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Conclusa la VI edizione di Hot Ice Photoshooting
martedý 24 febbraio 2015

Conclusa la VI edizione di Hot Ice Photoshooting, sulle nevi di Sassotetto/Santa Maria Maddalena (Sarnano – MC), tra divertimento sorrisi e meteo pazzo. Sicuramente la condizioni meteo non sono state dalla nostra parte, ma la positività granitica della family Hot Ice Snowboard e dei tantissimi intervenuti all’evento ha fatto sì che la due giorni si sia svolta alla grande.

Nei giorni precedenti all’evento, mentre eravamo a realizzare lo snowpark e concludere gli ultimi preparativi, le condizioni meteo erano ottime con sole e temperatura al top, che facevano sperare in un weekend di sole; purtroppo invece non è stato così, con un sabato abbastanza buono e una domenica veramente strana tra pioggia e nebbia. Tutto questo però non ha fermato l’organizzazione … sabato come da programma, villaggio test, concorso foto e video, après ski, cena/party anni ’70 (dove il premio come “miglior costume” è andato a Daniele Catterini) e lotteria di beneficienza per la Lega del filo d’Oro con i ricchi e tantissimi premi messi in palio dai nostri supporter. 

immagine panorama hot ice photoshooting 2015 sarnano sassotetto

La domenica invece è iniziata con la pioggia; ma nessuno si è perso d’animo e dopo la prima ora a studiare il “piano b”, si è comunque potuto svolgere quasi tutto secondo programma … Camp Trick&kids, villaggio test super operativo e poi quando il meteo ci ha messo lo zampino con una nebbia fittissima (da impedire la visibilità a 5 mt) è iniziata la saga degli ollie su qualsiasi oggetto presente nell'area chill/villaggio test. I fotografi intervenuti non hanno potuto scattare action, ma senza dubbio avranno un milione di scatti in lifestyle che testimoniano la carica e la voglia di divertirsi di tutti gli intervenuti! Peccato che non sia potuto svolgere il concerto dei “Too Many Black Keys” sulla neve (per ovvie condizioni meteo avverse) altrimenti sarebbe stato un sano e divertentissimo “delirio” nella grande zona chill realizzata per l’occasione.
 

Insomma dopo che lo scorso anno, per mancanza neve, avevamo dovuto annullare l’evento, siamo felici di poter raccontare l’edizione 2015, dove tante aziende ci hanno dato credito sia come supporter che come presenza e dove i protagonisti (ossia tutti coloro che sono intervenuti durante il weekend) con la loro voglia di divertirsi, con la loro carica, hanno reso ancora una volta speciale questo evento!

Ancona una volta … “chi si accontenta gode” e “l’unione fa la forza”!!!

Non ci resta che ringraziare coloro che hanno supportato questo splendido weekend; Nitro Snowboard ItaliaBig Air LabSnowy SummitsOne Off BoardStoreBerti&Co.-Northweek, FacciosnaoDCProtestGloryfyRough SnowboardBaita Tucanos MaddalenaHotel La Sibilla, la Stazione Sciistica Sassotetto/Santa Maria Maddalena … ringraziamo inoltre le aziende presenti al villaggio test/espositivo perché hanno dato la possibilità ai partecipanti di provare, testare e vedere i prodotti: NitroDrake, Gloryfy, Capita, Union, Burton e Forn.

Infine ma non per ultimo ringraziamo chi ha supportato la comunicazione: 4SnowboardBoardActionSciMarche,WideRideSequence!!!

Presto tutte le foto e i video del concorso … stay tuned!


… go snowboarding & take it easy!!!

La family Hot Ice Snowboard

 
Al Monte Nerone ritorna l'evento Crazy Rider Day 2015
venerdý 20 febbraio 2015

Ritorna l’evento più atteso dell’Appennino marchigiano!!!

Domenica 22 febbraio lo staff del Parkerone con la partecipazione delle Sciovie Monte Nerone è pronto ad accogliervi nel suo snowpark per una giornata che si preannuncia epica!

Si parte dalle 10:00 con eventi che si prolungheranno fino alla chiusura del park prevista intorno alle 15:00.

Innanzitutto ci sarà l’ormai affermato foto contest dove verrà premiata la foto più votata nella pagina facebook del parkerone con uno skipass giornaliero.

Si proseguirà con una gara di holly ed infine ci sarà una dolce sorpresa per tutti i rider che ci accompagneranno alla conclusione della splendida giornata.

Tutto il programma sarà esaltato dal dj-set dei dual-bite, duo eccentrico che ci farà gasare con il loro sound!

