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La magia dei Sibillini nelle fotografie della guida Giorgio Tassi

E' stato presentato ieri in Provincia il libro fotografico "Sibillini" realizzato dal fotografo amandolese Giorgio Tassi (editrice Bolis di Bergamo). Un’edizione particolarmente raffinata dal punto di vista estetico dove non manca nulla: le immagini mozzafiato dei Sibillini e una completa introduzione anche in inglese. «Paesaggi, segni ed incanti sono la perfetta sintesi per i Sibillini -spiega Alfredo Fermanelli, direttore dell’Ente Parco- Siamo nell'area più leggendaria d'Europa con il mito della Sibilla e del lago di Pilato. Sono ancora presenti segni dell'uomo come i centri abitati e le abbazie». Per Giorgio Tassi, guida alpina e presidente del Cai di Amandola si tratta di una prova di amore verso il Parco. «La montagna è come una cerniera che unisce -dice Tassi- Una bellezza che si evidenzia nella semplicità delle forme e delle cose. Abbiamo anche dato vita all'associazione "Parco Vivo" e con il progetto "My Park" vogliamo avvicinare i ragazzi delle medie alla natura in un percorso lungo tre anni». Anche la Provincia di Ascoli ha contributo alla realizzazione del libro. «Il paesaggio è il volto di una comunità -spiega il presidente Massimo Rossi- E' l'occasione per riflettere sul passato e sul futuro e spaccare il muro della reatà virtuale dove viviamo».
Re.Pie.

dal Messaggero

Il Financial Times alla scoperta dei prodotti tipici

VISSO – Fiori di finocchio selvatico e Financial Times. Sono gli ingredienti principali di una tre giorni che metterà i prodotti tipici dell'Alto Maceratese – e i veri e propri "artisti" che li lavorano o li usano in cucina – sulla ribalta della scena enogastronomica europea. Il centro dell'azione sarà Visso, la "capitale" del Parco nazionale dei monti Sibillini. Qui infatti arriva oggi la giornalista inglese Philippa Davenport, curatrice dell'autorevole rubrica del quotidiano Financial Times dedicata a prodotti, piatti tipici e vini. La Davenport, che si fermerà a Visso fino a venerdì, andrà alla scoperta di una delle attività più antiche – e forse meno conosciute – che si svolge in questo territorio di montagna: la lavorazione dei fiori di finocchio selvatico e il loro utilizzo nei ricettari.
«Tutto è nato a marzo – ricorda Enrico Cherchi, della cooperativa Promo.Ter, che organizza il viaggio – quando abbiamo esposto i prodotti marchigiani a Londra. C'era anche il ciauscolo vissano della macelleria Calabrò, realizzato con i fiori di finocchio. Una spezia sconosciuta agli inglesi, che ha scatenato la curiosità della Davenport di venire nelle Marche per conoscerne la lavorazione».
Ormai sono rimasti in pochi a raccogliere i fiori di finocchio selvatico, che vengono fatti essiccare all'ombra e a testa in giù. Dopo essere stati triturati, si fondono in una polvere gialla e assai profumata, che viene utilizzata per insaporire alcuni piatti tradizionali di questi luoghi e per la preparazione dei salumi locali. La giornalista inglese è accompagnata a Visso da Patricia Michelson, proprietaria de "La Fromagele", negozio di eccellenze alimentari con sede nel quartiere londinese di Chelsea.
 
Fonte Il Messaggero 

Dispersi sui Monti sibillini

Gli escursionisti sono stati sorpresi da maltempo e oscurità

Due giovani dispersi sui monti ritrovati in località Monastero

FIASTRA – Dispersi sui monti e ritrovati poche ore dopo. L’allarme per due dispersi nella zona di Fiastra che è scattato intorno alle 20 di ieri. Subito allertati i vigili del fuoco di Macerata e Camerino, i carabinieri, gli uomini della protezione e del soccorso in montagna si sono subito organizzati in squadre per cercare di ritrovare le due persone che, avventuratesi in una escursione nelle montagne della zona di Monastero, sono incappati nel violento temporale che ha sferzato l’intera provincia di Macerata e, evidentemente, hanno perso l’orientamento anche a causa del calar dell’oscurità e del maltempo. Si trattava di due giovani fiorentini, un ragazzo ed una ragazza in vacanza nell’entroterra maceratese, che sono riusciti a lanciare l’allarme attraverso un messaggino sms del telefonino, prima di entrare in una zona, quella di Monastero, dove è assente il segnale dei cellulari. Le difficoltà dei soccorritori, quindi, sono state anche quelle di non riuscire a contattare i due, come è invece accaduto in occasione di altri episodi simili capitati sulle nostre montagne. Le ricerche si sono protratte per circa un’ora, con le squadre che, hanno setacciato il bosco e sottobosco di Monastero, fino al ritrovamento della giovane coppia infreddolita e impaurita ad opera dei carabinieri della locale Stazione di Fiastra.

