata fermata e sono scattate le operazioni di emergenza. I feriti sono stati inizialmente soccorsi anche grazie alla presenza casuale di un medico e di un infermiere sul posto, per poi essere trasportati con l’elisoccorso del 118 all’ospedale San Biagio di Domodossola.
Nel frattempo, circa 94 turisti e 5 lavoratori, rimasti bloccati in quota ma non coinvolti direttamente nell’incidente, sono stati evacuati tramite un ponte aereo organizzato da:
Vigili del Fuoco,
Guardia di Finanza,
Soccorso Alpino,
Carabinieri.
Le operazioni di evacuazione dalla funivia di Macugnaga si sono concluse intorno alle ore 14, riportando tutti a valle in sicurezza.
Le testimonianze dei passeggeri
“Mancava veramente poco all’arrivo – ha raccontato una passeggera – e abbiamo visto che la cabina andava un po’ veloce rispetto a quanto avrebbe dovuto. È andata a sbattere e siamo finiti uno addosso all’altro. Per fortuna non ci sono feriti gravi, ma abbiamo avuto molta paura”.
La funivia di Macugnaga normalmente viaggia a 7 metri al secondo. Quando è stato chiaro che la velocità era eccessiva per fermarsi correttamente in stazione, è stata tentata la frenata manuale.
Le cause dell’incidente alla funivia di Macugnaga
“Abbiamo avuto un inconveniente tecnico. Stiamo facendo valutazioni, dalle prime informazioni l’impianto non ha correttamente decelerato entrando in stazione e ha urtato la barriera”, ha dichiarato Filippo Besozzi, amministratore della Macugnaga Trasporti e Servizi, società che gestisce l’impianto.
Secondo le prime ipotesi, all’origine dell’incidente alla funivia di Macugnaga potrebbe esserci un guasto all’elettronica. L’impianto era in servizio ordinario, non aveva manifestato problemi e aveva già effettuato diverse corse senza anomalie. Per chiarire con certezza le cause sarà decisiva l’analisi delle scatole nere.
Besozzi ha inoltre precisato che i sistemi di emergenza hanno funzionato e che la cabina non avrebbe subito danni strutturali gravi, ma saranno comunque necessarie verifiche approfondite prima della riapertura.
Funivia di Macugnaga sotto sequestro: indaga la Procura
La Procura di Verbania ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per i reati di lesioni e attentato alla sicurezza dei trasporti. L’impianto è stato posto sotto sequestro per consentire tutti gli accertamenti tecnici e ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente alla funivia di Macugnaga.
Al momento non risultano presentate querele da parte dei passeggeri, ma sono già stati acquisiti documenti e ascoltate diverse persone informate sui fatti.
La funivia di Macugnaga e la revisione del 2023
La funivia Macugnaga–Monte Moro è stata costruita nel 1962 e ha beneficiato, all’inizio del 2023, di una revisione generale dal valore complessivo di 2 milioni di euro. Gli interventi hanno riguardato la sostituzione di motori, pulegge e cabine e sono stati finanziati per 1,8 milioni di euro dalla Regione Piemonte e per 200 mila euro dal Comune di Macugnaga.
L’impianto era tornato in funzione nel marzo 2023 ed è attualmente l’unico impianto di risalita operativo nella località. Dopo l’incidente, le piste da sci sono state chiuse e la funivia resterà ferma fino al termine delle verifiche.
Sicurezza e trasporti a fune: l’intervento dei sindacati
Sull’incidente alla funivia di Macugnaga è intervenuta anche la Filt Cgil, che ha richiamato l’attenzione sul tema della sicurezza nei trasporti a fune. Il sindacato ha chiesto di fare piena luce sulle cause dell’accaduto e di garantire investimenti costanti in manutenzione, controlli rigorosi e formazione del personale, affinché la sicurezza di lavoratori e utenti non venga mai compromessa.