Un evento da veri rider al quale è vietato mancare!!!

Hang loose!!!

 

locandina crazy rider day 2015 monte nerone 

 
Carnevale on Ice 2015 al Palaghiaccio di Ussita
venerdý 20 febbraio 2015
Sabato 21 febbraio 2015 dalle ore 21:30 al Palaghiaccio di Ussita, si balla in maschera.......pattinando.

Ingresso: € 10,00 (con nolo pattini)

Musica, animazione e  divertimento fino a tarda notte.
 
Per ulteriori info 0737.99319
 
 
locandina carnevale on ice 2015 palaghiaccio di ussita 
 
Sesta Edizione Hot Ice Photoshooting
mercoledý 21 gennaio 2015
Il 21 e 22 febbraio 2015 a Sassotetto/Santa Maria Maddalena (Sarnano – MC) andrà in scena la 6° Edizione dell’Hot Ice Photoshooting.
Due giorni di festa per snowboarder, freeskier, fotografi, filmer, appassionati, artisti e chiunque 
abbia voglia di partecipare ad un weekend alternativo. Perchè come nelle passate edizioni i contest non saranno solo a suon di trick, ma anche e soprattutto di click!!! … e, per chi vorrà solamente rilassarsi, après ski, musica e tanto
altro!!!
I protagonisti dell’evento saranno infatti i partecipanti, che potranno sbizzarrirsi tra le numerose attività preparate per il weekend. Contest fotografico (Action e Lifestyle), contest video, villaggio espositivo, après-ski, concerto,contest party anni ’70, Camp Snowboard Boys&Girls (Kids&Trick) e sorprese varie.
I fotografi e i filmer potranno mettersi in gioco e cogliere l’attimo migliore per poter esprimere la loro bravura e quindi accaparrarsi i favori della giuria (vedi e scarica i regolamenti in fondo).
I ragazzi e le ragazze tra gli 8 e i 16 anni potranno approfittare del Camp Boys&Girls (Kids&Triks) pensato per l’avvio allo snowboard freestyle.
Chi invece vuole trascorrere un weekend in “relax” e divertimento, potrà approfittare del villaggio espositivo, con test attrezzatura dei marchi Burton, Capita, Drake, Forn, Gloryfy, Nitro, PLP-Custom Powder Snowboard e Union; potrà iniziare la serata di sabato 21 febbraio, con l’après ski e concluderla gustando la cena e il party anni ’70; tutto
alla Baita Tucano’s Maddalena – ex La Capannina (direttamente sulle piste).
La serata del sabato sarà a tema e 
quindi chi saprà catapultarsi meglio negli anni ’70 sfoggiando il costume più a tema e più originale (abbigliamento,
acconciature e varie), si porterà a casa un bellissimo premio.
Hot Ice Photoshooting è anche un weekend all inclusive; oltre a tutte le attività che il weekend riserva, la stazione sciistica ha confezionato un pacchetto a misura per questo weekend; cena + pernotto + colazione + 2 gg di skipass + attività giorno/notte HIP, tutto ad € 110!
 
Prenotazioni:
La prenotazione del weekend va fatta solo ed esclusivamente presso la Baita Tucano’s Maddalena (vedi contatti sotto) che in base alle tue esigenze e disponibilità confermerà la prenotazione o in Residence o in Hotel.
La mattina 
dell’arrivo sarà necessario fare il Check-IN presso la Baita Tucano’s Maddalena anche per ritirare lo skipass (sia per chi pernotta in hotel, che per chi in residence).
Info prenotazioni:

e.mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
tel: +39 329 329 10 30

Scarica i regolamenti dei concorsi:
Info evento:
web: www.hoticephotoshooting.com
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locandina hot ice photoshooting 2015
 
 
 
Monte Bove Nord e la ripetizione invernale della Via Alletto - Consiglio
domenica 16 febbraio 2014

Il racconto di Francesco Cianconi della ripetizione invernale, effettuata assieme a Carlo Minnozzi il 10 gennaio 2014, della Via Alletto-Consiglio sullo Spigolo Nord-Est del Monte Bove Nord (2112m), Monti Sibillini.

"Non importa quale montagna si salga: lassù si guarderà sempre più lontano." (Reinhard Karl)


Il Monte Bove Nord (2.112 m.) fa parte della catena centro-settentrionale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Ad est si affaccia sulla selvaggia Val di Panico e ad Ovest sulla Valle dell'Ussita e sulle frazioni dell'omonimo paese. I versanti Nord ed Est, caratterizzati prevalentemente da calcare massiccio di tipo dolomitico, rappresentano la parete rocciosa più vasta dell'intero gruppo montuoso; con un'altezza che raggiunge i 750 metri e una larghezza complessiva di circa 2 Km, offrono una gran varietà di itinerari alpinistici di ogni grado di difficoltà e lunghezza.