dal Corriere Adriatico

Gli inglesi alla scoperta dei Sibillini

Tour di giornalisti

Gli inglesi alla scoperta delle tipicità

VISSO – Le Marche enogastronomiche continuano a suscitare l'interesse dell'Inghilterra: sarà infatti Visso la meta del press tour conoscitivo guidato da Philippa Davenport. La nota giornalista inglese, curatrice della rubrica enogastronomica del Financial Times, sarà una dei protagonisti del breve viaggio alla scoperta dell'antica lavorazione dei fiori di finocchio selvatico e del loro utilizzo. Tutto è nato a marzo – racconta Enrico Cherchi, della coop. Promo.Ter, organizzatore del tour – quando abbiamo portato i prodotti marchigiani in un'esposizione a Londra. Fra di essi c’era anche il ciauscolo vissano, realizzato appunto con i fiori di finocchio. Questa spezia risultò sconosciuta agli inglesi e da lì nacque la volontà della Davenport di venire nelle Marche per conoscerne la lavorazione.

Sono rimasti in pochi, sui monti dell'alto maceratese, a raccogliere i capolini di questa pianta che fiorisce a giugno. La Davenport, che ha dimostrato già altre volte il proprio interesse per le Marche con articoli inerenti il territorio e la gastronomia regionale, verrà accompagnata da Patricia Michelson, proprietaria de La Fromageie negozio di eccellenze alimentari nel ricco quartiere di Chelsea a Londra. La Michelson intende infatti conoscere meglio questo tipo di produzione per iniziarne una commercializzazione sul territorio inglese.

dal Corriere Adriatico

Nardi, un ascolano sulla 12^ vetta più alta del mondo

di ENZO VITALE

ASCOLI Ha affrontato la dodicesima vetta più alta del mondo e alla fine è riuscito nell’impresa. Marco Nardi, ascolano doc, era partito dall’Italia alla volta del Broad Peak, insieme all’amico Mario Salvi. Ma a salire oltre quota 8 mila è stato solo lui lo scorso lunedì 24. Marco ha scalato con successo la Rocky Summit (8.012 m) nel massiccio del Broad Peak, nel Karakorum pakistano. La spedizione è stata organizzata dalle associazioni Anime Verticali Climbing Club e Club Amici della Montagna. I due alpinisti ascolani sono ora impegnati nella descesa e torneranno in città il prossimo 7 agosto. Mario Salvi, non è riuscito nell’impresa perchè bloccato per tre giorni da una forte bronchite al Campo 3 posto a 7.200 metri. Sulla stessa via seguita dai marchigiani ci sono stati diversi incidenti, tra cui uno mortale. L’impresa segna un passo importante per il capoluogo e per la realtà alpinistica ascolana. Marco Nardi è il primo ascolano a raggiungere quota 8 mila.

dal Messaggero

Rischia di non riaprire Monte Piselli

Allarme del consigliere del Cotuge Mariani: «Slittati gli appalti per l’adeguamento degli impianti e della strada» 