❌ Macugnaga (VB), intervento #vigilidelfuoco, con @cnsas_official e @GDF, in corso dalle 11:30 per un incidente a due cabine della Funivia Al Moro: feriti il manovratore a valle e 3 dei 15 passeggeri a monte. In azione 2 elicotteri Drago per l’evacuazione di persone bloccate in… pic.twitter.com/6cI1H6RWY4
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L’atterraggio con un elicottero privato sulle piste da sci si trasforma in un caso nazionale. L’Enac ha disposto, in via cautelativa, la sospensione della licenza di volo di Giorgio Bortolo Oliva, imprenditore bresciano di 66 anni, dopo l’ennesimo episodio avvenuto nel comprensorio sciistico Maniva Ski, in provincia di Brescia.
Si tratta del terzo atterraggio in un solo anno sulle piste da sci, una reiterazione di comportamenti che ha spinto l’Ente nazionale per l’aviazione civile a intervenire con un provvedimento d’urgenza, motivato dalla necessità di tutelare la sicurezza del volo e l’incolumità delle persone presenti nelle aree sorvolate.
Il nuovo atterraggio sulle piste del Maniva
Dopo l’episodio del 13 dicembre, Oliva è tornato nuovamente a planare con il proprio elicottero nelle immediate vicinanze delle piste del Maniva Ski. Anche se, questa volta, l’imprenditore aveva avvisato preventivamente le autorità competenti e la società che gestisce l’area sciistica, ciò non è stato sufficiente a evitare la sospensione della licenza.
A seguito di un’ulteriore segnalazione da parte dell’Arma dei Carabinieri, l’Enac ha infatti emesso «un provvedimento d’urgenza di sospensione della licenza di volo del pilota», specificando che l’azione si inserisce in un procedimento già avviato lo scorso 18 dicembre, dopo un atterraggio effettuato senza le necessarie autorizzazioni.
Il provvedimento dell’Enac e le motivazioni
Secondo quanto comunicato ufficialmente dall’Enac, la misura è «finalizzata alla tutela della sicurezza» e si è resa necessaria perché le condotte del pilota «hanno comportato un pregiudizio per la flight safety e per l’incolumità delle persone presenti presso l’area del sorvolo».
L’ente sottolinea inoltre come il provvedimento d’urgenza sia stato adottato «alla luce della reiterazione delle condotte», ribadendo l’importanza del rispetto delle norme aeronautiche, soprattutto in contesti turistici ad alta affluenza come i comprensori sciistici.
I precedenti: tre atterraggi in un anno
L’atterraggio sul Maniva non rappresenta un caso isolato. Giorgio Oliva, titolare della Olifer, azienda di laminati con sede a Odolo (Brescia), è infatti protagonista di tre episodi distinti:
13 dicembre: atterraggio sul Maniva Ski senza le necessarie autorizzazioni
Ultimo episodio: nuovo atterraggio nello stesso comprensorio bresciano
Aprile: atterraggio nei pressi degli impianti sciistici di Madonna di Campiglio, sul Grostè
Per quest’ultimo episodio, avvenuto sopra quota 1.600 metri — limite massimo imposto dalla Provincia autonoma di Trento — Oliva era stato sanzionato con una multa di 2.000 euro per aver volato senza autorizzazione.
«Questa volta sono in regola»: le dichiarazioni
“Questa volta sono in regola”, aveva dichiarato Oliva solo pochi giorni prima dell’ultimo atterraggio sulle piste del Maniva. Tuttavia, l’Enac ha ritenuto che la comunicazione preventiva non fosse sufficiente a sanare le criticità legate alla sicurezza del volo e al rischio per sciatori e operatori presenti nell’area.
“Lavoro tanto e mi piace sciare, non volevo perdere tempo”, aveva spiegato in passato l’imprenditore, noto appassionato di montagna e pilota esperto.
La tragedia del 2020 in Valle d’Aosta
Il nome di Giorgio Oliva è legato anche a un tragico episodio avvenuto il 25 ottobre 2020 in Valle d’Aosta. Durante il rientro da una sciata in quota, il suo elicottero precipitò in una zona impervia nei pressi dei laghi delle Cime Bianche, a circa 3.000 metri di altezza, mentre era diretto verso le piste di Cervinia.