All'altezza dello Spigolo Nord-Est la muraglia rocciosa raggiunge il suo massimo sviluppo. Viene salita per la prima volta nel 1955 dalla cordata Franco Alletto- Paolo Consiglio, realizzando una linea che, con grande logica ed esemplare maestria, vince i problemi del labirintico spigolo sfruttandone i punti deboli. Ciò che ne venne fuori fu un itinerario di 850 metri di sviluppo, attraverso camini, fessure, diedri e qualche passaggio in placca, intervallato, verso la metà, da una grande cengia inclinata e che si conclude percorrendo l'aerea cresta sommitale che conduce alla vetta.

"La Alletto-Consiglio non una tipica nord insomma, dove si utilizzano sistematicamente piccozze e ramponi, ma un'alternanza di ripidi scivoli e speroni rocciosi di cui le difficoltà estive non rendono l'idea dell'effettiva difficoltà riscontrata nella stagione invenale". (cit. Carlo)

La prima salita invernale della "Via Alletto-Consiglio" fu portata a termine in due giorni (18- 19 dicembre 1971) dalla cordata Vagniluca-Kamenicki di Perugia, in un clima di grande competizione che vide, nell’arco di soli sei giorni, ben 5 cordate contendersi l’ambita "prima". Alpinisti provenienti dall'Aquila (Alessandri-Leone 19-20/12), Macerata (Mainini-Corsalini 19- 20/12), Ascoli e Jesi (Calibani-Tosti e Alessandrini-Saladini 22-23/12) fecero la prima e la seconda ripetizione. L'ultima notizia certa di una ripetizione invernale integrale della via risale al 2003, ad opera del grande Stefano Zafka.

Per quanto mi riguarda, tutto è nato per voler realizzare il desiderio di un compleanno speciale. Nell'estate precedente, durante uno dei giretti verticali sulle pareti del Gran Gendarme, Carlo mi dice che per i suoi cinquant’anni vorrebbe regalarsi lo Spigolo Nord-Est in invernale. Con il mio solito ottimismo non ci penso due volte e accetto l’idea. Una "scommessa" con me stesso, non priva di una sorta di timore reverenziale, non avendo mai, prima d’ora, percorso itinerari alpinistici così lunghi e complessi. In autunno facciamo una rapida ricognizione (in 5 ore) e decidiamo che si può fare: tentare la più lunga via dei Monti Sibillini nello stile più difficile, in invernale.

E' il 10 gennaio, sono le 5 del mattino e ci svegliamo nel comodo e caldo bungalow del Quercione di Ussita. La giornata si presenta accettabile come previsto, giusto un po' di nebbia che, mi dico, se ne andrà. Poco dopo le 6 abbiamo parcheggiato e iniziamo il cammino, con calma, da Calcara di Ussita verso lo Spigolo. Alle 8, superato l'ultimo tratto di ripido bosco e il ghiaione che portano al caratteristico pilastro staccato dove attacca la via, ci si organizza, e alle 8.30 Carletto da inizio alle danze.

Ci scaldiamo rapidamente e raggiungiamo la base del terzo tiro. Tocca a me: un bel muretto verticale fessurato, che piega poi verso sinistra e raggiunge lo spigolo. Ramponi ai piedi (che terremo per tutta la salita e la discesa) è fin da subito una bella sveglia e fa capire di cosa si parlerà da qui alle prossime lunghe ore... e via, sezione aerea sullo spigolo, piccolo anfiteatro, caminetto, altra placchetta, altre cengette rotte e via dicendo, in breve siamo al cengione mediano, rispettando la nostra tabella di marcia.

E' mezzogiorno in punto e abbiamo già percorso il cengione dove, infine, si piega a sinistra per andare all'attacco dell'ottavo tiro. La vista si affaccia sul piccolo abitato di Casali di Ussita e sulla spettacolare immensità del vuoto sottostante. A destra La Pera, caratteristica guglia monolitica visibile anche da terra. Molto meno rassicurante è invece la vista di ciò che ci aspetta. Purtroppo la situazione non è propriamente come ce l'aspettavamo: nonostante l'inverno povero di neve, vista l’esposizione della linea, si pensava che nei camini ci fosse più neve e ghiaccio, e invece sono prevalentemente secchi. Ragioniamo. In ogni caso la possibilità di salire con le scarpette ai piedi era esclusa per il problema che si sarebbe presentato in uscita dalle sezioni verticali, dove abbiamo comunque trovato un po' di neve, ghiaccio, verglas. Quindi non avevamo alternativa: ramponi ai piedi per tutta la salita per garantirci una progressione con un minimo di sicurezza. A questo punto aumenta la determinazione, e ci convinciamo di provarci sul serio, fino in fondo, fino in cima.