di SERGIO BIAGINI

ASCOLI – Rischia di non riaprire la stazione sciistica di Monte Piselli. Il grido d’allarme, in forte anticipo visto il periodo dedicato per lo più alle vacanze marine, arriva dal consigliere del Cotuge, ing. Rolando Mariani, che punta il dito sullo slittamento degli appalti legati ai Prusst. «Oramai è agosto e siamo fuori tempo massimo -dice Mariani- per avviare i lavori previsti di adeguamento degli impianti, di sistemazione della strada e di riqualificazione della stazione. Il Consorzio deve essere ancora autorizzato alle gare dal Comune di Ascoli che detiene il finanziamento di 530 mila euro. I fondi servono alla sistemazione definitiva della strada di accesso agli impianti, ma soprattutto al consolidamento di otto piloni della seggiovia visto che l’impianto è scaduto nella sua vita tecnica e non può essere riaperto senza il necessario intervento di adeguamento. Con i soldi dei Prusst avremmo anche dovuto coprire la prima tranche del ripristino della sciovia di Monte Piselli (scaduta anch’essa), provvedendo poi al restauro del centro servizi con tanto di nuovo solarium. Ma le lungaggini burocratiche hanno impedito di far partire le gare in tempo utile. L’Ufficio tecnico del Comune di Ascoli addirittura ha richiesto un ulteriore riunione tra le province di Ascoli e Teramo e gli altri enti coinvolti che sono già rappresentati nel Cotuge. E’ chiaro che nell’impossibilità di avviare subito gli appalti si va fatalmente nella direzione di una impossibilità di riapertura della stazione sciistica». Mariani che ha contribuito personalmente ai progetti sottolinea che in questo modo si rischia anche di vanificare gli ottimi risultati raggiunti in pochi mesi dalla nuova gestione del Cotuge guidato dal presidente Massimo Di Giacinto.
«Avevamo anche dato incarico ai direttori delle stazioni italiane di redigere uno studio strategico in grado di individuare le potenzilità della stazione di Monte Piselli e le possibilità di integrazione tra attività estive e invernali». Meno pessimista è comunque il vicepresidente del Cotuge, Fernando Taglieri, secondo il quale l’ufficio tecnico del Comune avrebbe già ricevuto il mandato di frazionare i finanziamenti del Prusst. «Qualche ritardo c’è stato ma credo che a settembre possano partire gli appalti che riguarderanno anche la Foresteria ed i campi da tennis sul San Marco che finalmente il Cotuge è riuscito a riprendere».

dal Messaggero

Primi passi del “parco eolico”

NEL COMPRENSORIO DEL MONTE TOLAGNA

di ANGELO UBALDI

La provincia di Macerata muove i primi passi verso le fonti alternative energetiche, in particolare l'eolico. Lo fa nel territorio compreso fra i Pievetorina, Montecavallo e Serravalle del Chienti. L'area interessata a ospitare il parco eolico comprende il vasto Monte Tolagna (a confine con l'Umbria), la cui vetta è stata preservata dall'ospitare le torri eoliche, che saranno disposte così: tre sul Monte Miglioni, due sul Collastrello e tre sul Giulo.
Ieri mattina primi sopralluoghi per monitorare le aree, valutare la viabilità da realizzare per raggiungere i luoghi, considerato il trasporto eccezionale degli impianti. Gli impianti dello stile “mulino ad elica”, composti da un asse alto 65 metri e tre pale lunghe 40 metri circa ciascuna. Sul posto, i tecnici della comunità Montana di Camerino, i responsabili della Regione Marche, delle università di Ancona (che si occuperà delle condizioni anemologiche) e di Camerino (che si interesserà di quelle ambientali e paesaggistiche). Nel piano energetico ambientale regionale (Pear), che prevede complessivamente impianti per 160 megawatt, quello del complesso sul Monte Tolagna è il più grande con i suoi 40 megawatt di potenza, rispetto agli altri che non potranno superare i 15. I lavori per realizzare questo parco articolato furono delegati dalla Regione alla Comunità Montana di Camerino fin dal 2005 e nei giorni scorsi il presidente Gentilucci ed il governatore Spacca hanno firmato un protocollo d'intesa.
I lavori sulla viabilità per accedere alle zone inizieranno quanto prima, i cantieri eolici dal prossimo anno. L'energia prodotta sarà connessa con condotte internate alla linea di alta tensione di Fonte delle Mattinate per essere intergrata alla rete Nazionale. Nella zona sarà attivato un centro per il monitoraggio e l'attività di ricerca (il primo in Europa) nel quale collaboreranno l’atenei di Camerino (dipartimento di scienze ambientali) e L’Università Politechica di Ancona. Il guadagno economico che ne trarrà la comunità del territorio sarà di alcuni milioni di euro.

dal Messaggero

Sparò al capriolo, denunciato un operaio

I carabinieri lo ritengono responsabile di aver ucciso l’animale esplodendo il colpo dal centro di Fiuminata

FIUMINATA – I carabinieri di Fiuminata hanno denunciato ieri a piede libero un giovane di Fiuminata ritenuto responsabile di aver sparato e ucciso un capriolo sabato scorso. A finire nei guai, per quella che a prima vista sembra essere stata una leggerezza che verrà pagata salata, è R.M., 33 anni, operaio. Diverse le accuse mosse nei suoi confronti. La prima è quella di aver sparato contro l’animale dal centro abitato di Fiuminata; la seconda di aver avuto con sè un fucile da caccia mentre la stagione è chiusa; la terza è quella di aver sparato nonostante la stagione venatoria fosse terminata; la quarta è quella di aver ucciso il capriolo, una specie protetta. Per quest’ultima accusa è prevista una sanzione amministrativa. L’episodio aveva lasciata interdetta l’intera collettività di Fiuminata. A lanciare l’allarme erano stati proprio i residenti della cittadina che avevano sentito il colpo di fucile. I carabinieri, poi, avevano trovato il corpo senza vita del capriolo, un esemplare femmina che, si suppone, avrebbe dato alla luce da poco i cuccioli. Ad uccidere l’animale era stato un colpo di fucile caricato a pallettoni. Chi aveva assistito alla scena ha raccontato ai carabinieri di aver visto un’auto che si è allontanata di gran carriera subito dopo lo sparo. Ora si teme che anche i cuccioli del capriolo rischino, se non è già accaduto, di morire visto che la madre non può più occuparsi di loro.