Oliva sopravvisse all’incidente, riportando gravi ferite e venendo ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Berna, ma perse la vita il passeggero Alfredo Buda, 59 anni, manager della Iro Spa di Odolo.
Imputato per omicidio colposo, nel febbraio 2023 Oliva ha patteggiato una pena di otto mesi di reclusione, con sospensione condizionale, al termine del processo.
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Tra neve candida, piste da sci iconiche e hotel a cinque stelle, il Capodanno 2026 per alcuni vip si trasforma in un’esperienza di lusso assoluto. È il caso di Ilary Blasi, che ha deciso di accogliere il nuovo anno lontano dalla quotidianità, scegliendo una delle destinazioni di montagna più glamour d’Italia.
La conduttrice si è messa in viaggio già da diversi giorni insieme al compagno Bastian Muller, volando verso una meta simbolo dell’eleganza alpina: Cortina d’Ampezzo. Qui sta trascorrendo le vacanze tra sport invernali, momenti di relax e pranzi esclusivi nei rifugi di alta quota, documentando parte del soggiorno anche sui social.
Capodanno 2026 di Ilary Blasi tra neve e relax
Per inaugurare il nuovo anno, Ilary Blasi ha puntato su una località che da sempre rappresenta il connubio perfetto tra mondanità e natura incontaminata. Cortina d’Ampezzo, incastonata nel cuore delle Dolomiti, è una meta amatissima da celebrità e appassionati di montagna, soprattutto durante le festività natalizie.
Le sue giornate scorrono tra sci sulle piste di Faloria, pause gourmet e lunghe sessioni di benessere, lontana dai ritmi frenetici della città. Una scelta che conferma il desiderio di iniziare il 2026 all’insegna del comfort e della tranquillità, senza rinunciare allo stile.
L’hotel scelto da Ilary Blasi a Cortina
Per il soggiorno alpino, la conduttrice ha optato per una struttura di altissimo livello: il Rosapetra SPA Resort, uno degli hotel di lusso più apprezzati della zona.
Situato a circa un chilometro dalle piste sciistiche di Faloria, il resort offre un’atmosfera riservata e raffinata. Esternamente richiama una tipica baita di montagna, mentre gli interni sono caratterizzati da arredi in legno, dettagli eleganti e ampi balconi con vista panoramica.
La struttura dispone di 33 camere, di cui 7 suite, ed è pensata per chi cerca un rifugio esclusivo ma accogliente.
Centro benessere e servizi esclusivi
Uno dei punti di forza del Rosapetra SPA Resort è l’area wellness, ideale per rilassarsi dopo una giornata sulla neve. Gli ospiti possono usufruire di:
piscina coperta
bagno turco
diverse saune
ristorante gourmet dall’offerta iper raffinata
Un mix di servizi che rende l’hotel una scelta perfetta per chi desidera vivere Cortina in chiave luxury, soprattutto durante il periodo di Capodanno.
La Signature Dolomites Suite: la scelta di Ilary Blasi
Per la sua ultima vacanza del 2025 e l’inizio del 2026, Ilary Blasi ha deciso di soggiornare nella Signature Dolomites Suite, una delle sistemazioni più esclusive del resort.
Si tratta di una suite open space di 85 metri quadrati, dotata di:
letto matrimoniale king size
bagno padronale con doppio lavabo
doccia e vasca idromassaggio
terrazza privata con vista sulle montagne innevate
Il design richiama lo stile alpino contemporaneo, con elementi distintivi come mura rivestite di tronchi, che creano un’atmosfera calda e suggestiva.
Prezzi da capogiro: quanto costa la suite di Ilary Blasi
Dormire nella stessa suite scelta da Ilary Blasi ha un costo decisamente elevato. Per una notte nei primi giorni del 2026, il prezzo arriva a 5.000 euro, colazione inclusa.
Il resort propone però anche alternative per chi desidera un soggiorno più accessibile:
una variante della suite da poco più di 4.000 euro a notte
una camera doppia deluxe con tariffe a partire da 700 euro a notte
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