Le sezioni di L8 e L9 sembrano davvero divertenti e ingaggiose, quindi riparto per la prima, piazzo un buon friend e salgo senza pensarci troppo, ma sempre con la necessaria delicatezza: placchetta tecnica, fessura svasa poi la linea continua, e la lunghezza successiva si infila in un profondo e verticale camino gocciolante di cui avrà ragione Carlo. Questi due tiri ci portano via un po' di tempo per salirli in libera...e "regalano" a Carlo un paio di emozioni forti, scintille di vita che rimarranno li per sempre. E a me un po' di apprensione.

Nei pochi momenti fermi scambiamo due chiacchiere, per sincerarci che tutto vada bene. Abbiamo quasi la sensazione che tutto vada meglio adesso. Da qui in poi si spinge a tutta!

Superato il "caminaccio del masso incastrato" ci si riaffaccia sul filo dello Spigolo, risalendo uno scivolo di neve dura verso sinistra e sostando su un'alberello vicino a un ometto. Mentre percorro lo scivolo "velocemente ma con cautela", vedo che la neve è sufficientemente trasformata e quindi portante, ma ad ogni passo "suona" di un suono che non mi piace per niente... inoltre in qualche punto è anche staccata dalla roccia e non vedere possibilità di proteggere non mi rassicura affatto. Raggiungo l'alberello e recupero Carlo, che arriva, e lo scivolo è ancora li: "si tiene!".

Giriamo intorno allo spigolo lungo un'esile cengetta sospesa sul vuoto surreale di una forra a Est, e raggiungiamo la partenza dell'undicesimo tiro. Da qua si ha un panorama mozzafiato sulla Val di Panico e sull'ombra del Bove che velocemente incede sul Pizzo Tre Vescovi e il Pizzo Berro. C'è da muoversi verso l'alto, e alla svelta, verso la fine delle difficoltà, quelle tecniche almeno. Da qui la linea si impenna di nuovo e il tiro mi regala un bel diedro-fessura verticale dall'uscita non banale su un altro scivolo sospeso. Ci si ritrova in un piccolo anfiteatro roccioso abbastanza comodo, a far sicura su un altro alberello che vien voglia di fermarsi qua: davanti agli occhi un grottino squadrato che sembra fatto apposta per passare la notte, sospesi tra la terra e il cielo. Carlo arriva e rapido riparte. Scala con sicurezza la placchetta affianco al bivacco e sparisce su un'altro sistema di cenge inclinate che portano alla base dell'ultimo camino; c'è da uscire dall'ultima sezione difficile prima che sia completamente notte.

Lo raggiungo e nel frattempo guardo verso l'alto. Non mi ricordo com'è fatto il camino di uscita e sono ansioso di riscoprirlo, ma vedo solo la prima parte del prossimo tiro.

Salgo un facile zoccolo che porta ad un primo diedro-camino verticale che conduce su un piccolo ripiano; ecco, da qui lo vedo, l'unico chiodo e l'aspetto cupo e slavato di quest'ultimo camino. Sembra liscio. Mi convinco e ci entro dentro, il passaggio con lo zaino non è comodo ma mi sforzo e riesco a moschettonare il chiodo, nero come la pece, ma a suo modo rassicurante. Le pareti mi chiudono dentro e, cercando di trovare un punto dove proteggere, mi muovo verso l'alto e vedo una fessura che sembra da friend. Il camino è liscio davvero, con le scarpette si sale in aderenza ma in questa situazione non è facile individuare i piccoli appoggi per le punte dei ramponi e soprattutto scegliere quelli che non si rompono. Comincio a "gonfiarmi" quindi continuo a muovermi verso la fessura. Ci arrivo e mi metto in posizione; sono scomodo e i polpacci chiedono pietà, prendo il friend, respiro di nuovo, lo rimetto sull'imbraco e riprendo in mano le picche; devo uscire. Salgo fino ad affacciarmi sullo scivolo successivo, piazzo bene le picche e mi fermo un attimo a pensare quanto dista l'ultima protezione e cosa ho sotto; smetto subito di pensarci e mi ribalto fuori, a questo punto ci ho preso gusto e scalo dritto in direzione della sosta senza aggirare la placchetta fessurata che ho di fronte.