dal Corriere Adriatico

Invasione di camper: scene indecorose sui Monti Sibillini

Anche il Cai ascolano si associa all’appello delle altre associazioni ambientaliste per quello che viene definito “l'indecoroso spettacolo della Piana di Castelluccio trasformata in una sorta di enorme campeggio abusivo da camperisti senza scrupoli”. «Per porre fine a questo scempio -si legge in una nota del Cai-, bene ha fatto il senatore Sauro Turroni Commissario straordinario all'Ente Parco dei Monti Sibillini ad emettere un'ordinanza nella quale si ribadisce, tra l'altro, il divieto di campeggiare e fare bivacco in questi luoghi. Per coloro che vogliono sostare in questa area (magari anche nelle ore notturne), esistono a portata di mano valide e comode alternative rappresentate dai piazzali di Monte Prata, del Rifugio del Sole e del Rifugio Colle Le Cese, nonché dal parcheggio di Monte Cappelletta; ci appare, dunque, assolutamente incomprensibile questo utilizzo improprio e sconsiderato di un luogo così altamente suggestivo».

dal Messaggero

Uccidono un capriolo sparando dal paese

Primi interrogatori per cercare di individuare gli autori del gesto che avrà gravi conseguenze
I residenti danno l’allarme e i cacciatori fuggono

FIUMINATA – Un brutto episodio di bracconaggio ha scosso, nel tardo pomeriggio, la piccola cittadina di Fiuminata. Un capriolo è stato ucciso a due passi dal centro abitato con un colpo di fucile caricato a pallettoni. Sulla vicenda, ora, stanno indagando i carabinieri della locale stazione e, presto, si potrebbe giungere alla denuncia dei responsabili del gesto. Oltre al bracconaggio, chi ha sparato dovrà rispondere di una lunga serie di reati. In questo periodo, infatti, la stagione venatoria è chiusa e, per di più, il capriolo è una specie protetta. A questo si aggiunge poi l’aggravante di aver utilizzato un’arma di quella pitenza a due passi dal centro abitato di Fiuminata. Non a caso, ad inchiodare il responsabile del gesto potrebbero essere proprio le testimonianze delle tante persone che, richiamate dall’esplosione, hanno visto un’auto fuggire a tutta velocità. Più di una persona avrebbe assistito alla fuga ed è presumibile che qualcuno sia riuscito a descrivere il veicolo alle forze dell’ordine o ad indicare il numero di targa. Ieri sarebbero stati eseguiti alcuni interrogatori e non è escluso che nelle prossime ore possa partire la denuncia a piede libero a carico dell’autore del gesto. A suscitare sconcerto è il fatto che qualcuno non abbia esitato a sparare in una zona a ridosso del centro abitato, senza preoccuparsi dei rischi a cui si poteva andare incontro. Per tutta la giornata di ieri si è assistito ad un via vai di curiosi sul luogo dove è stato ritrovato il capriolo ucciso. Si trattava di un esemplare di sesso femminile che, a giudicare dai primi esami effettuati da un veterinario, aveva da poco partorito dei cuccioli. Proprio per questo motivo, sono state avviate anche alcune ricerche nei dintorni per tentare di ritrovare i piccoli e garantirgli la sopravvivenza attraverso delle procedure di svezzamento artificiale. Probabilmente, l’animale ucciso faceva parte di un gruppo reintrodotto qualche tempo fa sul territorio dei Sibillini e che, in seguito, sarebbe uscito dal Parco stesso. Purtroppo, quella del bracconaggio, è una pratica piuttosto usuale in quasi tutto l’entroterra maceratese e le forze dell’ordine, ad ogni stagione, hanno non poco da fare per cercare di contrastare il fenomeno. Le sanzioni sono pesantissime, ma, a quanto pare, la linea dura non basta.

dal Corriere Adriatico

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