La sosta non è comoda, ma è su due bei chiodi. Guardo giu mentre recupero Carlo che sta scalando il buio del camino e mi rendo conto che le luci dell'abitato di Casali si sono accese. Dall'altra parte l'ombra del Bove non c'è più, il sole è sceso già da un po'. Sono le 17.15, Carletto tira fuori al volo la frontale e parte sul quattordicesimo tiro, si torna sullo spigolo. Da questo punto in poi sarà Carlo a tenere il comando delle operazioni, a tirare la corda fino in cima; conosce bene i passaggi della cresta finale, è notte e, visto che lo vedo carico, per me è una garanzia! "Alé!..." penso "sulla cresta, mi ricordo che 'si corre' con poco siamo fuori".

Beh, pensiero sbagliato. Nonostante le sezioni tecniche non siano molte, la cresta del Bove in versione "by night" si presenta come un dedalo di passaggi tra risalti rocciosi, scivoli e piccole cenge, che coperte di una buona quantità di neve possono riservare sorprese ad ogni passo. Siamo saliti anche di quota. Sopra la neve varia da poca a tanta, ventata, ghiacciata, un po' di tutto insomma. Carlo si muove deciso nonostante la luce limitata della frontale e scova ogni raro chiodo sulle placche scure. Io mi limito a raggiungerlo e a stargli dietro il più velocemente possibile e percorriamo diversi tratti in conserva.

Arrivati ad un certo punto la cresta finisce contro l'ennesimo pilastro; guardo su, adesso si vede anche la luna, infatti è l'inizio del risalto roccioso sommitale. Inizialmente lo si aggira a destra, "saltando" un profondo intaglio e percorrendo una piccolissima cengia sospesa nel buio che porta alla base dell'ultima placchetta tecnica e da questa a un comodo forcellino. Mentre Carlo si avvia verso l'ultima parte della cresta spengo di nuovo la luce; mi rendo conto che da quando se n'è andato il sole i secondi, i minuti e le ore hanno assunto la stessa dimensione, cioè alcuna... e, nonostante la luna piena, la luce che abbiamo è davvero poca. Siamo a nord, in ombra. Ma la Luna si percepisce forte adesso, e vedo la cima del Bove. La cresta finisce e attraversiamo a destra verso il "sentiero estivo", che adesso è un enorme imbuto di ghiaccio, e usciamo in cima. Sono le 20.30, il cielo è muto e la Luna fa quella giusta luce che ti fermeresti li, a guardare. Abbraccio Carlo e gli dico solo "Grazie!"

Scendiamo in direzione degli Spalti, giù verso il fondo della valle e poi fino a Frontignano. Arriviamo alla macchina alle 23 circa, dopo un viaggio di 17 ore di cui 12 passate sulle rocce dei nostri amati Monti Sibillini.

Grazie a Carlo Minnozzi, che non poteva scegliere un regalo migliore per il suo compleanno, per il cuore, l'entusiasmo e le grandi capacità in questi ambienti.

Grazie alla Montagna, che ci ha voluto bene una volta ancora, grazie a chi in qualche modo ci ha tenuto compagnia. Infine grazie a me stesso!

di Francesco Cianconi

 

 foto Monte Bove Nord e la ripetizione invernale della Via Alletto - Consiglio - Francesco Cianconi e Carlo Minnozzi

foto Monte Bove Nord e la ripetizione invernale della Via Alletto - Consiglio - Francesco Cianconi e Carlo Minnozzi

foto Monte Bove Nord e la ripetizione invernale della Via Alletto - Consiglio - Francesco Cianconi e Carlo Minnozzi

foto Monte Bove Nord e la ripetizione invernale della Via Alletto - Consiglio - Francesco Cianconi e Carlo Minnozzi

foto Monte Bove Nord e la ripetizione invernale della Via Alletto - Consiglio - Francesco Cianconi e Carlo Minnozzi

foto Monte Bove Nord e la ripetizione invernale della Via Alletto - Consiglio - Francesco Cianconi e Carlo Minnozzi

foto Monte Bove Nord e la ripetizione invernale della Via Alletto - Consiglio - Francesco Cianconi e Carlo Minnozzi

foto Monte Bove Nord e la ripetizione invernale della Via Alletto - Consiglio - Francesco Cianconi e Carlo Minnozzi 

 

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